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	<title>Coppa del Mondo Fifa &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 Nov 2022 18:24:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Coppa del Mondo Fifa &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<item>
		<title>Qatar 2022: L&#8217;Ecuador vince all&#8217;esordio, Qatar sconfitto 2-0</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/qatar-2022-lecuador-vince-allesordio-qatar-sconfitto-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 18:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiali Qatar 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2022]]></category>
		<category><![CDATA[qatar 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/09/mondiali2022-1200x800.jpg"/></p>
<p><strong>QATAR-ECUADOR 0-2</strong><br />
<em>Gol: Valencia (16'), Valencia (31')</em></p>
<p>Inizia con una sconfitta l'avventura del Qatar in questo Mondiale. Nella gara d'apertura l'Ecuador vince 2-0, chiudendo la pratica già nel primo tempo. Il grande protagonista è Enner Valencia: il Var gli annulla un gol per posizione di fuorigioco, poi il capitano si guadagna e segna un rigore prima di raddoppiare di testa.</p>
<p>Nella ripresa l'Ecuador si limita a gestire. Male il Qatar, all'esordio assoluto nella competizione. Festeggia l'Ecuador, che porta a casa i primi tre punti e manda un segnale in chiave qualificazione a Senegal e Olanda, le altre due del Girone A.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">Man of the moment &#x1f4ab;<a href="https://twitter.com/hashtag/Qatar2022?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Qatar2022</a> | <a href="https://twitter.com/hashtag/FIFAWorldCup?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#FIFAWorldCup</a> <a href="https://t.co/WeJx32LLAL">pic.twitter.com/WeJx32LLAL</a></p>
<p>— FIFA World Cup (@FIFAWorldCup) <a href="https://twitter.com/FIFAWorldCup/status/1594369532470214657?ref_src=twsrc%5Etfw">November 20, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p><em>Valencia (33 anni e 16 giorni) ha superato Delgado (31 anni e 174 giorni) anche come marcatore più anziano dell'Ecuador nella storia dei Mondiali</em></p>
<p><em>Gli ultimi cinque gol dell'Ecuador nella Coppa del Mondo sono stati segnati tutti da Valencia.</em></p>
<p><em>Quello di oggi di Valencia è solo il primo gol segnato su calcio di rigore in un match inaugurale della Coppa del Mondo FIFA.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/qatar-2022-lecuador-vince-allesordio-qatar-sconfitto-2-0/">Qatar 2022: L&#8217;Ecuador vince all&#8217;esordio, Qatar sconfitto 2-0</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/09/mondiali2022-1200x800.jpg"/></p><strong>QATAR-ECUADOR 0-2</strong>
<em>Gol: Valencia (16'), Valencia (31')</em>

Inizia con una sconfitta l'avventura del Qatar in questo Mondiale. Nella gara d'apertura l'Ecuador vince 2-0, chiudendo la pratica già nel primo tempo. Il grande protagonista è Enner Valencia: il Var gli annulla un gol per posizione di fuorigioco, poi il capitano si guadagna e segna un rigore prima di raddoppiare di testa.

Nella ripresa l'Ecuador si limita a gestire. Male il Qatar, all'esordio assoluto nella competizione. Festeggia l'Ecuador, che porta a casa i primi tre punti e manda un segnale in chiave qualificazione a Senegal e Olanda, le altre due del Girone A.
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">Man of the moment &#x1f4ab;<a href="https://twitter.com/hashtag/Qatar2022?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Qatar2022</a> | <a href="https://twitter.com/hashtag/FIFAWorldCup?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#FIFAWorldCup</a> <a href="https://t.co/WeJx32LLAL">pic.twitter.com/WeJx32LLAL</a></p>
— FIFA World Cup (@FIFAWorldCup) <a href="https://twitter.com/FIFAWorldCup/status/1594369532470214657?ref_src=twsrc%5Etfw">November 20, 2022</a></blockquote>
<script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>

<strong>Curiosità</strong>

<em>Valencia (33 anni e 16 giorni) ha superato Delgado (31 anni e 174 giorni) anche come marcatore più anziano dell'Ecuador nella storia dei Mondiali</em>

<em>Gli ultimi cinque gol dell'Ecuador nella Coppa del Mondo sono stati segnati tutti da Valencia.</em>

<em>Quello di oggi di Valencia è solo il primo gol segnato su calcio di rigore in un match inaugurale della Coppa del Mondo FIFA.</em><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/qatar-2022-lecuador-vince-allesordio-qatar-sconfitto-2-0/">Qatar 2022: L&#8217;Ecuador vince all&#8217;esordio, Qatar sconfitto 2-0</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Road to Brasil: Algeria</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-algeria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2014 10:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa de Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo H Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
		<category><![CDATA[road to brasil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Dopo aver conquistato ben 4 titoli internazionali l’Algeria in Brasile cerca un nuovo rilancio</em></p>
<p>L’ultima tappa del continente africano nel viaggio che conduce in Brasile, dove tra qualche giorno prenderanno il via i Mondiali targati 2014 è l’Algeria. A dispetto di quanto si possa pesnare, la selezione algerina ha un palmares di tutto rispetto, con la vittoria di ben 4 titoli internazionali, il primo trionfo risale al 1975, avvenuto nei giochi del Mediterraneo, tre anni più tardi la selezione algerina da prova della sua forza nei giochi Panafricani, dove conquista il titolo, dopo 12 lunghi anni l’Algeria torna nuovamente a far parlare di se conquistando il tiolo nella Coppa d’Africa del 1990, un anno più tardi conquista la Coppa afro-asiatica.</p>
<p>Ciò quindi testimonia le qualità e la forza dell’Algerina che a dispetto di quanto si possa pensare è senza dubbio un team da prendere con le pinze, causa degli avvenimenti politici del secolo scorso l'Algeria è legata alla Francia ed anche nel calcio si sono sentiti gli effetti di tale situazione. Nel 1958 venne fondata la Équipe du FLN de football, sciolta solo nel 1962 a seguito dell'indipendenza dell'Algeria e della costituzione di una nazionale di calcio ufficiale. Anche dopo il 1962, anno di proclamazione dell'indipendenza ed anche di affiliazione alla FIFA, sono stati moltissimi i calciatori che hanno militato nella Nazionale francese anziché in quella algerina.</p>
<p>Inoltre oggi sono molti gli algerini di seconda e terza generazione che militano nelle squadre di club o nazionali francesi (basti citare Zinedine Zidane). Allo stesso modo la nazionale algerina ha potuto sfruttare la doppia nazionalità di molti calciatori francesi per convocarli nella propria nazionale: nella rosa per la Coppa delle Nazioni Africane 2010 ben 11 convocati algerini su 22 sono nati in Francia, e a dicembre 2011 l'ultima convocazione contava ben 16 francesi di nascita su 22.</p>
<p>Pur privata di molti talenti, la selezione algerina è sempre stata una squadra di ottimo livello nell'ambito delle Nazionali africane. La sua prima partecipazione ad un Mondiale, a Spagna 1982, è da ricordare: l'équipe d'Algérie aveva clamorosamente sconfitto per 2-1 la Germania Ovest, una delle grandi favorite. Nello stesso girone eliminatorio aveva perso con l'Austria (0-2), ma aveva sconfitto il Cile per 3-2.</p>
<p>L'incontro Germania Ovest-Austria divenne così decisivo per le sorti dell'Algeria, che fu eliminata dall'1-0 in favore dei tedeschi, risultato che destò polemiche perché parso combinato. Qualificatasi anche ai successivi Mondiali messicani del 1986, la Nazionale algerina terminò però il suo girone con un solo punto. Il periodo d'oro della nazionale culminò nel 1990 con la conquista della Coppa d'Africa.</p>
<p>In seguito, complice anche una difficile situazione politica interna, la squadra non si è più qualificata ad una fase finale dei Mondiali. l 18 novembre 2009, battendo per 1-0 l'Egitto nella partita decisiva giocata a Khartoum (le due Nazionali africane erano, nel loro girone, in perfetta parità), l'Algeria si è qualificata per il campionato del mondo 2010 in Sudafrica dopo l'ultima apparizione nel campionato del mondo 1986 disputatosi in Messico.</p>
<p>Dopo l'impresa contro l'Egitto, l'Algeria è chiamata a disputare la Coppa d'Africa, in programma in Angola nel 2010. In molti si aspettano che all'esordio la Nazionale algerina possa trovare terreno fertile contro gli avversari del Malawi, ma cede il passo con il risultato di 0-3.</p>
<p>Nella fase finale dei Mondiali 2010 gli algerini escono nella fase a gironi, dopo aver perso all'esordio contro la Slovenia (0-1), pareggiato contro l'Inghilterra (0-0) e perso all'ultimo minuto contro gli Stati Uniti (0-1).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-algeria/">Road to Brasil: Algeria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Dopo aver conquistato ben 4 titoli internazionali l’Algeria in Brasile cerca un nuovo rilancio</em>

L’ultima tappa del continente africano nel viaggio che conduce in Brasile, dove tra qualche giorno prenderanno il via i Mondiali targati 2014 è l’Algeria. A dispetto di quanto si possa pesnare, la selezione algerina ha un palmares di tutto rispetto, con la vittoria di ben 4 titoli internazionali, il primo trionfo risale al 1975, avvenuto nei giochi del Mediterraneo, tre anni più tardi la selezione algerina da prova della sua forza nei giochi Panafricani, dove conquista il titolo, dopo 12 lunghi anni l’Algeria torna nuovamente a far parlare di se conquistando il tiolo nella Coppa d’Africa del 1990, un anno più tardi conquista la Coppa afro-asiatica.

Ciò quindi testimonia le qualità e la forza dell’Algerina che a dispetto di quanto si possa pensare è senza dubbio un team da prendere con le pinze, causa degli avvenimenti politici del secolo scorso l'Algeria è legata alla Francia ed anche nel calcio si sono sentiti gli effetti di tale situazione. Nel 1958 venne fondata la Équipe du FLN de football, sciolta solo nel 1962 a seguito dell'indipendenza dell'Algeria e della costituzione di una nazionale di calcio ufficiale. Anche dopo il 1962, anno di proclamazione dell'indipendenza ed anche di affiliazione alla FIFA, sono stati moltissimi i calciatori che hanno militato nella Nazionale francese anziché in quella algerina.

Inoltre oggi sono molti gli algerini di seconda e terza generazione che militano nelle squadre di club o nazionali francesi (basti citare Zinedine Zidane). Allo stesso modo la nazionale algerina ha potuto sfruttare la doppia nazionalità di molti calciatori francesi per convocarli nella propria nazionale: nella rosa per la Coppa delle Nazioni Africane 2010 ben 11 convocati algerini su 22 sono nati in Francia, e a dicembre 2011 l'ultima convocazione contava ben 16 francesi di nascita su 22.

Pur privata di molti talenti, la selezione algerina è sempre stata una squadra di ottimo livello nell'ambito delle Nazionali africane. La sua prima partecipazione ad un Mondiale, a Spagna 1982, è da ricordare: l'équipe d'Algérie aveva clamorosamente sconfitto per 2-1 la Germania Ovest, una delle grandi favorite. Nello stesso girone eliminatorio aveva perso con l'Austria (0-2), ma aveva sconfitto il Cile per 3-2.

L'incontro Germania Ovest-Austria divenne così decisivo per le sorti dell'Algeria, che fu eliminata dall'1-0 in favore dei tedeschi, risultato che destò polemiche perché parso combinato. Qualificatasi anche ai successivi Mondiali messicani del 1986, la Nazionale algerina terminò però il suo girone con un solo punto. Il periodo d'oro della nazionale culminò nel 1990 con la conquista della Coppa d'Africa.

In seguito, complice anche una difficile situazione politica interna, la squadra non si è più qualificata ad una fase finale dei Mondiali. l 18 novembre 2009, battendo per 1-0 l'Egitto nella partita decisiva giocata a Khartoum (le due Nazionali africane erano, nel loro girone, in perfetta parità), l'Algeria si è qualificata per il campionato del mondo 2010 in Sudafrica dopo l'ultima apparizione nel campionato del mondo 1986 disputatosi in Messico.

Dopo l'impresa contro l'Egitto, l'Algeria è chiamata a disputare la Coppa d'Africa, in programma in Angola nel 2010. In molti si aspettano che all'esordio la Nazionale algerina possa trovare terreno fertile contro gli avversari del Malawi, ma cede il passo con il risultato di 0-3.

