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Serie A

Serie A: Il Sassuolo vola in testa, Roma show, “pazza” Inter a Torino

I neroverdi cinici con Boga e Berardi espugnano il “Bentegodi” e, in attesa del Milan, si prendono il primo posto. Una Roma rimaneggiata cala il tris su un Parma inconsistente, doppietta per Mkhitaryan. Pazzesca rimonta interista: da 0-2 a 4-2 con super Lukaku. Bene anche Bologna e Benevento

8^ GIORNATA IL PUNTO – A marcare la differenza, negli anticipi dell’ottavo turno, sono stati ancora una volta i bomber senza età. Accade così che nel campionato più incerto degli ultimi anni, Cristiano Ronaldo (dall’alto delle sue 748 gemme realizzative in carriera) con una doppietta ha steso il Cagliari, portando per una notte la Juve al secondo posto in classifica e raggiungendo Ibrahimovic in testa alla graduatoria riservata ai migliori cannonieri (8). E’ sempre il fenomeno di Madeira a tener banco in casa bianconera, perché i numeri testimoniano una volta di più come CR7 rappresenti il giocatore simbolo della Serie A e, più in generale, del calcio moderno: ora sono 60 i centri realizzati in 69 gare nel massimo campionato (con quella di ieri sono tre le doppiette fin qui), 73 le reti in 95 incontri disputati da quando è atterrato sul pianeta Juve. Medie spaventosamente… “ronaldiane”.

In questo primo scorcio di stagione è rimasto a secco solo con il Napoli nella partita-fantasma, quella mai disputata, contro il Crotone e l’Hellas Verona (ma in entrambi i casi Ronaldo era assente complice il Covid). Con la casacca della “Vecchia Signora” solo Dybala nel 2017-2018 aveva fatto meglio nelle prime otto giornate, riuscendo addirittura ad andare in doppia cifra. Allo “Stadium”, ieri, al portoghese sono bastati quattro minuti e un paio di giocate delle sue per mettere ko i rossoblù isolani. La formazione di Pirlo, dunque, ha potuto contare sul suo Campione nonostante la pesante assenza in difesa della premiata coppia Bonucci-Chiellini (ma con un De Ligt pienamente recuperato). Le buone notizie per il tecnico bresciano sono arrivate anche dal buon gioco espresso dai suoi: contro il Cagliari non hanno rischiato praticamente nulla, comandando le operazioni dall’inizio alla fine. Come è stata buona anche la prova di Bernardeschi, autore di un gol poi annullato per fuorigioco di Morata. Evidentemente per l’ex Viola la settimana con la maglia Azzurra della Nazionale è stata assai rigenerante. Nella nuova realtà juventina stanno crescendo di partita in partita anche le prestazioni di Kulusevski e Arthur, ieri tra i migliori in campo.

Nell’acquitrino di Crotone (il capoluogo calabrese è stato duramente colpito da copiose piogge tra venerdì e sabato, tanto da mettere in dubbio fino all’ultimo la gara in calendario allo “Scida”), poche ore prima, con lo stesso risultato la Lazio si era imposta contro i padroni di casa allenati da Stroppa. Anche qui, ad aprire le marcature è stata l’ultima Scarpa d’Oro, Ciro Immobile, grazie ad una spizzata di testa in tuffo (è proprio il caso di dirlo…). I biancocelesti hanno potuto così riabbracciare la propria stella polare in attacco dopo un periodo difficile emerso con lo scandalo dei tamponi e che, di fatto, aveva confinato all’angolo il talentuoso centravanti di Torre Annunziata per quasi un mese facendogli saltare anche gli appuntamenti con la Nazionale. Di Correa, nella ripresa, il punto esclamativo sul match. Se lo scorso anno CR7 e Immobile hanno duellato per scudetto e classifica marcatori, al momento dai loro gol è arrivato il rilancio di Juve e Lazio. Con i tre punti conquistati, i capitolini di Simone Inzaghi hanno agganciato momentaneamente al quinto posto Napoli e Atalanta. Gli orobici non sono riusciti ad andare più in là dello 0-0 con lo Spezia in una gara anche molto sfortunata: la banda del Gasp è stata fermata prima dal palo, colpito da Zapata, poi dal Var che ha annullato una rete di Gosens per posizione di offside dello stesso attaccante colombiano. La matricola ligure ha confermato il buon avvio di campionato.

