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Champions League: la Juve è nei guai !

Di Leonardo FRANCESCHINI

I risultati della terza giornata di Champions mettono seriamente a rischio la permanenza dei campioni d’Italia nella competizione continentale. I bianconeri infatti vengono fermati sul pari a Copenhagen; a Donetsk, nel frattempo, lo Shakhtar si prende letteralmente gioco del Chelsea vincendo per 2-1. All’Old Trafford lo United si trova a dover rimontare due reti al Braga. Finisce 3-2 per i Red Devils. Ottimo Valencia, 3-0 con il Bate. Il Barcellona vince con il Celtic al 94’, con il brivido, grazie ad una deviazione di Jordi Alba.

La perfetta punizione di Beckmann

GRUPPO E: VUCINIC TIENE IN VITA LA JUVE; CHE SQUADRA LO SHAKHTAR ! Brutta disavventura quella della Juve in terra danese. L’11 di Conte, pardon, di Carrera, anzi, scusate, di Alessio, riacciuffa all’80’ una partita che ha rischiato di mettere la parola fine al “filotto” senza sconfitte dei bianconeri che invece fanno 48. Vucinic, miglior marcatore europeo di questa Juve insieme a Bendtner, parte dalla panchina per poi entrare a metà della ripresa e mettere il sigillo sull’uno pari. Nel primo tempo il Nordsjaelland aveva fatto la parte del leone o, per meglio dire, della tigre (le “tigri”, così vengono chiamati i giocatori in maglia rossa), giocando costantemente in proiezione offensiva e riuscendo a smorzare le sporadiche ed inefficaci sortite juventine guidate dal tandem Giovinco-Matri. Nella ripresa, esattamente al 50’, arriverà il goal dei padroni di casa, su calcio di punizione. Beckmann, l’autore della splendida pennellata, ha beffato Buffon insaccando il pallone all’incrocio dei pali. Si è trattato della prima rete in Champions League del Nordsjaelland, un traguardo storico per i danesi. In seguito al vantaggio delle “tigri” la Juve ha però avuto la reazione che ci si attendeva, da grande. Solo un fenomenale Hansen, portiere del Nordsjaelland, il migliore per distacco dei suoi, ha potuto evitare il successo bianconero. Come detto, poi, all’80’, Mirko Vucinic ha fatto 1-1 e 9 in Champions. Terzo pareggio consecutivo per la Juve e primo punto per il Nordsjaelland. Più di qualche chilometro ad est rispetto a Copenhagen si giocava Shakhtar Donetsk-Chelsea. Nel match più atteso della serata hanno prevalso nettamente gli ucraini di Lucescu confermatisi la rivelazione assoluta della Champions in quanto a gioco, talento e risultati. Per i “Blues” c’è stato poco da fare, troppo veloci, freschi e cattivi quelli in maglia arancione per riuscire ad arginarli. Dopo tre minuti lo Shakhtar era già passato in vantaggio con Alex Texeira. Il raddoppio, viste le occasioni, rimaneva solo questione di tempo, sarebbe arrivato. E così è stato: 52’ minuto di gioco e 2-0, Fernandinho. Il Chelsea a questo punto, a differenza della Juventus, eccetto Mata, non ha dato alcun segno di vita degno di nota. All’88’, in seguito ad una “sgaloppata” sulla destra di Ivanovic, Oscar, ha accorciato le distanze segnando di fatto un goal inutile ai fini del risultato. Il terzo goal in Champions del giovane brasiliano non ha evitato la sconfitta del Chelsea; il merito va interamente agli avversari, una squadra moderna: compatta e dinamica allo stesso tempo. La classifica sorride ai campioni d’Ucraina che con 7 punti conducono il gruppo E, alle loro spalle Chelsea con 4 punti, poi Juve, 3 punti, ed a chiudere il Nordsjaelland con un solo punto.

