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Serie A: E’ gran festa Inter a San Siro, Udinese sconfitta 5-1

Prima della gara, delirio dei 4.500 all’arrivo dei pullman nerazzurri: un fiume umano ha accolto i neo Campioni in un tripudio di sciarpe, bandiere fumogeni e striscioni. Inter devastante anche nell’ultima uscita stagionale: 5-1 all’Udinese

38^ GIORNATA, IL PUNTO – Cala il sipario sulla stagione 2020-2021 della Serie A. L’ultimo sabato in calendario ha visto protagoniste le due squadre di Genova: blucerchiati e rossoblù hanno chiuso in bellezza la loro annata. Il 3-0 della Samp sul Parma, fanalino di coda, ha avuto il sapore della “missione compiuta” in quanto è stato raggiunto l’obiettivo dei 52 punti in classifica fissato dal tecnico “gentiluomo”, il testaccino Claudio Ranieri. Il nono posto finale è la preziosa eredità che lascia l’artefice del “miracolo Leicester” al club del patron Ferrero: dal prossimo anno la squadra ligure e l’allenatore romano prenderanno inevitabilmente strade diverse. Il rotondo successo sui ducali è stato ottenuto anche grazie al gol (che ha aperto le marcature) di un inossidabile Fabio Quagliarella, il numero 177 in carriera in 500 presenze nella massima categoria.

Al Genoa, invece, è bastata la rete dell’uzbeko Shomurodov per liquidare la pratica Cagliari: il “Grifone” ha chiuso il suo torneo con 42 punti e con una salvezza ampiamente raggiunta. L’ultima di mister Iachini sulla panchina della Fiorentina è stata senza particolari acuti. Anzi, l’opaco 0-0 di Crotone ha permesso ai calabresi di evitare la beffa dell’ultimo posto, anche se questo traguardo è risuonato come un magro premio di consolazione per un campionato decisamente amaro.

Ora tutti i riflettori sono puntati sulle gare di questa sera, in cui sarà prevista la resa dei conti tra Milan, Napoli e Juventus: in palio ci saranno due posti Champions. L’incrocio di emozioni su tre campi sarà al top, gli ultimi 90’ per questi club varranno un’intera stagione (oltre ai 50 milioni garantiti dall’approdo al torneo continentale più prestigioso). I rossoneri saranno impegnati a Bergamo contro un’Atalanta già qualificata, ma che vorrà comunque riscattare subito la delusione per un’altra finale di Coppa Italia persa. L’obiettivo della “banda del Gasp” sarà quello di terminare al meglio possibile (dunque al secondo posto) l’ennesima straordinaria annata. Un compito, dunque, tutt’altro che semplice per l’undici meneghino, ma ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare che possono far ben sperare: l’eventuale arrivo a pari punti premierebbe il Milan rispetto alle dirette rivali. C’è poi il dato che registra il buon rendimento dei rossoneri nelle gare in trasferta.

Anche Gattuso vorrebbe chiudere la sua esperienza sulla panchina del Napoli con un piazzamento che possa consentire agli azzurri di tornare protagonisti nell’Europa che conta già dal prossimo anno. Sulla carta la gara interna contro un Verona, che non ha più nulla da chiedere a un campionato terminato a metà classifica, rappresenta l’impegno meno proibitivo. Ai partenopei, tra l’altro, potrebbe bastare anche un pareggio se la Juve non riuscisse a superare il Bologna al “Dall’Ara”. Sarà sicuramente un match importante per qualche giocatore agli ordini del tecnico calabrese: potrebbe essere infatti l’ultima uscita in maglia azzurra per Fabian Ruiz, in procinto di trasferirsi nella prossima campagna acquisti. Lo “scugnizzo” Insigne, invece, deve ancora sciogliere i dubbi riguardo al nodo rinnovo.

Missione senz’altro più complicata per la Juventus di Pirlo. Un eventuale arrivo a pari punti con Milan e Napoli, premierebbe rossoneri e partenopei. I bianconeri, poi, saranno gli unici a dipendere anche dai risultati altrui, in quanto l’eventuale successo in terra emiliana non sarà sinonimo di qualificazione Champions certa (almeno una delle due contendenti non dovrà conquistare i tre punti). Dopo una stagione molto complicata, nonostante i due trofei nazionali messi in bacheca, il giovane tecnico bresciano si giocherà la riconferma. La conquista della Coppa Italia potrebbe dare un nuovo decisivo impulso all’autostima della “Vecchia Signora”.

LA GARA DEL POMERIGGIO – E’ il giorno in cui viene celebrato il 19esimo titolo della sua storia, per l’Inter campione è un pomeriggio di festa. Prima della gara che chiude un campionato pazzesco, la truppa di Antonio Conte viene sommersa dall’affetto dai propri sostenitori. Sono in 4.500 (forse di più…) ad attendere l’arrivo dei pullman che trasportano i Campioni verso l’impianto di San Siro. Nell’ultima partita stagionale, poi, i nerazzurri non hanno pietà dell’Udinese. C’è gloria per tutti nel 5-1 con il quale i nerazzurri asfaltano l’Udinese. A segno Young (prima marcatura stagionale per l’esterno inglese), Eriksen, Lautaro, Perisic e Lukaku. Davanti ad una platea di 1.000 tifosi presenti sugli spalti, l’Inter termina con i fuochi d’artificio un campionato straordinario, dominato soprattutto nel girone di ritorno (16 successi, 2 pareggi e una sola sconfitta) e chiudendo a quota 91 punti in classifica per la seconda volta nella sua storia. Di seguito la sintesi della partita:

INTER-UDINESE 5-1
(8’ Young, 44’ Eriksen, 55’ Lautaro Martinez su rig., 64’ Perisic, 72’ Lukaku su rig., 79’ Pereyra su rig.)

Chiude con il botto l’Inter campione d’Italia, rifilando un pokerissimo alla malcapitata Udinese, davanti ai 1.000 sostenitori presenti sugli spalti. I padroni di casa la sbloccano dopo soli 8’, grazie alla prima marcatura stagionale di Ashley Young. L’esterno inglese è abile ad anticipare il portiere Musso in uscita, toccando il pallone con la punta del piede. Al 39’ Sensi è costretto a dare forfait per problemi muscolari, gli ennesimi di una stagione tormentata dagli infortuni. A pochi minuti dall’intervallo, Eriksen pennella una punizione imprendibile per l’estremo difensore bianconero (la sfera viene “sporcata” anche dalla deviazione di Okaka).

Nella ripresa è goleada: al 55’ Lautaro Martinez trasforma un penalty (fallo in area di Zeegelaar su Hakimi), al 64’ Perisic va a segno con un tiro al volo che piazza la palla all’incrocio dei pali, al 72’ Lukaku firma il pokerissimo e il suo 24esimo gol stagionale su rigore. A nulla serve la rete della bandiera per i friulani siglata da Pereyra, ancora una volta con un tiro dagli undici metri. Al termine dell’incontro verrà consegnato il trofeo dello scudetto, che il gruppo nerazzurro alzerà al cielo salendo in cima alla Torre 4 dello stadio “Meazza”.

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