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Premier League: City mani sul titolo, tonfo Chelsea! Liverpool ok

Nelle gare che aprono la 30^ giornata di Premier League brutto tonfo del Chelsea che crolla in casa col West Bromwich Albion prendendo addirittura 5 gol: che non accadeva dal 2011. Il Leeds supera 2-1 lo Sheffield United. Il City capolista vince in casa del Leicester 0-2 e vede il titolo avvicinarsi. Nel posticipo il Liverpool torna a vincere imponendosi sull'Arsenal.

Inferiorità numerica per 69 minuti più gestione tattica confusa, uguale disastro: ecco le ragioni del 2-5 incassato dal Chelsea allo Stamford Bridge con il West Bromwich Albion, penultimo in classifica, ma ancora vivo e, soprattutto, orgoglioso. Finisce dopo 75 giorni l’imbattibilità dei Blues – il 19 gennaio l’ultimo k.o. in casa del Leicester – e dopo 14 gare senza sconfitte si esaurisce il percorso netto di Thomas Tuchel, iniziato il 27 gennaio con lo 0-0 contro i Wolves. Con l’avvento del tedesco, il Chelsea aveva incassato solo 2 gol. Contro il WBA di Sam Allardyce, ben 5 in poco più di 45 minuti. Il gol di Pulisic al 27’minuto, con la ribattuta vincente dopo il palo colpito da Alonso su punizione, è il primo fatto di cronaca del match, ma al 29’minuto matura l’episodio chiave: l’espulsione di Thiago Silva per doppia ammonizione. Il difensore brasiliano aveva ricevuto il primo giallo dopo soli 5 minuti. Il secondo arriva per un’entrata dura su Yokuslu. Tuchel inserisce al 33’minuto Christensen al posto di Ziyech, ma i Blues sono frastornati, con l’eccezione di Kovacic.

Il WBA prende coraggio e nel giro di un paio di minuti ribalta la situazione con il brasiliano Costa Pereira, ex Norimberga, Chaves e Sporting Lisbona, lanciato nel grande calcio dal portoghese Jorge Jesus. L’1-1, in pieno recupero, al 47’minuto, è una bambola gigantesca della difesa dei Blues, che si fa sorprendere dal rilancio del portiere Johnstone: Pereira si avventa sul pallone, i centrali della retroguardia di Tuchel sono di marmo e il pallonetto fulmina Mendy. Al 49’ minuto, con un sinistro da biliardo, Pereira piazza la doppietta. Si riparte e il Chelsea, lanciandosi all’assalto, si espone alle ripartenze del WBA. Il palo colpito da Alonso al 54’ minuto, dopo un’uscita maldestra di Johnstone, è un’illusione. Pereira sfiora la tripletta al 61’ minuto, bravo Mendy in uscita. Ma al 63’minuto, dopo un’azione spettacolare Robinson, c’è il 3-1. Il WBA dilaga: al 68’minuto ecco il 4-1 di Diagne. Mount al 71’minuto prova a riaprire il match, ma al 91’minuto Robinson fa 5-2. Tuchel non cerca alibi: “Non siamo stati bravi a adattarci alla situazione dell’inferiorità numerica. L’espulsione di Silva? Posso dire che è stata una conseguenza di due errori che abbiamo commesso. Ora dobbiamo voltare pagina e rialzarci. C’è la Champions e contro il Porto non possiamo sbagliare”. Dato statistico: il Chelsea non incassava una “cinquina” in casa dal 3-5 con l’Arsenal dell’ottobre 2011. Il quarto posto dei Blues torna in discussione, mentre il WBA si porta a – 7 dal Newcastle: la salvezza è difficile, ma non impossibile.

Jagielka fa autogol, il Leeds vince, Raphinha incanta. All’Elland Road la squadra di Bielsa s’impone nella sfida dello Yorkshire: 1-0 di Harrison al 12’minuto, pareggio di Osborn nel recupero del primo tempo, autorete decisiva dello stagionato Jagielka a inizio ripresa. Il Leeds, che ha ricordato Peter Lorimer, scomparso il 20 marzo, sale a quota 42, decimo posto. Lo Sheffield United attende solo il verdetto della matematica: con 14 punti in classifica la retrocessione è dietro l’angolo. Raphinha è stato il migliore in campo: il brasiliano ex Rennes, Sporting Lisbona e Vitoria Guimaraes ha regalato momenti di grande calcio.

Meno undici e il Manchester City sarà campione d’Inghilterra. Il 2-0 sul campo del Leicester, terzo in classifica, dà il via libera al conto alla rovescia: a quota 85, irraggiungibile per i cugini dello United, c’è il titolo, il terzo dell’era Guardiola, il quinto dal 2012. La trasferta sul campo delle Foxes aveva le incognite della pausa internazionale: ripartire dopo due settimane di stop è sempre un terno al lotto. Il City, con Foden, Gundogan, Sterling e Bernardo Silva in panchina, spazza via i comprensibili timori in un primo tempo di assoluto dominio e in una ripresa in cui maturano i due gol. Il primo ha la firma di Mendy al 58’minuto, con il piede destro, quello utilizzato solo come appoggio dal giocatore francese: anche Guardiola, ammirando il tiro a giro, è sorpreso. Il 2-0 ha la firma di Jesus, tra i migliori in campo. Il brasiliano viene innescato da De Bruyne e serve Sterling: l’inglese perde l’attimo, restituisce il pallone a Jesus e il tocco in scivolata fulmina Schmeichel. Manchester City padrone del campo e vicino all’1-0 al 23’minuto con una punizione di De Bruyne: traversa.

Un salvataggio di Schmeichel di piede su Mahrez al 41’minuto ed il tris divorato dall’algerino al 78’minuto, sul suggerimento di De Bruyne, ribadiscono il dominio assoluto del City. Sullo 0-0, il Leicester sfiora il colpaccio: un grande recupero di Dias che si oppone alla botta di Tielemans salva Ederson. Un gol a testa annullato per fuorigioco: al 5’minuto al City (conclusione di Fernandinho, posizione irregolare di Aguero), nel recupero del primo tempo al Leicester (rete di Vardy, scattato oltre l’ultimo uomo avversario). Tardivo l’inserimento di Maddison: l’inglese dà una scossa al gioco del Leicester, ma ormai è tardi. Capitolo Aguero: l’argentino corre, s’impegna, ha un paio di buone occasioni ed esce al 63’ minuto. Giudizio? La forma lascia a desiderare, ma dopo sette mesi complicati, tra operazione al ginocchio e il Covid, ci vuole tempo.

Nel posticipo serale, bella riposta del Liverpool, che si impone per 3-0 in casa dell’Arsenal. Per i Reds doppietta del portoghese Jota al 64’minuto ed all’82′ minuto. Nel mezzo centro di Salah al 68’minuto. In classifica, il Liverpool si porta così al quinto posto e continua la sua risalita verso la zona Champions League, distante ora soli due punti.

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