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Serie A

Serie A: E’ il Sassuolo l’anti-Milan! Fiorentina ripresa, Torino nel baratro

Strepitosa rimonta dei neroverdi nel derby emiliano: dal 3-1 al 3-4 in soli 13’. La squadra di De Zerbi occupa la seconda piazza (-2 dal Milan). Lo Spezia getta il cuore oltre l’ostacolo e strappa un sospirato pari con la Fiorentina. Joao Pedro e un doppio Simeone affondano il Toro, ultimo a 0 punti!

4^ GIORNATA IL PUNTO – Il Milan sfrutta il fattore Z per ergersi in classifica a punteggio pieno dopo i primi quattro turni, confermando di essere decisamente la squadra più in forma del campionato. Z come quel fenomeno di Zlatan Ibrahimovic che, a discapito dei suoi 39 anni, dimostra una volta di più di poter essere ancora decisivo per la causa in una partita, peraltro, tutt’altro che banale. Grazie alla sua doppietta i rossoneri si sono rimpossessati dopo 4 anni della stracittadina meneghina contro ogni pronostico, centrando allo stesso tempo il 20.simo risultato utile consecutivo e la vetta solitaria della graduatoria (non accadeva dal 2012). In 90’ Ibra si è preso tutto, caricandosi sulle proprie spalle un gruppo costituito da giovani di belle speranze – vedi i vari Tonali, Bennacer, Calabria, Kessie – e diventando anche il giocatore più anziano a siglare una rete nel derby di Milano (superato Nils Liedholm), è salito in vetta alla classifica marcatori appaiando Gomez, Lozano, Lukaku e Caputo a quota 4 reti. Non lo ha piegato neanche quel maledetto Covid che lo ha tenuto in casa per un paio di settimane: sconfitto il virus, il numero 11 rossonero ha rubato la scena contro i cugini nerazzurri. Una dimostrazione di forza imbarazzante.

Inter-Milan era stata presentata alla vigilia come la sfida tra i due giganti d’area di rigore, da una parte Lukaku e dall’altra proprio l’attaccante svedese. Ebbene, nonostante anche il belga sia andato in rete firmando il gol della bandiera, la partita nella partita se l’è aggiudicata il colosso di Malmoe. Vero che il tecnico salentino non ha potuto contare sui vari Skriniar, Young, Bastoni, Gagliardini e Sensi tutti in quarantena per la positività al Covid, ma è altrettanto giusto sottolineare le difficoltà incontrate dalla sua retroguardia, incapace di arginare le incursioni di Ibrahimovic. C’è allora qualcosa da rivedere nei meccanismi difensivi, perché 8 reti subìte in 4 uscite sono decisamente troppe considerando anche come proprio il muro nerazzurro era stato il meno perforato nella scorsa stagione. In casa Inter, tra l’altro, c’è ancora da risolvere il dilemma legato all’impiego di Eriksen che, nonostante le ottime prestazioni fornite in Nazionale, risulta essere ancora un oggetto misterioso nello scacchiere tattico di Conte. Insomma, ci si attende decisamente di più da quella considerata come la rivale più accreditata della “Vecchia Signora” per la lotta scudetto.

Mentre i postumi della bufera Juventus-Napoli non sono stati ancora smaltiti, anzi, ogni decisione della giustizia sportiva è ancora in sospeso dopo il ricorso presentato dal club partenopeo per lo 0-3 a tavolino, la truppa di Gattuso ha strapazzato l’Atalanta utilizzando le stesse armi tanto care a mister Gasperini. Facendo forza su un attacco letale, i partenopei si sono ripresi sul campo ciò che il Giudice Sportivo le aveva tolto prima della pausa per le Nazionali. Nel Napoli comincia a risplendere la stella di Lozano. Il messicano, ampiamente bocciato da Ancelotti, sta ritrovando il feeling con il gol grazie alla fiducia dimostratagli dal tecnico calabrese. Sfruttando anche l’assenza di Insigne, l’ex attaccante del PSV Eindhoven si sta ritagliando quello spazio che in precedenza non gli era stato concesso. Il 4-1 alla Dea è stato completato dagli altri due suoi compagni di reparto: Politano e Osimhen. A dimostrazione della disarmante facilità nell’andare a segno di una squadra letale nelle ripartenze, grazie soprattutto alla velocità dei suoi uomini più avanzati. Buona anche la prova di Bakayoko che ha debuttato nella mediana azzurra.

