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Serie A

Serie A: Il Milan schianta la Fiorentina e vola, Lazio ko, Bologna super

Per i rossoneri il sogno scudetto continua, Romagnoli e Kessie affondano la Fiorentina e Milan ancora imbattuto in questa stagione. Brutta caduta dei biancocelesti, schiantati da una sorprendente Udinese. I felsinei al secondo successo consecutivo, al Crotone non basta un buon primo tempo.

9^ GIORNATA IL PUNTO – Nel segno del D10s de Fútbol. Nella settimana in cui tutto il mondo piange l’addio a Diego Armando Maradona – il vero artista del calcio, colui che dipingeva sulla sua tavola, il campo, pennellate di puro genio avvalendosi dello strumento di lavoro più amato, il pallone – la Serie A omaggia il fenomeno di tutti i tempi dedicandogli un minuto di appalusi al 10’ di gioco: si è aperta così la nona di campionato, con la commovente dedica al fuoriclasse argentino ricordato in tutti i campionati del pianeta. Con il lutto nel cuore, Inter, Juve e Atalanta sono tornate in campo negli anticipi che hanno fatto da gustoso prologo al turno che si chiuderà solo domani sera. I meneghini si sono lasciati alle spalle le amarezze in Champions espugnando con autorità il fortino del “Mapei Stadium” di Reggio Emilia, tana del sorprendente Sassuolo (0-3).

I nerazzurri, dunque, continuano a percorrere le due strade – quella europea e quella italiana – a velocità molto diverse. All’irriconoscibile Inter di coppa, ad un passo dalla precoce eliminazione dall’élite continentale, si è sostituita ieri una squadra sicuramente più determinata a centrare un successo ad alto impatto scenico che l’ha rilanciata in chiave Scudetto, peraltro su un campo tremendamente ostico come quello dei neroverdi. Ci si aspettava la definitiva svolta dal gruppo del “sergente di ferro” Conte e la svolta effettivamente c’è stata, perché non bisogna dimenticare come lo stesso Sassuolo sia stato la bestia nera che ha tormentato i sogni di molti interisti negli ultimi 5 anni dove sono arrivate solo delusioni.

Per la prima volta in questa stagione si è vista una squadra trasformata rispetto alle ultime uscite in cui, evidentemente, si dovevano smaltire ancora le tossine della scorsa lunghissima annata culminata con la finale di Europa League. Grazie soprattutto ad una rosa che offre un vasto ventaglio di scelte, l’Inter programmata per vincere sta pian piano uscendo fuori: senza i titolari Lukaku, Hakimi, Young e Brozovic (quest’ultimo fermato ancora dal Covid e risultato “debolmente positivo” all’ultimo tampone processato), è toccato ai validi sostituti Alexis Sanchez, Darmian, Perisic e Gagliardini imprimere il cambio di marcia. E i risultati sono sotto agli occhi di tutti: vittoria mai messa in discussione, sorpasso sugli eterni rivali bianconeri e aggancio in classifica proprio sui diretti rivali emiliani (18 punti).

L’undici di “Mister X” Andrea Pirlo, invece, è stato fermato dall’ennesimo pari (il quinto in 9 gare in questo complicato 2020-2021) nella trasferta di Benevento. Emerge sempre più come ci sia da una parte una Juve con Cristiano Ronaldo – una Juve che viaggia a vele spiegate grazie alla preziosa assistenza del suo 7 – e un’altra senza l’asso lusitano – una formazione priva di mordente, con un gioco piatto e quasi sempre incapace di arricchire le partite con spunti illuminanti degni di un gruppo che ha dominato la scena negli ultimi 9 anni. Ed è su questo che Pirlo dovrà lavorare ancora molto. A giocare un brutto scherzo, ieri, al tecnico bresciano è stato un amico fraterno, colui con cui ha condiviso per dieci anni al Milan gioie (molte, due Champions vinte) e dolori (come l’incredibile finale persa ai supplementari con il Liverpool nel 2005), Pippo Inzaghi.

In questo momento giocare con un Chiesa in più e un Ronaldo in meno fa tutta la differenza del mondo e la Juve lo ha sperimentato sulla propria pelle. Non è bastato neanche il Morata versione bomber di coppa (rete del momentaneo vantaggio ed espulso poi nel finale) per conquistare i tre punti sul terreno della matricola giallorossa. Tra l’altro sarebbe indispensabile risolvere il prima possibile diversi equivoci tattici, perché se è vero che la compagine torinese può contare su numerosi giocatori polivalenti (Cuadrado, Kulusevski, Ramsey, Chiesa, Bernardeschi, McKennie), è altrettanto vero che i continui cambi tattici previsti da Pirlo abbiano finora generato più confusione che altro.

Ha perso terreno dalla zona-Champions anche l’Atalanta, sconfitta per 0-2 dall’Hellas Verona. Quella tra orobici e scaligeri è stata la gara in cui l’allievo (Juric) ha superato il maestro (Gasperini) in una sfida, peraltro, che ha visto protagoniste le due formazioni che corrono di più e che esercitano maggiore pressione (quindi maggiore aggressività) di tutto il campionato. L’incantevole Dea europea che impartisce lezioni di calcio addirittura nel tempio di Anfield, ieri ha lasciato posto alla versione decisamente più deludente del torneo nostrano, dove non riesce più ad imporsi da ben 4 gare (2 punti in 3 match, l’ultimo successo risale alla trasferta di Crotone del 31 ottobre scorso).

