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Serie A: L’Atalanta stende la Juve, Milan ok! Lazio e Bologna a valanga

I rossoneri tornano al successo a San Siro e lanciano la volata Champions: decisiva l’autorete di Scamacca. Malinovskyi gela i bianconeri all’87’ e permette alla Dea di scavalcare la Juve al terzo posto. I biancocelesti travolgono il Benevento grazie anche alla doppietta di Immobile (superate le 150 reti in A). Altri punti salvezza per il Bologna

31^ GIORNATA, IL PUNTO – E’ stato un sabato per cuori forti quello appena vissuto, un sabato da… profondo rosso, con le ultime tre in classifica tutte in campo con il chiaro intento di raccogliere quanti più punti possibili per raggiungere una disperata salvezza. A tal proposito, la sceneggiatura dello scontro diretto tra il Cagliari e il Parma – rispettivamente terz’ultima e penultima della graduatoria – è sembrata essere stata diretta dal maestro del brivido Dario Argento, talmente carica di suspense con clamoroso colpo di scena finale: il 4-3 con il quale i sardi hanno piegato la compagine ducale ha rilanciato le ambizioni salvezza dei rossoblù e condannato alla resa finale gli emiliani di D’Aversa. Proprio il tecnico ospite, alla vigilia del match, aveva ammonito i suoi sull’importanza della gara, presentandola con un lessico profetico e solenne che ha fatto pensare più ad una vera e propria dichiarazione di guerra, perché quella che si sarebbe disputata alla “Sardegna Arena” non poteva essere una sfida qualsiasi ma una battaglia “contro un intero popolo, è la partita! E chi vincerà avrà un cammino diverso…”. Dichiarazioni rimaste inascoltate da parte della sua truppa. Il Cagliari, ad un passo dal baratro, ha superato l’esame gettando letteralmente il cuore oltre l’ostacolo, in rappresentanza di tutto il popolo isolano, agguantando i tre punti più vitali che mai in pieno recupero e tornando al successo dopo quattro preoccupanti ko consecutivi.

Sono bastati due minuti ai padroni di casa, tra il 92’ e il 94’, per rovesciare completamente le sorti di una partita che il Parma aveva condotto fin lì per 2-3. Pereiro e Cerri hanno completato, dunque, una rimonta miracolosa; una rimonta che al triplice fischio del signor Valeri si è tramutata in lacrime di gioia per i rossoblù e lacrime di disperazione per i gialloblù. Dopo i 95’ le immagini di Alberto Cerri esploso in un urlo incontenibile e il pianto di Jasmin Kurtic, saranno quelle che rimarranno scolpite a lungo nei ricordi di tutti coloro che hanno assistito a quest’incredibile finale (e ancor più toccante è stata la scena in cui Joao Pedro si è inginocchiato accanto al numero 14 sloveno per provare a consolarlo). Un gran peccato che l’impresa dei sardi si sia consumata senza una degna cornice per via dell’assenza del pubblico negli stadi. Per il Cagliari ora si apriranno inevitabilmente nuovi scenari, anche se mantenere la categoria non sarà certo semplice: il Torino è ancora avanti di due lunghezze ma con due gare ancora di recuperare (contro la Roma, oggi alle 18, e con la Lazio). Certo è che, per come è arrivato, questo successo potrebbe rappresentare la vera svolta della stagione per l’undici di mister Semplici.

Solo l’aritmetica, invece, tiene ancora in vita il Crotone fanalino di coda dopo il quinto ko di fila (1-2): la doppietta di uno scatenato De Paul ha spazzato via anche le ultime residue speranze di evitare la retrocessione in B. Allo “Scida” non è bastata ai calabresi la rete del solito Simy (la 17esima stagionale), maturata su calcio di rigore, per strappare almeno un punto a un’Udinese ormai salva. Le 24 sconfitte in 31 gare rappresentano un numero sufficiente per condannare i rossoblù, inchiodati a 15 punti. C’è invece seriamente da preoccuparsi in casa Fiorentina, uscita con le ossa rotte dal “Mapei Stadium” di Reggio Emilia contro il Sassuolo (3-1). Nonostante il vantaggio siglato da Bonaventura alla mezz’ora del primo tempo, la Viola è letteralmente franata nel corso della ripresa. E’ da più di un mese che la formazione toscana non c’entra un successo – l’ultimo è datato 13 marzo contro il Benevento, al quale hanno fatto seguito tre sconfitte e un pari. Proprio i giallorossi sanniti di Pippo Inzaghi condividono gli stessi punti in classifica della Fiorentina (30). Dopo le dimissioni di Prandelli, neanche il ritorno in panchina di Beppe Iachini ha dato la scossa per far ripartire il motore inceppato.

