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	<title>ucraina &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
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	<title>ucraina &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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		<title>Qual. Mondiali: L&#8217;Italia cerca conferme, la Spagna ospita la Macedonia, l&#8217;Albania riceve Israele</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/qual-mondiali-litalia-cerca-conferme-la-spagna-ospita-la-macedonia-lalbania-riceve-israele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 09:13:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Nel quarto turno di Qualificazioni Mondiali, gli Azzurri fanno visita al Liechtenstein, numero 183 del ranking Fifa: obbligatorio vincere, convincere e fare tanti gol. Nel nostro gruppo, la Spagna ospita la Macedonia, l'Albania riceve Israele. Impegno già decisivo per il Galles, mentre Mandzukic e la Croazia affrontano l'Islanda</em></p>
<p>Questa sera a Vaduz alle ore 20:45 gli azzurri affronteranno il quarto impegno del gruppo G di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Ventura si aspetta una risposta importante dagli azzurri:<em>"Dopo il risultato contro il Liechtenstein sarà fondamentale la verifica della mentalità dei più giovani, capire cos'è una partita di qualificazione con la maglia della Nazionale, cosa occorre avere per essere protagonisti. Ci sarà una verifica superiore della crescita e della maturità dei giovani: niente è dovuto o regalato ma tutto quello che fai lo devi conquistare -spiega il mister nella conferenza stampa della vigilia-. La nostra è una squadra che per mille motivi ha fatto una infornata di giovani. Considero queste partite delle verifiche importanti, se non ci arrivi preparato vuol dire che non sei pronto per la Nazionale. Dovremo dimostrare la voglia di essere protagonisti e di crescere. Noi abbiamo fatto una infornata di giovani, chi non giocherà dovrà imparare da chi gioca la voglia, l'umiltà e la rabbia".</em></p>
<p>Gli Azzurri sono al secondo posto del raggruppamento, a pari punti con la Spagna (7) ma decisamente dietro in quanto a differenza reti (10 a 3 per gli iberici). Il ct Ventura ha dato fiducia ai tanti giovani che finora tanto bene hanno fatto in campionato. In campo si potrebbe vedere quel 4-2-4 tanto caro all'ex allenatore del Toro.</p>
<p><strong>Le probabili formazioni</strong><br />
Liechtenstein (4-5-1): Jehle; Rechsteiner, Polverino, Kaufmann, Burgmeier; Hasler, Wieser, Christen, M. Buchel, Salanovic; M. Buchel.<br />
Italia (4-4-2): Buffon; Zappacosta, Bonucci, Romagnoli, De Sciglio; Candreva, Verratti, De Rossi, Bonaventura; Immobile, Belotti. All.: Ventura</p>
<p><strong>Le statistiche</strong><br />
Questa è la prima volta che Liechtenstein e Italia si incontrano in un match ufficiale. Il Liechtenstein ha perso le prime tre partite del girone segnando un gol e subendone 12. L’Italia ha sempre subito gol nelle ultime sette trasferte (ben 10 negli ultimi 4 incontri esterni)</p>
<p><strong>LE ALTRE</strong> - Nelle altre gare la capolista del girone non vuole perdere colpi a Granada, contro la Macedonia. Cinque i precedenti, con altrettanti successi della Roja (15 gol fatti e appena 3 subiti). La squadra di Gianni De Biasi cerca di non perdere contatto dalle due grandi favorite del girone, Spagna e Italia, ricevendo a Elbasan Israele. La squadra di Gareth Bale è chiamata a vincere a Cardiff contro la Serbia, che la precede in classifica di due lunghezze (7-5). L'Austria di Alaba e Arnautovic, staccata di tre lunghezze dalla vetta, è costretta a vincere il match di Vienna per arginare la corsa dei verdi irlandesi e per rimettersi in carreggiata. A Tbilisi va in scena un derby tra ex Repubbliche Sovietiche, dove ci si gioca l'onore più che le possibilità di qualificarsi al Mondiale. La Georgia, che nell'ultimo turno ha fermato sul pareggio il Galles di Bale a Cardiff, parte favorita, nonostante la Moldavia abbia vinto la metà dei precedenti. La Croazia di Mandzukic al Maksimir di Zagabria ospita la rivelazione di Euro 2016, l'Islanda, che non ha mai battuto la Croazia, e non vuole smettere di stupire. Ad Antalya, la squadra di Fatih Terim ha la ghiotta opportunità di cogliere la prima vittoria di queste Qualificazioni contro il Kosovo mentre la squadra di Shevchenko cerca ad Odessa il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto sul Kosovo, nella speranza che Croazia e Islanda si annullino, per poter rientrare prepotentemente in corsa per la prima piazza del girone. La Finlandia, dal canto suo, ha fin qui deluso, cogliendo un solo punto, per di più contro i debuttanti kosovari.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/qual-mondiali-litalia-cerca-conferme-la-spagna-ospita-la-macedonia-lalbania-riceve-israele/">Qual. Mondiali: L&#8217;Italia cerca conferme, la Spagna ospita la Macedonia, l&#8217;Albania riceve Israele</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Nel quarto turno di Qualificazioni Mondiali, gli Azzurri fanno visita al Liechtenstein, numero 183 del ranking Fifa: obbligatorio vincere, convincere e fare tanti gol. Nel nostro gruppo, la Spagna ospita la Macedonia, l'Albania riceve Israele. Impegno già decisivo per il Galles, mentre Mandzukic e la Croazia affrontano l'Islanda</em>

