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Serie A, largo ai giovani: Ecco i migliori talenti della stagione 2020/21

Chi sono stati i giovani talenti che più di tutti hanno fatto la differenza negli scorsi mesi?

Una Serie A unica nel suo genere quella appena conclusa, per certi versi irripetibile. Vuoi per le contingenze esterne che hanno influenzato come non mai l’andamento dell’annata, vuoi per i verdetti finali che non hanno risparmiato di certo grandi sorprese. Il campionato 2020/21 verrà di certo ricordato per il trionfo dell’Inter, per la conferma dell’Atalanta ai vertici del nostro calcio e per il ritorno del Milan in Champions League, solo per citare alcuni degli avvenimenti significativi di quest’ultima stagione. Tanti giocatori si sono segnalati su livelli di forma da top player assoluti, mentre altri hanno fatto intravedere tutto il proprio potenziale facendo ben sperare per il futuro dei propri club. Ma chi sono stati i giovani talenti che più di tutti hanno fatto la differenza negli scorsi mesi?

Giacomo Raspadori – Sassuolo

La fascia da capitano al braccio a soli 21 anni, la doppietta al Milan a San Siro e la preoconvocazione in Nazionale per gli Europei. Impossibile elencare tutte le istantanee da sogno che hanno contraddistinto la stagione di Giacomo Raspadori con il suo Sassuolo. Grande protagonista dell’attacco di De Zerbi, soprattutto nell’ultimo terzo di campionato, il giovane attaccante si è rivelato maturo e decisivo, puntando con forza ad una maglia da titolare fisso per l’annata 2021/22 grazie ai suoi 6 gol e 3 assist e alla sua importanza quale pedina tattica nel 4-2-3-1 neroverde.

Dusan Vlahovic – Fiorentina

Partito in sordina, dall’arrivo di Cesare Prandelli (e successivo ritorno di Beppe Iachini dopo l’esonero di inizio anno) Vlahovic non si è più fermato. Al termine di una stagione più che travagliata per la sua Fiorentina, il bottino personale del classe 2001 recita 21 gol e 2 assist in 37 partite. Non solo però reti a valanga per il bomber serbo, ma anche una visibile maturazione dal punto di vista della partecipazione alla manovra e una classe che, se affinata ulteriormente, potrà portare il talento ex Partizan Belgrado davvero lontano.

Mikkel Damsgaard – Sampdoria

Tra le sorprese della Serie A che si è appena conclusa, impossibile non citare anche Mikkel Damsgaard della Sampdoria. Acquistato dal Nordsjaelland, il ragazzo danese non ha sentito il peso dell’approdo in Italia e si è disimpegnato positivamente sia come esterno di centrocampo che come seconda punta negli schemi di Claudio Ranieri. Il talento che possiede è sotto gli occhi di tutti e con il dinamismo, la rapidità e la tecnica che contraddistinguono il suo calcio, a soli 20 anni il blucerchiato punta a ripetersi anche in vista della prossima stagione.

Tommaso Pobega – Spezia

Tempi di inserimento, fisicità e gol pesanti. Tommaso Pobega è stato uno dei protagonisti dello Spezia di mister Italiano, una squadra in grado di mantenere la categoria proponendo al contempo sempre un calcio piacevole e propositivo. Il centrocampista si è segnalato senza dubbio come uno degli elementi più positivi in rosa e soprattutto nel finale di stagione ha messo a segno diverse reti che hanno pesato come macigni nella conquista della tanto agognata salvezza.

Ivan Ilic – Hellas Verona

Arrivato in estate, Ivan Ilic ha dimostrato tutto il suo valore nella linea mediana ideata da Juric per il suo Verona. Profilo duttile e dalle buone doti sia fisiche che tecniche, il giocatore di proprietà del Manchester City è sceso in campo in ben 29 occasioni siglando anche due reti. Non male per il classe 2001, che grazie al suo rendimento sopra la media potrebbe essersi guadagnato la riconferma anche in vista del prossimo anno tra le fila dei gialloblu.

Wilfried Singo – Torino

All’interno di una stagione a dir poco travagliata, è Wilfried Singo la nota lieta del Torino targato 2020-21. Lanciato a sorpresa da Giampaolo ad inizio campionato, il ragazzo classe 2000 è stato il padrone incontrastato della fascia destra dei granata, dando prova di tutta la sua corsa esplosiva e la sua capacità di incidere una volta arrivato in zona gol. Per lui una rete e tre assist, per il Toro invece la consapevolezza di avere tra le mani un diamante da valorizzare in vista del futuro.

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