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Serie A, l’Inter torna a vincere! Vittorie dal sapore d’Europa per Samp e Torino

I nerazzurri tornano al successo dopo 2 mesi grazie al giovanissimo Karamoh: scavalcata la Lazio al terzo posto! I doriani piegano un Verona in crisi, il Toro si aggiudica lo scontro con l’Udinese: Mazzarri ancora imbattuto. Tra Sassuolo e Cagliari finisce in parità, colpo esterno del Genoa

24^ GIORNATA
L’ANALISI – Continua il botta e risposta tra le prime due di vertice. Questa volta il compito non era certo tra i più agevoli, considerando la caratura degli avversari. Nonostante le insidie della vigilia, invece, Napoli e Juventus hanno superato anche in questa occasione i rispettivi test chiamati Lazio e Fiorentina. Ed è proprio per questo duello serrato che il campionato si sta facendo sempre più emozionante (sarà bene ricordare che in nessun altro torneo tra i maggiori cinque in Europa, si riscontra una lotta all’ultimo sangue tanto coinvolgente tra le prime due di testa). Grazie ai continui sorpassi e controsorpassi, Napoli e Juve – due magnifiche vetture da competizione – stanno trasformando la Serie A in un autodromo, dove la bagarre durerà fino all’ultimo giro di pista. C’è un dato su tutti che fa riflettere sulla supremazia esercitata dalle due corazzate: se continueranno a mantenere questo ritmo forsennato, si riuscirà ad abbattere il muro dei 100 punti a fine campionato. Sarebbe un record storico. Solo i bianconeri centrarono tale traguardo nel 2014 con Conte in panchina, grazie ai 102 punti accumulati (la Roma, seconda, fu staccata di ben 17 lunghezze), ma non c’è nessun precedente nella storia del campionato italiano in cui a raggiungere la tripla cifra sono addirittura due squadre. In questo momento della stagione, allora, saranno le gare di coppa a rappresentare le cartine tornasole. Torneranno sicuramente utili per dimostrare quanto realmente valgono le due principali protagoniste della Serie A. Nel giorno delle 200 panchine in bianconero di Allegri e delle 500 partite in campionato di Buffon in maglia juventina, i Campioni in carica si sono disfatti di una Fiorentina mai doma grazie soprattutto alla classe di un ex mai così tanto atteso e tanto fischiato dai suoi vecchi sostenitori, Federico Bernardeschi. La traiettoria con il quale il numero 33 bianconero (allevato proprio nel settore giovanile del club viola) ha sorpreso il portiere Sportiello su calcio di punizione, è diventata l’emblema del successo del “Franchi”. Le difficoltà incontrate durante i 90’ contro la rivale storica (possesso palla in favore della Viola per 61 a 39, un chiaro rigore cancellato dal Var dopo ben 3’ di attesa per un sospetto fuorigioco di Benassi, sempre in favore dei padroni di casa), hanno messo in risalto ancora una volta il carattere di un gruppo solido. I 3 punti conquistati (11 successi di fila tra campionato e coppa Italia), tra l’altro, hanno permesso alla Juve di raggiungere un invidiabile primato: mai era riuscita a prendere un solo gol nel giro di 16 gare disputate. Questo vuol dire che Allegri e i suoi sono tornati a blindare il reparto difensivo, dopo un girone di andata in cui le reti subìte erano state ben 15.