Questa sera a Vaduz alle ore 20:45 gli azzurri affronteranno il quarto impegno del gruppo G di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Ventura si aspetta una risposta importante dagli azzurri:<em>"Dopo il risultato contro il Liechtenstein sarà fondamentale la verifica della mentalità dei più giovani, capire cos'è una partita di qualificazione con la maglia della Nazionale, cosa occorre avere per essere protagonisti. Ci sarà una verifica superiore della crescita e della maturità dei giovani: niente è dovuto o regalato ma tutto quello che fai lo devi conquistare -spiega il mister nella conferenza stampa della vigilia-. La nostra è una squadra che per mille motivi ha fatto una infornata di giovani. Considero queste partite delle verifiche importanti, se non ci arrivi preparato vuol dire che non sei pronto per la Nazionale. Dovremo dimostrare la voglia di essere protagonisti e di crescere. Noi abbiamo fatto una infornata di giovani, chi non giocherà dovrà imparare da chi gioca la voglia, l'umiltà e la rabbia".</em>

Gli Azzurri sono al secondo posto del raggruppamento, a pari punti con la Spagna (7) ma decisamente dietro in quanto a differenza reti (10 a 3 per gli iberici). Il ct Ventura ha dato fiducia ai tanti giovani che finora tanto bene hanno fatto in campionato. In campo si potrebbe vedere quel 4-2-4 tanto caro all'ex allenatore del Toro.

<strong>Le probabili formazioni</strong>
Liechtenstein (4-5-1): Jehle; Rechsteiner, Polverino, Kaufmann, Burgmeier; Hasler, Wieser, Christen, M. Buchel, Salanovic; M. Buchel.
Italia (4-4-2): Buffon; Zappacosta, Bonucci, Romagnoli, De Sciglio; Candreva, Verratti, De Rossi, Bonaventura; Immobile, Belotti. All.: Ventura

<strong>Le statistiche</strong>
Questa è la prima volta che Liechtenstein e Italia si incontrano in un match ufficiale. Il Liechtenstein ha perso le prime tre partite del girone segnando un gol e subendone 12. L’Italia ha sempre subito gol nelle ultime sette trasferte (ben 10 negli ultimi 4 incontri esterni)

<strong>LE ALTRE</strong> - Nelle altre gare la capolista del girone non vuole perdere colpi a Granada, contro la Macedonia. Cinque i precedenti, con altrettanti successi della Roja (15 gol fatti e appena 3 subiti). La squadra di Gianni De Biasi cerca di non perdere contatto dalle due grandi favorite del girone, Spagna e Italia, ricevendo a Elbasan Israele. La squadra di Gareth Bale è chiamata a vincere a Cardiff contro la Serbia, che la precede in classifica di due lunghezze (7-5). L'Austria di Alaba e Arnautovic, staccata di tre lunghezze dalla vetta, è costretta a vincere il match di Vienna per arginare la corsa dei verdi irlandesi e per rimettersi in carreggiata. A Tbilisi va in scena un derby tra ex Repubbliche Sovietiche, dove ci si gioca l'onore più che le possibilità di qualificarsi al Mondiale. La Georgia, che nell'ultimo turno ha fermato sul pareggio il Galles di Bale a Cardiff, parte favorita, nonostante la Moldavia abbia vinto la metà dei precedenti. La Croazia di Mandzukic al Maksimir di Zagabria ospita la rivelazione di Euro 2016, l'Islanda, che non ha mai battuto la Croazia, e non vuole smettere di stupire. Ad Antalya, la squadra di Fatih Terim ha la ghiotta opportunità di cogliere la prima vittoria di queste Qualificazioni contro il Kosovo mentre la squadra di Shevchenko cerca ad Odessa il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto sul Kosovo, nella speranza che Croazia e Islanda si annullino, per poter rientrare prepotentemente in corsa per la prima piazza del girone. La Finlandia, dal canto suo, ha fin qui deluso, cogliendo un solo punto, per di più contro i debuttanti kosovari.
						
