Italia, AAA Capro Espiatorio cercasi. Nella debacle Mondiale si salva solo Buffon

Dopo la clamorosa esclusione da un mondiale dopo 60 anni di partecipazioni consecutive è il momento di rialzare al testa e ripartire. “Da chi?” è la domanda che in molti si pongono ma che per il momento è ancora senza risposte.

La sconfitta Mondiale, il non aver strappato il pass per andare in Russia, brucia. Brucia davvero tanto all’Italia e agli italiani. E da chi il mondo del calcio, o dello sport più in generale, lo vive o lo ha vissuto non sono mancati commenti e qualche frecciatina. L’indiziato numero uno è sicuramente il commissario tecnico Gian Piero Ventura. La sua avventura sulla panchina azzurra sembra esser giunta al capolinea con qualche mese di anticipo. Da indiscrezioni trapela un duro scontro tra lui e i vertici federali avvenuto nella notte di ieri durante il quale il ct avrebbe – e in questo caso il condizionale è d’obbligo – chiesto una buonuscita pari ai sette mesi di stipendio ancora previsti dal contratto ma la risposta è stata negativa. Intercettato dalla trasmissione Le Iene il CT ha confermato la scelta di presentare le sue dimissioni. Anche il presidente del Torino, Urbano Cairo, da sempre estimatore dell’allenatore di Genova e che ne ha sempre preso le difese non riesce più a trovare giustificazioni per il tecnico.

Non se la passa meglio neanche il presidente della Federazione Italiana, Carlo Tavecchio, per molti responsabile di questo fallimento e della sciagurata scelta del commissario tecnico. Non le manda a dire Marco Tardelli, campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982, furioso con il presidente della FIGC. “Conosco la realtà d’oltremanica perché ho abitato lì diversi anni e vi posso dire che Tavecchio in Inghilterra non sarebbe più entrato in uno stadio, mentre in Italia è il presidente della FIGC. E’ questo che dobbiamo chiederci: perché è lì e può permettersi di dire certe cose? Permettiamo tutto a un soggetto che, comunque, è coperto” le sue parole direttamente dalla trasmissione Agorà della Rai. Usa toni decisamente più pacati il presidente del Coni Giovanni Malagò che però fosse al suo posto si dimetterebbe senza esitazioni come ha dichiarato: “E’ padrone, sulla base di quello che ho detto, di assumersi le responsabilità. Se mi chiedete cosa farei al posto suo, mi dimetterei. Così facendo, si attesterebbero le cose buone fatte, ma la situazione sportiva è quella che è”.

E se il binomio calcio-politica sembra indissolubile ecco che arrivano anche le dichiarazioni del Ministro per lo Sport, Luca Lotti secondo cui questo potrebbe esser il momento giusto per dare una svolta a tutto il movimento calcistico italiano: “Questo è il momento in cui tutti devono fare la loro parte. Come Governo stiamo già provando ad aiutare il calcio con la riforma dei diritti televisivi, c’è ancora molto da fare ma dobbiamo farlo tutti insieme. Ventura e Tavecchio devono prendere le loro decisioni, credo che sia importante cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano, dai settori giovanili fino alla Serie A. È anche un problema culturale, che parte dalla scuola calcio dei ragazzi e da come si insegna ai genitori che stanno in tribuna”.

L’unico ad uscire indenne da questa tragedia è il capitano, Gianluigi Buffon. Per lui, che come al solito ci ha messo la faccia assumendosi responsabilità non sue, sono arrivati attestati di stima da tanti grandi campioni, dal suo club, da compagni, addetti ai lavori e dai tifosi. Lasciato solo da allenatore e presidente davanti alle telecamere ha scelto poche parole, non banali, per congedarsi dalla maglia azzurra. Lui che che sarà in ogni caso leggenda, almeno per la sua nazione – e poco importa ciò che dicono i numeri e le classifiche – “Dispiace non per me, ma per il movimento. Dispiace perché abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere veramente importante. Di conseguenza, niente, questo è l’unico rammarico che ho e non certo quello di finire, perché il tempo passa, è tiranno ed è giusto che sia così. Dispiace che l’ultima partita ufficiale sia coincisa con una non qualificazione ai Mondiali”. A noi invece dispiace anche per te, la tua avventura in azzurro, per quanto fatto e per l’orgoglio con cui hai indossato quella maglia e quella fascia, meritava di finire diversamente.

Diletta Barilla