Nella fase finale dei Mondiali 2010 gli algerini escono nella fase a gironi, dopo aver perso all'esordio contro la Slovenia (0-1), pareggiato contro l'Inghilterra (0-0) e perso all'ultimo minuto contro gli Stati Uniti (0-1).<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-algeria/">Road to Brasil: Algeria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Road to Brasil: Costa d’Avorio</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-davorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2014 18:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Costa d'Avorio]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo C Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
		<category><![CDATA[road to brasil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>In Brasile gli Elefanti puntano ad uno storico passaggio del turno essendo inseriti in un girone alla portata</em></p>
<p>La penultima tappa africana del viaggio che conduce verso Brasile 2014 è la Costa d’Avorio , vincitrice della Coppa d’Africa nel 1992. La nazionale ivoriana esordì contro la vicina rappresentativa del Dahomey, oggi noto come Benin, nel 1960 con una vittoria per 3-2.</p>
<p>Da allora la nazionale si inserì bene nel panorama calcistico africano potendo contare su un buon parco giocatori, ma i risultati non furono brillanti: gli Elefanti in trent'anni raggiunsero al massimo qualche semifinale in Coppa d'Africa, due volte il terzo posto e una volta il quarto nel periodo tra il 1965 ed il 1970, entrando poi in un lungo periodo di crisi fino al 1986, quando tornarono sul podio.</p>
<p>È durante la Coppa d'Africa nel 1992 che la nazionale ivoriana centra il primo ed unico trofeo della sua storia. Inserita in girone coi detentori del titolo algerini, la Costa d'Avorio esordisce proprio contro loro battendoli con un netto 3-0, mentre un successivo e tranquillo pareggio col Congo gli garantisce il passaggio del gruppo. Nella fase ad eliminazione diretta gli ivoriani si impongono sullo Zambia per 1-0 e, successivamente, ai rigori contro il favorito Camerun. Approdano così per la prima volta in finale contro il Ghana, battuto ai calci di rigore nella finale giocata allo Stadio dell'Amicizia di Dakar, in Senegal dopo un estenuante 11-10 dal dischetto.</p>
<p>L'8 ottobre 2005, però, la squadra ha fatto di meglio, qualificandosi per la prima volta nella sua storia alla fase finale di un Mondiale. Presente a Germania 2006, dove è stata inserita nel cosiddetto Gruppo della Morte insieme ad Argentina, Olanda e Serbia e Montenegro, ha perso la prima partita (2-1 contro l'Argentina) e, con lo stesso risultato, la seconda, contro l'Olanda, vincendo poi l'ultima gara del girone, contro la Serbia e Montenegro, con il punteggio di 3-2. L'esperienza degli ivoriani è stata comunque positiva: la Nazionale ha giocato un buon calcio e ha messo in difficoltà due grandi squadre come Argentina ed Olanda.</p>
<p>Nella Coppa d'Africa 2006 giocata in Egitto la Costa d'Avorio ha conquistato il secondo posto alle spalle dei padroni di casa dell'Egitto, che ha sconfitto gli ivoriani per 4-2 dopo i calci di rigore nella finale del 10 febbraio 2006 disputata al Cairo. Nella Coppa d'Africa 2008 giocata in Ghana, è stata eliminata in semifinale dopo la sconfitta contro l'Egitto per 4-1, in una riedizione della finale di due anni prima.</p>
<p>Il 9 ottobre 2009 si qualifica al Mondiale 2010 in Sudafrica, gli elefanti saranno in girone con Brasile, Portogallo e Corea del Nord. A 3 mesi dai mondiali, il 27 febbraio 2010, viene esonerato il ct Vahid Halilhodžić. Al suo posto viene chiamato Philippe Troussier che torna così alla guida della nazionale a distanza di 16 anni, ma viene allontanato dopo un solo mese per essere sostituito da Sven-Goran Eriksson.</p>
<p>In Sudafrica la Costa d'Avorio è inserita in un girone di ferro che comprende i pentacampioni del mondo del Brasile, il Portogallo, e la Corea del Nord. Dopo lo 0-0 all'esordio contro i lusitanie la sconfitta coi brasiliani, gli africani battono 3-0 i coreani, ma vengono eliminati perché il Portogallo, pareggiando col Brasile, termina il girone a 5 punti. Tra l'altro la differenza reti nei confronti del Portogallo (che vantava un +7 dovuto alla goleada rifilata nel turno precedente proprio alla nazionale asiatica sarebbe stata difficilmente sormontabile anche nel caso di sconfitta dei lusitani.</p>
<p>Nella Coppa d'Africa 2012 arriva in finale battendo Sudan, Burkina Faso e Angola nella fase a gironi e Guinea Equatoriale e Mali durante i quarti di finale e semifinale. Ma nella finalissima perde ai calci di rigori contro lo Zambia, ironia della sorte nonostante non abbia subito nemmeno una rete durante tutto il torneo non riesce a vincere il titolo.</p>
<p>Durante le qualificazioni alla Coppa Africa 2013 riesce a qualificarsi a dispetto del Senegal battendolo 4-2 in casa e 3-0 fuori casa (partita vinta a tavolino, visto che sugli spalti i tifosi senegalesi diedero vita ad una vera e propria rivolta dopo la seconda rete di Drogba). Fino ad oggi nella fase finale di un Mondiale, gli elefanti d’Africa non hanno superato il primo turno, chiaro quindi che in casa Costa d’Avorio l’obiettivo è quello di arrivare il più lontano possibile, cosa fattibile essendo stata inserita in un Gruppo che obiettivamente non è d’acciaio e la qualificazione agli ottavi da parte della selezione africana sarebbe possibile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-davorio/">Road to Brasil: Costa d’Avorio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>In Brasile gli Elefanti puntano ad uno storico passaggio del turno essendo inseriti in un girone alla portata</em>

La penultima tappa africana del viaggio che conduce verso Brasile 2014 è la Costa d’Avorio , vincitrice della Coppa d’Africa nel 1992. La nazionale ivoriana esordì contro la vicina rappresentativa del Dahomey, oggi noto come Benin, nel 1960 con una vittoria per 3-2.

Da allora la nazionale si inserì bene nel panorama calcistico africano potendo contare su un buon parco giocatori, ma i risultati non furono brillanti: gli Elefanti in trent'anni raggiunsero al massimo qualche semifinale in Coppa d'Africa, due volte il terzo posto e una volta il quarto nel periodo tra il 1965 ed il 1970, entrando poi in un lungo periodo di crisi fino al 1986, quando tornarono sul podio.

È durante la Coppa d'Africa nel 1992 che la nazionale ivoriana centra il primo ed unico trofeo della sua storia. Inserita in girone coi detentori del titolo algerini, la Costa d'Avorio esordisce proprio contro loro battendoli con un netto 3-0, mentre un successivo e tranquillo pareggio col Congo gli garantisce il passaggio del gruppo. Nella fase ad eliminazione diretta gli ivoriani si impongono sullo Zambia per 1-0 e, successivamente, ai rigori contro il favorito Camerun. Approdano così per la prima volta in finale contro il Ghana, battuto ai calci di rigore nella finale giocata allo Stadio dell'Amicizia di Dakar, in Senegal dopo un estenuante 11-10 dal dischetto.

L'8 ottobre 2005, però, la squadra ha fatto di meglio, qualificandosi per la prima volta nella sua storia alla fase finale di un Mondiale. Presente a Germania 2006, dove è stata inserita nel cosiddetto Gruppo della Morte insieme ad Argentina, Olanda e Serbia e Montenegro, ha perso la prima partita (2-1 contro l'Argentina) e, con lo stesso risultato, la seconda, contro l'Olanda, vincendo poi l'ultima gara del girone, contro la Serbia e Montenegro, con il punteggio di 3-2. L'esperienza degli ivoriani è stata comunque positiva: la Nazionale ha giocato un buon calcio e ha messo in difficoltà due grandi squadre come Argentina ed Olanda.

Nella Coppa d'Africa 2006 giocata in Egitto la Costa d'Avorio ha conquistato il secondo posto alle spalle dei padroni di casa dell'Egitto, che ha sconfitto gli ivoriani per 4-2 dopo i calci di rigore nella finale del 10 febbraio 2006 disputata al Cairo. Nella Coppa d'Africa 2008 giocata in Ghana, è stata eliminata in semifinale dopo la sconfitta contro l'Egitto per 4-1, in una riedizione della finale di due anni prima.

Il 9 ottobre 2009 si qualifica al Mondiale 2010 in Sudafrica, gli elefanti saranno in girone con Brasile, Portogallo e Corea del Nord. A 3 mesi dai mondiali, il 27 febbraio 2010, viene esonerato il ct Vahid Halilhodžić. Al suo posto viene chiamato Philippe Troussier che torna così alla guida della nazionale a distanza di 16 anni, ma viene allontanato dopo un solo mese per essere sostituito da Sven-Goran Eriksson.

In Sudafrica la Costa d'Avorio è inserita in un girone di ferro che comprende i pentacampioni del mondo del Brasile, il Portogallo, e la Corea del Nord. Dopo lo 0-0 all'esordio contro i lusitanie la sconfitta coi brasiliani, gli africani battono 3-0 i coreani, ma vengono eliminati perché il Portogallo, pareggiando col Brasile, termina il girone a 5 punti. Tra l'altro la differenza reti nei confronti del Portogallo (che vantava un +7 dovuto alla goleada rifilata nel turno precedente proprio alla nazionale asiatica sarebbe stata difficilmente sormontabile anche nel caso di sconfitta dei lusitani.

Nella Coppa d'Africa 2012 arriva in finale battendo Sudan, Burkina Faso e Angola nella fase a gironi e Guinea Equatoriale e Mali durante i quarti di finale e semifinale. Ma nella finalissima perde ai calci di rigori contro lo Zambia, ironia della sorte nonostante non abbia subito nemmeno una rete durante tutto il torneo non riesce a vincere il titolo.

