Serie A: L’Inter cala la manita e si porta al comando! Tris Viola, pari Bologna

Tripletta di Perisic, Icardi e Skriniar: manita al Chievo e primo posto in classifica per i nerazzurri. Rossoneri beffati a Benevento dal portiere di casa Brignoli: 2-2, primo storico punto per i sanniti! Simeone, Veretout e Chiesa fanno sorridere la Fiorentina. Pari tra Bologna e Cagliari

15^ GIORNATA
C’è voluto il gol decisivo dell’odiato ex, Higuain, per rovinare la fuga di un Napoli fino a lì padrone incontrastato della classifica. La corsa degli uomini di Sarri si è interrotta proprio sul più bello e proprio contro l’eterna rivale, nella gara più attesa dell’intera stagione. I Campioni in carica, proprio grazie al “Pipita”, si sono riportati sotto di un punto e con la vittoria del “San Paolo” hanno soffocato in 90’ tutte le critiche piovutegli addosso nelle ultime settimane. Tutti coloro che avevano manifestato scetticismo sull’ultima campagna acquisti bianconera, si sono accorti di colpo che i vari De Sciglio, Matuidi e Douglas Costa possono essere davvero importanti anche in una squadra collaudata come la Juventus. Perché il successo sul Napoli è coinciso con il trionfo delle scelte azzeccate di Max Allegri, capace di schierare nel momento decisivo del campionato gli ultimi arrivati e venendo immediatamente ripagato dagli stessi con una prestazione maiuscola. E risiede proprio qui la forza di una squadra che è stata in grado di monopolizzare gli ultimi sei anni di Serie A, nelle intuizioni vincenti di un tecnico consapevole di avere a disposizione una rosa ampia e altamente competitiva. C’è un dato fondamentale, infatti, a rimarcare la principale differenza tra le due compagini (riconosciuto anche dallo stesso Sarri a fine gara): quello relativo ai ricambi. Se il Napoli per imporre il proprio gioco ed ottenere i risultati ha bisogno degli stessi interpreti, la Juve camaleontica ha dimostrato di sapersi affermare anche senza i titolarissimi (ammesso che ce ne siano) e con una continua rotazione di giocatori al quale spesso coincide anche un cambio di modulo (3-5-2 o 4-2-3-1). I partenopei non hanno di certo la stessa disponibilità di risorse e questo, alla lunga, potrebbe incidere negativamente. Se è vero che l’undici partenopeo continua a rappresentare il meglio del calcio giocato, è altrettanto vero che i risultati possono essere raggiunti anche attraverso determinazione e compattezza. La Juve non ha brillato certo per il gioco ma per una maggiore organizzazione, riuscendo nel difficile compito di strozzare sul nascere le insidiosissime triangolazioni azzurre. I bianconeri hanno vinto il confronto soprattutto sul piano tattico, occupando ogni centimetro quadrato della propria area senza dare possibilità al trio offensivo avversario di ripartire a mille all’ora come accade di consueto. Al resto ci ha pensato Gonzalo Higuain, abile a colpire in maniera spietata i suoi ex compagni. Ed è così che il Napoli ha vissuto il suo personalissimo “Black Friday”, tornando a perdere una gara di campionato in casa dopo ben 9 mesi. La sfida scudetto del “San Paolo” ha emesso un chiaro verdetto: la Juve non è assolutamente intenzionata ad abdicare e, anzi, rilancia stabilendo un altro record dopo aver collezionato la 44esima partita consecutiva con almeno una rete all’attivo.

L’inusuale venerdì di campionato, programmato per dare modo alle squadre impegnate in Champions di preparare al meglio l’assalto decisivo agli ottavi, si era aperto con la “passeggiata” della Roma all’Olimpico su una Spal ridotta in 10 dopo soli 9’ di gioco per l’espulsione diretta (fallo su chiara occasione da rete) del capitano Felipe. Due gol firmati dalle “resurrezioni” di un Edin Dzeko tornato ad esultare dopo quasi due mesi (l’ultima marcatura in campionato risaliva al primo ottobre contro il Milan) e di Strootman (anche lui tornato alla rete dallo scorso aprile). A fissare il risultato finale sul 3-1, il terzo sigillo giallorosso ad opera di Pellegrini (prima rete in maglia capitolina) e il rigore in favore degli estensi assegnato con il Var e trasformato dall’ex Viviani. Un risultato che è andato anche stretto agli uomini di Di Francesco, considerando l’immane quantità di occasioni create e altrettanto sciupate: 37 tiri, di cui ben 15 nello specchio della porta, 10 corner a favore e un possesso palla vicino all’80%. Numeri che rilanciano la Roma nella bagarre scudetto. Nella sfida con vista Europa tra Torino (in tenuta verde per commemorare le vittime della tragedia aerea vissuta lo scorso anno dalla Chapecoense) e Atalanta, andata in scena nella serata di ieri, a farla da padrona è stato il segno X. L’1-1 finale non ha accontentato nessuno. La pareggite acuta continua a tormentare la formazione granata, frenata dall’ottavo pareggio in 15 gare: decisamente troppi per un club che si era posto come obiettivo quello di entrare tra i primi sei in classifica. La squadra orobica, decisamente meno brillante rispetto alla scorsa stagione, può almeno vantare l’attenuante dell’impegno in Europa League. Un torneo che rischia di perdere seriamente il Milan in vista dell’anno venturo, perché il pomeriggio odierno si è aperto con un risultato clamoroso al “Vigorito” di Benevento. I sanniti, infatti, sono riusciti ad ottenere il loro primo punto nella massima categoria proprio contro i rossoneri del neo tecnico Gattuso. Chi l’avrebbe mai detto che il fanalino di coda della Serie A avrebbe ottenuto un risultato storico contro il club che ha recitato la parte del leone nell’ultima campagna acquisti estiva? Un pari arrivato, tra l’altro, per merito della rete messa a segno dal portiere avversario Brignoli (2-2). Il massimo della beffa. La società milanese, dopo il ribaltone in panchina, ha così chiuso una delle sue peggiori settimane di sempre.

