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Serie A

Serie A: Il Napoli ribalta il Benevento, il Parma si salva allo scadere

La sfida tra i fratelli Insigne (entrambi in rete) se l’aggiudica il 24 del Napoli: aggancio al Sassuolo, partenopei secondi. Decisivi i cambi nella ripresa: Politano doppio assist e rete decisiva di Petagna. I sardi ottengono il secondo successo consecutivo, Parma-Spezia 2-2

5^ GIORNATA, IL PUNTO – L’ansia da primato che ha colpito il Sassuolo nell’anticipo del venerdì, ha aperto il quinto turno di A. Un’ansia che ha inciso, di riflesso, sulla prestazione, giustificabile solo se a subirne è una squadra sempre molto seducente nel gioco ma anche poco abituata alle vertiginose altitudini di una classifica comunque ancora ottima. Così è fallito il sorpasso sul Milan capolista. E però, signori, la rimonta dei neroverdi su un Toro già sicuro di un successo succulento è da team maturo e sicuro del proprio potenziale, soprattutto quello offensivo (16 reti totali), secondo solo a quelli dei Campioni d’Europa del Bayern e dei vicecampioni del PSG, considerando i 5 maggiori campionati continentali. E non è certo una cosa da poco…

C’è anche da sottolineare, tuttavia, come gli emiliani in questa circostanza si siano trovati a fronteggiare un Torino non più remissivo come nelle precedenti (e assai deludenti) occasioni, segno che il lavoro di un tecnico sempre destinato a far discutere nel bene e nel male (Marco Giampaolo) comincia veramente a dare i primi segnali. E, anzi, sono stati proprio i granata ad avere avuto maggiori chance da rete: se non fosse stato per un Consigli in stato di grazia, probabilmente, lo scarto di gol a un quarto d’ora dalla fine sarebbe stato più ampio, senza più alcuna possibilità di rimonta da parte dei padroni di casa. Il prezioso punto ottenuto al “Mapei Stadium” sarà utile ai piemontesi per cominciare davvero un altro tipo di campionato. Continuano, invece, ad essere inversamente proporzionali al rendimento della sua squadra le prestazioni di un “Gallo” Belotti nuovamente a segno e sempre al comando della classifica marcatori. Come lui anche il sempre più sorprendente Caputo, entrambi a 5 marcature.

E a proposito di bomber, come non parlare di Romelu Lukaku? Al termine di una settimana a dir poco turbolenta, fra diversi giocatori positivi al Covid, il mistero legato ad Hakimi (debolmente positivo prima del Borussia M’gladbach, escluso dalla partita Champions e poi risultato negativo ad un nuovo tampone poco prima della partenza della squadra per la trasferta di Genova) e i deludenti risultati in campo (ko nel derby e inappagante pari interno con i tedeschi nel massimo torneo europeo); l’Inter è tornata al successo riprendendo la marcia scudetto grazie al possente numero 9 belga. Il centravanti fortemente voluto da Conte e arrivato la scorsa stagione a suon di milioni dallo United (65 milioni + 10 di bonus, conti alla mano), è veramente l’uomo in più di un gruppo che, alle prime difficoltà, sembrava un po’ vacillare nonostante una rosa ampia e con numerose soluzioni tattiche a disposizione dell’esigente tecnico salentino.

Contro il Genoa, ieri sera, i nerazzurri sono ripartiti proprio da lui e dal suo straordinario gol dopo un primo tempo sottotono da parte di tutti i suoi compagni. In Serie A (5 su 5) e in Europa (sempre in rete nelle ultime 9 gare con 11 reti), Lukaku rappresenta il centro di gravità su cui poggia l’arsenale offensivo interista. Sempre lui a risolvere i problemi dei suoi, un po’ come fosse il Mister Wolf di Tarantiniana memoria alle dipendenze dell’altro Mister (quello originale), Antonio Conte.