Durante le qualificazioni alla Coppa Africa 2013 riesce a qualificarsi a dispetto del Senegal battendolo 4-2 in casa e 3-0 fuori casa (partita vinta a tavolino, visto che sugli spalti i tifosi senegalesi diedero vita ad una vera e propria rivolta dopo la seconda rete di Drogba). Fino ad oggi nella fase finale di un Mondiale, gli elefanti d’Africa non hanno superato il primo turno, chiaro quindi che in casa Costa d’Avorio l’obiettivo è quello di arrivare il più lontano possibile, cosa fattibile essendo stata inserita in un Gruppo che obiettivamente non è d’acciaio e la qualificazione agli ottavi da parte della selezione africana sarebbe possibile.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-davorio/">Road to Brasil: Costa d’Avorio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Road to Brasil: Ghana</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-ghana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2014 15:48:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Gana]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo G Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><i><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">In terra brasiliana il Ghana dopo 4 successi continentali cerca la conferma anche a livello mondiale</span></i></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Il viaggio verso Brasile 2014 continua in suolo africano, dopo aver raccontato del Camerun e Nigeria, la terza selezione africana di cui parliamo è il Ghana, tra le più forti nazionali africane in circolazione, infatti nel suo palmares spiccano ben 4 Coppe d’Africa. a federazione calcistica del Ghana fu fondata nel 1957, poco dopo l'indipendenza della nazione, e si affiliò alla CAFe alla FIFA nel 1958. L'inglese George Ainsley fu nominato commissario tecnico della Nazionale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nel 1960 il Ghana giocò contro il Real Madrid, campione di Spagna, d'Europa e del mondo in carica, e pareggiò per 3-3.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Malgrado non si sia qualificata mai ad un Mondiale prima di Germania 2006, il Ghana vanta un grande prestigio a livello giovanile, avendo vinto il Campionato mondiale Under-17 per due volte ed essendosi classificata seconda per altre due volte nella stessa competizione. La squadra ghanese ha vinto la Coppa d'Africa quattro volte. Tali successi la rendono la seconda nazione più titolata a livello continentale insieme al Camerun e alle spalle dell'Egitto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nel 1961 divenne CT Charles Kumi Gyamfi, che condusse la squadra del Ghana a due successi di fila in Coppe d'Africa, nel 1963 e nel 1965, e alla vittoria più larga della sua storia, un 13-0 contro il Kenya in trasferta. La squadra ghanese raggiunse la finale della Coppa d'Africa anche nel 1968 (sconfitta per 0-1 dal RD del Congo) e nel 1970 (0-1 dal Sudan). Negli anni sessanta si guadagnò il soprannome di <i>Brasile d'Africa</i>. In questo periodo, però, la Nazionale non brillò nelle qualificazioni per la Coppa del mondo. Negli anni settanta fallì la qualificazione a tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa. Tra gli anni sessanta e i settanta si qualificò per le Olimpiadi, dove raggiunse i quarti di finale nel 1964 e si ritirò per motivi politici nel 1976</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">I progressi iniziarono nel 1991, con la nomina del CT Burkhard Ziese. Nella Coppa d'Africa 1992, dopo tre mancate qualificazioni alla fase finale del torneo, il Ghana giunse secondo alle spalle della Costa d'Avorio, che ebbe la meglio solo ai rigori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Negli anni novanta i contrasti tra Abedi Pele ed Anthony Yeboah costrinsero il governo e il parlamento ghanese ad intervenire per sedare gli animi e riportare calma nell'ambiente della Nazionale, che era scivolata all'89º posto nella Classifica mondiale della FIFA. Una nuova generazione di talenti salì alla ribalta agli albori del terzo millennio, qualificandosi per il Mondiale Under-20 del 2001 e costituendo la spina dorsale della Nazionale ghanese presente alla Coppa d'Africa 2002 e alle Olimpiadi 2004. Nel 2005 il Ghana rimase imbattuto e si qualificò per il Mondiale di Germania 2006.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nella Coppa d'Africa 2006 la squadra deluse, venendo eliminata al primo turno.Alla sua prima partecipazione ad un Mondiale, nel 2006, fu eliminata agli ottavi di finale. Inserita nel girone E con i futuri campioni del mondo dell'Italia, gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca, perse per 0-2 la prima partita contro l'Italia, mentre nella seconda batté per 2-0 la Repubblica Ceca. Nell'ultima partita del girone superò gli Stati Uniti per 2-1, conquistando una storica qualificazione agli ottavi da seconda classificata alle spalle dell'Italia. Agli ottavi fu sconfitta per 0-3 dal<span class="apple-converted-space"> </span>Brasile.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Giocò in casa la Coppa d'Africa 2008, dove raggiunse la semifinale. Nella corsa per Sudafrica 2010 fu la prima squadra africana, escluso il Sudafrica qualificato d'ufficio, a qualificarsi con due turni d'anticipo, eliminando le più deboli Mali, Benin e Sudan.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;"> Nella Coppa d'Africa 2010 in Angola si qualificò per la finale, dove venne sconfitta di misura dall'Egitto. Al Mondiale 2010 è stata inserita nel gruppo D insieme a Germania, Australia, Serbia. Considerata tra le favorite per il passaggio del turno, la squadra ghanese ha ben figurato, battendo alla prima giornata la Serbia (1-0) e pareggiando la seconda partita con l'Australia (1-1), pur avendo giocato per un'ora in superiorità numerica.<span class="apple-converted-space"> </span>Nell'ultima e decisiva partita del girone le Stelle Nere hanno giocato contro la ben più blasonata Germania e nonostante la sconfitta di misura sono riuscite a qualificarsi agli ottavi di finale di un Mondiale per la seconda volta consecutiva.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;"> Contro gli Stati Uniti, già affrontati e battuti quattro anni prima inGermania, il Ghana ha vinto per 2-1 dopo i tempi supplementari grazie alle reti di Boateng e di Asamoah Gyan. Con questo risultato il Ghana ha raggiunto i quarti di finale della Coppa del mondo per la prima volta nella sua storia e per la terza volta in assoluto in rappresentanza dell'Africa (dopo il Camerun nel 1990 e il<span class="apple-converted-space"> </span>Senegal nel 2002). Dopo un estenuante match contro l'Uruguay terminato 1-1 dopo i tempi supplementari, la squadra ghanese, sostenuta dal tifo di un intero continente, ha concluso la propria avventura sudafricana dopo aver fallito con Gyan un calcio di rigore, finito sulla traversa all'ultimo istante della partita, prima deirigori. Dal dischetto i ghanesi hanno sbagliato due volte con John Mensah e Dominic Adiyiah.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-ghana/">Road to Brasil: Ghana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><!--[if gte mso 9]&gt;-->
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><i><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">In terra brasiliana il Ghana dopo 4 successi continentali cerca la conferma anche a livello mondiale</span></i></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Il viaggio verso Brasile 2014 continua in suolo africano, dopo aver raccontato del Camerun e Nigeria, la terza selezione africana di cui parliamo è il Ghana, tra le più forti nazionali africane in circolazione, infatti nel suo palmares spiccano ben 4 Coppe d’Africa. a federazione calcistica del Ghana fu fondata nel 1957, poco dopo l'indipendenza della nazione, e si affiliò alla CAFe alla FIFA nel 1958. L'inglese George Ainsley fu nominato commissario tecnico della Nazionale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nel 1960 il Ghana giocò contro il Real Madrid, campione di Spagna, d'Europa e del mondo in carica, e pareggiò per 3-3.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Malgrado non si sia qualificata mai ad un Mondiale prima di Germania 2006, il Ghana vanta un grande prestigio a livello giovanile, avendo vinto il Campionato mondiale Under-17 per due volte ed essendosi classificata seconda per altre due volte nella stessa competizione. La squadra ghanese ha vinto la Coppa d'Africa quattro volte. Tali successi la rendono la seconda nazione più titolata a livello continentale insieme al Camerun e alle spalle dell'Egitto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nel 1961 divenne CT Charles Kumi Gyamfi, che condusse la squadra del Ghana a due successi di fila in Coppe d'Africa, nel 1963 e nel 1965, e alla vittoria più larga della sua storia, un 13-0 contro il Kenya in trasferta. La squadra ghanese raggiunse la finale della Coppa d'Africa anche nel 1968 (sconfitta per 0-1 dal RD del Congo) e nel 1970 (0-1 dal Sudan). Negli anni sessanta si guadagnò il soprannome di <i>Brasile d'Africa</i>. In questo periodo, però, la Nazionale non brillò nelle qualificazioni per la Coppa del mondo. Negli anni settanta fallì la qualificazione a tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa. Tra gli anni sessanta e i settanta si qualificò per le Olimpiadi, dove raggiunse i quarti di finale nel 1964 e si ritirò per motivi politici nel 1976</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">I progressi iniziarono nel 1991, con la nomina del CT Burkhard Ziese. Nella Coppa d'Africa 1992, dopo tre mancate qualificazioni alla fase finale del torneo, il Ghana giunse secondo alle spalle della Costa d'Avorio, che ebbe la meglio solo ai rigori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Negli anni novanta i contrasti tra Abedi Pele ed Anthony Yeboah costrinsero il governo e il parlamento ghanese ad intervenire per sedare gli animi e riportare calma nell'ambiente della Nazionale, che era scivolata all'89º posto nella Classifica mondiale della FIFA. Una nuova generazione di talenti salì alla ribalta agli albori del terzo millennio, qualificandosi per il Mondiale Under-20 del 2001 e costituendo la spina dorsale della Nazionale ghanese presente alla Coppa d'Africa 2002 e alle Olimpiadi 2004. Nel 2005 il Ghana rimase imbattuto e si qualificò per il Mondiale di Germania 2006.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Nella Coppa d'Africa 2006 la squadra deluse, venendo eliminata al primo turno.Alla sua prima partecipazione ad un Mondiale, nel 2006, fu eliminata agli ottavi di finale. Inserita nel girone E con i futuri campioni del mondo dell'Italia, gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca, perse per 0-2 la prima partita contro l'Italia, mentre nella seconda batté per 2-0 la Repubblica Ceca. Nell'ultima partita del girone superò gli Stati Uniti per 2-1, conquistando una storica qualificazione agli ottavi da seconda classificata alle spalle dell'Italia. Agli ottavi fu sconfitta per 0-3 dal<span class="apple-converted-space"> </span>Brasile.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;">Giocò in casa la Coppa d'Africa 2008, dove raggiunse la semifinale. Nella corsa per Sudafrica 2010 fu la prima squadra africana, escluso il Sudafrica qualificato d'ufficio, a qualificarsi con due turni d'anticipo, eliminando le più deboli Mali, Benin e Sudan.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;"> Nella Coppa d'Africa 2010 in Angola si qualificò per la finale, dove venne sconfitta di misura dall'Egitto. Al Mondiale 2010 è stata inserita nel gruppo D insieme a Germania, Australia, Serbia. Considerata tra le favorite per il passaggio del turno, la squadra ghanese ha ben figurato, battendo alla prima giornata la Serbia (1-0) e pareggiando la seconda partita con l'Australia (1-1), pur avendo giocato per un'ora in superiorità numerica.<span class="apple-converted-space"> </span>Nell'ultima e decisiva partita del girone le Stelle Nere hanno giocato contro la ben più blasonata Germania e nonostante la sconfitta di misura sono riuscite a qualificarsi agli ottavi di finale di un Mondiale per la seconda volta consecutiva.</span></p>
<p style="margin-bottom: 15.6pt; line-height: 15.75pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #333333;"> Contro gli Stati Uniti, già affrontati e battuti quattro anni prima inGermania, il Ghana ha vinto per 2-1 dopo i tempi supplementari grazie alle reti di Boateng e di Asamoah Gyan. Con questo risultato il Ghana ha raggiunto i quarti di finale della Coppa del mondo per la prima volta nella sua storia e per la terza volta in assoluto in rappresentanza dell'Africa (dopo il Camerun nel 1990 e il<span class="apple-converted-space"> </span>Senegal nel 2002). Dopo un estenuante match contro l'Uruguay terminato 1-1 dopo i tempi supplementari, la squadra ghanese, sostenuta dal tifo di un intero continente, ha concluso la propria avventura sudafricana dopo aver fallito con Gyan un calcio di rigore, finito sulla traversa all'ultimo istante della partita, prima deirigori. Dal dischetto i ghanesi hanno sbagliato due volte con John Mensah e Dominic Adiyiah.</span></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-ghana/">Road to Brasil: Ghana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Road to Brasil: Nigeria</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-nigeria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2014 16:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo F]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[road to brasil 2014]]></category>
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<p><i>In Brasile le Aquile Verdi va in cerca di un’importante rivincita con la terra americana dopo Usa 94 </i></p>
<p>Dopo il Camerun, il viaggio verso Brasile 2014 continua in terra africana e lo fa con la Nazionale della Nigeria, i cui componenti sono soprannominati le <i>Super Aquile</i>, tradizionalmente è una delle Nazionali africane più forti e può vantarsi della conquista di tre edizioni della Coppa d'Africa (1980, 1994, 2013). Vinse per la prima volta la Coppa delle Nazioni Africane nel 1980, battendo in finale l'Angola per 3-0 con una doppietta di Odegbami e con un gol di Lawat.</p>
<p>Il bis nella competizione avvenne nell'edizione del 1994, dopo una combattuta partita con lo Zambia conclusasi con una vittoria per 2-1, grazie ad una doppietta di Amunike. Due anni dopo però, si ritirò all'ultimo momento.</p>
<p>Presente ai Mondiali americani del 1994, la Nigeria, dopo aver battuto per 3-0 la Bulgaria e aver perso di misura contro l'Argentina, sconfisse per 2-0 i greci, passando agli ottavi di finale come prima classificata del proprio girone. Qui fu eliminata da due prodezze di Roberto Baggio, che ribaltò il risultato sul 2-1 in favore dell'Italia.</p>
<p>Al campionato del mondo 1998 le <i>Aquile</i>, anche stavolta prime nel loro girone eliminando Spagna e Bulgaria, uscirono ancora agli ottavi, questa volta contro la Danimarca, e nell'edizione del 2002 vennero eliminati nel girone della prima fase da Inghilterra e Svezia.</p>
<p>Successivamente le <i>Aquile Verdi</i>, cambiarono l'intelaiatura della squadra perché le classiche stelle, ormai ultratrentenni, avevano smesso lentamente di brillare. La nuova generazione, però, farà rimpiangere solo per poco la vecchia guardia. Nomi importanti si sentirono subito nel panorama calcistico nigeriano infatti: Martins, Obi Mikel e Yakubu furono considerate le speranze per un nuovo volto della squadra.</p>
<p>Nonostante tutto, a sorpresa, la Nigeria non si qualificò per i Mondiali di Germania 2006, ma riuscì a raggiungere il terzo posto nella Coppa d'Africa 2006. Nella Coppa d'Africa 2008 è stata eliminata ai quarti di finale. Nelle qualificazioni per il Mondiali 2010 nella seconda fase la Nigeria è in girone con Tunisia, Kenya e Mozambico. Nelle prime 2 giornate la Nigeria batte il Kenya 3-0, con Obinna che firma una doppietta,e pareggia in Mozambico, poi c'è il doppio scontro con la Tunisia, e in entrambe le occasioni finisce in parità, 0-0 in Tunisia e 2-2 in Nigeria con il pareggio ospite beffardo al 89º con Darraji; dopo 4 turni la Tunisia ha quindi 8 punti, le super-aquile sono solo a 6, poi Mozambico a 4 e Kenya a 3.</p>
<p>l quinto turno la Tunisia vince 1-0 con il Kenya, in contemporanea la Nigeria in casa col Mozambico non riesce a trovare il gol della speranza, un pareggio manderebbe la Tunisia già in Sudafrica; mentre i tunisini già stanno festeggiando la qualificazione, al 93º minuto in pieno recupero, Obinna segna la rete della vittoria che tiene in vita la Nigeria e rimanda tutto all'ultimo turno, anche se rimane difficilissima la strada verso il Mondiale per le super-aquile.</p>
<p>Il 14 novembre la Nigeria è in Kenya, che vuole la vittoria per andare almeno in Coppa d'Africa, Oliech al 16º porta in vantaggio il Kenya, il mondiale è sempre più lontano, la Tunisia intanto è sullo 0-0 in Mozambico; nel secondo tempo entra Martins lasciato inizialmente in panchina e tra il 62º e il 65º la partita si ribalta, prima segna proprio Martins, poi Yakubu, ma per andare al Mondiale deve perdere anche la Tunisia, che invece è sempre sul pari. Al 79º il Kenya pareggia spinto dai suoi tifosi con una rete di Wanga e per la Nigeria sembra finita, ma ancora una volta Martins trascina i suoi e riporta in vantaggio la Nigeria all'83º minuto, e poco dopo avviene l'epilogo incredibile: In Mozambico la Tunisia già al Mondiale si fa beffare e subisce gol da Dário, che regala quindi la qualificazione alla Nigeria.</p>
<p>Per la Nigeria è il quarto mondiale assoluto (eguagliata la Tunisia), e il ritorno dopo la delusione del 2006. I capocannonieri nelle qualificazioni con 3 reti sono stati Obinna e Uche, hanno segnato invece 2 reti Yakubu, Martins, Yobo e Odemwingie. Ai mondiali in Sudafrica i nigeriani, inseriti nel gruppo B e guidati da Lars Lagerbäck, incontreranno Argentina, Corea del Sud e Grecia.</p>
<p>Mondiali di calcio, ospitati per la prima volta dall'Africa, si svolgono in Sudafrica. La Nigeria di Lars Lagerbäck, subentrato all'esonerato Shaibu Amodu nel febbraio 2010, è nel gruppo B e all'esordio incontra l'Argentina. La partita, giocata il 12 giugno a Johannesburg, vede i nigeriani sconfitti per 1-0 nonostante l'ottima prova del portiere nigeriano Vincent Enyeama, che respinge diversi tiri avversari.</p>
<p>La seconda partita vede la Nigeria affrontare la Grecia, che aveva perso per 2-0 contro la Corea del Sud. Nonostante il vantaggio iniziale, gli africani, ridotti in 10 uomini per un'espulsione, perdono per 2-1. Nella sfida finale i nigeriani devono assolutamente vincere contro la Corea del Sud, sperando in una vittoria dell'Argentina sulla Grecia, ma contro gli asiatici finisce 2-2. La Nigeria chiude all'ultimo posto, con un solo punto, il girone B e viene eliminata al primo turno.</p>
<p>La squadra era stata inizialmente sospesa dalla FIFA da ogni competizione internazionale a partire dal 4 ottobre 2010, a seguito delle attività d'interferenza sullo sport attuate dai settori politici del P ualificata nella Coppa d'Africa 2013, la Nigeria è inserita in un girone con Zambia, Burkina Faso ed Etiopia. Pareggia 1-1 la sfida con il Burkina Faso (la Nigeria si fa beffare al 94' da un gol di Alain Traoré). La seconda sfida contro i campioni in carica dello Zambia termina con lo stesso risultato, mentre all'ultima giornata l'Etiopia viene battuta da una doppietta su rigore di Moses. Con questi risultati la Nigeria chiude il girone al secondo posto e sfida ai quarti di finale la favorita Costa d'Avorio.</p>
<p><span> </span>La Nigeria compie l'impresa vincendo 2-1. In semifinale l'avversario è il Mali. La Nigeria domina e vince 4-1. La finale è contro il Burkina Faso, già affrontato nella fase a gironi. Le <i>Super Aquile</i> prevalgono 1-0 grazie a un gol di Mba e festeggiano la loro 3ª Coppa d'Africa.aese dopo i Mondiali 2010. Tale squalifica è stata sospesa fino al 26 ottobre.</p>
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<i>In Brasile le Aquile Verdi va in cerca di un’importante rivincita con la terra americana dopo Usa 94 </i>

