Stadio della Roma: Perchè è un’occasione da non perdere

Ci siamo, iniziano ventitré giorni fondamentali per l’A.S. Roma. In campo, perché nelle prossime settimane si saprà in quale situazione la squadra arriverà a Roma-Napoli: se più vicina o più distante dalla Juventus, se ancora avanti rispetto alla compagine di Sarri, se ancora in corsa in Europa o meno. Fuori dal campo, perché al 3 marzo è fissata la deadline ultima per quanto riguarda la vicenda dello stadio. Una vicenda infinita e che definire contorta è usare un eufemismo. Questa l’attualità: l’incontro di ieri tra il Comune e i proponenti, tenutosi presso l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale, in zona EUR, è stato etichettato come positivo da entrambe le parti. Il vicesindaco, Luca Bergamo, ha espresso soddisfazione per la costruttività della riunione, informando inoltre che da domani saranno avviati i tavoli tecnici, per poi dare un nuovo appuntamento alla controparte nel corso della prossima settimana. Anche dall’ambiente romanista è filtrato ottimismo, stando per lo meno alle parole di Mauro Baldissoni. È necessario, tuttavia, che l’opera di mediazione in vista di un accordo stabile sia il più rapida possibile, perché il 3 marzo è vicino e quel giorno la Conferenza dei Servizi della Regione Lazio dovrà esprimere il suo parere unico, pronunciando una volta per tutte il “sì” o il “no” alla realizzazione dello stadio e di tutto il suo contorno.

Eppure i fatti del nuovo anno raccontano di un’ostilità crescente e determinata nei confronti di questo progetto da parte di un’ala del Movimento 5 Stelle. Protagonista principe ne è lo stesso assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, il quale pare stia portando avanti una battaglia personale, uno scontro all’ultimo sangue, come se Tor di Valle fosse casa sua piuttosto che rappresentare un’area della città che i cittadini desiderano venga riqualificata e resa fruibile. Una chiara dimostrazione di tale volontà popolare è il video che la scorsa settimana è stato girato da due ragazzi cresciuti nel quadrante EUR-Torrino e che poi, una volta finito sui social network, ha avuto una diffusione e una condivisione inimmaginabili, giungendo sino alle radio e ai giornali. Tor di Valle, attualmente, è una discarica a cielo aperto. Il degrado, il totale abbandono, stanno mangiando come un cancro uno dei più importanti polmoni della Capitale. E nel progetto dello stadio della Roma, non va dimenticato, è prevista la riqualificazione totale dell’area e la creazione di una delle zone verdi più estese d’Europa. Non solo cubature, dunque. Tutt’altro.

La battaglia di Berdini, densa inoltre di continue brutte figure, di continue pesanti dichiarazioni con annesse smentite, come se a parlare fosse lo schizofrenico protagonista di “Shutter Island”, preoccupa sempre di più anche i vertici Pentastellati, sia a livello locale, sia a livello nazionale. Dopo le ultime imbarazzanti parole espresse dall’assessore nei confronti della prima cittadina Virginia Raggi – definita impreparata e circondata di una corte dei miracoli – la reazione da parte degli altri membri che compongono la squadra del governo cittadino è stata un misto di incredulità e malcontento. Appare evidente che l’immobilismo della nuova giunta, nei primi sette mesi e mezzo di lavoro, sia determinato in particolar modo da lotte intestine tra opposte fazioni che quasi ricordano i regolamenti di conti interni ai socialisti dopo l’arresto di Mario Chiesa nel febbraio del 1992. Qualcosa di impensabile per un movimento che si dichiarava totalmente avulso e contrario alla vecchia politica.

Di certo la città di Roma, che versa in una condizione da Terzo Mondo, non può più permettersi che alla sua guida ci sia un raggruppamento di persone che si divide su ogni questione, che utilizza una grande opportunità come quella dello stadio – e soprattutto della sistemazione di un’area molto densamente popolata – quale vetrina per i propri giochi politici, per la propria propaganda sin qui ricca di parole e scevra di fatti. Lo stadio della Roma rappresenta un’occasione imperdibile per la Capitale: può significare ripartenza economica, sociale, culturale; può significare lavoro, indotto e miglioramento della qualità della vita di migliaia di cittadini che risiedono nell’ampio quadrante compreso tra EUR-Magliana e Ostia-Fiumicino. Il tutto a costo praticamente zero per il Comune.

Tanti italiani hanno sostenuto il Movimento 5 Stelle, perché stanchi dei danni arrecati al Paese dalla prima Repubblica e dal Berlusconismo. Quegli stessi italiani, ora, pretendono risposte e risultati. La politica del “no” agli avversari e ad ogni interessante progetto è un’arma che uccide il futuro. È giunto il tempo del fare. Nel rispetto delle regole, ma fare.

Federico Lattanzio