Ha deluso invece la Juve di Pirlo che, priva di CR7 (fermato dal Covid) e Dybala (tenuto in panchina per problemi intestinali) non è riuscita a superare il Crotone. Come sottolineato dal giovane tecnico bianconero a fine gara, sono stati sicuramente due punti persi, ma a non convincere sono state proprio le scelte di formazione dell’ex Campione del Mondo 2006 che ha fatto esordire fin dal 1’ il nuovo arrivato Chiesa (poi espulso per una brutta entrata su Cigarini, mai debutto tanto amaro…) e confermato nell’undici di partenza i giovanissimi Frabotta e Portanova. I pluricampioni in carica, come accennato, hanno pagato a caro prezzo il rosso comminato al figlio d’arte, hanno provato a riprendere in mano una partita giocata in buona parte in inferiorità numerica senza, tuttavia, riuscirci. Un fatto decisamente insolito per una compagine abituata a conquistare i tre punti anche in gare non particolarmente brillanti.

Non è stato un sabato facile neanche per la Lazio, travolta nella Marassi blucerchiata. La Sampdoria ha confermato la sua peculiarità di… ammazza-grandi. Dopo la Fiorentina anche i biancocelesti di Inzaghi si sono dovuti piegare al cospetto di Ranieri. Il 3-0 finale e ampiamente meritato ha portato le firme della “chioccia” Quagliarella e di due “pulcini” di cui sentiremo di certo parlare nel prossimo futuro: Augello e Damsgaard (entrambi al primo centro in A). Per la formazione capitolina, alla vigilia del ritorno in Champions, è stato l’ennesimo passo falso di una stagione iniziata nella maniera sbagliata. Da sottolineare come tutte le squadre impegnate in settimana nella coppa europea più prestigiosa, non siano riuscite ad aggiudicarsi i rispettivi match. Il campanello d’allarme risuona forte…

LE GARE DI GIORNATA – Grazie ad una pazzesca rimonta, il Sassuolo batte 4-3 il Bologna nel derby emiliano e si candida a ruolo di anti-Milan. I neroverdi, sotto 3-1 fino al 60’, riemergono nel corso dell’ultima mezz’ora e ribaltano la compagine di Mihajlovic prendendosi così la momentanea seconda piazza in classifica alle spalle dei rossoneri. Partita pazza anche sul neutro di Cesena tra Spezia e Fiorentina. La Viola del dopo-Chiesa va subito sul doppio vantaggio (al 2’ Pezzella, al 4’ Biraghi), prima di essere ripresa dai liguri a segno con un pregevole gol di Verde e con Farias. Sprofonda il Torino che, in casa, viene sconfitto per 3-2 dal rigenerato Cagliari di Di Francesco. In casa granata da sottolineare solo la doppietta di Belotti, per il resto c’è una classifica che piange: i piemontesi rimangono soli sul fondo a secco di punti. Joao Pedro e la doppietta di Simeone danno, invece, ossigeno alla compagine sarda. Il tecnico Di Francesco viene ripagato anche dal cambio di modulo: dal preferito 4-3-3 a un più efficace 4-2-3-1. Di seguito le sintesi delle partite pomeridiane:

BOLOGNA-SASSUOLO 3-4
(9’ Soriano, 18’ Berardi, 39’ Svanberg, 60’ Orsolini, 64’ Djuricic, 70’ Caputo, 77’ Tomiyasu su aut.)