Dopo il Camerun, il viaggio verso Brasile 2014 continua in terra africana e lo fa con la Nazionale della Nigeria, i cui componenti sono soprannominati le <i>Super Aquile</i>, tradizionalmente è una delle Nazionali africane più forti e può vantarsi della conquista di tre edizioni della Coppa d'Africa (1980, 1994, 2013). Vinse per la prima volta la Coppa delle Nazioni Africane nel 1980, battendo in finale l'Angola per 3-0 con una doppietta di Odegbami e con un gol di Lawat.

Il bis nella competizione avvenne nell'edizione del 1994, dopo una combattuta partita con lo Zambia conclusasi con una vittoria per 2-1, grazie ad una doppietta di Amunike. Due anni dopo però, si ritirò all'ultimo momento.

Presente ai Mondiali americani del 1994, la Nigeria, dopo aver battuto per 3-0 la Bulgaria e aver perso di misura contro l'Argentina, sconfisse per 2-0 i greci, passando agli ottavi di finale come prima classificata del proprio girone. Qui fu eliminata da due prodezze di Roberto Baggio, che ribaltò il risultato sul 2-1 in favore dell'Italia.

Al campionato del mondo 1998 le <i>Aquile</i>, anche stavolta prime nel loro girone eliminando Spagna e Bulgaria, uscirono ancora agli ottavi, questa volta contro la Danimarca, e nell'edizione del 2002 vennero eliminati nel girone della prima fase da Inghilterra e Svezia.

Successivamente le <i>Aquile Verdi</i>, cambiarono l'intelaiatura della squadra perché le classiche stelle, ormai ultratrentenni, avevano smesso lentamente di brillare. La nuova generazione, però, farà rimpiangere solo per poco la vecchia guardia. Nomi importanti si sentirono subito nel panorama calcistico nigeriano infatti: Martins, Obi Mikel e Yakubu furono considerate le speranze per un nuovo volto della squadra.

Nonostante tutto, a sorpresa, la Nigeria non si qualificò per i Mondiali di Germania 2006, ma riuscì a raggiungere il terzo posto nella Coppa d'Africa 2006. Nella Coppa d'Africa 2008 è stata eliminata ai quarti di finale. Nelle qualificazioni per il Mondiali 2010 nella seconda fase la Nigeria è in girone con Tunisia, Kenya e Mozambico. Nelle prime 2 giornate la Nigeria batte il Kenya 3-0, con Obinna che firma una doppietta,e pareggia in Mozambico, poi c'è il doppio scontro con la Tunisia, e in entrambe le occasioni finisce in parità, 0-0 in Tunisia e 2-2 in Nigeria con il pareggio ospite beffardo al 89º con Darraji; dopo 4 turni la Tunisia ha quindi 8 punti, le super-aquile sono solo a 6, poi Mozambico a 4 e Kenya a 3.

l quinto turno la Tunisia vince 1-0 con il Kenya, in contemporanea la Nigeria in casa col Mozambico non riesce a trovare il gol della speranza, un pareggio manderebbe la Tunisia già in Sudafrica; mentre i tunisini già stanno festeggiando la qualificazione, al 93º minuto in pieno recupero, Obinna segna la rete della vittoria che tiene in vita la Nigeria e rimanda tutto all'ultimo turno, anche se rimane difficilissima la strada verso il Mondiale per le super-aquile.

Il 14 novembre la Nigeria è in Kenya, che vuole la vittoria per andare almeno in Coppa d'Africa, Oliech al 16º porta in vantaggio il Kenya, il mondiale è sempre più lontano, la Tunisia intanto è sullo 0-0 in Mozambico; nel secondo tempo entra Martins lasciato inizialmente in panchina e tra il 62º e il 65º la partita si ribalta, prima segna proprio Martins, poi Yakubu, ma per andare al Mondiale deve perdere anche la Tunisia, che invece è sempre sul pari. Al 79º il Kenya pareggia spinto dai suoi tifosi con una rete di Wanga e per la Nigeria sembra finita, ma ancora una volta Martins trascina i suoi e riporta in vantaggio la Nigeria all'83º minuto, e poco dopo avviene l'epilogo incredibile: In Mozambico la Tunisia già al Mondiale si fa beffare e subisce gol da Dário, che regala quindi la qualificazione alla Nigeria.

Per la Nigeria è il quarto mondiale assoluto (eguagliata la Tunisia), e il ritorno dopo la delusione del 2006. I capocannonieri nelle qualificazioni con 3 reti sono stati Obinna e Uche, hanno segnato invece 2 reti Yakubu, Martins, Yobo e Odemwingie. Ai mondiali in Sudafrica i nigeriani, inseriti nel gruppo B e guidati da Lars Lagerbäck, incontreranno Argentina, Corea del Sud e Grecia.

Mondiali di calcio, ospitati per la prima volta dall'Africa, si svolgono in Sudafrica. La Nigeria di Lars Lagerbäck, subentrato all'esonerato Shaibu Amodu nel febbraio 2010, è nel gruppo B e all'esordio incontra l'Argentina. La partita, giocata il 12 giugno a Johannesburg, vede i nigeriani sconfitti per 1-0 nonostante l'ottima prova del portiere nigeriano Vincent Enyeama, che respinge diversi tiri avversari.

La seconda partita vede la Nigeria affrontare la Grecia, che aveva perso per 2-0 contro la Corea del Sud. Nonostante il vantaggio iniziale, gli africani, ridotti in 10 uomini per un'espulsione, perdono per 2-1. Nella sfida finale i nigeriani devono assolutamente vincere contro la Corea del Sud, sperando in una vittoria dell'Argentina sulla Grecia, ma contro gli asiatici finisce 2-2. La Nigeria chiude all'ultimo posto, con un solo punto, il girone B e viene eliminata al primo turno.

La squadra era stata inizialmente sospesa dalla FIFA da ogni competizione internazionale a partire dal 4 ottobre 2010, a seguito delle attività d'interferenza sullo sport attuate dai settori politici del P ualificata nella Coppa d'Africa 2013, la Nigeria è inserita in un girone con Zambia, Burkina Faso ed Etiopia. Pareggia 1-1 la sfida con il Burkina Faso (la Nigeria si fa beffare al 94' da un gol di Alain Traoré). La seconda sfida contro i campioni in carica dello Zambia termina con lo stesso risultato, mentre all'ultima giornata l'Etiopia viene battuta da una doppietta su rigore di Moses. Con questi risultati la Nigeria chiude il girone al secondo posto e sfida ai quarti di finale la favorita Costa d'Avorio.

