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Liga: Il Barça perde l’imbattibilità, il Real ne fa 6! 2-2 nel derby di Siviglia

La penultima giornata di Liga ha svelato gli ultimi verdetti che il campionato ancora nascondeva nel suo seno. Come in un romanzo giallo che si dipana nelle ultime pagine dell’ultimo capitolo, anche la Liga ha celebrato i suoi ultimi sacri cerimoniali sul finire di un campionato che è stato esaltante e immenso (sia di valori tecnici che di emozioni) sin dall’inizio della stagione.

La notizia più clamorosa è giunta dalla sconfitta del Barça degli (ex) invincibili. La squadra di Valverde perde al Ciutad de Valencia contro il Levante con il risultato di 5-4 in una partita loca. La squadra blaugrana orfana di Messi, non convocato, e di Piqué (primo tempo in panchina) interrompe così la ilusion della invincibilità. Dopo 43 partite totali senza sconfitte e una Liga vinta e condotta da imbattuti, a due passi e due partite dalla conclusione arriva la caduta, rovinosa. Il Levante, da parte sua, dopo aver fermato il Madrid al Bernabeu, si toglie lo sfizio di fare ciò che a nessun’altro prima d’ora era riuscito.

Questa giornata ha risolto anche gli ultimi misteri legati alla conquista dell’Europa piccolina, leggasi Europa League, con l’accesso alla manifestazione continentale del Villareal, Betis e Sevilla. Il submarino amarillo (vincente a A Coruna per 4-2) e la formazione betica (2-2 casalingo nel derby contro il Sevilla) accedono direttamente alla fase a gironi; la squadra sevillista, invece, dovrà conquistarsi l’accesso alla fase finale attraverso i preliminari che impegneranno l’undici di Caparros sin dai primi di agosto. Il secondo turno dei preliminari a cui il Sevilla dovrà partecipare, si disputerà infatti, con gare di andata e ritorno, il 26 luglio e il 2 agosto, mentre il terzo prenderà il via il 9 e il 16 agosto. Nel caso di superamento di entrambi, la squadra di Nerviòn (quartiere di Sevilla ove è ubicata la passione dei rojiblancos) parteciperà agli spareggi in programma il 23 e 30 agosto. Un tour de force complesso che costringerà Caparros e il suo staff ad una preparazione decisamente anticipata per poter arrivare a questi impegni in forma campionato. Tra l’altro queste date renderanno difficoltoso trovare una ubicazione per la disputa della Supercopa d’Espana in programma tra il Sevilla e il Barça. L’unica data disponibile, tenendo conto che la formazione di Valverde sarà impegnata nella gira americana sino al 4 agosto (partita a Miami contro il Milan), sarà quella dell’11/12 agosto. Una data singola incompatibile con il consueto format della competizione organizzata dalla Rederazione Spagnola (RFEF) che si svolge in gare di andata e ritorno. Il problema potrà essere risolto facendo disputare il trofeo in una gara secca o eliminando la partita dal calendario, assegnando il trofeo direttamente al FC Barcelona in quanto vincitore sia della Copa del Rey che della Liga. Attenderemo per verificare quale sarà la strada che la federazione deciderà di intraprendere.

Tornando a noi, il Partidazo della giornata di Liga è stato senza dubbio il Gran Derbi, vale a dire la stracittadina di Sevilla tra Betis e Sevilla appunto. Un derby sentito, inflamante e molto intenso sin dalla coreografia e dall’inno del Betis cantato a cappella dai suoi tifosi. Una partita che ha messo contro le due anime della città: il Betis di Heliopolis e il Sevilla di Nerviòn. La partita, ospitata da un Benito Villamarin colmo oltre ogni ordine di posto, ha visto le due squadre cercare di superarsi a più riprese. Il Betis è passato subito sugli sviluppi di un angolo, ma è stato ripreso e poi superato dalla formazione di Caparros che per qualche minuto (due per l’esattezza) ha sognato la terza vittoria consecutiva da quando ha sostituito Montella sulla panchina sevillista. Il meritato pari betico è giunto per sentenziare la divisione dei punti in palio, sufficienti, in ogni caso, per il raggiungimento degli obiettivi di entrambi i club. Così a fine gara, i giocatori delle due squadre si sono date l’arrivederci in Europa League. Era dal 2013-14 che le due formazioni di Sevilla non partecipavano assieme alla minore delle due competizioni europee. In quella stagione ci fu il Gran Derbi europeo negli Ottavi. Dallo scontro passò il Sevilla ai calci di rigore dopo che la sfida di ritorno si chiuse con il risultato di 2-0 in trasferta a favore dei Nerviones (la sfida di andata si chiuse invece con la vittoria al Sanchez Pizjuan del Betis).

Il Getafe, concorrente fino all’ultimo del Sevilla per l’accesso ai preliminari europei, subisce la sconfitta casalinga ad opera dell’Atletico (1-0 a favore dei colchoneros) e deve così abbandonare i sogni di gloria a due giornate dal termine per via degli scontri diretti, sfavorevoli, con la squadra andalusa. Le altre partite della zona europea hanno visto la quarta sconfitta casalinga consecutiva del Girona che perde a Montilivi anche contro il Valencia por la minima (0-1). Per los Gironès, a prescindere dalla brusca frenata sul finire di campionato, si tratta in ogni caso di una stagione da incorniciare. Neo promossa, per la prima volta nella sua storia in Primera, la squadra catalana sì è salvata con largo anticipo senza mai essere invischiata nella zona calda della graduatoria, disputando in questo modo una stagione da incorniciare.

L’Eibar (9° a 50 punti in classifica), altra rivelazione della Liga, ha battuto il povero Las Palmas a Ipurùa con il risultato di 1-0, mentre la Real Sociedad ha regolato in casa, non senza patemi, il Leganés. Tre a uno il risultato finale. Con questa vittoria la Real scavalca il Girona e si piazza al decimo posto con 49 punti.
E giungiamo ora al Real Madrid. No, non ce ne eravamo dimenticati, tranquilli. I blancos hanno travolto con un perentorio 6-0 un malcapitato Celta che, senza aver ormai più nulla da chiedere alla stagione, si è presentato al Bernabeu con le difese abbassate e, come un pugile che sale sul ring con i guantoni slacciati, non può che essere suonato come un rullante da un batterista di un gruppo hard rock. Le altre partite della giornate hanno visto la perentoria vittoria dell’Espanyol, al Cornellà, ai danni di un Malaga catastrofico e in totale smobilitazione. Contestato dalla tifoseria, con un proprietario (lo Sceicco Abdullah Bin Nasser Al Thani) mai così inviso alla piazza e che da tempo ne chiede la testa, la squadra affonda in Segunda con delle prospettive future che farebbero impallidire perfino i quattro Cavelieri dell’Apocalisse di Giovanni.

Giuseppe Ortu