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Serie A

Serie A: L’Inter vince il derby e allunga in vetta! Milan ko 3-0

Derby scudetto deciso da una doppietta dell’argentino e dalla rete del gigante di Anversa. Rossoneri penalizzati da una peggiore condizione di forma e da alcune importanti assenze. Handanovic nega più volte la rete. Lukaku sale momentaneamente sul gradino più alto del podio nella classifica marcatori con 17 reti.

23^ GIORNATA, IL PUNTO – Grazie ad una magia del “mago” Luis Alberto, la Lazio ha superato con il minimo scarto la Samp, regalandosi una notte sul terzo gradino del podio a 43 punti in coabitazione con la Roma (di scena questa sera contro il Benevento). E’ stato un successo certamente importante per tutta la squadra biancoceleste, che ha rilanciato le proprie ambizioni per la Champions che verrà e che meglio non poteva presentarsi alla super sfida con il Bayern Monaco (battuto a Francoforte in Bundesliga, ndr) di martedì nella Champions del presente. Lo è stato ancora di più per il tecnico Simone Inzaghi che ha tagliato il personale record di 100 vittorie con il club che lo ha visto prima protagonista da attaccante e poi proprio da allenatore.

E’ stato un match dalle due facce per i capitolini, dominatori assoluti di un primo tempo di grande spessore – non a caso la rete decisiva è arrivata proprio nel momento di maggior spinta – e di una ripresa senz’altro più sofferta, soprattutto nel finale quando i blucerchiati hanno più volte sfiorato il pareggio. Sofferenza prevista e dovuta all’uscita di scena della premiata coppia di centrocampo Luis Alberto-Lucas Leiva, entrambi sostituiti nell’ultima mezz’ora dallo stratega di Piacenza che aveva sicuramente già molti pensieri rivolti al big match europeo. Scelta rischiosa, ma che ha portato comunque i propri frutti e che ha dato ancora più risalto all’eccellente capacità di gestione delle proprie risorse da parte del più giovane dei fratelli Inzaghi.

Il sabato calcistico è stato contrassegnato anche dal pareggio nel derby emiliano tra Sassuolo e Bologna (1-1). I neroverdi di De Zerbi, dopo una prima parte di campionato entusiasmante, continuano ad accusare una fisiologica flessione, considerando come nelle ultime 9 uscite siano riusciti a conquistare solo due successi (su Genoa e Crotone). Quelli di ieri sono stati sicuramente due punti persi (il settimo posto è ora distante 5 punti), in quanto la squadra felsinea è stata costretta a giocare in inferiorità numerica per più di un’ora per l’espulsione di Hickey. Un regalo fatto e confezionato di cui però i padroni di casa non ne hanno potuto godere fino in fondo, perché se è vero che l’undici di De Zerbi ha dato l’assalto all’area rossoblù arrivando anche al pari con Caputo, è altrettanto vero che il Sassuolo è caduto nuovamente nel solito vizio di compiacersi oltre misura, mettendo in mostra – come spesso è accaduto – il maggior possesso palla e un palleggio sterile. Al Bologna è bastato difendersi con ordine, riuscendo a portare a casa un buon punto.

E’ andata anche peggio – se vogliamo – all’Hellas di Juric, che nell’anticipo di venerdì si è fatto riprendere sul 2-2 da un Genoa costretto a giocare in dieci negli ultimi minuti a causa dell’infortunio occorso a Pellegrini e dei cambi già esauriti. Una vera e propria beffa per il Verona dei nove ex (8 giocatori più il tecnico di origini croate), un’altra impresa per la rigenerata formazione ligure (in serie utile con mister Ballardini da ben 7 turni). È tornata a vincere dopo sei gare anche la Fiorentina di scena a La Spezia. Il 3-0 finale è stato impreziosito dalla magistrale lezione di calcio impartita dal 10 Castrovilli. Il centrocampista, dentro per l’infortunato Bonaventura, ha prima regalato al bomber Vlahovic un pallone solo da spingere in fondo al sacco e poi ha messo la personale firma sul raddoppio. Prandelli potrà sfruttare la sua carta vincente in un finale di stagione dove la Viola sarà chiamata a conquistare altri punti preziosi per raggiungere quanto prima la matematica salvezza.

Salvezza, invece, che si allontana sempre più per il Cagliari. E’ andato tutto storto per gli isolani, usciti con le ossa rotte dal confronto con il Torino e che ora si apprestano a salutare anche il tecnico Di Francesco, fresco di rinnovo ma vicinissimo anche a un esonero quasi inevitabile dopo l’ennesimo ko (ultimo successo ottenuto lo scorso 7 novembre!). I granata hanno sbancato la “Sardegna Arena” grazie all’imperiosa incornata di Bremer, che ha certificato l’ottimo lavoro condotto fin qui da Davide Nicola (4 pari e un successo). Il tecnico piemontese sta pian piano portando fuori dalle sabbie mobili un Torino che, prima del suo avvento al posto di Giampaolo, sembrava quasi rassegnato alla retrocessione.

