Serie A: La Juve va spedita, la Roma cade contro la Samp, Milan ko!

I bianconeri vanno in fuga: +4 sui giallorossi. Higuain-Khedira mettono al tappeto il Sassuolo. I blucerchiati condannano la Roma: Praet, Schick e Muriel segnano la disfatta della banda Spalletti

22^ GIORNATA
Tra le sei gare del pomeriggio di A, spiccano i due campi dove sono occupate in contemporanea le prime due dell’attuale graduatoria: la Juve di scena al “Mapei Stadium” di Sassuolo e la Roma, impegnata nella trasferta del “Ferraris” di Genova contro la Samp. Ebbene, se i bianconeri riescono a superare agevolmente l’ostacolo emiliano, i giallorossi incappano in una dolorosissima sconfitta che pregiudica la rincorsa alla prima della classe (la Roma scivola a -4 dalla vetta). La Juve a trazione offensiva (anche oggi tutti gli uomini d’attacco schierati fin dal 1’ dal tecnico livornese) funziona alla perfezione anche sul difficile campo dei neroverdi: successo mai in discussione, messo in cassaforte nel giro della prima mezz’ora dal solito cecchino Higuain e da Khedira. Non regge il passo, invece, la formazione di Luciano Spalletti: Praet, Schick e Muriel condannano i giallorossi, che subiscono anche le prime tre reti di questo 2017. Questa sera il Napoli, vincendo contro il Palermo, potrebbe agganciare proprio la Roma al secondo posto in classifica. C’è, invece, una squadra che non si ferma più ed è l’Inter di Stefano Pioli, giunta al settimo successo di fila in campionato (nono comprese le coppe). E’ incredibile come l’ex tecnico della Lazio abbia radicalmente trasformato un gruppo di giocatori completamente allo sbando in un undici implacabile, tutto nel giro di poche settimane. Negli ultimi sette turni di campionato i nerazzurri hanno raccolto 21 punti (bottino pieno), praticamente la stessa quantità di punti racimolata nelle prime 15 giornate: dopo il pesante ko di Napoli (3-0) del 2 dicembre scorso, la truppa milanese non ha più fallito un colpo, riuscendo così a tornare in piena corsa Champions. Se non è un’impresa questa, poco ci manca… L’approdo di Pioli sulla panchina interista è risultato essere il medicinale più efficace per sconfiggere l’assenza di gioco e di stimoli che regnava durante il periodo di Frank De Boer. La mano dell’allenatore, dunque, ma anche la società ha avuto il merito di ritoccare una rosa già di valore, innestando un giocatore giovane e di talento come Gagliardini. L’ultima perla è giunta nell’anticipo serale di ieri contro il Pescara: potrebbe rappresentare uno slancio importante in vista di Juventus-Inter di domenica prossima. Il vero esame di maturità per la formazione nerazzurra.

Per una squadra che sale, ce n’è invece una che è in caduta libera: trattasi della Lazio, che proprio ieri ha incassato la seconda sconfitta consecutiva ed è stata superata al quarto posto in classifica proprio dall’Inter (42 punti contro i 40 dei biancocelesti). Se il ko contro la Juve, nel fortino dello “Stadium”, poteva essere messo in preventivo, ben diverso il discorso per ciò che concerne la gara interna contro il Chievo. I capitolini hanno perso l’incontro sicuramente per le parate decisive effettuate da un Sorrentino in stato di grazia, ma ci sarebbe anche da segnalare una preoccupante involuzione sotto l’aspetto prettamente mentale. La Lazio ha dato un’idea di scarsa concentrazione e di poca cattiveria nelle occasioni da gol costruite. Spetta ora a Simone Inzaghi recuperare la situazione prima che precipiti del tutto. L’occasione arriva subito, dal momento che in settimana si disputerà Inter-Lazio di Coppa Italia (quarti di finale in gara unica). Nella stessa difficile situazione dei biancocelesti versa anche il Milan, giunto al secondo stop consecutivo in campionato e che viene rimontato dall’Udinese. La settimana nera dei rossoneri, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, culmina con gli infortuni dell’autore dell’illusorio vantaggio Jack Bonaventura e di De Sciglio. Termina 1-1 la gara di mezzogiorno tra un Torino che non vince più e la sorpresa Atalanta (Petagna rimedia al vantaggio di Iago Falque). Rocambolesco pari (3-3) anche tra Fiorentina e Genoa: Simeone salva i rossoblù proprio allo scadere grazie ad un rigore concesso dall’arbitro Orsato (espulso Bernardeschi). Altro 1-1 quello tra un buon Cagliari e un nervoso Bologna (che termina in 9 per i rossi a Viviani e Krafth). Il Crotone, invece, deve ringraziare Falcinelli se può ancora sperare in una miracolosa salvezza. L’attaccante firma praticamente da solo il rotondo successo sull’Empoli: 4-1 con tripletta decisiva. Queste le sintesi di tutte le gare disputate in giornata:

