L’emergenza consegna le chiavi dell’attacco a Jonathan David

Con l’infermeria piena, alla punta canadese il compito di risollevare la squadra. Primo test al Maradona

Jonathan David of Juventus FC during Juventus FC vs Cagliari Calcio, Italian soccer Serie A match in Turin, Italy, November 29 2025

Giornata di trasferte in casa Juventus, ma purtroppo questa volta la coppa non c’entra. In giornata, infatti, sia Vlahovic che Gatti saranno operati, rispettivamente in cliniche private di Londra e Lione, per ricostruire le lesioni subite. Con l’infermeria sempre più piena, è facile immaginare che almeno dentro di sé il tecnico bianconero Spalletti possa aver espresso la sua rabbia come un tifoso della curva sud, mentre in pubblico continua a sfoderare l’imperturbabile aplomb toscano che da sempre lo contraddistingue. Liquidata la questione con un semplice “avrei preferito non fosse successo, peccato”, ora è tempo di reinventare l’undici titolare. Se per la difesa il problema è minore (continua l’esperimento, in stile molto allegriano, di adattare Koopmeiners come braccetto mancino, entro un mese dovrebbero rientrare anche Bremer e Rugani a tamponare l’emergenza), in avanti stante la prolungata assenza dell’ariete serbo (in campo non prima di marzo, decorso post operatorio permettendo) e la sparizione totale di Milik, è tempo per i nuovi arrivati di gettare la maschera: essere o non essere da Juve? Questo è ciò che dirigenti e tifosi vogliono sapere da Jonathan David e Lois Openda, pezzi pregiati dello scorso mercato estivo.

Alla fine, la serata di Coppa Italia ha dato un messaggio piuttosto chiaro: niente gol, è vero, ma una prestazione apprezzata da chiunque avesse una sciarpa bianconera addosso. E allora sì, sembra quasi inevitabile: senza Vlahovic, l’attacco della Juve avrà il timone affidato a Jonathan David, che non dovrà solo buttare la palla dentro, ma anche lucidare il gioco, intendersi con i compagni e far sembrare semplice ciò che semplice non è. A semplificargli la vita sarà sicuramente presente Yildiz, confermatosi ad altissimi livelli, mentre a Zhegrova e Openda saranno chiesti sforzi extra, per dimostrare di meritare la permanenza in casa della Vecchia Signora. E, come ricorda il suo soprannome (Iceman, l’uomo di ghiaccio), quale stagione migliore dell’inverno per vedere uno che teoricamente dovrebbe sciogliersi… ma solo le difese avversarie? L’obiettivo è aiutare la Juventus a scalare quella montagna di problemi che si è accumulata dopo un avvio di stagione più altalenante di un ascensore difettoso.

La Serie A, intanto, continua a essere un equilibrio precario: bastano due risultati storti per scivolare come su una buccia di banana, e due vittorie per tornare a sentirsi invincibili. Insomma, un campionato degno di un cardiologo in panchina. Ed il prossimo test per David e compagni, purtroppo per loro, sarà la gita meno rilassante dell’anno: trasferta a Napoli, domenica alle 20.45, contro la cotitolare del primo posto della Serie A. Nulla sarà banale: c’è il livello dell’avversario, c’è Antonio Conte che aspetta i bianconeri come si aspetta un vecchio conoscente con cui hai un conto in sospeso, c’è Big Luciano che tornerà ad esibire il celebre tatuaggio dello scudetto al Maradona… e poi c’è il retroscena di mercato, quello che non manca mai. A primavera l’allenatore azzurro aveva provato a far suo David, il parametro zero più corteggiato del continente; poi a luglio la Juve è arrivata in volata e ha chiuso la porta in faccia agli azzurri. è proprio in serate come queste che i gol non sono gol: sono sentenze. Il tipo di sentenza che, mesi dopo, ti fa realizzare di aver centrato l’acquisto.