Fallimento Mondiale! L’Italia é fuori, è la fine di un’era

Buffon in lacrime dice addio alla nazionale, niente sesto mondiale per lui. A fine partita il passaggio del testimone al giovane Donnarumma. Ombre sul futuro del tecnico.

Doveva essere una serata in cui ribaltare ogni pronostico, in cui tirare fuori l’orgoglio e dimostrare che l’Italia non era quella vista a Solna nella gara di andata di venerdì. Ma non è andata così, purtroppo. Non è bastato il supporto di un San Siro vestito a festa per l’occasione a spingere i palloni degli azzurri nella porta difesa da Olsen. Eppure l’Italia ci va vicina più volte, in entrambi in tempi, in cui mostra sul campo tutta la sua superiorità tecnica ma che non basta contro la fisicità della Svezia. L’urlo in gola ai ragazzi in campo, e a quelli sugli spalti, è stato strozzato più volte: Immobile ci prova ma prima il salvataggio di Granqvist poi una mira un po’ sbilenca gli negano una rete che, per il gioco mostrato questa sera, sarebbe stata meritata. Sul finale ci prova anche El Shaarawy ma la sua conclusione termina tra le braccia del portiere. Sarebbe stato un nuovo gol da cineteca per l’attaccante della Roma. Per come è entrato in campo il numero 22 azzurro, e per lo stato di grazia che sta vivendo anche nel suo club, viene da chiedersi perché Ventura non abbia puntato su di lui prima. Scelte non troppo condivisibili quelle del commissario tecnico italiano che decide di privarsi anche di Insigne, uno che con la maglia azzurra del club sta vivendo uno dei momenti migliori della sua carriera.

Inutile “attaccarsi” agli episodi, al possibile rigore, o forse i rigori, non fischiati dall’arbitro. E comunque su questo argomento potrebbero recriminare anche gli svedesi, che però ormai sono troppo presi dai festeggiamenti. Ma gli azzurri non hanno perso il mondiale in questa doppia sfida. Il declino degli uomini guidati da Ventura è iniziato dopo la sconfitta con la Spagna. Da lì, giocatori e allenatore, non sono più riusciti a trovare strada giusta. Non accadeva da sessant’anni che l’Italia mancasse un appuntamento mondiale, e forse questa potrà essere l’occasione giusta per un’attenta analisi ed un esame di coscienza di chi il mondo del calcio lo dirige. Si è toccato il fondo, da qui si può solo risalire. È la fine di un ciclo. Saluta la nazionale nel peggiore dei modi capitan Buffon, che a fine anno appenderà gli scarpini al chiodo. Non sarà sesto mondiale per lui, non sarà leggenda per numero di partecipazioni al campionato del mondo ma sicuro lo sarà per l’Italia. Per come ha guidato la nazionale e per come, a fine partita, si è congedato ai microfoni della Rai. Al triplice fischio dell’arbitro, l’abbraccio del numero 1 a Gigio Donnarumma ha tutto il sapore del passaggio di testimone.

Potrebbe essere la fine anche di Ventura alla guida dell’Italia nonostante il rinnovo fino al 2020 firmato prima della gara contro gli spagnoli, nel contratto la Federazione ha inserito una clausola relativa al possibile sollevamento dall’incarico del tecnico in caso di mancata qualificazione a Russia 2018. E i presupposti perché ciò si verifichi sembrano esserci tutti. Nessuno avrebbe detto che l’Italia quest’estate avrebbe guardato i campionati del mondo davanti alla TV e non sul campo, neanche dopo la sconfitta nella gara di andata. C’era fiducia intorno alla squadra azzurra. Ma non ci sono più possibilità di appello così come non si può che definire un fallimento questa gestione. Ma non bisogna piangersi addosso, adesso c’è solo da rimboccarsi le maniche e rimettere insieme i pezzi. E ripensare anche alle passate avventure mondiali degli azzurri, usciti prematuramente sia in Sudafrica che in Brasile.

Diletta Barilla