2017: L’anno nero di Venus Williams

Nessuna vittoria per la 37enne americana

Se, come da noi in Italia, fosse il 17 il numero sfortunato Venus Williams quest’anno saprebbe sicuramente con chi prendersela. O forse sarebbe partita rassegnata, in quello che per lei si può definire un anno nero. Ma in America è il 13 a portare sfortuna, quindi nessuna possibilità di prendersela con la numerologia. Eppure l’anno non era partito malissimo per la più grande delle sorelle Williams con la finale raggiunta agli Australia Open, persa poi contro la sorellina Serena, che proprio dopo quel torneo scoprirà di aspettare la sua primogenita. Da quel momento in poi la parola o il suffisso final non porterà fortuna a Venus. Prima la sconfitta nei quarti di finale a Indian Wells (California) contro Elena Vesnina e poi lo stop, questa volta in semifinale, agli Open di Miami per mano di Johanna Konta. Porta fortuna alle avversarie battere Venus che poi andranno a vincere i rispettivi tornei proprio sui campi di casa della Williams.
Quarti di finale ancora fatali per la trentasettenne statunitense agli Internazionali d’Italia che deve arrendersi a Garbine Muguruza. La giovane venezuelana avrà la meglio, in due set, su Venus Williams anche nella finale di Wimbledon terminata con il risultato di 7-5 e 6-0.

E mentre Serena resta fuori dai tornei per godersi la gravidanza, tocca alla sorella maggiore portare alto il nome delle Williams agli US Open, forse il torneo più importante per le atlete statunitensi: il torneo di casa. Ma ancora una volta Venus deve arrendersi alla giovane connazionale Sloane Stephens nel match valido per i quarti di finale. La finale del torneo sarà tutta a stelle e strisce con la Stephens che avrà la meglio su un’altra giovane connazionale, Madison Keys, classe 1995, con il punteggio di 6-3 6-0. Ancora una volta battere Venus Williams porta fortuna e fa vincere il torneo. Nel mezzo le sconfitte al secondo turno all’Open di San Pietroburgo e al quarto turno del French Open. A cui si aggiungono le eliminazioni rispettivamente al terzo e al secondo turno a Toronto e Cincinnati e poi l’uscita, ancora una volta al secondo turno, a Hong Kong. Nonostante tutte queste sconfitte Venus Williams si classifica alle WTA Finals di Singapore. Tra le otto migliori tenniste la statunitense è l’unica a non aver vinto neanche un torneo in questa stagione. La fortuna ancora una volta non sorride alla statunitense che finisce nel girone bianco, forse il più duro, con Garbine Muguruza, Karolina Pliskova e Jelena Ostapenko.

Questa volta però è l’esordio a tradire Venus che viene sconfitta da Karolina Pliskova con un doppio 6-2 in poco più di un’ora. Un risultato positivo per la trentasettenne però c’è, è la terza più “anziana” di sempre ad essersi qualificata al torneo che chiude la stagione. Ancora una volta davanti a lei, in questa speciale classifica, Billie Jean King e Navratilova che si qualificarono rispettivamente a 39 e 38 anni. Un “primato” valido solo ai fini della statistica, ma in un anno nero come questo, forse un sorriso, seppur amaro, a alla più grande delle sorelle Williams lo strapperà lo stesso.

Diletta Barilla