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Serie A

Serie A: Juve sul velluto contro l’Udinese, Milan fermato dal Sassuolo, Atalanta ko

CR7 strapazza l’Udinese, Juve di nuovo in testa (in attesa dell’Inter). La Dea è ancora a festeggiare gli ottavi Champions, il Bologna ne approfitta. L’ingresso di Pazzini cambia il volto del Verona, Toro rimontato: da 0-3 a 3-3! Milan, compleanno mesto: con il Sassuolo è solo 0-0

16^ GIORNATA IL PUNTO – Nonostante l’approdo di Gattuso sulla panchina partenopea, il Napoli non è tornato a… ringhiare. Altro che “Ringhio Star” (così era stato etichettato il tecnico calabrese dal patron De Laurentiis nel giorno dell’insediamento, ndr), quello offerto al “San Paolo” è stato uno spettacolo poco esaltante e anche abbastanza pericoloso per via di alcuni componenti caduti in mattinata e facenti parte della copertura dello stadio strappate via dai forti venti (la gara con il Parma è stata posticipata di mezz’ora). La staffetta tra il maestro Ancelotti e il suo ex pupillo ai tempi del Milan, dunque, non ha evitato al Napoli un altro deludente risultato, l’ottavo consecutivo (5 pareggi e 3 sconfitte, l’ultimo successo in campionato risale allo scorso 19 ottobre).

La squadra azzurra sta attraversando la peggiore involuzione tecnica da quando è tornata sul grande palcoscenico della Serie A (2007), dato che non aveva mai raccolto così pochi punti (21) nelle prime 16 giornate. Numeri preoccupanti relativi ad una formazione che era stata costruita per lottare per scudetto ed Europa. Non è bastato neanche il ritorno al modulo 4-3-3 di sarriana memoria per ritrovare maggiori certezze soprattutto in fase offensiva. Difficile, tuttavia, attribuire gli scarsi risultati delle ultime gare solo ed esclusivamente a fattori tecnico-tattici in un gruppo formato da tanti giocatori dal piede raffinato come Insigne, Mertens e Callejon (solo per citarne alcuni). A questa squadra manca innanzitutto la personalità e in questo senso la scelta di affidarsi ad un allenatore-motivatore come Gattuso da parte della società appare saggia. Spetterà proprio al Campione del Mondo 2006 rigenerare alcuni elementi apparsi del tutto fuori contesto.

Un nome su tutti: Koulibaly. Anche ieri il difensore senegalese è sembrato il lontano parente di quello che ha dominato la scena nelle stagioni precedenti, da una sua indecisione, non a caso, è nato il vantaggio di Kulusevski (sempre più leader di questo Parma e a segno per la quarta volta in campionato). Lo stesso numero 26 partenopeo, poi, è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un infortunio muscolare (sospetto stiramento al bicipite femorale destro per lui e probabile stop per qualche turno, con rischio di saltare l’Inter il prossimo 6 gennaio). L’ennesimo problema che si va a sommare alla complicata situazione. Con la vittoria in terra campana, invece, gli emiliani hanno staccato la rivale di giornata in classifica, portandosi ad un vertiginoso settimo posto.

E se la cura Gattuso al momento non ha sortito effetti, quella di Ranieri nella Samp sta invece producendo risultati lodevoli. Una rete di Gabbiadini nel finale di gara ha permesso ai blucerchiati di conquistare il derby della Lanterna numero 101 in campionato con il Genoa. Sono stati 90’ carichi soprattutto di agonismo, con numerosi interventi da codice rosso da parte di entrambe le compagini (non poteva essere diversamente vista anche la deludente posizione in classifica delle due squadre genovesi e il nervosismo generato). A risultare decisivo un episodio: l’errore di Ghiglione dal quale è scaturito il gol decisivo. Per la Samp un’altra boccata d’ossigeno, per il tecnico testaccino l’ennesima stracittadina portata a casa (mister Ranieri non ha mai perso un derby da quando allena, con 9 trionfi su 10, alla guida di Juve, Roma, Inter e Doria).

Si è complicata ancora di più, dunque, la situazione dei rossoblù di Thiago Motta, adesso penultimi e scavalcati dal rigenerato Brescia di Corini. Nella giornata in cui è rimasto a secco Balotelli, il 3-0 sul Lecce ha portato le firme di Chancellor, Torregrossa e Spalek, al loro primo gol nella massima categoria. Nonostante il secondo successo consecutivo, le “rondinelle” sono rimaste inchiodate al terz’ultimo posto in piena zona retrocessione.

LE GARE DI GIORNATA – Harakiri Toro nel lunch match del 16esimo turno! Trasferta maledetta quella del “Bentegodi” di Verona contro l’Hellas per i granata di mister Mazzarri, capaci di portarsi prima sullo 0-3 con una doppietta di Ansaldi e una rete di Berenguer e successivamente maldestri a gestire il triplo vantaggio: i gialloblù rimontano fino al definitivo pareggio. Le sorti dell’incontro cambiano in coincidenza dell’ingresso in campo di Pazzini nel corso della ripresa: il 35enne attaccante di Pescia trasforma un penalty al 69’ e si rende protagonista nell’azione che porta al gol di Verre al 76’. Di Stepinski, invece, la terza marcatura scaligera (84’). Da segnalare che tutte e tre le reti dei padroni di casa arrivano da giocatori subentrati.