Mancano solo 7 gare alla conclusione, 21 punti in palio: c’è ancora tempo per rimediare, ma le 5 lunghezze che separano i toscani dalla zona retrocessione, nelle prossime settimane, non faranno certo trascorrere notti serene al club del patron Commisso. Serve un immediato cambio di rotta prima che sia troppo tardi. Quella tra Sampdoria ed Hellas Verona, invece, era una sfida che non aveva più nulla da chiedere ad un campionato onorato al meglio delle proprie possibilità dalle due compagini, dato che entrambe hanno occupato stabilmente la parte sinistra della classifica. Il rotondo successo per 3-1 dei blucerchiati, comunque, li ha avvicinati di altri 3 punti al nono posto occupato proprio dagli scaligeri (ora a +2). Anche in questo anticipo, la vittoria è giunta al termine di una caparbia rimonta: le marcature di Jankto, Gabbiadini su rigore e Thorsby hanno fatto seguito al gol su calcio di punizione di Lazovic (13’).

LE GARE DI GIORNATA – E’ iniziato ufficialmente oggi, con Atalanta-Juventus, un mini campionato che vale per l’Europa: sei squadre, racchiuse in dodici punti (dai 66 del Milan ai 54 della Roma), sono ancora in piena bagarre per tre posti-Champions. Con l’Inter lanciata verso il titolo numero 19 della sua storia, il vero scudetto per le altre concorrenti diventa la qualificazione alla fase a gironi della coppa dalle grandi orecchie. Decisivi potrebbero allora diventare gli scontri diretti, che da qui al 23 maggio (ultima giornata), saranno numerosi: al Milan spetta il compito probabilmente più complicato, dato che dovrà incrociarsi contro Lazio, Juventus e Atalanta (tutte in casa).

Sulla strada della Juventus ci sarà invece solo il Milan (in trasferta); l’Atalanta avrà la Roma (in casa) e il Milan in trasferta; il Napoli sarà di scena all’Olimpico contro i biancocelesti mercoledì prossimo nel turno infrasettimanale; la Lazio sfiderà i partenopei, oltre il Milan (a San Siro) e la Roma; mentre i giallorossi – che avranno anche l’opportunità di qualificarsi in Champions tramite un’eventuale trionfo in Europa League – se la dovranno vedere con l’Atalanta (a Bergamo) e i cugini biancocelesti, in un derby che si preannuncia già infuocato. Nel lunch match del “Meazza”, la squadra di Pioli batte per 2-1 il Genoa e conquista tre punti che le permettono di consolidare il secondo posto e compiere un altro passo verso la Champions League 2021-2022. Decisivo l’autogol di Scamacca al 68’, dopo un primo tempo terminato sul punteggio di 1-1 per le reti Rebic e Destro. Convincente la prestazione dei rossoneri che, solo nel finale, rischiano di compromettere tutto: il doppio tentativo di Behrami e Masiello viene salvato sulla linea di porta da Tomori e Kjaer.

Il 31esimo turno fa registrare un altro capitombolo della Juventus di Pirlo, che affonda a Bergamo e perde il terzo posto a vantaggio proprio dell’Atalanta. Un successo storico per i nerazzurri, che non battevano la formazione torinese da 20 in campionato. Privi di CR7 (out per un fastidio al flessore), i bianconeri si rendono protagonisti di una gara molto negativa: i pluricampioni in carica lasciano l’iniziativa ai padroni di casa e non si rendono mai pericolosi. La sventola di Malinovskyi nel finale è il giusto premio per la banda del Gasp che ora attende la Signora in finale di Coppa Italia. La sfida a distanza tra i fratelli Inzaghi (Simone è ancora a casa per scontare la quarantena dopo la positività al Covid), se l’aggiudica proprio il più giovane fra i due. All’Olimpico, sotto una pioggia torrenziale, succede veramente di tutto: 8 reti (5 in favore dei capitolini), due autoreti (quelle di Depaoli e Montipò), tre rigori (due trasformati e uno parato ad Immobile) e un gol annullato a Lapadula dal Var. Il numero 17 biancoceleste segna le reti numero 150 e 151 in Serie A. Bologna a valanga sullo Spezia (4-1) e sempre più vicino alla matematica salvezza. Di seguito tutte le sintesi delle gare pomeridiane:

MILAN-GENOA 2-1
(14’ Rebic, 37’ Destro, 68’ Scamacca su aut.)