<span> </span>La Nigeria compie l'impresa vincendo 2-1. In semifinale l'avversario è il Mali. La Nigeria domina e vince 4-1. La finale è contro il Burkina Faso, già affrontato nella fase a gironi. Le <i>Super Aquile</i> prevalgono 1-0 grazie a un gol di Mba e festeggiano la loro 3ª Coppa d'Africa.aese dopo i Mondiali 2010. Tale squalifica è stata sospesa fino al 26 ottobre.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-nigeria/">Road to Brasil: Nigeria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Road to Brasil: Argentina 1978</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-argentina-1978/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 09:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina 78]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coappa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
		<category><![CDATA[road to brasil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>La nazionale argentina tra le mura amiche conquista il primo titolo della sua storia</em></p>
<p>In attesa del calcio d’inizio che aprirà l’edizione 2014 dei Mondiali brasiliani, la seconda nel paese carioca, il nostro viaggio intanto fa tappa nella vicina Argentina, dove nel 78 va in scena l’undicesima edizione dei Mondiali. 107 nazionali affrontarono le qualificazioni per stabilire le restanti 14 squadre che si sarebbero aggiunte ad Argentina e Germania Ovest, già qualificate come paese ospitante e come squadra campione in carica.</p>
<p>Alla fase finale mancò ancora una volta l'Inghilterra, che inserita nel gruppo 2 con l'Italia finì a pari punti ma con una peggior differenza reti. Agevole la qualificazione dell'Olanda e della Svezia, particolarmente combattuti furono invece, oltre al gruppo di Italia e Inghilterra, i gironi che promossero la Francia, la Polonia, la Spagna, l'Austria e la Scozia. L'Ungheria che vinse il proprio girone davanti ai sovietici dovette invece, come peggior vincente, fare uno spareggio intercontinentale contro la Bolivia, vincendo nettamente.</p>
<p>Per la zona CONMEBOL si qualificarono Brasile e Perù, mentre la Bolivia che terminò terza, fu eliminata nello spareggio interzona dagli ungheresi. Per il Nord e Centro America si qualificò il Messico, che ebbe il vantaggio di ospitare le partite del girone finale a 6 squadre. In Africa prevalse la Tunisia in un combattuto girone finale a 3 su Nigeria ed Egitto, mentre in Asia a prevalere fu l'Iran.</p>
<p>Nella partita del primo turno Scozia-Olanda, Archie Gemmill segnò un goal rimasto famoso nella storia del calcio scozzese, citato anche nel film Trainspotting. Questo gol tuttavia non bastò per il passaggio al turno successivo. Nell'Italia: Enzo Bearzot, CT degli azzurri, presentò in una nazionale giovane, e poco esperta, ma fresca e ricca di nuove individualità, capace di eliminare l'Inghilterra nelle qualificazioni.</p>
<p>L'asse portante è costituita da giocatori che militano da anni nella Juventus, il cosiddetto Blocco-Juve: Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Cuccureddu, Causio, Benetti, Tardelli e Bettega. Non essendo stata testa di serie per via di uno scambio di valori voluto dal presidente UEFA Artemio Franchi, la Nazionale azzurra viene inserita d'ufficio nel primo gruppo con i padroni di casa, la Francia e l'Ungheria. L'Italia vinse il raggruppamento a punteggio pieno battendo 2-1 la Francia, 3-1 l'Ungheria e 1-0 l'Argentina, costringendo i padroni di casa a lasciare Buenos Aires, per proseguire il loro cammino a Rosario. Gli Azzurri proseguirono il loro cammino affrontando il Gruppo A con Germania Ovest, Austria ed Paesi Bassi.</p>
<p>Contro la Germania Ovest un salvataggio sulla linea di Berti Vogts su tiro di Bettega e alcuni pali colpiti evitarono la disfatta tedesca. Nella successiva sfida contro l'Austria gli azzurri vinsero di misura grazie a un gol di Rossi.</p>
<p>Contro l'Olanda passarono in vantaggio con un'autorete di Brandts, ma si fecero riprendere e sorpassare dagli orange, con due gol su due tiri da fuori area, uno dello stesso Brandts, e l'altro di Haan. L'Olanda si guadagnò l'accesso alla seconda finale consecutiva, mentre l'Italia dovette ripiegare sulla finale di consolazione per il 3º posto. L'Austria, già fuori dai giochi e sotto di un gol con i tedeschi, vinse 3-2 grazie anche ai gol del suo centravanti Krankl.</p>
<p>Fu l'altro girone ad ospitare uno dei momenti più controversi del mondiale, la partita Argentina-Perù. I biancoazzurri per arrivare in finale avrebbero dovuto vincere con tre gol di scarto e almeno quattro reti segnate, grazie all'ottima differenza reti del Brasile consolidata dal 3-1 contro la Polonia, partita giocata in anticipo proprio per conoscere prima il risultato finale. Il portiere peruviano, l'oriundo di origine argentina Ramón Quiroga, aveva un rispettabile ruolino di sei gol subiti su cinque partite. L'Argentina, da parte sua, aveva sinora segnato solo sei gol. Inoltre, la notte precedente la partita la polizia allentò le misure di sicurezza presso l'Hotel che alloggiava i peruviani, che furono così continuamente disturbati da tifosi argentini con urla e schiamazzi.</p>
<p>Infine, il giorno della partita l'autobus con la squadra impiegò due ore per coprire il tragitto di quindici minuti fino allo stadio, dato che "sbagliò" più volte la strada. Alla fine si fermò proprio davanti alla curva dei tifosi argentini, che sommersero di fischi e imprecazioni gli allibiti peruviani.</p>
<p>La partita si concluse 6-0 per l'Argentina, anche grazie ad una pessima, quindi sospetta, prestazione di Quiroga. Tuttavia, entrambe le squadre negarono l'esistenza di accordi e la vicenda è passata alla storia del calcio col nomignolo di mermelada peruana (marmellata peruviana), l'Argentina con questo risultato scavalcò il Brasile nel secondo turno, volando in finale.</p>
<p>Nella finale per il 3º posto il Brasile rimontò lo svantaggio iniziale contro l'Italia, al gol di testa del "barone" Causio al 38’ rispose con i tiri da fuori area di Nelinho al 63’ e Dirceu al 70’ per il 2-1. Nella finale per il 1º posto giocata il 25 giugno a Buenos Aires l'Argentina passò in vantaggio con Kempes, ma all'82º arrivò il pari olandese con Nanninga e nei minuti finali poco ci mancò che gli olandesi rovinassero la festa ai padroni di casa (palo di Rensenbrink).</p>
<p>Nei tempi supplementari un altro gol di Kempes e la rete di Bertoni regalarono il primo titolo all'Argentina. Gli olandesi, indignati per l'arbitraggio a senso unico di Gonella (che non vide nemmeno una palese gomitata di Bertoni), rientrarono negli spogliatoi subito dopo il fischio finale senza rendere omaggio ai nuovi campioni.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-argentina-1978/">Road to Brasil: Argentina 1978</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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In attesa del calcio d’inizio che aprirà l’edizione 2014 dei Mondiali brasiliani, la seconda nel paese carioca, il nostro viaggio intanto fa tappa nella vicina Argentina, dove nel 78 va in scena l’undicesima edizione dei Mondiali. 107 nazionali affrontarono le qualificazioni per stabilire le restanti 14 squadre che si sarebbero aggiunte ad Argentina e Germania Ovest, già qualificate come paese ospitante e come squadra campione in carica.

Alla fase finale mancò ancora una volta l'Inghilterra, che inserita nel gruppo 2 con l'Italia finì a pari punti ma con una peggior differenza reti. Agevole la qualificazione dell'Olanda e della Svezia, particolarmente combattuti furono invece, oltre al gruppo di Italia e Inghilterra, i gironi che promossero la Francia, la Polonia, la Spagna, l'Austria e la Scozia. L'Ungheria che vinse il proprio girone davanti ai sovietici dovette invece, come peggior vincente, fare uno spareggio intercontinentale contro la Bolivia, vincendo nettamente.

Per la zona CONMEBOL si qualificarono Brasile e Perù, mentre la Bolivia che terminò terza, fu eliminata nello spareggio interzona dagli ungheresi. Per il Nord e Centro America si qualificò il Messico, che ebbe il vantaggio di ospitare le partite del girone finale a 6 squadre. In Africa prevalse la Tunisia in un combattuto girone finale a 3 su Nigeria ed Egitto, mentre in Asia a prevalere fu l'Iran.

Nella partita del primo turno Scozia-Olanda, Archie Gemmill segnò un goal rimasto famoso nella storia del calcio scozzese, citato anche nel film Trainspotting. Questo gol tuttavia non bastò per il passaggio al turno successivo. Nell'Italia: Enzo Bearzot, CT degli azzurri, presentò in una nazionale giovane, e poco esperta, ma fresca e ricca di nuove individualità, capace di eliminare l'Inghilterra nelle qualificazioni.

L'asse portante è costituita da giocatori che militano da anni nella Juventus, il cosiddetto Blocco-Juve: Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Cuccureddu, Causio, Benetti, Tardelli e Bettega. Non essendo stata testa di serie per via di uno scambio di valori voluto dal presidente UEFA Artemio Franchi, la Nazionale azzurra viene inserita d'ufficio nel primo gruppo con i padroni di casa, la Francia e l'Ungheria. L'Italia vinse il raggruppamento a punteggio pieno battendo 2-1 la Francia, 3-1 l'Ungheria e 1-0 l'Argentina, costringendo i padroni di casa a lasciare Buenos Aires, per proseguire il loro cammino a Rosario. Gli Azzurri proseguirono il loro cammino affrontando il Gruppo A con Germania Ovest, Austria ed Paesi Bassi.

Contro la Germania Ovest un salvataggio sulla linea di Berti Vogts su tiro di Bettega e alcuni pali colpiti evitarono la disfatta tedesca. Nella successiva sfida contro l'Austria gli azzurri vinsero di misura grazie a un gol di Rossi.

Contro l'Olanda passarono in vantaggio con un'autorete di Brandts, ma si fecero riprendere e sorpassare dagli orange, con due gol su due tiri da fuori area, uno dello stesso Brandts, e l'altro di Haan. L'Olanda si guadagnò l'accesso alla seconda finale consecutiva, mentre l'Italia dovette ripiegare sulla finale di consolazione per il 3º posto. L'Austria, già fuori dai giochi e sotto di un gol con i tedeschi, vinse 3-2 grazie anche ai gol del suo centravanti Krankl.

Fu l'altro girone ad ospitare uno dei momenti più controversi del mondiale, la partita Argentina-Perù. I biancoazzurri per arrivare in finale avrebbero dovuto vincere con tre gol di scarto e almeno quattro reti segnate, grazie all'ottima differenza reti del Brasile consolidata dal 3-1 contro la Polonia, partita giocata in anticipo proprio per conoscere prima il risultato finale. Il portiere peruviano, l'oriundo di origine argentina Ramón Quiroga, aveva un rispettabile ruolino di sei gol subiti su cinque partite. L'Argentina, da parte sua, aveva sinora segnato solo sei gol. Inoltre, la notte precedente la partita la polizia allentò le misure di sicurezza presso l'Hotel che alloggiava i peruviani, che furono così continuamente disturbati da tifosi argentini con urla e schiamazzi.

Infine, il giorno della partita l'autobus con la squadra impiegò due ore per coprire il tragitto di quindici minuti fino allo stadio, dato che "sbagliò" più volte la strada. Alla fine si fermò proprio davanti alla curva dei tifosi argentini, che sommersero di fischi e imprecazioni gli allibiti peruviani.

La partita si concluse 6-0 per l'Argentina, anche grazie ad una pessima, quindi sospetta, prestazione di Quiroga. Tuttavia, entrambe le squadre negarono l'esistenza di accordi e la vicenda è passata alla storia del calcio col nomignolo di mermelada peruana (marmellata peruviana), l'Argentina con questo risultato scavalcò il Brasile nel secondo turno, volando in finale.

Nella finale per il 3º posto il Brasile rimontò lo svantaggio iniziale contro l'Italia, al gol di testa del "barone" Causio al 38’ rispose con i tiri da fuori area di Nelinho al 63’ e Dirceu al 70’ per il 2-1. Nella finale per il 1º posto giocata il 25 giugno a Buenos Aires l'Argentina passò in vantaggio con Kempes, ma all'82º arrivò il pari olandese con Nanninga e nei minuti finali poco ci mancò che gli olandesi rovinassero la festa ai padroni di casa (palo di Rensenbrink).

