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Roma

Fonseca ritrova un super Pellegrini, uomo decisivo per gli equilibri della squadra

Con l'81% di passaggi riusciti sono numeri che lo descrivono come punto fondamentale del gioco della Roma

Torniamo anche solo per una frazione di secondo all’estate del 2015. Un diciannovenne di prospettiva di nome Lorenzo viene ceduto a titolo definitivo al Sassuolo. I capitolini credono (e sperano) in quel giovane, ci credono talmente tanto da mettere una clausola “stile Real Madrid” su quel contratto. La Roma sottoscrive il diritto di re-compra su Pellegrini a 10 milioni di euro. Passano appena due stagioni e dopo 47 presenze e 9 reti con i nero-verdi torna nella capitale. Prende il numero 7, che fu di un certo Bruno Conti.

I primi momenti sono difficili, il peso della romanità da queste parti è pazzesco. Nessuna pretesa e nessun obbligo morale ma solo tanto lavoro. Una tifoseria esigente, pur non avendo mai vinto come le Grandi squadre, ed un popolo intero in cerca di nuovi simboli; il ricordo di Totti e De Rossi è ancora vivo nella loro mente. Il tifo per la compagine con cui si gioca, non deve essere un attestato di stima o fonte per la gloria eterna, bensì è un valore aggiunto se accompagnata da un talento smisurato e dal “sudore della maglietta” (per citare il patron Dino Viola).

In questa stagione Lollo è diventato uomo ed a soli 23 anni , schierato sulla trequarti, sta dimostrando di poter tenere in mano il pallino del gioco. Un regista che agisce come trequartista può essere un’arma da non sottovalutare. 8 su 8 da titolare, con l’81% di passaggi riusciti sono numeri che lo descrivono come punto fondamentale del gioco della Roma. L’ultimo numero 7 in grado di far emozionare il pubblico giallo-rosso fu quel Pek Pizarro che teneva in mano il pallino del giuoco come pochi al mondo. Un regista avanzato, con i piedi dorati ed il carattere pacato.

Pellegrini è un misto tra Totti, De Rossi e Ranieri ed ha messo in piedi una macchina infernale. Questa volta, fino ad ora, la romanità si è trasformata in un punto a favore della squadra capitolina. Tempo, costanza e lavoro ci diranno se questo talento esploderà ancora di più e se si legherà ai vessilli del fu Sacro Romano Impero, premesso che abbia quel coraggio non avuto dai predecessori. “Quando hai dato troppo devi andare e fare posto” come direbbe Luciano Ligabue, come non vorrebbero mai dire i tifosi. LP7 ha ancora tutto il tempo per scrivere il suo libro con la maglia della Roma. Romanità e tecnica al servizio della capitale italiana.

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