Un altro merito per l’ottimo lavoro svolto dal tecnico Ivan Juric. Per la prima volta in stagione Sarri propone dal primo minuto il tridente composto da Dybala, Higuain e Ronaldo e i risultati sono sotto agli occhi di tutti: la Juve chiude la pratica Udinese nei primi 45’ (doppietta del 7 lusitano e rete di Bonucci) e si riprende momentaneamente il comando della classifica. Di Pussetto l’inutile gol della bandiera friulana. Dopo i fasti-Champions, il Bologna riporta sulla Terra l’Atalanta. La formazione di Sinisa Mihajlovic torna a vincere in casa dopo 49 giorni grazi alle reti di Palacio (12’) e Poli (53’). Troppo tardi il tentativo di riscatto dei bergamaschi (apparsi più spreconi del solito), a segno con Malinovskiy al 60’.

Nel giorno della festa per i 120 anni del club, il Milan interrompe la striscia di due vittorie consecutive e impatta in casa con il Sassuolo (0-0). Rossoneri fermati da uno strepitoso Pegolo (almeno 4 le parate decisive dell’estremo neroverde) e da due legni entrambi colpiti da Leao. Queste le sintesi di tutte le gare disputate nel pomeriggio:

HELLAS VERONA-TORINO 3-3
(36’ e 61’ Ansaldi, 55’ Berenguer, 69’ Pazzini su rig., 76’ Verre, 84’ Stepinski)

La caparbietà messa in campo premia ancora una volta l’ottimo Verona di Juric, capace di rimontare dallo 0-3 al 3-3 contro il Torino. I primi minuti vedono l’undici ospite unico protagonista. Granata minacciosi tramite le iniziative di Berenguer e Zaza, anche se il portiere Silvestri non si fa trovare impreparato. L’Hellas fatica ad uscire dalla propria metà campo e al 36’ incassa la prima rete: il missile terra-aria scagliato da Ansaldi si infila sotto al sette. Al rientro sul terreno di gioco dopo l’intervallo, lo spartito non cambia: è sempre la squadra piemontese a fare la partita. Berenguer sfrutta un prezioso contropiede per segnare il gol del raddoppio al 55’. Sei minuti dopo è ancora Ansaldi a trafiggere Silvestri e a siglare la doppietta personale. Partita finita? Macchè… L’ingresso in campo di Pazzini per un deludente Amrabat (63’) cambia il volto del Verona. Il numero 11 gialloblù trasforma il tiro dal dischetto al 69’ (mani in area di Bremer) e dà il via alla rimonta scaligera. Verre firma il 2-3 al 76’ e l’ex Chievo Stepinski chiude la rimonta a sei minuti dal triplice fischio dell’arbitro La Penna. Per il Torino l’ennesima chance sprecata.

BOLOGNA-ATALANTA 2-1
(12’ Palacio, 53’ Poli, 60’ Malinovskiy)

Il Bologna ferma l’Atalanta e ritrova la vittoria casalinga che mancava da fine ottobre. Vittoria preziosa: con questi tre punti i felsinei salgono in classifica a 19 punti. I bergamaschi, reduci dall’incredibile passaggio agli ottavi di Champions, disputano una buona gara ma appaiono troppo spreconi (e un po’ sfortunati). Il vantaggio dei rossoblù nel primo tempo, dopo 12’, è ad opera di Rodrigo Palacio. Poi, nella ripresa, il raddoppio di Poli (53’). Malinovskiy riporta in partita gli orobici al 60’. Poi gli errori e le parate decisive di Skorupski impediscono alla Dea di riacciuffare il risultato.   

JUVENTUS-UDINESE 3-1
(9’ e 37’ Cristiano Ronaldo, 45’ Bonucci, 94’ Pussetto)

La Juventus si riprende il primo posto, aspettando l’Inter (di scena questa sera a Firenze). Tutto facile per i Campioni d’Italia che ottengono il successo più largo fino ad ora in campionato (3-1 era terminata anche la sfida vinta con l’Atalanta). Troppo facile, persino scontato, far coincidere la circostanza con la scelta di Sarri di affidarsi per la prima volta dall’inizio al tridente composto da Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. Subito veloce, dinamica e concreta la formazione di casa. In rete già al 9’ con CR7, raddoppio del fenomeno portoghese al 37’, tris di Bonucci di testa su azione d’angolo in chiusura di tempo. Qua e là azioni in serie della Juve, non realizzate anche per merito del portiere ospite Musso. Dal possibile 4-0, però, i friulani riescono a realizzare almeno la rete della bandiera nel finale con Pussetto in mischia di destro (94’).

MILAN-SASSUOLO 0-0

Spetta al Sassuolo del lombardo De Zerbi rovinare la grande festa per i 120 anni del “Diavolo rossonero”. Nulla di fatto a San Siro, la sfida contro gli emiliani termina con un pareggio a reti bianche. Eppure la formazione di casa ci prova a regalare una gioia ai 58.000 presenti allo stadio “Meazza”. Non ce la fa, fermato per due volte dal palo, l’undici meneghino (in entrambi i casi con Leao) e fermato soprattutto da un Pegolo in versione Superman che para praticamente tutto. Il migliore in campo è proprio l’estremo difensore neroverde. Un Sassuolo che non si limita a difendersi, ma crea anche dei pericoli alla retroguardia milanista: soprattutto nel finale, con due conclusioni da fuori. Un Milan che fa la partita, attacca tanto nel tentativo di andare a regalare questa gioia. Non ce l’ha fatta. Si chiude sullo 0-0 e sfuma il terzo successo consecutivo per la compagine di Pioli. Hernandez e Paquetà, ammoniti e diffidati, salteranno l’importantissima sfida del prossimo turno contro l’Atalanta.                            

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