Il Dortmund espugna il Parco dei Principi e vola in finale

Il Borussia Dortmund torna a Wembley dopo 11 anni dall'ultima volta. Sei i legni colpiti tra andata e ritorno e neanche un gol segnato da un PSG tutto tranne che fortunato

PARIS, FRANCE - MAY 07: Mats Hummels of Borussia Dortmund celebrates victory, whilst wearing a t-shirt which reads "Yellow Wonder Wall", as he celebrates victory with teammates after defeating Paris Saint-Germain during the UEFA Champions League semi-final second leg match between Paris Saint-Germain and Borussia Dortmund at Parc des Princes on May 07, 2024 in Paris, France. (Photo by Valerio Pennicino - UEFA/UEFA via Getty Images)

Paris Saint-Germain-Borussia Dortmund 0-1 (0-2)
50′ M. Hummels

Se si dice che la fortuna aiuta gli audaci, questo è il caso del Borussia Dortmund che in 180 minuti contro il PSG di fortuna ne ha avuta anche fin troppa. Dopo il 2-0 netto ai gironi proprio al Parco dei Principi con le firme di K. Mbappè e A. Hakimi, i parigini complici le innumerovoli sventure, non sono incredibilmente riusciti a superare il “Muro Giallo” nonostante svariati tentativi. In seguito ad un primo tempo degli uomini di Luis Enique approcciato con la stessa mentalità dell’andata, pur avendo un passivo di un gol con l’occasione più importante creata dagli avversari con il contropiede di Adeyemi dissinescato dall’intervento a mano aperta di Donnarumma, la gara entra nel vivo nella ripresa. Al 47′ W. Zaire-Emery da due passi e a porta vuota colpisce il primo palo della partita e nel giro di 3 minuti viene subito castigato dalla testata vincente dall’altra parte del campo di M. Hummels che approfitta del calcio d’angolo regalato da Marquinos per battere G. Donnarumma.

Nell’ultima mezz’ora i parigini si lanciano all’attacco ma tra G. Ramos che non centra la porta neanche per sbaglio, una punizione dal limite dubbia con un contatto tra Hummels e Dembélé nei pressi della linea dell’area di rigore, un colpo di testa fuori di poco del centrale brasiliano e le due traverse colpite da Mbappè e Vitinha dove in una ci ha dovuto mettere miracolosamente lo zampino G. Kobel, i padroni di casa non segnano e sono costretti ad abbandonare ancora una volta ad un passo da una finale pronosticata inizialmente abbordabile, il sogno Champions. Sogno che continua invece per il Borussia Dortmund che dopo lo scudetto perso l’anno scorso all’ultima giornata e una stagione in campionato non all’altezza del suo potenziale, potrebbe svoltare tutto sollevando al cielo la coppa dalle grandi orecchie regalando anche al capitano Marco Reus, divenuto ormai simbolo del club, una degna chiusura di un cerchio dopo anni di lunghi calvari e un amore lungo 12 anni mai tradito nonostante gli addii nell’arco del tempo dal calibro di Lewandowski, Klopp e Gotze fino ad arrivare ad Haaland e Bellingham.

Ludovica Licitra
Ludovica Licitra

Nata nel 2001, amante del calcio fin da bambina, scrivo per trasmettere emozioni. Coltivo la mia passione affinchè un giorno possa trasformarla nel mio lavoro.