E’ caduta di nuovo l’Atalanta. Due ko consecutivi, rappresentano una notizia per chi ci aveva abituati a dominare la scena a suon di goleade e bel gioco. A forza di considerarla la squadra più europea tra le italiane, la Dea comincia a prendere un… brutto vizio: quello di alternare clamorosi insuccessi in campionato ad altrettanti clamorosi trionfi in Champions. Così, dopo la debacle in salsa napoletana, ci si è messa anche la Sampdoria ammazza-grandi di Ranieri a rallentare la corsa dei bergamaschi. Colpevoli di aver reagito con notevole ritardo, con il penalty trasformato da Zapata (80’), al doppio svantaggio firmato Quagliarella (13’) e Thorsby (59’). Ci ha pensato poi Jankto (92’) a dare il colpo di grazia alla banda del Gasp. Il colpaccio del “Gewiss Stadium” ha così consentito ai liguri di agganciare proprio l’Atalanta in classifica a quota 9 (frutto di 3 successi di fila contro Fiorentina, Lazio e gli stessi orobici).

Anche la Lazio, così come l’Inter, è ripartita in campionato con un confortante successo ai danni di un buon Bologna (2-1 il finale), risalendo così la china in graduatoria (7 punti). I biancocelesti hanno dovuto attendere la ripresa per sbloccare un match fin lì equilibrato, trascinati dai due uomini di maggior peso come Luis Alberto e la “Scarpa d’Oro” Ciro Immobile. Senza il loro apporto la formazione di Inzaghi, reduce dall’eccellente 3-1 al Dortmund nell’esordio Champions, avrebbe avuto sicuramente maggiori difficoltà a conquistare i 3 punti. A dimostrazione di come i rossoblù felsinei rappresentino sempre un ostacolo complicato da superare.

LE GARE DI GIORNATA – In occasione del lunch match di giornata tra Cagliari e Crotone, la “Sardegna Arena” si è trasformata per 90’ in una vera e propria sagra del gol in cui a spuntarla sono stati i rossoblù di casa per 4-2. Un match in cui le buone notizie si sono alternate a quelle meno positive: con le 4 reti odierne, l’undici di Di Francesco conferma la sua vocazione offensiva da sempre punto di riferimento del credo tattico del tecnico abruzzese. A discapito, tuttavia, di grosse lacune della retroguardia ancora da colmare. Limiti difensivi che interessano, anche e soprattutto, la squadra calabrese che in 5 uscite ha già subìto 15 marcature (peggior difesa del campionato, con la pessima media di 3 gol a partita). Ma a confortare la matricola rossoblù c’è comunque una buona prova condita da possesso palla e una discreta tecnica collettiva, strumenti con i quali Stroppa ha messo in difficoltà per lunghi tratti della gara i più esperti isolani.

Il passivo subìto deriva anche dall’ingenua espulsione dell’ex di turno Cigarini ad inizio secondo tempo, la quale ha di fatto spianato la strada al Cagliari. Il Crotone, non a caso, rimane in partita per tutta la prima frazione: in gol Messias (21’), Lykogiannis (27’), Simeone (35’), Molina (43’). Poi è costretto a cedere alla rete di Sottil (45’) e, in inferiorità numerica, a quella di Joao Pedro (85’) che ha chiuso la pratica. Il Napoli fa suo il derby campano con il Benevento grazie ai cambi operati da Gattuso: sotto di una rete nel primo tempo, gli azzurri ribaltano il risultato nella ripresa con il doppio assist di Politano (entrato al 58’ al posto di uno spento Lozano) e con la rete decisiva di Petagna (subentrato a Mertens). Il successo dello Spezia a Parma viene fermato solo dai pali e dal rigore nei minuti di recupero trasformato da Kucka: termina sul 2-2. Di seguito le sintesi delle partite pomeridiane:

CAGLIARI-CROTONE 4-2
(21’ Messias, 27’ Lykogiannis, 35’ Simeone, 43’ Molina, 45’ Sottil, 85’ Joao Pedro)