TORINO-ATALANTA 1-1 (16’ Iago Falque, 66’ Petagna) anticipo delle 12.30 – Nel lunch match del 22esimo turno di A, Torino e Atalanta si annullano a vicenda impattando per 1-1. E’ un Toro scatenato quello dei primi minuti di gioco, pronto a riscattare fin da subito il momento negativo delle ultime settimane. Trascorso un quarto d’ora dal fischio d’inizio, percussione in area di Barreca che serve un assist al bacio per l’accorrente Falque: l’ex esterno romanista trafigge il portiere Berisha, dando il vantaggio ai granata. Gli orobici carburano con il trascorrere del minutaggio. Poco dopo la mezz’ora, splendido intervento di Hart a negare la rete sul tentativo del Papu Gomez. Al 66’, tuttavia, l’estremo inglese non può nulla sulla scivolata di Petagna che indirizza il pallone in fondo al sacco. Raggiunto il pareggio, l’Atalanta s’impossessa anche delle chiavi del gioco: una doppia occasione capita sui piedi di Kurtic che, tuttavia, fallisce irrimediabilmente. Forcing finale disperato del Torino, ma è ormai troppo tardi per far suo l’incontro.

CAGLIARI-BOLOGNA 1-1 (64’ Destro, 92’ Borriello) – Grazie ai due centravanti di questa gara, Destro e Borriello, esce un 1-1 fra Cagliari e Bologna. Un pareggio che fa sì che entrambe le formazioni continuino a braccetto il loro cammino in campionato. Un 1-1 che fa contenti tutti: il Bologna perché riesce a tenere in piedi la baracca e per questo, dopo aver subìto per lunghi tratti della partita, deve ringraziare il suo portiere Mirante; il Cagliari per come matura in extremis (secondo minuto di recupero) il pareggio ottenuto da Borriello. Tante le occasioni che capitano nel corso della gara tra i piedi di Sau, con Mirante decisivo (anche un palo colpito). Un solo tiro dei felsinei nell’arco del secondo tempo, concede al 64’ il vantaggio firmato da Destro. Poi il pareggio, direttamente da calcio di punizione diretto, siglato dall’ex centravanti di Genoa e Roma (nell’occasione viene anche espulso Krafth). Ospiti che terminano addirittura in 9 per il rosso a Viviani. Salgono a 27 punti in classifica le due squadre (il Bologna deve recuperare la gara contro il Milan).

CROTONE-EMPOLI 4-1 (24’ Stoian, 39’ Mchedlidze, 56’, 91’ su rig., 92’ Falcinelli) – La terza vittoria in campionato dei pitagorici, arriva contro l’Empoli. Doveva vincere il Crotone per accorciare ancora le distanze dai toscani, troppi gli 11 punti di vantaggio della squadra guidata da Martusciello, e lo fa in maniera diretta e perentoria nonostante le solite incertezze e qualche lacuna strutturale che si sta cercando di colmare con le operazioni di calciomercato. Per l’undici azzurro un passo falso che ci può stare e non pregiudica nulla. Il vantaggio dei calabresi di Stoian (uno dei migliori) al 24’, poi il pari di Mchedlidze al 39’. Nella ripresa la tripletta di Falcinelli, autentico protagonista della partita: al 56’, al 91’ su rigore (fallo di Veseli su Stoian) e al 92’ per servire un poker che ha il sapore della ripartenza nella lunga e tortuosa corsa verso la salvezza.

FIORENTINA-GENOA 3-3 (17’ Ilicic, 50’ Chiesa, 57’, 86’ su rig. Simeone, 60’ Hiljemark, 62’ Kalinic) – Pareggio rocambolesco del “Franchi” fra Fiorentina e Genoa. Finisce 3-3 tra i viola e i rossoblù liguri. La squadra di casa conclude in dieci per l’espulsione di Bernardeschi, da poco entrato al posto di Badelj sul terreno di gioco: Orsato vede un tocco con la mano in mischia, in occasione dell’episodio decisivo, quello che porta all’assegnazione del rigore all’86’ e trasformato dal giovane Simeone (tiro a mezza altezza alla destra di Sportiello). Un penalty assegnato per l’intervento giudicato scomposto di Bernardeschi, che quindi lascia anzitempo il terreno di gioco. Più che per l’episodio in questione, la Fiorentina paga il blackout attorno al quarto d’ora della ripresa, quando, in vantaggio per 2-0, pensa di aver chiuso la pratica Genoa. Invece la formazione di Juric torna prepotentemente alla ribalta, anche con la complicità involontaria della retroguardia viola (male schierata in entrambe le circostanze): al 57’ il gol di Simeone su assist di Taarabt, poi la rete del 2-2 griffato Hiljemark, abile nel deviare una conclusione destinata probabilmente al fondo al sacco dello stesso Taarabt. Subito dopo Fiorentina in vantaggio con Kalinic e, infine, all’86’, la rete su rigore di Simeone (doppietta per lui).