Il derby emiliano va al Sassuolo dopo una spettacolare rimonta. Al “Dall’Ara”, i padroni di casa impongono la propria legge nei primi 45’. Ottimo l’approccio al match per i felsinei che già al 9’ passano in vantaggio: assist di Palacio per Soriano che brucia il portiere Consigli. Il Bologna impressiona per le sue giocate in fase offensiva, ma un po’ a sorpresa Berardi al 18’ la pareggia grazie ad uno splendido sinistro a giro. I rossoblù, comunque, non demordono: al 39’ Svanberg riporta sopra i suoi. Ripresa. Sassuolo ancora frastornato, ne approfitta Orsolini che, al 60’, firma il tris. Partita finita? No, perché è da questo momento che gli ospiti si scuotono e ribaltano lo score nel giro di 13’: Djuricic (64’), Caputo (70’) e la sfortunata autorete di Tomiyasu (77’), permettono ai neroverdi di conquistare un successo clamoroso e la seconda piazza in graduatoria a -2 dal Milan.

SPEZIA-FIORENTINA 2-2
(2’ Pezzella, 4’ Biraghi, 39’ Verde, 75’ Farias)

Termina in parità la sfida tra liguri e toscani. Avevamo lasciato nello scorso spezzone estivo di campionato la Viola, se non impermeabile, comunque senz’altro più coperta in difesa, con un sensibile miglioramento alla voce gol subìti. Non lo stesso si può dire in questo avvio di stagione: già 8 reti incassate in 4 gare (media di 2 a partita) per la formazione allenata da Iachini. Se gli obiettivi devono essere più consistenti rispetto a quelli di un anno fa, la Fiorentina non ha certamente intrapreso la strada migliore. Va dato del merito, invece, alla matricola spezzina, brava a rimontare le due reti prese nel giro dei primi 4’ di gioco e capace di raddrizzare così una situazione di doppio svantaggio. Dopo 2’ la rete di testa di Pezzella sugli sviluppi di calcio d’angolo. Al 4’ Biraghi riesce a spingere in rete in diagonale un cross proveniente da destra. Poi al 39’ clamoroso errore difensivo di Caceres per il delizioso gol di Verde (stop a seguire e conclusione di sinistro, nulla da fare per il portiere Dragowski). Nella ripresa, in mischia, arriva il pareggio firmato da Farias.

TORINO-CAGLIARI 2-3
(4’ su rig. e 49’ Belotti, 12’ Joao Pedro, 19’ e 73’ Simeone)

Brutta sconfitta per il Toro che, dopo tre gare, si ritrova solo in fondo alla classifica a 0 punti (i granata hanno una gara in meno per il rinvio della sfida con il Genoa, a causa del focolaio Covid che aveva colpito la squadra ligure qualche settimana fa). E’ sicuramente un momento non facile per la formazione piemontese e per Marco Giampaolo che deve ancora registrare evidentemente il gioco dei suoi in campo. E’ apparso, invece, decisamente in palla il Cagliari di Eusebio Di Francesco seppur la partita non era cominciata sotto i migliori auspici. Ad andare in vantaggio sono i padroni di casa, al 4’, su calcio di rigore ineccepibile e concesso per un fallo di Cragno in uscita su Lukic lanciato verso la porta. Belotti trasforma. Sembra aver messo in discesa la partita il Torino, poi i sardi risalgono. Trovano il pareggio con Joao Pedro e il vantaggio con Simeone. I rossoblù si fanno preferire per la manovra palla a terra e la velocità nella ripartenza. C’è il pareggio di Belotti al 49’ e il nuovo vantaggio ancora di Simeone per il Cagliari. Con il successo odierno, i sardi dimostrano di saper trovare contromisure tattiche che vanno al di là degli integralismi attribuiti (forse erroneamente) a Di Francesco, essendo allenatore di formazione “zemaniana”. Accantonato il prediletto 4-3-3 da un paio di settimane, i due mediani davanti alla difesa consentono al tecnico abruzzese di dare più spazio in avanti a Joao Pedro alle spalle della prima punta Simeone. Una tattica che comincia a dare i propri frutti.

 

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