Cinema & Sport: Nel 1975 Rocky conquista il mondo

Uno sconosciuto Sylvester Stallone nel 1975 conquista il Mondo con il suo Rocky che da quel momento diventa un’icona del cinema sportivo e non solo

di Davide PITEO

Senza dubbio uno dei passatempi più amati al mondo è lo sport, quello praticato e quello visto in tv, infatti con l’avvento delle tv a pagamento, e tv dedicate al mondo sportivo quasi tutte le sere in tv è possibile assistere a: partite di calcio, basket e tanti altri sport. Ovviamente però lo sport non è solo questo, perché lo sport è anche poesia che racconta storie che spesso ci fanno sorridere, commuovere, e soprattutto attraverso il cinema. Infatti ampia è la cinematografia che attraverso lo sport, ha raccontato storie incredibili ed avvincenti e tanti sono i titoli di film che pur se visti e rivisti mille volte, quando sono in tv rievocano grandi ricordi. Cosi abbiamo pensato ad una rubrica che raccontasse di queste pellicole che a modo loro hanno raccontato e fatto scoprire determinate discipline sportive. Non è un caso che in tanti dopo aver visto un film abbiano deciso di praticare una determinata disciplina, un po’ per piacere un po’ per emulare nel proprio piccolo i protagonisti. Senza dubbio tra le tante pellicole un posto d’onore lo detiene: Rocky, la saga cinematografica che nel 2016 si arricchirà di un settimo capitolo, ha fatto innamorare milioni di persone e spinto a praticare il pugilato ad altrettanti ragazzi, i quali nel proprio piccolo hanno cercato di emulare le gesta del pugile italo-americano più famoso della storia del cinema sportivo.

Trama: Philadelphia, 1975. Rocky Balboa è un pugile italo-americano di mezza tacca che non riesce a sfondare a causa di vari motivi. Per questa ragione, il suo allenatore Mickey Goldmill gli sequestra l’armadietto e non perde occasione di fargli notare quanto lo consideri scadente come pugile, tanto che lo definisce “una scamorza”. Quando non combatte, Rocky guadagna denaro facendo l’esattore per Mr. Gasco, un gangster italo-americano che comanda in un quartiere di periferia della città. Nel frattempo, l’imbattuto campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed giunge a Philadelphia alla ricerca di uno sfidante per un match organizzato per festeggiare la ricorrenza del Bicentenario degli Stati Uniti d’America. Poiché lo sfidante ufficiale si è infortunato, Apollo decide di dare a un perfetto sconosciuto di Philadelphia l’opportunità di affrontarlo per il titolo, cogliendo l’occasione per accrescere la propria già immensa popolarità. Quasi per caso, trova sull’annuario dei pugili proprio il nome di Rocky, soprannominato “lo stallone italiano”. La sfida, che doveva rivelarsi soltanto una farsa, si trasforma invece in un durissimo scontro per entrambi i contendenti. Creed, ripresosi dal knock-down del primo round, tempesta di colpi Rocky che però dimostra un’incredibile capacità di incassare i pugni del campione controbattendo con colpi potentissimi. L’ultimo Round vede Apollo stremato preso d’assalto dalla veemenza e dai durissimi colpi di Rocky e il suono dell’ultima campana viene accolta dai due pugili stremati come una liberazione.

Produzione: Il 24 marzo 1975, Stallone assiste all’incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, organizzato dal manager Don King. L’incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, addirittura al tappeto durante la nona ripresa. Stallone, colpito dalla resistenza di Wepner, ha un’ispirazione e in tre giorni scrive una prima stesura della sceneggiatura di circa 90 pagine, dando cosi vita al personaggio di Rocky. Le riprese del film si svolsero interamente a Philadelphia e si conclusero in soli ventotto giorni. Rocky fu il primo film in cui venne utilizzata la steadycam, seppure in una versione non ancora definitiva, ciò portò ad un maggior dinamismo nelle riprese specie durante l’allenamento, difficilmente realizzabili in un film low budget. Pur se girato con un budget a basso costo, il film nelle sale diventa subito un cult, incassando 225 milioni di dollari e conquistando la bellezza di ben tre premi Oscar: miglior film, miglior regia e miglior montaggio. Ma il successo di Rocky è anche il successo di Stallone, infatti ottiene la candidatura come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad ottenere due candidature nello stesso anno,a cui fece seguito la vittoria del David di Donatello nella categoria miglior attore straniero.

Curiosità: Come ormai risaputo la saga di Rocky nasce da un’idea di Stallone, il quale assistendo all’incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, ebbe l’illuminazione che lo portò alla realizzazione di una delle saghe cinematografiche sportive di maggior successo. Ma chi erano in realtà i pugili che diedero vita a Rocky? Tutti o quasi ovviamente conosciamo Muhammad Ali noto anche come Cassius Marcellus Clay Jr, celebre ex pugile statunitense, tra i più famosi e apprezzati sportivi della storia. Ha vinto l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve parentesi ancora nel 1978. Muhammad Ali è noto anche per la sua conversione all’Islam e per avere rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam. Affetto dalla Sindrome di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si è distinto per le sue azioni umanitarie. Nella sua carriera ha combattuto 61 incontri dei quali ne ha vinti ben 56 di cui 37 per ko, perdendone soli 5 di cui 1 per ko. Discorso diverso per Chuck Wepner, Soprannominato The Bayonne Brawler (l’azzuffatore di Bayonne) e The Bayonne Bleeder (il sanguinante di Bayonne) fu un pugile di discreta fama e fisico imponente. Viene ricordato soprattutto per aver ispirato il personaggio di Rocky Balboa per questo motivo è noto anche come il “Vero Rocky”. Ha chiuso la sua carriera di pugile nel 1978 con un record di 35 vittorie (18 per KO), 14 sconfitte e 2 pareggi. È conosciuto anche come “il sanguinolento di Bayonne” per la facilità con cui si feriva e sanguinava in volto. Fra le sue sconfitte eccellenti, quelle contro George Foreman, per KO tecnico alla 3ª ripresa (18 agosto ’69) e contro Sonny Liston, per KO tecnico alla 10ª ripresa (29 giugno ’70 a Jersey City), in uno dei più feroci incontri della storia del pugilato moderno. Di incredibile tenacia agonistica e coraggio quasi illimitato, Wepner attuava la difesa a oltranza e aveva una sorprendente capacità di assorbire ogni tipo di colpo o testata, riuscendo a reggersi sempre in piedi e senza mai cadere al tappeto. Tra le varie curiosità che circondano il primo capitolo di Rocky c’è anche la velocità con la quale è stato realizzato il film, girato infatti in soli 28 giorni, ma ancor più veloce fu il compositore Bill Conti, che realizzò l’ormai celebre : Gonna Fly Now, in una sola settimana.

Scheda tecnica: Titolo: Rocky, Anno di produzione: 1975, Durata : 119 minuti, Regia: John G. Avildsen, Soggetto: Sylvester Stallone,
Sceneggiatura: Sylvester Stallone, Casa di Porduzione: United Artists, Musiche: Bill Conti, Interpreti: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Brugess Meredith