Nei tempi supplementari un altro gol di Kempes e la rete di Bertoni regalarono il primo titolo all'Argentina. Gli olandesi, indignati per l'arbitraggio a senso unico di Gonella (che non vide nemmeno una palese gomitata di Bertoni), rientrarono negli spogliatoi subito dopo il fischio finale senza rendere omaggio ai nuovi campioni.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-argentina-1978/">Road to Brasil: Argentina 1978</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Road to Brasil: Russia</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 17:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[campioni del Mondo Beach soccer]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Capello]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>In casa Russia l’obiettivo è uno solo: eguagliare in cugini del beach soccer campioni del Mondo in carica</em></p>
<p>La strada che conduce verso Brasile 2014, fa tappa in Russia, patria di quella che un tempo fu la Nazionale dell’ex URSS, tra le più forti d’Europa e del Mondo, ma soprattutto patria degli attuali campioni del Mondo in carica nel beach soccer. La prima rappresentativa di sempre russa fu quella dell'antico Impero russo, che esordì nel 1912 contro la Finlandia perdendo 2-1.</p>
<p>Quella rappresentativa non brillò particolarmente in campo europeo ed anzi, nei pochi anni che calcò i campi di calcio incassò uno dei peggiori record passivi, perdendo 16-0 contro la Germania. Dopo il 1917 e, quindi, la Rivoluzione russa, la squadra scomparve e venne sostituita dalla nazionale di calcio sovietica che esordì nel 1923. Durante l'esistenza dell'Unione Sovietica, non esistevano le attuali nazionali delle repubbliche che ne facevano parte e che oggi sono indipendenti, tanto meno una nazionale russa.</p>
<p>Dal 1923 al 1991 perciò i calciatori russi confluivano nella Nazionale sovietica. La rappresentativa sovietica vinse un campionato europeo (1960), arrivando per tre volte seconda (1964, 1972, 1988). Nelle competizioni olimpiche vinse due ori (1956, 1988) e tre bronzi (1972, 1976, 1980). Il miglior posizionamento ai mondiali di calcio fu il quarto posto ottenuto nel 1966. La Nazionale russa attuale nacque nel 1992 dopo lo smembramento dell'URSS e, conseguentemente, della Nazionale di calcio dell'Unione Sovietica.</p>
<p>Nel corso di quell'anno, in sostituzione della Nazionale sovietica, appena scomparsa, giocava la Nazionale della CSI, rappresentativa della Comunità degli Stati Indipendenti e presente con questa dicitura al Campionato europeo 1992. L'esordio internazionale avvenne il 16 agosto 1992 a Mosca contro il Messico. La partita finì 2-0 per i padroni di casa, che presentarono una formazione composta da ex giocatori della Nazionale sovietica, provenienti però in molti anche dalle altre repubbliche (casi eclatanti furono Viktor Onopko ed Andrej Kančel'skis): a molti, infatti, fu proposto di scegliere dopo lo scioglimento dell'URSS se adottare la cittadinanza russa o quella del paese di nascita.</p>
<p>Qualificatasi per il campionato del mondo 1994, la Russia fu inserita nel gruppo B con Camerun, Svezia e Brasile. Superata dal Brasile per 2-0 nel primo incontro, perse anche la gara contro la Svezia per 3-1. Già eliminata, sconfisse nettamente il Camerun per 6-1 in una partita che vide come protagonista Oleg Salenko, autore di cinque gol, primato per un Campionato del mondo. Due anni più tardi si qualificò per il campionato d'Europa 1996 e fu sorteggiata nel girone C con Germania, Rep. Ceca e Italia. La squadra allenata da Oleg Romancev perse le prime due partite contro Italia (2-1) e Germania (3-0), per poi raggiungere i cechi sul 3-3 nell'ultima partita, grazie a una prova di carattere.</p>
<p>Il raggruppamento era giustamente considerato uno dei più difficili del torneo, tant'è che Germania e Repubblica Ceca furono le due finaliste della manifestazione. Dal 1993 al 1997 la Russia fece parte della top-20 del Ranking mondiale FIFA, raggiungendo nel 1996 addirittura il terzo posto. Ciononostante fallì la qualificazione al campionato del mondo 1998 ai play-off contro l'Italia (1-1 a Mosca in una bufera di neve, 1-0 per gli Azzurri a Napoli).</p>
<p>Durante le qualificazioni al campionato d'Europa 2000, il 5 giugno 1999, la Russia di Romancev, tornato nel 1998 dopo che in panchina si erano succeduti Boris Ignat'ev (1996–1997) e Anatolij Byšovec' (1997-1998), fu in grado di ottenere una storica vittoria per 3-2 contro la Francia a Parigi. Al campionato del mondo 2002 in Giappone e Corea del Sud la Russia fu inserita nel gruppo H insieme con Belgio, Tunisia e Giappone. La formazione di Romantsev si presentava in Asia con una rosa promettente, composta in parte da veterani e in parte da debuttanti.</p>
<p>Nella prima partita vinse per 2-0 contro la Tunisia e nella seconda gara, contro i padroni di casa del Giappone, fu sconfitta per 1-0, scatenando le proteste tra i tifosi radunatisi a Mosca per assistere all'incontro. Il terzo match, quello contro il Belgio, iniziò con un gol di Johan Walem dopo sette minuti, cui rispose al 52° di gioco Egor Titov. A dodici minuti dalla fine una rete di Wesley Sonck portò il Belgio sul 2-1 e a otto dal termine Marc Wilmots realizzò il punto del 3-1. All'88º minuto Dmitrij Syčëv segnò il gol del 3-2 che non salvò, però, la Russia dall'eliminazione. Nella fase finale di campionato d'Europa 2004 la Russia (che era arrivata in Portogallo vincendo il play-off contro il Galles) dovette affrontare la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Il girone A, dunque, oppose ancora una volta i russi ai padroni di casa (questa volta portoghesi).</p>
<p>Alle sconfitte contro Spagna (1-0) e Portogallo (2-0) seguì una vittoria per 2-1 contro la Grecia (poi trionfatrice in finale) il 16 giugno, con reti di Dmitrij Kiričenko al secondo minuto e Dmitrij Bulykin al diciassettesimo. Il successo contro i greci non bastò, però, alla Russia per evitare l'eliminazione. Anche in questo caso, come nel 1996, le due finaliste furono le squadre del girone in cui erano inseriti i russi. Per le qualificazioni al campionato del mondo 2006 fu raggruppata con Portogallo, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Liechtenstein. Il Portogallo si insediò subito al primo posto, con russi e slovacchi al seguito.</p>
<p>Il 12 ottobre 2005 la Russia si presentò a Bratislava con il bisogno di vincere, ma lo 0-0 finale consentì alla Slovacchia di qualificarsi per i play-off per un solo punto. In 12 partite totalizzò 23 punti, frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta, la peggiore nella storia della Nazionale russa (7-1 contro il Portogallo a Lisbona). Nel 2006 è stato chiamato ad allenare la Russia l'olandese Guus Hiddink.</p>
<p>Con il nuovo commissario tecnico la squadra è tornata a giocare un ruolo importante nel panorama calcistico europeo, mettendo in difficoltà l'Inghilterra nel proprio girone di qualificazione al campionato d'Europa 2008. Iniziate non brillantemente le qualificazioni, la squadra ha poi collezionato una serie di risultati positivi. Nella sfida contro gli inglesi in trasferta ha perso per 3-0, ma si è poi imposta per 2-1 nel ritorno a Mosca. Grazie a questo successo alla Russia sarebbe bastata una vittoria sul campo di Israele per qualificarsi a Euro 2008 a scapito dell'Inghilterra, ma gli israeliani hanno avuto la meglio (2-1).</p>
<p>A quel punto gli inglesi avrebbero staccato il pass anche pareggiando in casa contro la già qualificata Croazia, ma quest'ultima è riuscita ad imporsi sorprendentemente a Wembley per 3-2, consentendo così il sorpasso della Russia, che si è qualificata per gli Europei 2008 e ha eliminato i britannici in virtù dei tre punti ottenuti sul campo di Andorra (gol di Syčёv). Alla fase finale degli Europei 2008 la Russia di Hiddink ha impressionato favorevolmente, ottenendo il miglior piazzamento della sua storia nella Coppa d'Europa, e il migliore dopo il 1991.</p>
<p>Ha debuttato con una sconfitta 4-1 contro la Spagna e ha poi sconfitto per 1-0 la Grecia Campione uscente. Nel terzo e decisivo incontro del girone ha sconfitto per 2-0 la Svezia, qualificandosi ai quarti di finale. Qui ha eliminato la favorita Olanda imponendosi per 3-1 ai tempi supplementari, accedendo così alla semifinale, dove è stata nuovamente sconfitta dalla Spagna (0-3). Tra i giocatori russi hanno ricevuto critiche positive soprattutto Pavljučenko e Aršavin, che hanno suscitato l'interesse di importanti club europei.</p>
<p>Nelle qualificazioni al Mondiale 2010 si è classificata seconda nel proprio girone dietro la Germania, ma ha fallito la qualificazione perdendo, a Maribor, il ritorno dello spareggio decisivo contro la Slovenia, nonostante la vittoria per 2-1 a Mosca. Dopo la mancata qualificazione al mondiale, con il nuovo tecnico Dick Advocaat, la Russia intraprende le qualificazioni ad Euro 2012, ottenendo il primo posto e qualificandosi per le fasi finali. Inserita nel girone A con Grecia, Polonia e Repubblica Ceca, ha sconfitto prima la Nazionale Ceca con un roboante 4-1 e poi ha pareggiato 1-1 con i padroni di casa della Polonia.</p>
<p>All'ultima giornata ha perso 1-0 contro la Grecia e, classificatosi terza nel girone, ha patito un'eliminazione che ha del clamoroso. Il riscatto, pronto ed immediato, è guidato da Fabio Capello, ex allenatore del Milan degli invincibili, una delle più forti squadre di club di tutti i tempi, che traghetta la selezione dell'ex paese zarista alla qualificazione al Mondiale di Brasile 2014.</p>
<p>Se nel calcio a 11 la Russia è ancora in cerca di una sua identità, la stessa cosa non è nel beach soccer, disciplina sportiva in cui la Russia non solo è campione d’Europa in carica, ma ha anche conquistato ben due mondiali consecutivamente, stesso discorso nel calcio a 5, dove la nazionale ex zarista possiede una delle selezioni più forti al Mondo e d'Europa.</p>
<p>Chiaro quindi che in casa russa dopo le imprese realizzate nel beach soccer e nel calcio a 5, l’obiettivo è quello di tentare anche nel calcio a 11 la stessa cosa, certamente più difficile ma non impossibile, soprattutto se in panchina c’è un gladiatore come Fabio Capello.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>In casa Russia l’obiettivo è uno solo: eguagliare in cugini del beach soccer campioni del Mondo in carica</em>

La strada che conduce verso Brasile 2014, fa tappa in Russia, patria di quella che un tempo fu la Nazionale dell’ex URSS, tra le più forti d’Europa e del Mondo, ma soprattutto patria degli attuali campioni del Mondo in carica nel beach soccer. La prima rappresentativa di sempre russa fu quella dell'antico Impero russo, che esordì nel 1912 contro la Finlandia perdendo 2-1.

Quella rappresentativa non brillò particolarmente in campo europeo ed anzi, nei pochi anni che calcò i campi di calcio incassò uno dei peggiori record passivi, perdendo 16-0 contro la Germania. Dopo il 1917 e, quindi, la Rivoluzione russa, la squadra scomparve e venne sostituita dalla nazionale di calcio sovietica che esordì nel 1923. Durante l'esistenza dell'Unione Sovietica, non esistevano le attuali nazionali delle repubbliche che ne facevano parte e che oggi sono indipendenti, tanto meno una nazionale russa.

Dal 1923 al 1991 perciò i calciatori russi confluivano nella Nazionale sovietica. La rappresentativa sovietica vinse un campionato europeo (1960), arrivando per tre volte seconda (1964, 1972, 1988). Nelle competizioni olimpiche vinse due ori (1956, 1988) e tre bronzi (1972, 1976, 1980). Il miglior posizionamento ai mondiali di calcio fu il quarto posto ottenuto nel 1966. La Nazionale russa attuale nacque nel 1992 dopo lo smembramento dell'URSS e, conseguentemente, della Nazionale di calcio dell'Unione Sovietica.

