Chi l’ha visto: Vincenzone da Crotone, un bomber mondiale!

Nel calcio, come nello spettacolo in senso più ampio, come nella vita in fin dei conti, scorrono vorticosamente le stagioni, i campionati, le coppe e i loro pratagonisti vengono sballottati da una squadra all’altra, da un paese ad un altro, alcuni restano nello stesso giro per più tempo, altri girano, girano e rigirano fino a quando alcuni di loro vengono persi di vista, spariscono dai radar per qualche motivo e come per incanto, nessun giornale ne va alla ricerca, vengono dimenticati dal mondo del calcio e reperirne le tracce diventa difficile. Oggi parliamo di Vincenzo Iaquinta.

Nato a Crotone il 21 novembre 1979, dopo le esperienze in serie B con il Padova e in C con il Castel di Sangro, viene acquistato dall’Udinese nell’estate del 2000. Fa il suo esordio nella massima serie il 1 ottobre di quell’anno e resta con i friulani per sette stagioni, collezionando 205 presenze e 69 reti; bomber di razza dotato di notevole velocità e forza fisica entra nel mirino della Juventus post calciopoli e nel 2007 i bianconeri lo acquistano per 11 milioni. A Torino con la Juventus, in 5 anni, vince uno scudetto, quello 2012/2013, ma da non protagonista; ottime cose farà invece gli anni precedenti, con un totale di 40 reti in 108 presenze. In mezzo una sbiadita esperienza a Cesena dove timbra solo 7 presenze e una rete.

L’apice della sua carriera resta però il Mondiale 2006 in Germania; scelto da Marcello Lippi farà parte della Nazionale che trionferà in finale contro la Francia e contribuirà alla vittoria con 5 presenze e 1 rete decisiva contro il Ghana all’esordio (2 a 0).

A 33 anni nel 2012 rientra alla Juventus dopo l’esperienza in prestito a Cesena, è il primo anno di Conte sulla panchina bianconera e Iaquinta viene posto ai margini della rosa senza mai mettere piede in campo ma percependo comunque uno stipendio importante. Diventa vittima di grandi critiche mediatiche per questa ragione. Il suo scarso se non inesistente impiego da parte di Antonio Conte solleverà svariati interrogativi, considerando il valore di un centravanti come Iaquinta; le solite maligne voci gettarono fango sul giocatore, spettegolando di disintossicazioni e altre dicerie poco credibili ma che tanto male faranno all’attacante crotonese. In realtà, più tardi emerse come il tecnico pugliese apprezzasse il giocatore ma che i troppi guai fisici gli impedirono di comprenderlo pienamente nel suo progetto.

Nel 2013 a scadenza del contratto, l’attaccante calabrese decide di ritirarsi prematuramente dal calcio giocato motivando la decisione con i troppi infortuni avuti nei precdenti 2 anni. Sparisce letteralmente dalla circolazione, quanto meno pubblica. Nel 2015 consegue la qualifica di allenatore a Coverciano ma, ad oggi, non ha mai esercitato l’attività di tecnico. Nonostante il suo formale ritiro diversi club tra serie B e Lega Pro lo hanno contattato negli ultimi anni, il Parma su tutti, vedendosi rispondere però 2 di picche.

Delle volte si viene dimenticati contro il proprio volere, altre volte invece si decide in prima persona di essere riposti momentaneamente in soffita assieme ai vecchi giocattoli, ci si vuole appartare lontano dai riflettori giusto per rifiatare.

Non sappiamo quale sia il caso di Vincenzone (soprannome dovuto alla notevole statura, 191 cm), ma speriamo di rivederlo presto riaffacciarsi nel pianeta calcio, magari su qualche panchina ad esultare incredulo come al minuto ’83 di Italia – Ghana in quel 12 giugno 2006…

ANDREA RESCALLI