Finché c’è closing c’è speranza. Storie di ordinarie trattative

Quando perdi le speranze, non ti resta che sperare ancora un po’. E’ quello che, gioco forza, devono mettersi in testa i tifosi milanisti che, da quasi un anno ormai, quasi 2 se si considera la “trattativa Mr. Bee”, sono tenuti sulle spine per questo famigerato e, onestamente surreale, closing.

Mentre il campionato volge al termine, si perché nel frattempo un campionato il Milan lo sta comunque portando avanti; e parecchio bene anche, il futuro societario del diavolo è sempre meno chiaro, ed è proprio la mancanza di chiarezza e di trasparenza ad irritare il popolo rossonero e non solo; a pretendere risposte vi sono parecchi giornalisti che, in questi mesi hanno navigato a vista e formulato tesi, capovolte e smentite puntualmente nei fatti da un giorno all’altro; una risposta la attende di certo con ansia, anche se dalle dichiarazioni super diplomatiche non parrebbe, Mister Montella; anche chi scende in campo meriterebbe di sapere quanto prima che cosa ne sarà della società, andrà ai cinesi? Resterà di Berlusconi? Andrà ai cinesi ma senza investimenti? Non si tratta di dettagli da nulla, specialmente se colui che aspetta queste risposte fa di cognome Donnarumma ed è curato da Mr. Raiola. Ci siamo capiti insomma. Le domande sono tante, le risposte poche e confuse.

Più acqua passa sotto i ponti e più le paure e i dubbi emergono. Se chi vende e chi acquista mostra poco di concreto, oltre a rinvii su rinvii, beh allora i giornali si sbizzarriscono e scavano per conto loro fino a che qualcosa trovano, che sia vero o meno vero. Quanto saranno credibili ad esempio le, tutt’altro che simpatiche voci, su Yonghong Li? Il capo cordata. Come mai ad un passo dalla chiusura una parte dei presunti finanziatori si è sfilata? Il Milan vale davvero così tanti soldini o era il caso di pretendere qualche zero in meno? Non sarà di certo una bufala tale al punto di sospettare di qualche “giochino fiscale” di Silvio vero? si perché esiste anche questo fronte, per lo più all’interno dei bar sport meneghini.
Tralasciando le mille incognite, tra cui il timore tutt’altro che ingiustificato che questi “cinesi del Milan” non siano poi così tanto affidabili, visto che, stando ai fatti, faticano a racimolare tra cordate, banche e finanziatori misteriosi, i quattrini per acquistare. Figuriamoci, si chiedono in molti, come sosterranno il mercato e la rinascita sportiva della squadra. Tralasciando anche l’evidente differenza tra questa estenuante trattativa e quella fulminea di Suning, che si è presa i cugini interisti in meno di 3 mesi e ha già avviato un serio e ambizioso progetto, ma tralasciamo anche questo, vogliamo essere fiduciosi, ancora una volta. Veniamo alla cronaca: la prossima scadenza signori e signori è quella relativa alla firma di un nuovo contratto tra Fininvest e SES e il pagamento dei 100 milioni che mancano all’appello. Si era parlato di venerdi 10 marzo come termine minimo, fine di questa settimana come termine massimo, oggi è il 14. Aspettiamo, un giorno in più cosa cambia ormai? Passiamo oltre, diamo per fatto questo ulteriore step, a quel punto sarà tempo di una nuova data per il closing (si spera ufficiale). Fine marzo? Metà aprile? Fassone e Mirabelli hanno un mercato da avviare, un ennesimo rinvio non sarebbe accettabile, né da loro, né da noi, né da nessuno.

ANDREA RESCALLI