C’è un fatto nuovo, però, a caratterizzare questo campionato: se al dominio esercitato dai torinesi eravamo abituati da tempo (almeno da 6 anni a questa parte), discorso diverso si deve fare di fronte all’egemonia del Napoli di Sarri. I partenopei, infatti, con un autorità disarmante, hanno travolto per 4-1 non una squadra qualsiasi, ma la sorprendente Lazio di Simone Inzaghi. L’anticipo serale del “San Paolo” è stato una replica della gara di andata (risultato incluso): anche in questa circostanza i capitolini sono passati in vantaggio con un gol di De Vrij, salvo poi venir sommersi da una valanga di reti (4-1). Gli azzurri (ancora scossi dal nuovo, terribile infortunio occorso a Ghoulam) hanno risposto così, con una prestazione entusiasmante, al successo dei bianconeri. Così il Napoli ha suonato l’ottava sinfonia consecutiva in campionato. Un concerto esaltato, come sempre, dal palleggio e dalle verticalizzazioni degli uomini di maggior qualità. Basti pensare alla quarta rete, frutto di una fitta rete di triangolazioni, perfetta e altrettanto repentina tra Insigne, Jorginho, Zielinski e Mertens. In casa biancoceleste, invece, si dovrà cominciare a far fronte a questa crisi di appagamento che sembra aver fatto perdere certezze ad una squadra che stava conducendo un cammino davvero esemplare sia in Italia che in ambito europeo. Il caso Felipe Anderson e i continui rinvii per il prolungamento di contratto di De Vrij, non stanno certo aiutando l’ambiente, costretto ad incassare il terzo ko di fila. In chiave Europa League, risalgono nettamente le quotazioni del Milan: i rossoneri – privi dell’infortunato Kalinic – hanno trovato nel giovane Cutrone un bomber di assoluto affidamento. Il 4-0 sulla Spal, ha infatti esaltato il killer instinct del numero 63 milanista, prossimo al debutto nella Nazionale maggiore guidata dal “traghettatore” Di Biagio. C’è da registrare anche il salto di qualità di giocatori finalmente ritrovati, Biglia e Bonucci su tutti. Con la convincente prova di Ferrara, i meneghini hanno scavalcato in classifica l’Atalanta al settimo posto. Evidentemente il lavoro settimanale di Gattuso sta dando i frutti sperati. Gli orobici di Gasperini, nel frattempo, sono stati fermati dalle pessime condizioni del campo di Crotone, oltre che dalle condizioni meteo avverse (pioggia e vento non hanno dato tregua in tutto l’arco dei 90’). Ma, di certo, non c’è nulla di casuale nel quarto risultato utile consecutivo raggiunto dai calabresi di Zenga. L’1-1 finale, permette ai rossoblù di ottenere un altro preziosissimo punto in ottica salvezza. Sarebbe il secondo miracolo consecutivo dopo la sorprendente rimonta della scorsa stagione, culminata con il mantenimento della massima categoria nell’ultima giornata di campionato.

LE GARE DEL POMERIGGIO – Nel lunch match di giornata, Sassuolo e Cagliari mangiano… in bianco. Un pareggio che accontenta solo i rossoblù di Lopez, che rimangono a + 2 in classifica sulla rivale diretta. Per i neroverdi è la sesta gara a secco di vittorie. E’ un giovanissimo, invece, a rimettere in corsa per il terzo posto l’Inter di Spalletti. Karamoh sigla il gol vittoria sul Bologna, anche se la sua squadra continua a non brillare. Nonostante la doppia superiorità numerica (espulsi Mbayè e Masina), i nerazzurri faticano più del previsto ad imporsi contro un avversario che lotta fino alla fine. I meneghini tornano ad assaporare il successo dopo 2 mesi, ma soprattutto riescono a scavalcare la Lazio al terzo posto in classifica. Nell’appassionante corsa all’Europa League, la Samp risponde alla vittoria del Milan battendo l’Hellas Verona per 2-0 con Barreto e Quagliarella (giunto alla rete numero 125 in carriera, nessuno come lui fra i bomber in attività), staccando i rossoneri (+3) e l’Atalanta (+4). Torna a cantare il “gallo” Belotti, autore del gol del raddoppio nello scontro diretto contro l’Udinese (2-0). Ancora imbattuto Mazzarri da quando si è seduto sulla panchina del Toro. Il Genoa batte il Chievo a domicilio (secondo successo di fila in trasferta), ancora una volta grazie alla rete di Diego Laxalt (91’). Per i gialloblù di Maran è buio pesto: non vincono da 10 incontri. Queste le sintesi di tutte le gare disputate nel pomeriggio:

SASSUOLO-CAGLIARI 0-0 – Noioso 0-0 al “Mapei” tra i padroni di casa neroverdi e il Cagliari nella gara dell’ora di pranzo del turno numero 24. Un punto che comunque potrebbe aiutare entrambe nella corsa alla salvezza. Primo tempo bloccato da un tatticismo davvero estenuante. Più occasioni in favore dei sardi con Farias, Sau e Ceppitelli, ma la migliore chance l’ha Politano che si esibisce in una bella rovesciata (palla di poco al lato). Il secondo tempo si apre con Berardi che fallisce una chiarissima occasione da gol: solo davanti al portiere Cragno, l’attaccante la manda fuori! Sempre Berardi prova a riscattarsi poco dopo: la sua girata velenosa, termina alta sopra la traversa (59’). Isolani pericolosi solo nel finale con Barella: il suo tentativo dalla lunga distanza termina tra le braccia di Consigli.

CHIEVO-GENOA 0-1 (91’ Laxalt) – A Verona va in scena la quarta sconfitta consecutiva del Chievo, che perde in casa questa volta con il Genoa. Secondo successo esterno di fila ancora nel segno di un superlativo Diego Laxalt per i liguri di Ballardini. Come all’Olimpico contro la Lazio, l’uruguaiano segna il gol decisivo in extremis, all’ultimo respiro, e regala tre punti di estrema importanza ai rossoblù (27 punti) che agganciano il Bologna. Un risultato a sorpresa, dopo una partita dai ritmi bassi e pochissime occasioni, dominata dalle due difese. Genoa forse con la testa più libera del Chievo, che continua con il suo periodo nero (due mesi e mezzo senza vittorie e quarta sconfitta consecutiva). Per i veneti classifica e situazione generale, iniziano veramente a preoccupare.

