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Serie A

Serie A: Il meglio e il peggio della 1° giornata

Dopo due mesi di attesa, il campionato di Serie A è finalmente tornato, con una prima giornata un po’ singolare, se consideriamo i tanti match rinviati per le squadre che hanno finito più tardi la stagione (Benevento, Spezia, Inter e Atalanta), ma da quello che si è visto ieri, possiamo già trarre qualche considerazione.

I flop della prima giornata

5. La difesa del Crotone
Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, allora non è decisamente iniziato nel migliore dei modi il campionato del Crotone. La squadra di Giovanni Stroppa, alla sua prima uscita stagionale è stata capace di subire ben quattro goal dal Genoa, una squadra che nello scorso campionato ha segnato davvero pochissimo.

4. La Sampdoria ci proverà ancora?
Nella passata stagione, Claudio Ranieri è riuscito a compiere un vero e proprio mezzo miracolo, conducendo la Sampdoria alla salvezza. Ma a quanto pare le cose non sono cambiate neanche quest’anno. Contro la Juventus – avversario ostico, va detto – la Sampdoria è apparsa svogliata, non in grado di impensierire nemmeno lontanamente la squadra di Andrea Pirlo. Che i doriani ci provino anche quest’anno a retrocedere?

3. La delusione di Verona
Hellas Verona e Roma, due squadre dallo stile di gioco prettamente offensivo. Le carte in regola per assistere a una partita spettacolare c’erano tutte, e invece… Il match del Bentegodi è terminato con uno scialbo zero a zero, risultato che ha sottolineato un dato di fatto già evidente: alla Roma con l’addio di Edin Dzeko manca un attaccante. E l’arrivo di Milik non è ancora ufficiale.

2. Il modulo del Parma
Da anni il Parma scende in campo con un 4-3-3 super collaudato. Dopo il sorprendente licenziamento di D’Aversa, sulla panchina dei ducali è arrivato Fabio Liverani, che ieri sera, alla prima di campionato, si è presentato con un nuovo modulo. Risultato? Una sonora sconfitta rimediata contro il Napoli.

1. La nuova “politica” sui falli di mano
Se nella scorsa stagione sono stati fischiati decisamente troppi tiri dagli undici metri, è bastata la prima giornata di campionato a farci capire che questa volta l’andazzo non sarà lo stesso. Il che sarebbe un bene, se non fosse per il fatto che così, ci saranno solamente ulteriori polemiche, tipo quelle nate in occasione del fallo di mano di Bonucci in Juventus-Sampdoria. Appena tre mesi fa sarebbe stato assegnato il calcio di rigore alla Sampdoria. Senza se e senza ma.

I top della prima giornata

5. Mattia Destro e i 476 giorni
Sono bastati appena sette minuti per togliersi un peso pesantissimo. Mattia Destro ha finalmente rotto il suo digiuno con il goal, che durava da ben 476 giorni. Davvero troppo per un attaccante.

4. Un Genoa tutto nuovo
È vero, il Crotone è stato davvero poca roba, e inoltre ha concesso e commesso errori difensivi a tratti raccapriccianti. Il Genoa della passata stagione però, quello arrivato a un passo dalla retrocessione in Serie B, sembrerebbe essere cosa dimenticata. Sarà troppo presto per dirlo? Intanto nella giornata di ieri sono arrivati ben quattro goal, cosa che al Marassi non si vedeva da tempo.

3. Salvatore Sirigu meriterebbe la nazionale
Ok, il suo Torino è uscito sconfitto dal match con la Fiorentina, ma senza di lui il risultato finale sarebbe stato molto più largo. I suoi guantoni hanno infatti salvato mister Giampaolo dalla prima figuraccia stagionale, oltre a instillarci un dubbio: ma questo Sirigu meriterebbe la nazionale ai prossimi europei?

2. La punizione di Bourabia
I giochi sembravano già fatti, il Cagliari stava per portare a casa una vittoria in trasferta, ma Bourabia ha deciso di intervenire. Calcio di punizione dal limite dell’area. Il giocatore raccoglie il pallone, guarda la porta, osserva portiere e barriera. Prende la rincorsa, calcia, e i suoi compagni gli saltano letteralmente addosso. Uno a uno per il Sassuolo. Chapeau.

1. Benjamin Ibra
Zlatan Ibrahimovic: due gol al Bologna, un’altra rete mangiata e una partita sontuosa. Il tutto, lo si ricorda, a 39 anni. Fuoriclasse se ce n’è uno, insomma. Eterno.

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