LE GARE DI GIORNATA – Nel lunch match del “Tardini”, il Parma vede sfumare proprio sul più bello un successo che avrebbe potuto rilanciare la squadra ducale in chiave salvezza: contro l’Udinese finisce 2-2. Il primo tempo ha solo l’effetto di illudere i gialloblù di D’Aversa, autori del provvisorio 2-0 in poco più di mezz’ora (a segno Cornelius e Kucka su calcio di rigore). Nella ripresa, tuttavia, i friulani si prendono tutta la scena e prima con Okaka (64’) e poi con Nuytinck all’80’ riescono a strappare un pari tanto inaspettato quanto utile per rimanere a distanza di sicurezza dalla zona calda della retrocessione (+9). Ai gialloblù, dunque, non è riuscito il sorpasso sul Cagliari terz’ultimo e rimangono inchiodati alla penultima piazza. Ma tutte le attenzioni sul pomeriggio di A oggi erano dirette all’attesissimo derby di Milano tra le prime due in classifica.

La 178esima stracittadina della Madonnina si è disputata in ricordo dell’ex difensore interista Mauro Bellugi, scomparso ieri all’età di 71 anni in seguito ai postumi del Covid (di recente aveva subìto l’amputazione di entrambe le gambe, ndr). Come già accaduto in 9 storici precedenti (l’ultimo andato in scena il 2 aprile 2011), il testa a testa tra rossoneri e nerazzurri oggi valeva un bel pezzo di… scudetto e ad aggiudicarselo è stata la formazione di Antonio Conte. Tre settimane dopo l’ultimo duello in Coppa Italia, è stata ancora una volta l’Inter a trionfare grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al suggello finale di Lukaku (il gigante di Anversa sale momentaneamente sul gradino più alto del podio nella classifica marcatori con 17 reti). Il Milan paga a caro prezzo alcune importanti assenze (su tutte quelle di Bennacer e Mandzukic) e un peggiore stato di forma. Di seguito le sintesi delle gare pomeridiane:

PARMA-UDINESE 2-2
(3’ Cornelius, 32’ Kucka su rig., 64’ Okaka, 80’ Nuytinck)

Nella sfida del “Tardini” il Parma si butta via e, dopo aver condotto per buona parte di gara per 2-0, si fa rimontare dai friulani a dieci minuti dal termine. Gialloblù subito in vantaggio al 3’ grazie al colpo di testa di Cornelius su cross di Pezzella. L’attaccante danese è scatenato, tanto che dopo pochi minuti sfiora il raddoppio ancora con un’inzuccata che viene prontamente respinta dal portiere Musso (14’). L’Udinese si affaccia nell’area avversaria per la prima volta con Zeegelaar: il bianconero fallisce una ghiotta occasione. Al 32’ arriva invece il raddoppio ducale con Kucka che trasforma un calcio di rigore, assegnato per il fallo commesso da Becao su Mihaila. Nella ripresa gli ospiti rientrano sul terreno di gioco con ben altro spirito. Al 64’ Okaka accorcia le distanze di testa (assist di De Paul) e nel finale, il forcing prodotto viene capitalizzato al meglio da Nuytinck all’80’. All’89’ Parma vicino al 3-2 con Gagliolo. La compagine di D’Aversa non vince da 14 gare e rimane impantanata in piena zona retrocessione (penultima a 14 punti).

MILAN-INTER 0-3
(5’ e 57’ Lautaro Martinez, 66’ Lukaku)

Nel derby della Madonnina numero 178, l’Inter batte il Milan per 3-0 e allunga in testa alla classifica con 4 punti sui rossoneri. Questa volta il testa a testa è di ben altro spessore rispetto al poco onorevole scontro tra Ibrahimovic e Lukaku in Coppa Italia di tre settimane fa, perché in palio c’è un pezzo di scudetto. Il trionfo nerazzurro potrebbe segnare il destino di questo campionato. Il confronto inizia con il doveroso omaggio a Mauro Bellugi, ex difensore dei nerazzurri scomparso ieri per l’aggravarsi delle condizioni dopo aver contratto il Covid. A lui viene dedicato il minuto di silenzio. Dopo il pronti-via, Inter in vantaggio già al 5’ al primo affondo: Lukaku veste i panni dell’uomo assist per due volte, sulla seconda il colpo di testa vincente di Lautaro Martinez. Per il primo quarto d’ora Milan incapace di superare la propria metà campo, poi una conclusione acrobatica in mischia di tacco ad opera di Ibrahimovic, neutralizzata da un volo plastico di Handanovic, dà la scossa alla squadra di Pioli. Bravo e sicuro il portiere sloveno in un paio di circostanze nel primo tempo. I rossoneri vanno vicini al gol con Theo Hernandez, sul fronte opposto occasionissima nel finale di tempo con un colpo di testa alto di Skriniar. Poi, ad inizio ripresa, super Handanovic con tre paratissime in meno di un minuto. Sul contropiede arriva il gol di Lautaro Martinez (57’). A chiudere la sfida la rete del 3-0 al 66’ porta la firma di Lukaku.

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