Mondiale, Italia 10milioni di ragioni (o forse anche di più) per andare in Russia

La mancata qualificazione della nazionale di Ventura ai prossimi mondiali creerebbe un danno economico al paese e non solo. Ci sono ancora 90 minuti per compiere l’impresa e tirare finalmente un sospiro di sollievo

Non strappare questa sera il pass per raggiungere la Russia sarebbe una tragedia non solo sportiva per l’Italia, ma anche economica. Ebbene sì, perché nelle casse della FIGC non entrerebbero i circa 10 milioni di euro previsti per tutte le nazionali qualificate alla fase a gironi. Per non parlare della cifra che si alzerebbe di altri 3 milioni in caso di passaggio agli ottavi. Ma in Italia a fare i conti non è solo la Federazione ma è anche lo Stato. Un danno stimato di circa un milione di euro quello previsto dall’erario derivante dalle mancate giocate, o se preferite puntate, sugli azzurri. E che dire delle televisioni, che solo per la partita di andata dei play off giocata in Svezia hanno registrato 10milioni e 850mila spettatori. Sono proprio le TV, o meglio i diritti televisivi, a fare tremare la FIFA. Per il maggior organo internazionale del calcio, il mancato approdo in Russia degli azzurri costerebbe circa 100 milioni di euro.

I diritti TV per l’Italia ancora non sono stati venduti e in caso si mancata qualificazione l’offerta scenderebbe e di molto. Come riportato dall’ANSA, citando fonti televisive certe, “Fra Rai e Sky la Fifa aveva incassato circa 180 milioni di euro dai diritti tv per il mercato italiano. Senza gli azzurri sarebbe difficile andare oltre gli 80 milioni di euro”. Per i mondiali, così come per gli europei gli introiti televisivi maggiori vengono incassati dalle TV libere e non da quelle a pagamento. L’esatto opposto di quanto accade per il campionato. Non qualificarsi e non ritrovarsi al via il prossimo 14 giugno per l’Italia sarebbe una sconfitta in tutti gli ambiti. C’è ancora una sera, questa, prima del verdetto definitivo e tutti questi calcoli potrebbero essere ribaltati. Se lo augura una nazione intera e non solo.

Diletta Barilla