Champions League: Napoli, una notte per diventare grande! Ancelotti sfida Wenger

Due mostri sacri del calcio europeo si affrontano in un affascinante Bayern Monaco – Arsenal, storicamente favorevole ai tedeschi. Sarri guida i suoi alla missione impossibile in terra spagnola, con il solo vantaggio di proporre il miglior Napoli contro il peggior Real della stagione.

REAL MADRID – NAPOLI – Per credere nel miracolo bisogna credere alle parole dei protagonisti, che mettono da parte la scaramanzia per caricare la squadra. È il caso di Pepe Reina, che ricorda come il Bernabeu gli abbia sempre portato bene. Forse perché parlare di miracolo non ha più quella connotazione che aveva a dicembre, quando gli azzurri non avevano ancora scoperto le loro armi migliori. Ora il Napoli è una signora squadra, che non conosce sconfitte ormai da ottobre, e incrocia il Real in un momento di non splendida forma. Se c’è una possibilità di colpirlo, andrà sfruttata fin dal match al Bernabeu. Il Real si difenderà con i numeri del suo stadio: delle ultime 39 partite di Champions, 33 vittorie (4 pareggi e 2 sconfitte), delle ultime 33, sempre almeno un gol dei blancos, record in questa competizione. Altro record è rappresentato dalla ventesima qualificazione consecutiva alla fase a eliminazione diretta. Sotto questo aspetto il Napoli è molto indietro, ancora a caccia di quei quarti che non ha mai raggiunto nella sua storia. Storia che l’ha posto una sola volta contro gli spagnoli, nel 1987/88, precedente purtroppo non positivo (0-2 al Bernabeu, 1-1 al San Paolo e conseguente eliminazione). Allargando gli orizzonti, però, il calcio italiano non è terreno morbido per il Real: degli ultimi 8 incroci nei playoff, solo la Roma della scorsa stagione ne è uscita sconfitta. Chissà che i precedenti con le italiane non rientrino nelle argomentazioni motivazionali di Sarri ai suoi uomini, guidati dal giocatore del momento, Dries Mertens. Il belga può essere il jolly per mettere in crisi la difesa avversaria (a proposito, a tre o a quattro?): 4 reti e 2 assist sono il bottino in dote dopo i gironi per l’ex attaccante del PSV. Stesso numero di gol per Benzema, che nonostante la stagione non esemplare, finisce in copertina in qualità di goleador del Real, dato il lungo digiuno di Ronaldo in questa competizione. Ma i 34 gol nelle 38 partite disputate con la camiseta blanca nella fase a playoff parlano per lui. Purtroppo per il Napoli.

BAYERN MONACO – ARSENAL – Per Wenger e Ancelotti sarà (quasi) una partita come un’altra: la 183esima e la 148esima di Champions, rispettivamente, della loro lunga carriera. Solo Ferguson a quota 190 detta legge al di sopra di tutti. Delle loro 329 panchine, un paio sono in comune, quando il tecnico francese eliminò il Milan, allora guidato dall’allenatore emiliano, nella stagione 2007/2008. Sulla griglia di partenza, però, la favorita dovrebbe essere la squadra tedesca. Dopo un inizio claudicante, il Bayern si è ripreso la vetta della Bundes appena prima della sosta natalizia, a scapito della sorpresa Leipzig, e ora comanda con un solco alle sue spalle lungo 7 punti. L’Arsenal, come ogni anno, è partita forte, e, come ogni anno, ha iniziato a mostrare qualche segno di debolezza: la vetta in Premier distava appena 3 punti a dicembre, ora il Chelsea è scappato a +10.
Ma in Champions è un’altra storia, e i gironi hanno narrato le imprese dei Gunners, capaci per la prima volta dopo cinque anni, di aggiudicarsi il primo posto. Garanzia per affrontare una squadra più debole, magari. E invece sul loro cammino ecco piombare il Bayern, sempre primo nel girone negli ultimi sette anni, e ora secondo alle spalle dell’Atlético Madrid. Se la superstizione andasse di moda in Germania, a qualcuno potrebbe far comodo ricordare che l’ultima volta che chiuse i gironi secondo, il Bayern arrivò dritto in finale.
L’Arsenal proverà a rompere la monotonia delle più recenti edizioni della massima competizione europea: sempre fuori agli ottavi negli ultimi sei anni, due dei quali per mano proprio del Bayern Monaco, vera e propria bestia nera per gli inglesi. Ipotecare il passaggio del turno all’andata sembra impresa quasi impossibile. Sia perché Wenger ha sempre perso la gara d’andata degli ottavi nelle ultime cinque edizioni, sia perché l’Allianz Arena è quasi impenetrabile nelle notti di Champions: le ultime 15 partite hanno visto gioire solamente i giocatori di casa, a segno 53 volte, contro i soli 8 gol subiti. Se ne riparlerà al ritorno, con il favore della partita casalinga, e con un Olivier Giroud che magari avrà incrementato il suo bottino personale contro i bavaresi: a segno in tre delle ultime quattro partite di Champions contro di loro. Nell’altra area di rigore agirà Robert Lewandowski, 14 gol nelle ultime 12 partite europee fra le proprie mura, sicuramente il pericolo numero uno.

Carlo Pignataro