Sull’altra sponda dei Navigli c’è, al contrario, chi festeggia il primo posto in classifica: con il 5-0 sul Chievo, l’Inter di Spalletti supera il Napoli e si insedia lassù dove osano le aquile (39 punti contro i 38 dei partenopei). I nerazzurri dominano dall’inizio alla fine e si preparano come meglio non si potrebbe allo scontro con la Juventus, nel derby d’Italia di sabato prossimo. Un Perisic straripante (tripletta per lui), Icardi (capocannoniere con 16 reti insieme al laziale Immobile) e Skriniar mettono al tappeto i clivensi di Maran. Tutto maledettamente facile per la Fiorentina, che liquida con un 3-0 la pratica Sassuolo del neo tecnico Beppe Iachini e aggancia in classifica a 21 punti Milan e Bologna. Felsinei salvati da un gol di Mattia Destro nell’1-1 casalingo con il Cagliari: con un colpo di testa, l’ex attaccante di Milan e Roma risponde al vantaggio ospite del primo tempo siglato da Joao Pedro. Queste le sintesi di tutte le gare disputate nel pomeriggio:

BENEVENTO-MILAN 2-2 (38’ Bonaventura, 50’ Puscas, 57’ Kalinic, 95’ Brignoli) anticipo delle 12.30 – Clamoroso al “Vigorito”! Dopo 14 sconfitte consecutive, arriva il primo punto in Serie A per la matricola Benevento. Che beffa per il Milan del neo tecnico Rino Gattuso, raggiunto sul 2-2 finale per la rete al 95’ del portiere giallorosso Brignoli! Il primo brivido del match si registra al 12’: su un errato retropassaggio di Letizia, per poco Kalinic non ne approfitta. L’episodio dà la sveglia ai sanniti che con Parigini, lasciato tutto solo in area, sfiorano il colpo grosso. A scongelare il parziale ci pensa Bonaventura di testa, poco prima dell’intervallo. Ripresa che vede il pareggio di Puscas al 50’: il giovane attaccante, di scuola Inter, va in rete con un gran destro al volo. Sette minuti dopo, però, è ancora il Milan a riportarsi sopra grazie a Kalinic. Al 75’ Romagnoli si prende il rosso e lascia i suoi in inferiorità numerica. E’ l’episodio che segna la gara, perché proprio allo scadere e all’ultima azione il portiere del Benevento Brignoli, in tuffo, sigla il 2-2. Clamoroso al “Vigorito”!
BOLOGNA-CAGLIARI 1-1 (42’ Joao Pedro, 81’ Destro) – Finisce in pareggio la sfida tra felsinei ed isolani. E’ tardivo il risveglio del Bologna, che concede praticamente un tempo al Cagliari. La squadra di Lopez non incanta, però segna con Joao Pedro proprio nel finale della prima frazione (42’). Altro Bologna, invece, nel secondo tempo. Anche se con frenesia e poca lucidità, l’undici di Donadoni si riscatta poco prima del termine grazie ad un redivivo Mattia Destro (81’). I rossoblù emiliani salgono a quota 21 in classifica insieme al Milan. La prossima settimana ci sarà l’insolita sfida per il settimo posto tra le due compagini.
FIORENTINA-SASSUOLO 3-0 (32’ Simeone, 42’ Veretout, 71’ Chiesa) – Ritrova il sorriso e anche la vittoria la Fiorentina che batte il Sassuolo per tre reti a zero. A fine gara i giocatori viola festeggiano il successo andando sotto la curva Fiesole. Torna alla vittoria, infatti, la formazione di Pioli (successo che mancava da 5 partite, dal 25 ottobre scorso contro il Torino). Inizia male, invece, l’avventura in campionato per il nuovo tecnico dei neroverdi Beppe Iachini (per lui una vittoria nella prima uscita in Coppa Italia). In gol al 32’ Simeone, al 42’ Veretout e al 71’ Chiesa.
INTER-CHIEVO 5-0 (23’, 57’, 92’ Perisic, 38’ Icardi, 60’ Skriniar) – Un’Inter “termica” riscalda corpi ed anime nel gelo climatico di San Siro. Si rinfranca e come lo spirito nerazzurro, proiettato con successo di nuovo al vertice della classifica a quasi due anni di distanza dall’ultima circostanza (era l’inizio di gennaio del 2016). Tutto questo prima dello scontro diretto con la Juventus di sabato prossimo, una partita a cui le due squadre – per motivi chiaramente diversi – arriveranno nello stato ideale: i Campioni in carica reduci dal pesante successo ottenuto al “San Paolo” contro il Napoli, nerazzurri travolgenti contro il Chievo. Finisce 5-0, per effetto della tripletta di uno scatenato Ivan Perisic e delle reti del capocannoniere del torneo Icardi (16esimo gol stagionale) e del difensore-goleador Skriniar.
Il quadro della 15^ giornata sarà completato dai posticipi: Sampdoria-Lazio (stasera, ore 20.45), Crotone-Udinese (domani, ore 19) ed Hellas Verona-Genoa (domani, ore 20.45).
Lazio-Udinese (ore 19) e Sampdoria-Roma (ore 20.45) verranno recuperate mercoledì 24 gennaio 2018

Emanuele Tocchi