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Ludopatie – Il Poker di Conte normalizza lo Special

Scaraventato in un mondo non suo, adesso Mourinho deve fare i conti con un sentimento nuovo: la frustrazione. Lontani i tempi in cui le sue squadre zeppe di campioni avevano il pilota automatico, Josè deve fare la differenza

Quando sei il primo, un innovatore, il pericolo a cui vai incontro, è l’emulazione da parte degli altri. Tutti vogliono essere te. Chiedetelo alla Nutella e alla Coca Cola che vantano il maggior numero di imitazioni al mondo. Usando altri modelli, a Valentino Rossi non deve essere piaciuto quando, ormai circa un decennio fa, un emergente Jorje Lorenzo cominciava ad inscenare dei siparietti in stile The Doctor per celebrare i primi successi. Magari anche Elvis ci sarà rimasto male vedendo Bobby Solo alzare il ciuffo e usare giacche glitterate o con le frange. Ipotesi.

Quel che è certo, è che quando Josè Mourinho ha visto Antonio Conte esultare sul 4 – 0 in Chelsea – Manchester United, deve aver sentito una fitta al cuore. Perché quelle cose lì “le ha inventate lui”, per dirla alla Baudo (tanto di manierismo stiam parlando).

Padrone a casa sua Nel big match di Premier, è stato un po’ come vedere due donne alla stessa festa e con lo stesso vestito. Forse una un po’ più agèe (secondo alcune mie amiche è meglio che dire vecchia), l’altra giovane pulzella che si affaccia in società. Magari poi, si scopre che la fanciulla ha anche qualcosa da dire e tac: l’attenzione è tutta per lei. Il pluri-osannato Mourinho quest’onta non l’aveva mai subita. Questo immigrato italiano che viene a rubare lavoro e lodi ai manger inglesi (di adozione) è un affronto. “Se ne torni col gommone a casa sua”, avrà pensato. Poco conta se Conte ha fatto poker. L’educazione è importante. Quella degli altri più che altro.

Fate ciò che dico, non ciò che faccio Sottolineare l’ovvio, è inutile. Sui colpi di teatro, le uscite a effetto e l’evocazione dei brogli a mo’ di politico ad ogni errore arbitrale, esiste un’esaustiva letteratura riguardante Josè. L’aspetto interessante che emerge da questa vicenda, è uno solo: lo Special è umano: è Normal. Per chi pensava che Mourinho fosse Dio fattosi allenatore per salvare l’umanità, questa deve essere una profonda delusione.

Valore alle cose Ferito a morte con le sue armi: la passionalità, l’esuberanza, l’irruenza. Riportato sulla terra, a soffrire tra i comuni mortali, fatti di carne e ossa, emozioni e istinti. Chissà, potrebbe essere un gioco del destino, un po’ come “The Family Man” di Nicolas Cage. Uno Josè catapultato in un mondo parallelo, senza privilegi, superpoteri e onnipotenza per poter capire l’importanza delle piccole ma grandi cose. Quando avrà compreso che, a volte, c’è più dignità in un giorno da Mazzone che in cento da “The Only one”, tornerà a vincere tutto. Perché il tempo è sempre gentiluomo, lo sa Claudio Ranieri, lo sa Sulley Muntari e anche la segretaria di Bernardo Caprotti.

E comunque la Cioccotella era buona quanto la Nutella.

Luca Villari

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