Botte da orbi, voli insani e supereroi in azione: a Torino, Clash in Italy fa la storia

Nel weekend appena passato, si è svolto in quel dell’Inalpi Arena di Torino il primo, storio, Premium Live Event della WWE in Italia, Clash in Italy, ed è stato un autentico successo.

La città della Mole è stata completamente invasa da fans provenienti da tutta Italia ma non solo, visto che si sono registrate anche presenze di fan europei e internazionali, pronti a gustarsi uno degli eventi più attesi dell’anno, vista anche la card piena di star importanti della federazione: da Cody Rhodes a Roman Reings, fino ad arrivare agli emergenti Oba Femi e Jacob Fatu, per concludere con il leggendario e pluridecorato campione UFC Brock Lesnar: a Torino, insomma, si respirava l’aria della storia, mista a una passione e un’adrenalina che ha letteralmente incendiato l’arena.

La serata si è aperta con la sfida valida per il titolo WWE fra il campione, Cody Rhodes, e l’austriaco Ghunter, super tifato dal pubblico nostrano, con il primo che ha mantenuto la cintura, ma restano dubbi, in quanto il piede dello sfidante era al di sotto della corda, con questo che invaliderebbe lo schieramento. Errore grossolano a parte, si è proseguito con la seconda sfida di serata: la campionessa WWE Rhea Ripley, che tra l’altro ha anche origini italiane per via dei nonni, nati e cresciuti nel bel paese, ha difeso con successo il suo titolo dall’assalto di Jade Cargill, in quella che era una rivincita di ciò che avevamo già visto a Wrestlemania. E a proposito di rivincite, è arrivato l’attesissimo scontro generazionale fra Brock Lesnar e Oba Femi, con il primo che, sempre a Wrestlemania, era stato annichilito dal gigante nigeriano, arrivando addirittura a ritirarsi, salvo poi un ripensamento che lo ha portato a sfidare nuovamente Oba, che stavolta ha dovuto pagare dazio al sindaco di Suplex City in una cornice, quella italiana, dalla folla letteralmente scatenata per questi due giganti dalle sembianze dei fumetti. Si è poi verificato un avvenimento storico per la nostra nazione, con un cambio di titolo attuato nel quarto incontro di serata, ovvero quello fra la campionessa intercontinentale Becky Lynch e la sfidante Sol Ruca che, al termine di un match adrenalinico e spettacolare, con voli da altezze proibitive, batte l’ormai ex detentrice della cintura e diventa la nuova campionessa intercontinentale.

Nel main event di serata invece, si è svolta la sfida valevole per il titolo di campione mondiale dei pesi massimi fra il campione Roman Reings e lo sfidante Jacob Fatu, in un Tribal Combat, classico incontro samoano che prevede l’uso legale di armi contundenti. Anche questa volta, è stato il campione a mantenere il titolo, al termine di un match spettacolare fra tavoli e barricate distrutti, colpi con la cassetta degli attrezzi e gradini che volavano fuori dal ring.

Avvenimento, quindi, pienamente promosso, con il pubblico italiano che, a costo di ripeterci, è risultato indemoniato: un calore pazzesco che raramente si vede nelle arene di tutto il mondo, a testimonianza di un nuovo boom nel nostro paese che non si vedeva in queste proporzioni dal 2007, e che probabilmente convincerà la federazione di Stamford a ritornare in Italia con un altro evento canonico anche il prossimo anno, o comunque a strettissimo giro.