LE GARE DI GIORNATA – E’ stato un lunch match sicuramente indigesto per la Lazio quello delle 12.30 all’Olimpico contro l’Udinese. Nonostante i fasti di Champions e una qualificazione agli ottavi ormai a portata di mano, i biancocelesti cadono pesantemente di fronte ai friulani (1-3) e si allontanano inevitabilmente dai piani alti della classifica. Arslan, Pussetto e Forestieri diventano per un pomeriggio gli spietati giustizieri dei capitolini, incappati in una prestazione grigia come il cielo che sovrasta Roma. A parte il rigore trasformato dal solito Immobile (quinto centro stagionale in campionato), c’è poco altro di positivo da segnalare per i padroni di casa. Ampiamente meritati i tre punti dei (rimaneggiati) bianconeri di Gotti, bravi ad approfittare di una Lazio spenta e confusionaria.

Milan non stop: i rossoneri battono 2-0 la Fiorentina e confermano la leadership in classifica. Romagnoli e Kessie (su rigore) permettono alla squadra di mister Pioli di aggiungere altri 3 punti utili per consolidare la testa in campionato. Il centrocampista ivoriano fallisce un altro penalty che comunque non pregiudica un’altra prestazione convincente dei rossoneri. Nonostante qualche timido segnale di ripresa, invece, la Fiorentina di Prandelli non entra quasi mai in partita a conferma di un momento davvero difficile.

Il Crotone fa di tutto, soprattutto nel corso del primo tempo, per non incappare nell’ennesima sconfitta di questa stagione complicata del ritorno in A, ma poi è costretto ad inchinarsi all’inzuccata di Soriano. Per il Bologna si tratta del secondo successo di fila e per la prima volta dopo 41 partite non subisce una rete. I calabresi rimangono fanalino di coda (2 punti). Di seguito le sintesi delle partite pomeridiane:

LAZIO-UDINESE 1-3
(18’ Arslan, 48’ Pussetto, 71’ Forestieri, 74’ Immobile su rig.)

Probabilmente ancora provata dalle fatiche di Champions, la Lazio cade pesantemente in casa contro un’Udinese in grande spolvero (1-3). L’avvio illude i padroni di casa: il tentativo di Correa viene salvato di piede dal portiere Musso. Poi c’è solo la squadra di Gotti. Arslan porta sull’1-0 i suoi con un gran diagonale a fil di palo al 18’, la girata al volo di Samir viene deviata sulla traversa da Strakosha e Forestieri manda di poco fuori colpendo la sfera di testa. In pieno recupero di frazione (48’), arriva il raddoppio: Pussetto insacca al termine di un magistrale contropiede. Cenni di risveglio della Lazio solo ad inizio ripresa, quando Immobile prova a superare Musso con un velenoso diagonale: l’estremo friulano si allunga e manda in angolo. L’Udinese la chiude al 71’ con Forestieri di testa. Gli uomini di Inzaghi siglano la rete della bandiera solo su rigore concesso per un fallo su Immobile di Musso al 74’, dopo un errore in disimpegno di Jajalo: trasforma lo stesso numero 17 biancoceleste (quinto gol stagionale).

BOLOGNA-CROTONE 1-0
(47’ Soriano)

Sono 3 punti importanti che fanno compiere un bel salto in classifica alla squadra di Mihajlovic, seconda vittoria consecutiva in campionato dopo quella di Genova contro la Sampdoria (in settimana, però, era arrivata l’eliminazione in Coppa Italia per mano dello Spezia). Allo stadio “Dall’Ara” decide un gol di Soriano al 47’, dopo una traversa colta da Palacio. Il primo tempo si gioca in pieno equilibrio, con un Crotone un pò più pericolo. Nella ripresa, tuttavia, la formazione calabrese si spegne quasi rassegnata e mai pericolosa dalle parti di Skorupski; Bologna che ha più volte l’occasione per raddoppiare ma non riesce nei vari tentativi costruiti. I felsinei, comunque, festeggiano i tre punti e dopo una lunghissima serie di 41 partite ufficiali con reti al passivo, per la prima volta riescono a chiudere la porta.

MILAN-FIORENTINA 2-0
(17’ Romagnoli, 27’ Kessie su rig.)

Iniziamo da un dato: insieme all’Atletico Madrid, il Milan adesso è una delle due squadre europee ancora imbattute dopo la ripresa dei vari campionati seguita dall’emergenza Covid (nel 2020, in Serie A, 5 vittorie e un pareggio per i rossoneri quando hanno dovuto giocare senza Ibrahimovic). A San Siro finisce 2-0 e così prove riuscite di allungo in classifica per i meneghini, che scavano un margine di 5 punti sulle seconde (Inter e Sassuolo), 6 sulle terze (Roma e Juventus, ma i giallorossi devono disputare il posticipo di questa sera a Napoli). L’undici di Pioli non perde in campionato, tra l’altro, dallo scorso 8 marzo quando fu superato in casa dal Genoa. Sul fronte opposto, Prandelli oggi ha convocato anche chi era assente ad Udine in Coppa Italia: schierati titolari anche Callejon e Ribery che, però, non hanno affatto brillato. Meglio senz’altro Bonaventura entrato ad inizio ripresa, ma per il neo tecnico toscano non mancherà il lavoro da fare: questa Fiorentina, infatti, è squadra solo a tratti. Al 17’ gol di testa di Romagnoli, al 27’ segna dal dischetto Kessie (che dieci minuti dopo si fa parare un rigore da Dragowski).

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