Tim Cup: Vendetta Juve, Dybala e Pjanic stendono il Milan 2-1

Nel secondo quarto di finale di Coppa Italia trionfa allo Juventus Stadium la squadra di Massimiliano Allegri, riscattando così la sconfitta dello scorso 22 dicembre a Doha. Il Milan si arrende ai gol di Dybala e Pjanic (al 10′ e al 19′ del p.t.). Vano il gol di Bacca del momentaneo 2-1 (52’ del s.t.). Rossoneri in dieci dopo l’espulsione di Locatelli (53’ del s.t.). La Juventus affronterà in semifinale il Napoli: andata l’1 marzo a Torino, ritorno il 5 aprile al San Paolo.

Formazioni – JUVENTUS: Poche differenze tra la formazione titolare scelta da Massimiliano Allegri in occasione dello scorso match di campionato contro la Lazio e gli undici schierati in campo contro i rossoneri. L’allenatore toscano sceglie nuovamente il 4-2-3-1: confermati sulla mediana Khedira e Pjanic ed il trio Dybala, Mandzukic, Cuadrado a supporto dell’unica punta Higuain. Reparto difensivo formato da Rugani, Asamoah , Barzagli e Bonucci (unico dei quattro titolare anche domenica). Tra i pali Neto al posto di Buffon, come per tutti gli incontri di questa competizione.
MILAN: Vincenzo Montella, data la caratura dell’avversario e l’importanza della gara, decide di limitare il turnover. Il tecnico rossonero si affida al 4-3-3: in difesa Romagnoli e Zapata (al debutto stagionale). Forfait in extremis di Calabria, sostituito da Antonelli. Centrocampo composto da Locatelli, Bertolacci e Kucka. Tridente Bonaventura-Bacca-Suso in attacco.

Pronti, via e dominio Juve – I primi minuti di gioco evidenziano una notevole differenza di atteggiamento tra le due squadre in campo. La Juventus si dimostra subito padrona del campo e si rende pericolosa in più di un’occasione sfruttando gli spazi sulle fasce. Al contrario la manovra dei rossoneri è lenta e prevedibile, incapace di impensierire l’esperta difesa bianconera. La squadra di Allegri sfrutta soprattutto le verticalizzazioni e le accelerazioni sulla fascia sinistra di un Asamoah in forma smagliante, spesso libero di ricevere palla e arrivare al cross. Dopo soli 10′ è proprio da una sua incursione che nasce il vantaggio bianconero: servito da un passaggio filtrante di Mandzukic, il terzino ghanese ha tutto il tempo di alzare la testa e mettere il pallone in mezzo. Spizza di tacco Cuadrado, ci arriva Paulo Dybala: tiro al volo e pallone che si insacca alla sinistra di un incolpevole Donnarumma. Ottavo gol stagionale per “La Joya”, quarto consecutivo allo Juventus Stadium. E’ 1-0. L’entusiasmo e la fiducia acquisita accentuano la superiorità della squadra di casa, rendendola ancora più schiacciante.

Il cecchino Pjanic – Dopo nemmeno dieci minuti dal vantaggio la ‘Signora’ raddoppia: il solito Asamoah supera Suso, costretto al fallo tattico. Punizione dal limite dell’area e posizione ideale per Pjanic, specialista assoluto. E’ la sua mattonella e da là non sbaglia mai: con l’interno destro pennella una traiettoria su cui Donnarumma non può arrivare, firmando così il suo ottavo centro stagionale. La reazione del Milan è piuttosto debole e passa attraverso un palleggio prolungato e sterile, accompagnato da poche idee e da una scarsa organizzazione: il 67% di possesso palla non giustifica lo zero nella voce “tiri in porta”. Si va negli spogliatoi sul 2-0, punteggio che riflette perfettamente i valori espressi in campo.
Ripresa d’oro: Milan più vivace – Il Milan che si presenta in campo dopo l’intervallo è una squadra fortemente mutata. Gli undici sono sempre gli stessi, ma l’approccio alla partita è visibilmente differente. Al 53’ infatti è Bacca ricordare ai suoi che la partita finisce quando l’arbitro fischia: l’attaccante colombiano ex Siviglia sfrutta un rimpallo in area e con una girata di prima intenzione batte Buffon. 2-1, gara completamente riaperta a poco meno di 40 minuti dal 90’. La serata però non è delle migliori per Montella, e l’espulsione di Locatelli (doppio giallo dopo entrata pericolosa da dietro su Dybala) al 54’ – dopo poco più di un minuto dal gol del Milan – lo testimonia chiaramente. Al 58’ clamorosa occasione per Mandzukic, che su calcio d’angolo svetta di testa e va vicinissimo al gol. Dopo pochi minuti altra grandissima opportunità non concretizzata dall’attaccante croato, servito da Cuadrado dopo una meravigliosa triangolazione con Dybala.

All-in finale – Entra Pasalic, esce Abate. Difesa a 3 per il Milan, o tutto o niente. Nella Juventus lascia il campo Dybala, sostituito da un Alex Sandro più difensivo. Il ‘Diavolo’ prova a rendersi pericoloso in diverse occasioni e al 70’ Neto deve impegnarsi per respingere un forte tiro da fuori di Kucka. La partita diventa fallosa, il gioco è spesso interrotto e l’arbitro Irrati è costretto in più di un’occasione a tirare fuori il cartellino giallo. All’80’ Pjanic serve su punizione un invitante pallone rasoterra per Higuain, che con il destro calcia alto sopra la traversa. All’85’ Donnarumma compie un miracolo e salva il risultato su Pjanic, che calcia bene il pallone servitogli da Cuadrado. A questo punto Montella prova il tutto per tutto: esce l’autore del gol Bacca, sostituito da Gerard Deulofeu, all’esordio in Italia. Il giocatore dell’Everton in prestito al Milan si rende subito pericoloso all’87’, quando salta in velocità Rugani ma non riesce a concludere con la giusta potenza. Inutile l’ultimo innesto offensivo Honda, entrato al 91’ per Bertolacci. Finisce qui il cammino in Coppa Italia dei rossoneri, che tornano a Milano consapevoli di aver clamorosamente sbagliato l’atteggiamento iniziale, ma anche della buona prestazione messa in atto durante il secondo tempo. Per la Juventus è una vittoria molto importante che dà continuità alla buona prestazione di domenica scorsa. Da applausi il primo tempo, (quasi) da incubo il secondo. Le partite vanno chiuse, e Allegri lo sa: Sarri e i suoi non perdonano.

Federico Sanua