INTER-BOLOGNA 2-1 (2’ Eder, 25’ Palacio, 63’ Karamoh) – I nerazzurri riconquistano una vittoria che mancava dal mese di dicembre, dopo ben 8 gare senza successi (escludendo la Coppa Italia), portandosi al terzo posto in classifica (scavalcata di due lunghezze la Lazio) e in attesa del posticipo di Roma. Una partita lunghissima – si è giocato per quasi 100’ – con due interventi del Var che hanno ovviamente prolungato lo sviluppo del gioco. L’Inter parte benissimo, con il gol dopo soli 2’ di Eder sul centro di Brozovic. Poi, però, il Bologna viene fuori alla distanza. Palacio fa le prove generali al 20’ (grande risposta di Handanovic), poi colpisce 5’ dopo (svarione di Miranda). Lo stesso difensore nerazzurro nell’intervallo rimane negli spogliatoi, sostituito da un ottimo Lisandro Lopez. I padroni di casa, nel corso della ripresa, si portano in avanti: D’Ambrosio colpisce la traversa. I felsinei, di contro, si abbassano troppo e il gol del vantaggio interista arriva grazie al giovanissimo ivoriano Karamoh (schierato da Spalletti al posto di Candreva). I rossoblù rimangono in dieci per l’espulsione di Mbayè (somma di ammonizioni), quindi addirittura in nove per un altro rosso (diretto a detta del Var): destinatario Masina. Gli ospiti fanno correre qualche brivido agli avversari nel finale, tra cui c’è anche un mani in area di D’Ambrosio (visto dal Var, ma l’arbitro Valeri lo ha ritenuto involontario). Torna al successo l’Inter, anche se la squadra di Donadoni deve recitare il mea culpa per aver concesso veramente troppo alla “beneamata”.

SAMPDORIA-HELLAS VERONA 2-0 (50’ Barreto, 85’ Quagliarella su rig.) – Vince anche la Samp in casa sul Verona. A Marassi la gara è a senso unico fin dai primi minuti. I doriani salgono così a 41 punti, staccano il Milan e consolidano il sesto posto in chiave europea. Vantaggio di Barreto, raddoppio su rigore del solito Quagliarella (sempre più bomber, con i suoi 17 gol in campionato e 125 in carriera che ne fanno il cannoniere più prolifico ancora in attività). Un incontro mai in discussione. La squadra di Giampaolo colleziona 4 nitide palle-gol nel primo tempo (con Caprari, Linetty, Quagliarella e Zapata) e solo un ottimo Nicolas salva gli scaligeri. I doriani raccolgono i frutti nel secondo tempo: al 50’ Barreto (al posto dell’infortunato Praet) sigla l’1-0 di testa su cross dell’ottimo Caprari. Il raddoppio su rigore ottenuto da Kownacki per un intervento falloso di Valoti: dal dischetto Quagliarella è implacabile. 35 anni e non sentirli… Per la Samp 3 vittorie nelle ultime 4 gare, mentre l’Hellas resta malinconicamente penultimo a quota 16.

TORINO-UDINESE 2-0 (32’ Nkoulou, 66’ Belotti) – Tre punti d’oro anche per il Torino sull’Udinese. Ancora imbattuto Mazzarri in campionato da quando si è seduto sulla panchina granata: 5 gare, 3 vittorie e 2 pareggi. Uno score davvero importante per la squadra piemontese che torna a vedere l’Europa League da vicino. I padroni di casa si portano in vantaggio alla mezz’ora con la rete di Nkoulou (colpo di testa imperioso, sugli sviluppi di un angolo), poi trovano il raddoppio nella ripresa con Belotti (tornato titolare dopo quasi 2 mesi), che non segnava dal 16 dicembre nella gara contro il Napoli. Il “gallo” mette a segno il gol del raddoppio a seguito di un contropiede fulminante, forza fisica e freddezza per battere con un tiro ad incrociare il portiere avversario Bizzarri. A dire che era passata in vantaggio per prima l’Udinese con Barak (18’), ma il gol era stato annullato dal Var. Friulani comunque sempre presenti in campo: la mano di Massimo Oddo si vede. Da quando il giovane allenatore si è seduto sulla panchina bianconera, la sua Udinese sta facendo benissimo (meglio hanno fatto solamente Juventus e Napoli). E’ dunque una battuta d’arresto che non cancella il lavoro dell’ex tecnico del Pescara.
Il quadro della 24^ giornata sarà completato dal posticipo: Roma-Benevento (stasera, ore 20.45).

Emanuele Tocchi