LE GARE DI GIORNATA – Nel weekend calcistico dedicato all’iniziativa contro la violenza sulle donne (tutti i tesserati sono entrati in campo sfoggiando un vistoso segno rosso sulla guancia), parte male la seconda avventura di Cesare Prandelli sulla panchina della Fiorentina che, dopo un primo tempo opaco, incassa la rete di Improta. Il Benevento torna così a vincere dopo 4 ko di fila. In attesa del posticipo tra Napoli e Milan, intanto, il Sassuolo si prende il primo posto in classifica grazie al successo per 0-2 al “Bentegodi” di Verona. La squadra di Juric, in verità, meriterebbe molto di più ma oggi a fermarla sono stati i legni, ben quattro (due traverse e due pali). I neroverdi sfruttano il maggior cinismo sotto porta e grazie a Boga e Berardi conquistano tre punti d’oro.

Continua a dare spettacolo la (rimaneggiata) Roma di Fonseca che, con il primo gol in campionato di Mayoral e la doppietta di uno scatenato Mkhitaryan, strapazza il tenero Parma per 3-0. Un risultato strepitoso coinciso con le assenze di Kumbulla, Smalling e Dzeko. La solita “pazza” Inter va sotto di due reti in casa con il Torino e poi si scatena nel finale con le reti dei suoi attaccanti (Alexis Sanchez, doppietta di Lukaku e Lautaro Martinez). Il Bologna espugna la Marassi blucerchiata per 2-1 ottenendo il terzo risultato utile consecutivo: a dare i tre punti a Mihajlovic è Orsolini al 52’. Di seguito le sintesi delle partite pomeridiane:

FIORENTINA-BENEVENTO 0-1
(52’ Improta)

Inizia nel peggiore dei modi il Prandelli-bis sulla panchina della Viola, a fare il colpaccio al “Franchi” è il Benevento di Pippo Inzaghi. Dopo una prima mezz’ora contrassegnata da tanti colpi proibiti e poco gioco, il lunch match si accende con una buona occasione per Biraghi che, però, fallisce il gol del possibile vantaggio. I giallorossi campani reagiscono quasi nell’immediato con Ionita e Barba, ma la prima frazione termina senza reti. Al 42’ si segnala l’infortunio muscolare di Ribery: l’esterno francese è costretto al cambio (al suo posto Saponara). Lo score cambia al 52’: sull’errore in disimpegno di Biraghi è Improta il più lesto ad insaccare alle spalle di Dragowski. La Fiorentina, come tramortita, fatica a rialzarsi. Per il Benevento gestire il vantaggio diventa compito molto semplice. All’86’ solo Vlahovic prova a pareggiarla, ma questo rimane un episodio isolato che comunque non cambia le cose. Per mister Prandelli ci sarà molto da lavorare.

HELLAS VERONA-SASSUOLO 0-2
(42’ Boga, 76’ Berardi)

I neroverdi emiliani volano in testa alla classifica (in attesa di Napoli-Milan di questa sera). Il risultato è frutto di una partita molto più equilibrata di quello che racconta il risultato finale. Il Sassuolo è bravo a capitalizzare al meglio le occasioni costruite con il Verona impreciso in fase conclusiva ma anche sicuramente sfortunato, visto che la squadra di Juric colpisce ben 4 pali! Il calcio è questo, vince chi realizza e il Sassuolo sotto questo profilo risulta più bravo. Al 42’ Boga sblocca il risultato con una grande conclusione da posizione decentrata. Il 2-0, nel momento di massimo sforzo dei gialloblù scaligeri, in ripartenza è molto bravo Berardi a scaricare in rete dal limite. Inutile l’assalto finale dell’undici di Juric.