Nel corso di quell'anno, in sostituzione della Nazionale sovietica, appena scomparsa, giocava la Nazionale della CSI, rappresentativa della Comunità degli Stati Indipendenti e presente con questa dicitura al Campionato europeo 1992. L'esordio internazionale avvenne il 16 agosto 1992 a Mosca contro il Messico. La partita finì 2-0 per i padroni di casa, che presentarono una formazione composta da ex giocatori della Nazionale sovietica, provenienti però in molti anche dalle altre repubbliche (casi eclatanti furono Viktor Onopko ed Andrej Kančel'skis): a molti, infatti, fu proposto di scegliere dopo lo scioglimento dell'URSS se adottare la cittadinanza russa o quella del paese di nascita.

Qualificatasi per il campionato del mondo 1994, la Russia fu inserita nel gruppo B con Camerun, Svezia e Brasile. Superata dal Brasile per 2-0 nel primo incontro, perse anche la gara contro la Svezia per 3-1. Già eliminata, sconfisse nettamente il Camerun per 6-1 in una partita che vide come protagonista Oleg Salenko, autore di cinque gol, primato per un Campionato del mondo. Due anni più tardi si qualificò per il campionato d'Europa 1996 e fu sorteggiata nel girone C con Germania, Rep. Ceca e Italia. La squadra allenata da Oleg Romancev perse le prime due partite contro Italia (2-1) e Germania (3-0), per poi raggiungere i cechi sul 3-3 nell'ultima partita, grazie a una prova di carattere.

Il raggruppamento era giustamente considerato uno dei più difficili del torneo, tant'è che Germania e Repubblica Ceca furono le due finaliste della manifestazione. Dal 1993 al 1997 la Russia fece parte della top-20 del Ranking mondiale FIFA, raggiungendo nel 1996 addirittura il terzo posto. Ciononostante fallì la qualificazione al campionato del mondo 1998 ai play-off contro l'Italia (1-1 a Mosca in una bufera di neve, 1-0 per gli Azzurri a Napoli).

Durante le qualificazioni al campionato d'Europa 2000, il 5 giugno 1999, la Russia di Romancev, tornato nel 1998 dopo che in panchina si erano succeduti Boris Ignat'ev (1996–1997) e Anatolij Byšovec' (1997-1998), fu in grado di ottenere una storica vittoria per 3-2 contro la Francia a Parigi. Al campionato del mondo 2002 in Giappone e Corea del Sud la Russia fu inserita nel gruppo H insieme con Belgio, Tunisia e Giappone. La formazione di Romantsev si presentava in Asia con una rosa promettente, composta in parte da veterani e in parte da debuttanti.

Nella prima partita vinse per 2-0 contro la Tunisia e nella seconda gara, contro i padroni di casa del Giappone, fu sconfitta per 1-0, scatenando le proteste tra i tifosi radunatisi a Mosca per assistere all'incontro. Il terzo match, quello contro il Belgio, iniziò con un gol di Johan Walem dopo sette minuti, cui rispose al 52° di gioco Egor Titov. A dodici minuti dalla fine una rete di Wesley Sonck portò il Belgio sul 2-1 e a otto dal termine Marc Wilmots realizzò il punto del 3-1. All'88º minuto Dmitrij Syčëv segnò il gol del 3-2 che non salvò, però, la Russia dall'eliminazione. Nella fase finale di campionato d'Europa 2004 la Russia (che era arrivata in Portogallo vincendo il play-off contro il Galles) dovette affrontare la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Il girone A, dunque, oppose ancora una volta i russi ai padroni di casa (questa volta portoghesi).

Alle sconfitte contro Spagna (1-0) e Portogallo (2-0) seguì una vittoria per 2-1 contro la Grecia (poi trionfatrice in finale) il 16 giugno, con reti di Dmitrij Kiričenko al secondo minuto e Dmitrij Bulykin al diciassettesimo. Il successo contro i greci non bastò, però, alla Russia per evitare l'eliminazione. Anche in questo caso, come nel 1996, le due finaliste furono le squadre del girone in cui erano inseriti i russi. Per le qualificazioni al campionato del mondo 2006 fu raggruppata con Portogallo, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Liechtenstein. Il Portogallo si insediò subito al primo posto, con russi e slovacchi al seguito.

Il 12 ottobre 2005 la Russia si presentò a Bratislava con il bisogno di vincere, ma lo 0-0 finale consentì alla Slovacchia di qualificarsi per i play-off per un solo punto. In 12 partite totalizzò 23 punti, frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta, la peggiore nella storia della Nazionale russa (7-1 contro il Portogallo a Lisbona). Nel 2006 è stato chiamato ad allenare la Russia l'olandese Guus Hiddink.

Con il nuovo commissario tecnico la squadra è tornata a giocare un ruolo importante nel panorama calcistico europeo, mettendo in difficoltà l'Inghilterra nel proprio girone di qualificazione al campionato d'Europa 2008. Iniziate non brillantemente le qualificazioni, la squadra ha poi collezionato una serie di risultati positivi. Nella sfida contro gli inglesi in trasferta ha perso per 3-0, ma si è poi imposta per 2-1 nel ritorno a Mosca. Grazie a questo successo alla Russia sarebbe bastata una vittoria sul campo di Israele per qualificarsi a Euro 2008 a scapito dell'Inghilterra, ma gli israeliani hanno avuto la meglio (2-1).

A quel punto gli inglesi avrebbero staccato il pass anche pareggiando in casa contro la già qualificata Croazia, ma quest'ultima è riuscita ad imporsi sorprendentemente a Wembley per 3-2, consentendo così il sorpasso della Russia, che si è qualificata per gli Europei 2008 e ha eliminato i britannici in virtù dei tre punti ottenuti sul campo di Andorra (gol di Syčёv). Alla fase finale degli Europei 2008 la Russia di Hiddink ha impressionato favorevolmente, ottenendo il miglior piazzamento della sua storia nella Coppa d'Europa, e il migliore dopo il 1991.

Ha debuttato con una sconfitta 4-1 contro la Spagna e ha poi sconfitto per 1-0 la Grecia Campione uscente. Nel terzo e decisivo incontro del girone ha sconfitto per 2-0 la Svezia, qualificandosi ai quarti di finale. Qui ha eliminato la favorita Olanda imponendosi per 3-1 ai tempi supplementari, accedendo così alla semifinale, dove è stata nuovamente sconfitta dalla Spagna (0-3). Tra i giocatori russi hanno ricevuto critiche positive soprattutto Pavljučenko e Aršavin, che hanno suscitato l'interesse di importanti club europei.

Nelle qualificazioni al Mondiale 2010 si è classificata seconda nel proprio girone dietro la Germania, ma ha fallito la qualificazione perdendo, a Maribor, il ritorno dello spareggio decisivo contro la Slovenia, nonostante la vittoria per 2-1 a Mosca. Dopo la mancata qualificazione al mondiale, con il nuovo tecnico Dick Advocaat, la Russia intraprende le qualificazioni ad Euro 2012, ottenendo il primo posto e qualificandosi per le fasi finali. Inserita nel girone A con Grecia, Polonia e Repubblica Ceca, ha sconfitto prima la Nazionale Ceca con un roboante 4-1 e poi ha pareggiato 1-1 con i padroni di casa della Polonia.

All'ultima giornata ha perso 1-0 contro la Grecia e, classificatosi terza nel girone, ha patito un'eliminazione che ha del clamoroso. Il riscatto, pronto ed immediato, è guidato da Fabio Capello, ex allenatore del Milan degli invincibili, una delle più forti squadre di club di tutti i tempi, che traghetta la selezione dell'ex paese zarista alla qualificazione al Mondiale di Brasile 2014.

Se nel calcio a 11 la Russia è ancora in cerca di una sua identità, la stessa cosa non è nel beach soccer, disciplina sportiva in cui la Russia non solo è campione d’Europa in carica, ma ha anche conquistato ben due mondiali consecutivamente, stesso discorso nel calcio a 5, dove la nazionale ex zarista possiede una delle selezioni più forti al Mondo e d'Europa.

Chiaro quindi che in casa russa dopo le imprese realizzate nel beach soccer e nel calcio a 5, l’obiettivo è quello di tentare anche nel calcio a 11 la stessa cosa, certamente più difficile ma non impossibile, soprattutto se in panchina c’è un gladiatore come Fabio Capello.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-russia/">Road to Brasil: Russia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Road to Brasil: Belgio</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-belgio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 14:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo H]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p><em>In Brasile il Belgio cerca la definitiva maturazione per diventare una grande</em></p>
<p>Parlando del Belgio, è possibile dire che si tratta di una di quelle selezioni, che ha senza dubbio il potenziale per poter diventare una grande, ma non hai saputo sfruttarlo, ora in terra carioca la selezione belga va alla definitiva ricerca della propria maturazione ed identità. La Nazionale belga nacque nel 1904, quando disputò la prima partita contro la Francia il 1º maggio.</p>
<p>La prima competizione internazionale affrontata sono le Olimpiadi di Anversa, in casa: il Belgio vince la medaglia d'oro nel torneo calcistico. Tale torneo è il primo dei tre campionati mondiali di calcio dilettantistici riconosciuti dalla FIFA (gli altri due sono i successivi del 1924 e del 1928, vinti entrambi dall'Uruguay); a differenza della federazione uruguaiana, che considera i suoi titoli vinti come "mondiali" a tutti gli effetti, fregiandosi quindi di 4 stelle invece di 2, la federcalcio belga non si considera campione del mondo e, pertanto, non sfoggia alcun simbolo sulla maglia.</p>
<p>Dopo tale trionfo il Belgio non si ripete nelle due edizioni successive dei Giochi, venendo subito eliminato. Partecipò ai Mondiali 1930, i primi della storia del calcio, anche se non riuscì ad andare oltre il primo turno (perdendo prima contro gli Stati Uniti per 0-3, poi contro il Paraguay per 0-1). Anche nelle edizioni del 1934, 1938,1954 e 1970 al Belgio toccò lo stesso amaro destino: nel 1934 fu infatti eliminato per mano dei tedeschi per 2-5, nel 1938 dai francesi padroni di casa per 1-3.</p>
<p>Nel mondiale del 1954 il Belgio ottenne il suo primo pareggio nella massima competizione calcistica (4-4 contro l'Inghilterra), per poi essere amaramente disilluso dall'Italia, che lo sconfisse per 1-4. Quando nel 1970 i "Diavoli Rossi" riuscirono a qualificarsi al mondiale ottennero inizialmente una vittoria schiacciante per 3-0 contro il poco quotato El Salvador (portandosi tra l'altro in testa al girone), ma subirono poi due sconfitte consecutive, prima contro l'URSS (1-4), poi contro i padroni di casa del Messico (0-1).</p>
<p>Agli Europei 1972, dopo aver eliminato ai quarti l'Italia (0 a 0 all'andata in trasferta e 2 a 1 al ritorno in casa) la squadra arriva in semifinale, dove è sconfitta dallaGermania Ovest (1-2). Nella "finalina" avrà la meglio sull'Ungheria per 1 a 0 conquistando così il terzo posto. Non qualificato ai due successivi Mondiali (nel 1974 e nel 1978) ed eliminato ai quarti degli Europei 1976 dall'Olanda, torna alla ribalta agli Europei 1980, perdendo ancora contro la Germania Ovest per 1-2, stavolta nella finalissima.</p>
<p>Il Belgio aveva ottenuto, prima di quella finale, il primo posto in un girone assai complesso: aveva inizialmente pareggiato per 1-1 contro gli inglesi per poi vincere (2-1) contro la Spagna e pareggiare di nuovo per 0-0 contro i padroni di casa italiani. Il girone fu vinto dal Belgio per il numero di reti fatte, due in più di quelle dell'Italia. Il secondo posto ottenuto in quell'occasione resta ancora oggi il miglior piazzamento del Belgio in una competizione internazionale.</p>
<p>Da quell'Europeo in poi per la nazionale belga inizia un periodo assai florido. Ai Mondiali 1982 il Belgio fa un'ottima impressione, battendo nella gara inaugurale l'Argentina campione del mondo in carica per 1-0, replicandosi con lo stesso risultato contro EL Salvador, ottenendo infine un pareggio contro gli ungheresi e vincendo il proprio girone; successivamente però viene sconfitto nel secondo turno dalla Polonia (0-3) e dall'URSS (0-1) e quindi eliminato. Agli Europei 1984 viene eliminato al primo turno, dove subisce un'umiliante batosta per 5-0 dalla Francia.</p>
<p>Ai Mondiali 1986 la Nazionale belga ottiene il suo miglior piazzamento nella storia dei mondiali arrivando quarta. Dopo aver infatti superato a fatica il primo turno come una delle migliori terze (ha perso 2-1 contro i padroni di casa messicani, vinto 2-1 sull'Iraq e pareggiato 2-2 col Paraguay) i Diavoli Rossi battono negli ottavi l'URSS ai supplementari per 4-3, superano la Spagna ai rigori nei quarti (1-1 alla fine dei supplementari) e si fermano in semifinale per 2-0 proprio contro i futuri campioni dell'Argentina guidati da Maradona. In questa semifinale Maradona realizza uno dei gol giudicati tra i più belli della storia dei mondiali nella classifica dei Gol del secolo.</p>
<p>Perdono poi anche contro la Francia (4-2 dopo i supplementari) nella finale per il terzo posto. Non qualificati per gli Europei 1988, a Italia 1990 la nazionale belga ha un avvio scoppiettante: batte infatti per 2-0 la Corea del Sud e cinque giorni dopo batte anche l'Uruguay per 3-1. Subisce però la sconfitta contro la Spagna per 1-2 alla fine del primo turno, che fa superare il girone al Belgio solo come seconda e ne designa come avversaria agli ottavi l'Inghilterra: i belgi sono dunque fermati agli ottavi dagli inglesi per 0-1 ai tempi supplementari con un gol di David Platt sugli sviluppi di una punizione, a un solo minuto di distanza dai calci di rigore.</p>
<p>Questo risultato lascia i belgi con l'amaro in bocca anche per la traversa e il palo colpiti rispettivamente da Jan Ceulemans ed Enzo Scifo. Quattro anni dopo, ai mondiali americani, il Belgio ottiene una prestazione del tutto analoga, venendo eliminato dalla Germania agli ottavi per 3-2 dopo le due vittorie per 1-0 contro Marocco e Olanda e la fatidica sconfitta contro l'Arabia Saudita, dettata da un magnifico gol di Saeed Al-Owairan (0-1). Ai Mondiali 1998 i belgi non superano il primo turno, ottenendo solo pareggi contro Olanda (0-0), Messico (2-2) e Corea del Sud (1-1).</p>
<p>Agli Europei 2000, organizzati in casa insieme all'Olanda, sono eliminati al primo turno, classificandosi terzi nel gruppo dell'Italia, poi finalista. Al campionato del mondo 2002, dove la selezione viene eliminata dal Brasile (poi campione) per 0-2 agli ottavi di finale (nei quali Wilmots si vede annullare un gol regolare nel primo tempo), dopo aver superato il primo turno con due pareggi (rispettivamente 2-2 e 1-1 contro Giappone e Tunisia) e una vittoria per 3-2 contro la Russia. Dopo la mancata qualificazione per la fase finale del campionato d'Europa 2004, la formazione belga fallì anche l'accesso al campionato del mondo 2006.</p>
<p>La dirigenza decise di non rinnovare il contratto di Aimé Anthuenis, in scadenza a dicembre 2005, e di rimpiazzarlo con René Vandereycken, che assunse il ruolo di CT nel gennaio 2006. Fallita anche la qualificazione alcampionato d'Europa 2008 e al campionato del mondo 2010, nell'aprile 2009 Vandereycken è stato esonerato e rimpiazzato dall'olandese Dick Advocaat, che ha anticipato la sua assunzione dell'incarico al 1º ottobre 2009 e ha guidato il Belgio nelle ultime due partite delle qualificazioni al Mondiale di Sudafrica. Il 6 dicembre 2009 Advocaat ha assunto anche il ruolo di tecnico dell'AZ Alkmaar.</p>
<p>La sua esperienza come CT belga è durata sino all'aprile 2010, quando si è dimesso. In sua sostituzione è stato ingaggiato Georges Leekens. I risultati però non sono migliorati e la nazionale ha mancato la qualificazione al campionato d'Europa 2012. Nel maggio 2012 è stato assunto come CT la bandiera Marc Wilmots e i "diavoli rossi" si sono qualificati al campionato del mondo 2014 da imbattuti, con 8 vittorie e 2 pareggi nel girone di quialificazione, raggiungendo inoltre uno storico quinto posto nel ranking FIFA, miglior risultato della storia del calcio belga.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-belgio/">Road to Brasil: Belgio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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<em>In Brasile il Belgio cerca la definitiva maturazione per diventare una grande</em>

