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Il TAS annulla la squalifica al Man City, potrà giocare la Champions 2020/2021

Per il club solo una multa di 10 milioni di euro

Il Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna ha deciso di accettare il ricorso del Manchester City, e di conseguenza ha revocato i due anni di squalifica per violazioni del Financial Fair Play, il CAS di Losanna ha tramutato la pena in una multa di 10 milioni di euro. Una splendida notizia per il club britannico allenato da Pep Guardiola che rischiava di non poter partecipare alla Champions League 2020-2021.

Lo scorso febbraio l’Uefa sanzionò il City con l’esclusione dalle coppe per due stagioni per le violazioni del regolamento sul Fair Play Finanziario. Attraverso un comunicato ufficiale la Federazione europea denotò “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play con la sopravvalutazione delle entrate relative alle sponsorizzazioni e le informazioni relative al break-even presentate alla Uefa tra il 2012 e il 2016”. Uno scontro aperto nel quale il City si rifiutò di collaborare alle indagini da parte della CFCB aggravando la propria posizione fino alla decisione della squalifica dalle coppe europee per le stagioni 2020-21 e 2021-22.

Ma oggi è il Tas a ribaltare la sentenza e a ridurre la sanzione a 10 milioni. Il Tribunale non ha individuato alcuna irregolarità nei contratti di sponsorizzazione stretti dal club negli ultimi anni con società considerate riconducibili alla ricca proprietà dei Citizens. Inoltre nel comunicato il Tribunale svizzero denota come le presunte violazioni segnalate dagli organi di controllo della Uefa non sono state provate o sono cadute in prescrizione.

Una sentenza accolta con grande soddisfazione dalla società inglese: “In attesa di leggere le motivazioni della sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, il club accoglie favorevolmente la sentenza – si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale della società inglese – Il club desidera ringraziare i membri del Tas per la diligenza e per la correttezza mostrata durante il processo”. “L’Uefa prende atto della decisione presa dal Tribunale Arbitrale dello Sport riguardo la riduzione della sanzione imposta al Manchester City dal CFCB – ha precisato l’Uefa in una nota – Per il Tas non vi sono prove sufficienti a confermare le conclusioni della CFCB e molte delle presunte violazioni sono prescritte a causa del periodo di cinque anni previsto dai regolamenti Uefa. Negli ultimi anni il Financial Fair Play ha svolto un ruolo significativo nel proteggere i club e aiutarli a diventare finanziariamente sostenibili. L’Uefa non farà ulteriori osservazioni al riguardo”.

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