La crisi di mezza-mezza età: la dura legge del “blonde” colpisce anche Messi

Meches, colpi di sole, punte ossigenate o tinture integrali biondo platino. Ad intervalli più o meno regolari, il giallo paglierino spopola tra i calciatori. Ridateci il “divin codino”

Nella vita, arriva sempre quell’età in cui la confusione regna sovrana. In cui non capiamo bene cosa vogliamo, chi siamo, dove andiamo, se gli alieni esistono. Per molti quel periodo coincide con la pubertà, per i calciatori copre quel lasso di tempo che va dai 25 ai 30 e in cui, non capendo più poco o niente, ci si fa biondi.

I precedenti Tornare ai tempi di Valderrama è anacronistico, partire dagli anni 90’ è più semplice. Il primo fu Ibrahim Ba, la freccia nella faretra di Alberto Zaccheroni nel suo primo Milan. Sarà stato merito della tintura ma quel Ferrero Rocher giocò una prima stagione strepitosa, per poi perdersi man mano. Negli anni 2000 il più biondo di tutti era invece Abel Xavier. Dato che un’immagine vale più di mille parole, il consiglio e di googolarlo subito. Al suo confronto i biondi del domani come Djibril Cisse, Boateng, Pogba, Naingolann, Balotelli (anche lui, per non farsi mancare niente) e Griezman, per citarne alcuni, sono dei novellini. Nell’ultimo weekend si sono aggiunti anche Insigne e Neymar e forse, quest’ultimo è stato influenzato dalle “cattive” compagnie a Barcellona.

I colpi di sole che non ti aspetti Tra gli ultimi in ordine cronologico, ma al primo posto per quanto riguarda l’imprevedibilità, c’è Leo Messi. Il ragazzo di Rosario, la pulce che, nonostante i problemi di crescita, è riuscita a farsi spazio nel calcio dei grandi. Una vita al Barcellona, palloni e scarpe d’oro da far gola ai “Compro Oro” fino al dramma. Con la nazionale arriva un triplete particolare. Nel 2014 il k.o. contro la Germania ai mondiali brasiliani, al tappeto contro il Cile in Copa America un anno dopo, idem quest’anno. Allora Lionello ha un attimo di sbandamento, ascolta “where is my mind” dei Pixies, si riempie di churros e asado, torna a Barcellona ma prima fa una capatina dal barbiere. Questi gli promette di accorciargli solo un po’ le punte ma, posseduto da Nino D’Angelo, lo ossigena. Mito? Realtà? Leggenda? Non lo sapremo mai, l’importante è che Johnny Bravo esca da questo corpo: torna in te Leo!

Luca Villari