Parlando del Belgio, è possibile dire che si tratta di una di quelle selezioni, che ha senza dubbio il potenziale per poter diventare una grande, ma non hai saputo sfruttarlo, ora in terra carioca la selezione belga va alla definitiva ricerca della propria maturazione ed identità. La Nazionale belga nacque nel 1904, quando disputò la prima partita contro la Francia il 1º maggio.

La prima competizione internazionale affrontata sono le Olimpiadi di Anversa, in casa: il Belgio vince la medaglia d'oro nel torneo calcistico. Tale torneo è il primo dei tre campionati mondiali di calcio dilettantistici riconosciuti dalla FIFA (gli altri due sono i successivi del 1924 e del 1928, vinti entrambi dall'Uruguay); a differenza della federazione uruguaiana, che considera i suoi titoli vinti come "mondiali" a tutti gli effetti, fregiandosi quindi di 4 stelle invece di 2, la federcalcio belga non si considera campione del mondo e, pertanto, non sfoggia alcun simbolo sulla maglia.

Dopo tale trionfo il Belgio non si ripete nelle due edizioni successive dei Giochi, venendo subito eliminato. Partecipò ai Mondiali 1930, i primi della storia del calcio, anche se non riuscì ad andare oltre il primo turno (perdendo prima contro gli Stati Uniti per 0-3, poi contro il Paraguay per 0-1). Anche nelle edizioni del 1934, 1938,1954 e 1970 al Belgio toccò lo stesso amaro destino: nel 1934 fu infatti eliminato per mano dei tedeschi per 2-5, nel 1938 dai francesi padroni di casa per 1-3.

Nel mondiale del 1954 il Belgio ottenne il suo primo pareggio nella massima competizione calcistica (4-4 contro l'Inghilterra), per poi essere amaramente disilluso dall'Italia, che lo sconfisse per 1-4. Quando nel 1970 i "Diavoli Rossi" riuscirono a qualificarsi al mondiale ottennero inizialmente una vittoria schiacciante per 3-0 contro il poco quotato El Salvador (portandosi tra l'altro in testa al girone), ma subirono poi due sconfitte consecutive, prima contro l'URSS (1-4), poi contro i padroni di casa del Messico (0-1).

Agli Europei 1972, dopo aver eliminato ai quarti l'Italia (0 a 0 all'andata in trasferta e 2 a 1 al ritorno in casa) la squadra arriva in semifinale, dove è sconfitta dallaGermania Ovest (1-2). Nella "finalina" avrà la meglio sull'Ungheria per 1 a 0 conquistando così il terzo posto. Non qualificato ai due successivi Mondiali (nel 1974 e nel 1978) ed eliminato ai quarti degli Europei 1976 dall'Olanda, torna alla ribalta agli Europei 1980, perdendo ancora contro la Germania Ovest per 1-2, stavolta nella finalissima.

Il Belgio aveva ottenuto, prima di quella finale, il primo posto in un girone assai complesso: aveva inizialmente pareggiato per 1-1 contro gli inglesi per poi vincere (2-1) contro la Spagna e pareggiare di nuovo per 0-0 contro i padroni di casa italiani. Il girone fu vinto dal Belgio per il numero di reti fatte, due in più di quelle dell'Italia. Il secondo posto ottenuto in quell'occasione resta ancora oggi il miglior piazzamento del Belgio in una competizione internazionale.

Da quell'Europeo in poi per la nazionale belga inizia un periodo assai florido. Ai Mondiali 1982 il Belgio fa un'ottima impressione, battendo nella gara inaugurale l'Argentina campione del mondo in carica per 1-0, replicandosi con lo stesso risultato contro EL Salvador, ottenendo infine un pareggio contro gli ungheresi e vincendo il proprio girone; successivamente però viene sconfitto nel secondo turno dalla Polonia (0-3) e dall'URSS (0-1) e quindi eliminato. Agli Europei 1984 viene eliminato al primo turno, dove subisce un'umiliante batosta per 5-0 dalla Francia.

Ai Mondiali 1986 la Nazionale belga ottiene il suo miglior piazzamento nella storia dei mondiali arrivando quarta. Dopo aver infatti superato a fatica il primo turno come una delle migliori terze (ha perso 2-1 contro i padroni di casa messicani, vinto 2-1 sull'Iraq e pareggiato 2-2 col Paraguay) i Diavoli Rossi battono negli ottavi l'URSS ai supplementari per 4-3, superano la Spagna ai rigori nei quarti (1-1 alla fine dei supplementari) e si fermano in semifinale per 2-0 proprio contro i futuri campioni dell'Argentina guidati da Maradona. In questa semifinale Maradona realizza uno dei gol giudicati tra i più belli della storia dei mondiali nella classifica dei Gol del secolo.

Perdono poi anche contro la Francia (4-2 dopo i supplementari) nella finale per il terzo posto. Non qualificati per gli Europei 1988, a Italia 1990 la nazionale belga ha un avvio scoppiettante: batte infatti per 2-0 la Corea del Sud e cinque giorni dopo batte anche l'Uruguay per 3-1. Subisce però la sconfitta contro la Spagna per 1-2 alla fine del primo turno, che fa superare il girone al Belgio solo come seconda e ne designa come avversaria agli ottavi l'Inghilterra: i belgi sono dunque fermati agli ottavi dagli inglesi per 0-1 ai tempi supplementari con un gol di David Platt sugli sviluppi di una punizione, a un solo minuto di distanza dai calci di rigore.

Questo risultato lascia i belgi con l'amaro in bocca anche per la traversa e il palo colpiti rispettivamente da Jan Ceulemans ed Enzo Scifo. Quattro anni dopo, ai mondiali americani, il Belgio ottiene una prestazione del tutto analoga, venendo eliminato dalla Germania agli ottavi per 3-2 dopo le due vittorie per 1-0 contro Marocco e Olanda e la fatidica sconfitta contro l'Arabia Saudita, dettata da un magnifico gol di Saeed Al-Owairan (0-1). Ai Mondiali 1998 i belgi non superano il primo turno, ottenendo solo pareggi contro Olanda (0-0), Messico (2-2) e Corea del Sud (1-1).

Agli Europei 2000, organizzati in casa insieme all'Olanda, sono eliminati al primo turno, classificandosi terzi nel gruppo dell'Italia, poi finalista. Al campionato del mondo 2002, dove la selezione viene eliminata dal Brasile (poi campione) per 0-2 agli ottavi di finale (nei quali Wilmots si vede annullare un gol regolare nel primo tempo), dopo aver superato il primo turno con due pareggi (rispettivamente 2-2 e 1-1 contro Giappone e Tunisia) e una vittoria per 3-2 contro la Russia. Dopo la mancata qualificazione per la fase finale del campionato d'Europa 2004, la formazione belga fallì anche l'accesso al campionato del mondo 2006.

La dirigenza decise di non rinnovare il contratto di Aimé Anthuenis, in scadenza a dicembre 2005, e di rimpiazzarlo con René Vandereycken, che assunse il ruolo di CT nel gennaio 2006. Fallita anche la qualificazione alcampionato d'Europa 2008 e al campionato del mondo 2010, nell'aprile 2009 Vandereycken è stato esonerato e rimpiazzato dall'olandese Dick Advocaat, che ha anticipato la sua assunzione dell'incarico al 1º ottobre 2009 e ha guidato il Belgio nelle ultime due partite delle qualificazioni al Mondiale di Sudafrica. Il 6 dicembre 2009 Advocaat ha assunto anche il ruolo di tecnico dell'AZ Alkmaar.

La sua esperienza come CT belga è durata sino all'aprile 2010, quando si è dimesso. In sua sostituzione è stato ingaggiato Georges Leekens. I risultati però non sono migliorati e la nazionale ha mancato la qualificazione al campionato d'Europa 2012. Nel maggio 2012 è stato assunto come CT la bandiera Marc Wilmots e i "diavoli rossi" si sono qualificati al campionato del mondo 2014 da imbattuti, con 8 vittorie e 2 pareggi nel girone di quialificazione, raggiungendo inoltre uno storico quinto posto nel ranking FIFA, miglior risultato della storia del calcio belga.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-belgio/">Road to Brasil: Belgio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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