INTER-TORINO 4-2
(47’ Zaza, 62’ Ansaldi su rig., 64’ A. Sanchez, 67’ e 84’ su rig. Lukaku, 90’ L. Martinez)

I nerazzurri s’impongono per 4-2 sul Torino e colora di azzurro un pomeriggio che sembrava decisamente nero. I granata, ben messi in campo da Cotti (il tecnico che sostituisce in panchina Giampaolo, fermato dal Covid), giocano un ottimo primo tempo e siglano il gol del vantaggio nei minuti di recupero con Simone Zaza (mandato in campo all’ultimo secondo per sostituire Belotti infortunato). Poi arriva anche il raddoppio per gli ospiti a inizio ripresa. Una ripresa segnata dalle decisioni del Var. Il rigore concesso due minuti dopo l’azione al Torino (fallo di Young su Singo) viene trasformato dall’ex Ansaldi al 62’. Ma subito dopo, neanche un minuto, in mischia dopo una traversa di Lukaku, Sanchez trova il gol che dimezza le distanze. Passano tre minuti e l’Inter prende prima un palo esterno con Lukaku e poi con lo stesso belga si va sul 2-2 (67’). A questo punto c’è un po’ di stanchezza, la formazione di Conte si rovescia in avanti e si porta sopra per 3-2 ancora su calcio di rigore (visto ancora dal Var per un contatto di Nkoulou ai danni di Hakimi): dal dischetto Lukaku trasforma (84’). Al 90’, in contropiede, l’assist di Lukaku per Lautaro Martinez vale il 4-2 definitivo. Per il Torino si tratta dell’ennesima rimonta subìta. L’Inter con questa vittoria si rilancia in classifica.

ROMA-PARMA 3-0
(28’ Borja Mayoral, 32’ e 41’ Mkhitaryan)

Sotto gli attenti sguardi di Dan e Ryan Friedkin, la Roma rifila un netto 3-0 al Parma di Liverani. Al di là dei limiti evidenti mostrati dagli emiliani, i giallorossi possono guardare all’imminente futuro decisamente rinfrancati dalla prova odierna. Metro di giudizio limitato, diciamolo subito, al solo primo tempo. Nella ripresa ben poco da segnalare, ma per una formazione come quella di Fonseca – largamente rimaneggiata – va più che bene così. Classifica più che mai interessante, tra l’altro. Le alternative ai titolari (Borja Mayoral al posto di Dzeko su tutti) hanno dimostrato di essere anche concorrenti seri per essere schierati magari dall’inizio e non più a partita in corso: tra questi, bene anche lo spagnolo Villar in cabina di regia e Karsdorp a destra. In questo contesto, si è esaltato ancora una volta Spinazzola sulla sinistra (strepitoso il filtrante no look per la prima rete di Mayoral) e si è confermato cecchino infallibile l’armeno Mkhitaryan (doppietta per lui dopo le tre reti segnate a Marassi), si è visto nel finale anche Lorenzo Pellegrini nel giorno delle assenze di Kumbulla, Smalling, Dzeko oltre che del lungodegente Zaniolo. Porta inviolata con Cristante retrocesso in difesa, ma solo per disposizione tattica sul campo: il 25enne di San Vito al Tagliamento sulla linea dei difensori se l’è cavata piuttosto bene. La formazione di Liverani non è mai stata in gara.

SAMPDORIA-BOLOGNA 1-2
(7’ Thorsby, 44’ Regini su aut., 52’ Orsolini)

Partita a due facce: la prima parte appannaggio della Doria che va in vantaggio al 7’ con un bel colpo di testa di Thorsby, poi c’è spazio solo per i felsinei. I rossoblù di Mihajlovic crescono progressivamente e al 44’ la pareggiano grazie ad una autorete di Regini. Al 52’ il definitivo sorpasso con l’inzuccata di Orsolini su suggerimento di Barrow. Oltre a legittimare questa vittoria con una bellissima seconda frazione di gioco, il Bologna coglie anche due legni nel corso della gara: al 24’ traversa di Orsolini e un palo al 94’ di Palacio (l’argentino fornisce una prestazione magistrale). Un successo meritato per i rossoblù che ottengono il terzo risultato utile consecutivo; secondo stop di fila invece per la Samp che rimane ferma a 10 punti e pensa al derby di metà settimana in Coppa Italia.

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