I rossoneri riescono a difendere il secondo posto, ma con il Genoa c’è stato anche da soffrire: il 2-1 in favore del Milan è arrivato solo per effetto della sfortunata autorete di Scamacca. Vantaggio lampo dei padroni di casa, che già al 14’ la sbloccano: la barriera ligure respinge una punizione calciata da Theo Hernandez e l’attaccante croato è pronto ad armare il sinistro che fulmina il portiere Perin. Poco dopo Leao ha l’occasione per raddoppiare, questa volta l’estremo difensore rossoblù è bravo ad opporsi. Il Genoa si desta intorno alla mezz’ora, quando Destro impegna Donnarumma. Al 37’, l’ex bomber milanista ha però la meglio nel confronto con il portiere della Nazionale: su azione d’angolo, Tomori lascia colpire di testa indisturbato il numero 23 genoano. Nel secondo tempo Rebic sciupa una ghiottissima occasione, mentre l’incornata di Kjaer termina fuori di un soffio. Al 68’ l’episodio che cambia il match: su corner, Scamacca (probabile acquisto milanista della prossima stagione) indirizza la sfera in fondo al sacco. Purtroppo per lui, però, è la porta sbagliata. Milan 2, Genoa 1. Ad una manciata di minuti dal triplice fischio, i padroni di casa riescono a difendere il vantaggio con un doppio salvataggio sulla linea sui tentativi di Behrami e Masiello. Il Milan torna a vincere in casa: l’ultimo successo risaliva al 7 febbraio (4-0 al Crotone).

ATALANTA-JUVENTUS 1-0
(87’ Malinovskyi)

Successo con sorpasso al terzo posto per l’Atalanta sulla Juventus. La terribile banda del Gasp si prepara alla volata conclusiva di questa Serie A con un vantaggio minimo in termini numerici, ma pesante (eccome) dal lato psicologico. Era da più di 20 anni che la formazione orobica non batteva i bianconeri in gare di campionato. Oggi, tra gli ospiti, mancava Cristiano Ronaldo: se non un dettaglio, si tratta comunque di un particolare. A decidere la rete di Malinovskyi, su assist di Ilicic, a tre minuti dal termine. Nell’occasione del gol, il portiere Szczesny viene tradito anche da una leggera deviazione di Alex Sandro. In classifica lo sprint è stato appena lanciato.

BOLOGNA-SPEZIA 4-1
(12’ Orsolini su rig., 18’ Barrow, 34’ Ismajli, 54’ e 60’ Svanberg)

I felsinei mettono a segno quattro reti: non accadeva dal 15 settembre del 2019. Il Bologna dilaga contro lo Spezia e festeggia una salvezza ormai raggiunta (+12 sulla terz’ultima). La apre Orsolini su rigore al 12’, la raddoppia Barrow 6’ dopo. Ismajli illude i suoi al 34’. Nella ripresa arriva la doppietta di un incontenibile Svanberg a suggellare la vittoria degli uomini di Mihajlovic, che potrebbero certificare la salvezza già nel prossimo turno. I liguri, invece, rimangono ancora invischiati nella lotta seppur con un po’ di margine sul Cagliari (+7).

LAZIO-BENEVENTO 5-3
(10’ Depaoli su aut., 20’ e 96’ Immobile, 37’ Correa su rig., 45’ Sau, 48’ Montipò su aut., 63’ Viola su rig., 85’ Glik)

Diluvio di reti (e di acqua) all’Olimpico nella sfida tra le due squadre allenate dai fratelli Inzaghi, terminata con ben 8 marcature e tantissimi episodi: tre rigori, due autoreti e numerosi interventi con la tecnologia per una partita che sembrava chiusa alla fine del primo tempo. Lazio sul massimo vantaggio di 3-1: autogol di Depaoli (10’), raddoppio di Immobile (20’, il numero 150 in A per lui), tris di Correa su penalty (37’) e gol della bandiera di Sau allo scadere della prima frazione. Un Benevento che sembra demoralizzato si fa trafiggere per la quarta volta ad inizio ripresa, ancora su autorete (Montipò al 48’). Partita chiusa? Nemmeno per sogno. Dopo il rigore parato da Montipò ad Immobile, i giallorossi sanniti si svegliano con un altro penalty trasformato da Viola (63’). A Lapadula viene annullato il 4-3. La terza rete ospite, invece, arriva a 5’ dal termine con Glik. In pieno recupero, in contropiede, Immobile la chiude definitivamente. Quinta vittoria consecutiva per i capitolini, ora sesti ad un solo punto dal Napoli (ma con una gara da recuperare).

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