Gara da over in schedina alla “Sardegna Arena” di Cagliari, dove i padroni di casa superano per 4-2 i pitagorici andando a prendersi così anche il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto a Torino contro i granata nello scorso turno. Un risultato ancora una volta bugiardo per un buon Crotone. Primo tempo scoppiettante. Al 21’ passano in vantaggio gli ospiti grazie a Messias, bravo a sfruttare un delizioso assist di Reca. Poi gli uomini di Di Francesco la ribaltano nel giro di un quarto d’ora, grazie a Lykogiannis (27’) e al quarto sigillo stagionale di Simeone junior (35’). Pareggio calabrese e immediata risposta sarda nei minuti finali del primo tempo con Molina (43’) e l’ex viola Sottil (45’). Ad inizio ripresa l’episodio chiave del match: il rosso a Cigarini condiziona pesantemente la gara della compagine guidata da Giovanni Stroppa, costretta all’inferiorità numerica. Ne approfitta il Cagliari che sciupa, tuttavia, un paio di ghiotte occasioni per chiuderla con Simeone prima e Nandez poi. All’85’ è allora Joao Pedro a portare in trionfo i suoi (la rete del brasiliano viene convalidata solo grazie all’ausilio del Var). Stenta a decollare il progetto americano del Parma (il club ducale è stato rilevato, in estate, dal gruppo Usa Krause): la formazione di Liverani strappa solo in pieno recupero di gara un deludente pari contro il neopromosso Spezia (2-2) Di seguito le sintesi delle partite pomeridiane:

BENEVENTO-NAPOLI 1-2
(30’ R. Insigne, 60’ L. Insigne, 67’ Petagna)

Cambiare la partita in corsa, a volte, succede. Se il tecnico azzurro Gattuso può ringraziare senz’altro Politano – autore di due assist – certamente non potrà schermirsi tirando in ballo la buona stella. L’ingresso sul terreno di gioco in contemporanea di Petagna insieme allo stesso Politano, ha messo subito in evidente difficoltà i sanniti che avevano chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0, grazie al gol di sinistro segnato da Roberto Insigne. Neppure il passaggio, nei primi minuti della ripresa, alla difesa a 3 ha consentito quell’impermeabilità che i giallorossi si auguravano, perché il Napoli è riuscito prima a pareggiare con un gol al quarto d’ora di Lorenzo Insigne (in precedenza se l’era visto annullare per offside), poi al 67’ Petagna, servito anche lui da Politano, ha messo nuovamente il pallone alle spalle di Montipò. Nel finale il Benevento ha attaccato a testa bassa senza riuscire, tuttavia, a trovare il pari. Con questi 3 punti gli azzurri agganciano il Sassuolo al secondo posto (11 punti).

PARMA-SPEZIA 2-2
(28’ Chabot, 31’ Agudelo, 34’ Gagliolo, 92’ Kucka su rig.)

Non sarà affatto contento il tecnico dello Spezia, Vincenzo Italiano (che esce dal campo abbastanza nervoso e discutendo con un paio di suoi giocatori), perché la sua squadra ha avuto questa partita in pugno per il doppio vantaggio del primo tempo (in rete Chabot e Agudelo). Un uno-due che avrebbe potuto stendere chiunque e, invece, si è rivelato un risultato illusorio. Il Parma, infatti, riesce ad accorciare prima le distanze con Gagliolo (34’) e poi si prende il pari in extremis, al 92’, con il calcio di rigore realizzato da Kucka. Liguri che avrebbero potuto chiuderla prima, se non avessero sprecato alcune chiare occasioni: gli ospiti, in particolare, colpiscono due pali a portiere battuto (al 23’ con Agudelo e al 33’ con Verde). La matricola spezzina, comunque, sta crescendo nel gioco facendo vedere delle ottime cose in campo. Alla truppa di Italiano, semmai, si potrebbe rimproverare una mancanza di cinismo e una personalità ancora non strutturata al massimo per una categoria così importante. Qualche problema in più, certamente, l’hanno i gialloblù di Liverani che in molte fasi del match appaiono un po’ fuorigiri, soprattutto per trovare lo schema di gioco ideale atto ad impensierire la porta avversaria. Anche su questo fronte si registrano molti errori degli attaccanti (in particolare quelli di Karamoh).

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