Premier League: Il Chelsea mette le mani sullo scudetto, tra City e Liverpool finisce 1-1

Nella ventottesima giornata il Chelsea si impone anche in casa dello Stoke e procede a passi distesi verso il titolo. Pareggio poco utile ad entrambe quello tra Manchester City e Liverpool. Bene Tottenham e Manchester United. Malissimo L’Arsenal, con un ambiente ormai stanco di Wenger.

Dopo aver staccato il biglietto per la semifinale di F.A. Cup, battendo di misura il Manchester United, il Chelsea continua la propria marcia solitaria in testa alla classifica andando a vincere sul terreno dello Stoke una gara forse più complicata del previsto. Apre subito i giochi Willian e la strada sembra in discesa. Tuttavia il calcio di rigore trasformato da Walters riporta in equilibrio le ostilità. Nel finale i Blues riescono comunque a trovare la rete che regala i tre punti, grazie a Cahill. È un Conte sempre più padrone d’Inghilterra, con tutte le carte in regola per aggiudicarsi un double che alla prima stagione sarebbe straordinario. Alcune (poche) delle inseguitrici tentano di mantenere ancora aperto un campionato che, in realtà, appare già chiuso. Il Tottenham supera infatti a White Hart Lane il Southampton ed è secondo: timbrano il cartellino Eriksen e Alli (dal dischetto) per gli Spurs, Ward-Prose per i Saints. Pochettino resta a dieci lunghezze di distacco dalla vetta. Tante, molto probabilmente troppe. Nel big match dell’Etihad tra Manchester City e Liverpool, invece, il pareggio finale distanzia ancor più entrambe le formazioni dal primato, rivelandosi un risultato tutt’altro che utile. A Milner risponde Agüero. Terza e quarta rispettivamente le creature di Guardiola e Klopp, con soprattutto il primo a dover riflettere su un’annata che definire avara di sorrisi è dire poco.

Capitolo Arsenal: un capitolo molto delicato. La situazione in casa Gunners, dopo l’ennesima sconfitta sonora, subita stavolta tra le mura del West Bromwich (3-1), è più che tesa. La delusione della piazza per questi ultimi dieci anni di gestione Wenger, in cui sono arrivati solo due F.A. Cup e due Community Shield, è fortissima. Le manifestazioni di stanchezza nei confronti del tecnico alsaziano crescono di partita in partita e non potrebbe essere altrimenti. Vengono soprattutto criticati i troppi investimenti onerosi fatti su calciatori che non hanno però permesso ai londinesi di compiere il salto di qualità di cui l’Arsenal avrebbe ardentemente bisogno. Scelte sempre operate da un allenatore che nel suo primo decennio alla guida della compagine del Nord di Londra aveva fatto divertire e vincere, ma che ora si sente probabilmente al capolinea di una lunga storia d’amore. La sua squadra ora è quinta e rischia seriamente di non partecipare alla prossima edizione della Champions League, il che sarebbe un enorme fallimento. In quarta posizione, infatti, c’è adesso il Manchester United, per effetto del successo esterno ai danni del Middlesbrough. In gol Fellaini, Lingard e Valencia, mentre per il Boro accorcia inutilmente Gestede. Mourinho può essere soddisfatto, anche perché non portare i suoi nella massima competizione europea rappresenterebbe uno sgradevole insuccesso.

Nelle altre sfide da segnalare la terza vittoria consecutiva del nuovo Leicester di Shakespeare, che si impone per 2-3 nel domicilio del West Ham. E c’è da considerare anche il passaggio ai quarti di Champions, dunque la stagione delle Foxes si sta rimettendo su binari migliori. Da sottolineare, inoltre, la rimonta in graduatoria dell’Everton, che aggancia l’Arsenal demolendo l’Hull per 4-0 al Goodison Park. Colpi interni per il Crystal Palace sul Watford (1-0) e per il Bournemouth sullo Swansea (2-0). Termina infine 0-0 lo scontro tra Sunderland e Burnley, condannando i Black Cats a restare all’ultimo posto.

Federico Lattanzio