SAMPDORIA-ROMA 3-2 (5’ Peres, 21’ Praet, 66’ Dzeko, 71’ Schick, 73’ Muriel) – Con questa inaspettata sconfitta, la Roma si allontana dal vertice: giallorossi battuti dalla Sampdoria a Marassi. E’ un ko pesante per i capitolini, che si sono portati in vantaggio con il gol di Bruno Peres proprio in avvio di gara. Poi c’è la rimonta da parte dei blucerchiati, bravi a pervenire al pareggio con Praet. La Roma si riporta nuovamente in vantaggio con Dzeko. Sembra fatta per la formazione guidata da Spalletti, invece si assiste alla contro-rimonta della Samp, che in 8’ riesce prima a pareggiare con Schick (appena entrato in campo da 40’’) e poi arriva anche il gol della vittoria realizzato su calcio di punizione da Muriel (deviato dalla barriera giallorossa). Una Roma al di sotto delle aspettative, che concede troppo alla squadra allenata da Giampaolo. Scelta discutibile quella di mister Spalletti, che lascia in panchina il miglior difensore, Manolas, per dare spazio a Vermaelen: la sua prestazione non è certamente tra quelle da ricordare… La Roma subisce tre gol, cosa che non accadeva praticamente da molto tempo in campionato. I giallorossi interrompono, così, la loro serie positiva, mentre i doriani interrompono quella negativa: i blucerchiati non vincevano da 6 giornate. La Roma, in questo momento, si allontana dalla vetta: -4 dalla Juventus (che ha una partita in meno).
SASSUOLO-JUVENTUS 0-2 (9’ Higuain, 25’ Khedira) – Successo importantissimo a Reggio Emilia sul Sassuolo per la truppa di Max Allegri. Una vittoria netta per una Juventus che si aggiudica il confronto con un nitido 2-0. Un 2-0 costruito praticamente nel primo tempo, 45’ efficaci e ben giocati. Occasioni per i bianconeri anche nella ripresa, occasioni fallite di poco. Un Sassuolo generoso, ma sostanzialmente spuntato. Il modulo-Allegri funziona, la squadra torinese lo sfrutta bene e tiene a distanza le avversarie in una giornata nettamente favorevole per i bianconeri anche dal punto di vista dei risultati maturati. Le reti nel primo tempo: al 9’ di Higuain e al 25’ di Khedira. Sassuolo 0, Juventus 2.

UDINESE-MILAN 2-1 (8’ Bonaventura, 31’ Thereau, 73’ De Paul) – Seconda sconfitta consecutiva del Milan, caduto a Udine. Friulani che trovano i loro primi punti del 2017 battendo la compagine rossonera. La squadra di Montella va subito in vantaggio con il gol realizzato da Bonaventura all’8’. I bianconeri, però, reagiscono e trovano il pareggio con Thereau su assist di Hallfredsson (anche grazie ad un errore in disimpegno di Locatelli). Quello che aveva chiesto Delneri, di sfruttare tutte le occasioni che avrebbe concesso il Milan, l’Udinese lo fa. E lo fa anche nella ripresa: con gli ospiti che si ritrovano in dieci per l’infortunio di De Sciglio, i padroni di casa riescono a passare sopra grazie al destro liberato da De Paul che batte Donnarumma. Vittoria meritata quella dell’Udinese, per l’impegno e il cuore che ci mettono i friulani e anche per le occasioni create. Il Milan appare in evidente difficoltà, soprattutto con un Bacca spento (sostituito poi da Lapadula).
Il quadro della 22^ giornata della Serie A sarà completato dal posticipo: Napoli-Palermo (stasera, ore 20.45).
Pescara-Fiorentina verrà recuperata il primo febbraio (ore 20.45), mentre Crotone-Juventus e Bologna-Milan verranno disputate l’8 febbraio.

Emanuele Tocchi