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Lazio

Le pagelle di Lazio-Celtic: Caceido e Jony un disastro, Immobile c’è sempre

Lazio-Celtic è terminata con una sconfitta per i biancocelesti, che ora vedono ridotte all’osso le possibilità di passare il turno di Europa League e accedere ai sedicesimi di finale. Di seguito le pagelle del match dello stadio Olimpico di Roma:

Pagelle Lazio:

Strakosha 5,5: In una serata come questa, lui è quello che ha meno colpe. Il primo goal nasce dal doppio errore di Milinkovic-Savic e Acerbi, il secondo da un errore madornale di Berisha. Incolpevole

Luiz Felipe 5,5: Nel primo tempo qualche buona chiusura, poi nel secondo cala drasticamente, sbagliando a destra e a manca. Inaffidabile.

Vavro 4,5: Malissimo nel primo tempo, dove i suoi errori vengono mascherati da una buona prestazione dei compagni, ma nel secondo, dove tutti vanno in affanno, viene fuori la sua pessima partita. Fa un recupero importantissimo su Edouard lanciato da solo verso la porta, ma è l’unica nota positiva. Incompreso.

Acerbi 5,5: La prima volta che non arriva alla sufficienza. Nel primo tempo sale spesso in avanti, dove serve anche una buona occasione a Milinkovic, poi l’errore (non da lui) sul goal del pareggio. In gabbia.

Jony 0: Sì, il voto è simbolico, ma rende giustizia alla sua prestazione orribile. Non fatevi ingannare dal primo tempo propositivo: è dovuto unicamente al fatto che il Celtic, è entrato subito nel pallone, lasciando una vera e propria prateria sulla fascia, dove Jony si è proposto solamente per crossare dal fondo, a volte anche in maniera imprecisa. In fase difensiva letteralmente disastroso, e infatti, quando Forrest capisce i suoi limiti, sono guai seri. Inutile.

Parolo 6: Qualche errore, un paio di aperture accettabili, insomma, solita partita basata più sulla quantità che sulla qualità. Non sfigura.

Leiva 6: Ferma una ripartenza pericolosa nel primo tempo e imposta l’azione in maniera impeccabile. Poi nel secondo va in difficoltà anche lui, e i risultati si vedono. Nel complesso, non male. Bene ma non benissimo.

Milinkovic-Savic 4: Adesso però basta. In novanta minuti, l’unica cosa positiva del sergente è un’apertura per Immobile. Sbaglia uno stop che lo avrebbe portato al tiro in maniera pericolosa, e fa un errore non da lui che apre al goal di Forrest. Dov’è Sergej?

Lazzari 6,5: Su quella fascia nel primo tempo spinge come un treno, creando problemi a Hayes. Serve una palla d’oro a Immobile, che sigla un’altra rete, poi nel secondo tempo va in difficoltà anche lui, ma rimane un punto di riferimento quando si può attaccare. Lazzari Express, ma in classe economy.

Caicedo 0: Qualcuno mi ha messo pressione per questo voto. Forse non andava detto, così come Caicedo non andava messo in campo. Dal primo minuto, fino al novantesimo, non fa praticamente nulla, e quel poco che fa, lo sbaglia anche. Tipo un occasione di testa che uno con il suo fisico non può permettersi di perdere. Inutile. Ma più di Jony.

Immobile 7: Due occasioni nel primo tempo, un goal pesantissimo. Anche difficile, dove mette in mostra tutta la sua bravura. Fa salire la squadra, si sbatte, prova a venire incontro a un centrocampo in difficoltà, però è umano anche lui (purtroppo). Re Ciro.

Luis Alberto 6,5: Entra al posto di Leiva e porta una ventata di aria fresca alla squadra. Regala subito palloni a destra e a manca, segno che è ancora “in palla” dopo la prestazione di Milano. Fa una giocata favolosa con cui si porta a spasso due difensori e poi conclude in porta, m il portiere gli nega un goal stupendo. Peccato. Mago Luis all’opera.

Lulic 5: Entra al 58’, ma anche lui stasera non riesce ad essere utile. Sbaglia qualche pallone di troppo e spinge pochissimo, anche per colpa degli avversari che quando attaccano sulla sua fascia sono molto pericolosi. Però fa una grandissima cosa: fa uscire dal campo Jony. Grazie capitano.

Berisha S.V: Entra a otto minuti dalla fine, ma combina solo guai: prima sbaglia una conclusione a tu per tu con il portiere, poi regala al Celtic il goal della vittoria. Non è che sbaglia, regala. Regala. Si salva dal simbolico zero solo perché gioca otto minuti più recupero, altrimenti sarebbe andato anche in negativo. L’uomo dai record.

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