GIRONE F: UNO STRARIPANTE SOLDADO CONQUISTA LA BIELORUSSIA; BAYERN DI MISURA A LILLE. Roberto “El killer” Soldado, eterna promessa mai mantenuta del Real Madrid consacratosi poi al Valencia, ha sempre dimostrato di avere un particolare feeling con la maggiore competizione continentale. L’anno scorso la sua squadra uscì al girone ma lui fece comunque il suo: 5 reti in sei gare. Quest’anno, con la tripletta di Borisov, ha già raggiunto quota tre. Il bomber iberico ha aperto le danze dal dischetto, al 45’, incrementato al 55’, da centravanti di razza, e chiuso i conti al 69’, portando a termine un perfetto uno-due con Costa. L’altra partita del girone vedeva opposte in terra francese Lille e Bayern. Una partita noiosa, giocata perlopiù a metà campo, lenta e priva del ritmo tipico dei match d’Europa. Ad ogni modo il Bayern, da grande squadra qual’è, ha comunque portato a termine l’obiettivo: massimo risultato con il minimo sforzo, ovvero: tre punti con una trasformazione dagli undici metri di Muller.

GIRONE G: BARCA ALL’ULTIMO RESPIRO; SPARTAK FORTUNATO. Lasciatecelo dire: che brutto Barcellona ! Dopo aver visto la prova dei ragazzi di Vilanova non possiamo evitare di dare a Cesare quel che è di Cesare commentando una partita senza idee, senza Messi (attenzione a sottovalutare la Messi-dipendenza dei balugrana !) e senza tiri in porta. Il proverbiale “tiki-taca” andato in scena stasera al Camp Nou rimane uno dei più infruttuosi, snervanti ed inconcludenti che si ricordi ed il Celtic, nonostante non sia la squadra di una volta, ne ha approfittato, al 18’, sfruttando una sfortunata deviazione di Mascherano che, pressato da Samaras, ha spedito il pallone dritto dritto alle spalle di Valdes. Il mago Iniesta poi, seppur in ombra, ha fatto comunque il suo contribuendo attivamente alla vittoria del Barca con il goal del pari. Per vedere l’azione più “barcelonista” del match si è dovuto aspettare il 94’, sissignori: cross di Adriano, terzino destro degli spagnoli, taglio in diagonale di Jordi Alba (terzino sinistro) verso la porta, deviazione appena percepibile con il mancino dello stesso nazionale spagnolo e rete: 2-1. Onore al Celtic per aver resistito fino a 3’ minuti oltre i tempi regolamentari; per vincere però, in Europa, ci vuole un gioco offensivo, ed i campioni. Quelli sempre. Nel consueto “anticipo” russo delle 18.00 dettato dal fuso orario, lo Spartak Mosca di Emery ha sconfitto il Benfica sospinto da un notevole buon vento di fortuna. In vantaggio al 3’ con Carioca, i russi hanno subito l’1-1 di Lima al 33’ per poi avvantaggiarsi dell’autorete di Jardel sul finire del primo tempo. Nella seconda frazione la gara si è spostata nella metà campo dello Spartak Mosca dove il Benfica ha cercato più volte la via del goal, invano. In muro innalzato dai moscoviti ha retto, fino in fondo. Un caso, niente di più. Difficilmente se difendi per un tempo intero non subisci almeno una rete, ma è successo. Il calcio è strano.

GIRONE H: FOLLIA IMPERANTE ALL’OLD TRAFFORD; GALATASARAY CON UN PIEDI FUORI DALLA CHAMPIONS. Venti minuti e più da incubo per Sir Alex che forse nella sua pluridecennale carriera non aveva mai visto una squadra come il Braga, con tutto il rispetto parlando, mettere i suoi in così serie difficoltà al punto di subire addirittura due reti. Alan e Alan, doppietta del portoghese, 2’ e 20’: Manchester United 0 Braga 2. Ma chi ci crede ? Tutto vero invece. Lo Sporting Braga inoltre, ad onor del vero, se l’era meritato quel doppio vantaggio mettendo in mostra un’avvio di gara da squadra affermata e completamente a suo agio in un tempio

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