						<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/qual-mondiali-litalia-cerca-conferme-la-spagna-ospita-la-macedonia-lalbania-riceve-israele/">Qual. Mondiali: L&#8217;Italia cerca conferme, la Spagna ospita la Macedonia, l&#8217;Albania riceve Israele</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>La triste parabola del Dnipro: dalla finale di Europa League all’eliminazione nella fase a gironi</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/la-triste-parabola-del-dnipro-dalla-finale-di-europa-league-alleliminazione-nella-fase-a-gironi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 10:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Offside]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><strong>La sconfitta con la Lazio ha sancito l’eliminazione dei finalisti della scorsa Europa League e ha aperto ufficialmente la crisi della squadra di Markevych</strong></p>
<p>Con la netta sconfitta di giovedì scorso allo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio, il Dnipro ha detto mestamente addio all’Europa League. Cosa è successo ad una squadra capace solo qualche mese fa di arrivare, tra lo stupore generale, ad un passo dalla conquista della prestigiosa competizione europea? Il primo campanello d’allarme era già suonato a metà luglio quando, nella prima giornata del campionato ucraino, soltanto una rete di Bezus nei minuti finali aveva permesso di agguantare un sofferto pari in casa del modesto Hoverla Uzhhorod. Proprio quando la sconfitta casalinga contro i campioni uscenti della Dinamo Kiev ed il pareggio in casa del Vorskla Poltava avevano ormai gettato più di qualche ombra sulle aspirazioni di vertice della società, è arrivata la vittoria in trasferta contro l’attuale capolista, lo Shakhtar Donetsk. La squadra sembrava essersi ritrovata all’improvviso, con i guantoni di Boyko e l’esperienza di Douglas Silva a proteggere la difesa, la classe di capitan Rotan a guidare il centrocampo ed il fiuto del gol di bomber Seleznyov. Il pareggio acciuffato in casa contro la Lazio, lottando con grande tenaciafino all’ultimo secondo di gioco, e la convincente vittoria contro i campioni norvegesi del Rosenborg lasciavano ben sperare. D’altronde il Saint Etienne sarebbe dovuto essere un avversario tranquillamente alla portata dei vicecampioni della competizione: nella fase gironi della scorsa Europa League, non più di un anno fa, gli ucraini avevano pareggiato a reti inviolate nella Loira e, alla Dnipro Arena, avevano conquistato l’accesso ai sedicesimi di finale regolando i francesi per 1-0. Ed invece, nel momento in cui il Dnipro sembrava aver di nuovo ingranato la marcia giusta grazie ad una serie di risultati positivi tra campionato e coppa, il 28 Ottobre tra le mura amiche succede l’inaspettato: una rete di Hamouma porta in vantaggio il Saint Etienne e i padroni di casa non riescono più a rientrare in partita. Andrà addirittura peggio nella gara di ritorno in terra francese: Monnet-Paquet, Beric e lo stesso Hamouma seppelliscono la squadra di Markevych, che rimane ancora una volta senza reti all’attivo. Con la Lazio bisognava vincere e sperare in una contemporanea serata storta del Saint Etienne nel gelo di Trondheim: il pareggio di Bruno Gama ha illuso soltanto gli ospiti, che a fine gara non potevano affatto recriminare per il 3-1 con cui gli uomini di Stefano Pioli hanno guadagnato matematicamente la qualificazione ed eliminato i finalisti della scorsa edizione. In campionato le cose non vanno affatto meglio: i pareggi contro l’Olimpik Donetsk e il Chernomorets Odessa, due squadre di bassa classifica, e l’ultima sconfitta casalinga con un eloquente 0-2 contro il Vorskla Poltava hanno fatto scivolare il Dnipro in quarta posizione. I dodici punti di distacco dalla vetta, occupata dallo Shakhtar Donetsk e dalla Dinamo Kiev, sembrano ormai irrecuperabili. Ma quello che più preoccupa, insieme alla totale involuzione di gioco delle ultime settimane, è che senza un cambio di rotta potrebbe essere a rischio anche la qualificazione alla prossima Europa League: passare per i turni preliminari non è mai facile e, se lo Zorya terzo in classifica dista solo tre punti, identico è il margine proprio sulla squadra di Poltava. Un’eventuale quinto posto, in mancanza di buone notizie provenienti dalla coppa nazionale, significherebbe addio all’Europa nella prossima stagione. Proviamo dunque ad analizzare le cause della crisidella squadra di Dnipropetrovsk.</p>
<p><strong>IL MERCATO ESTIVO FALLIMENTARE</strong></p>
<p>Senza dubbio la squadra è uscita indebolita dall’ultima sessione estiva di calciomercato. Il fantasista della Nazionale ucraina YehvenKonoplyanka, protagonista assoluto della cavalcata europea del Dnipro, ha firmato un contratto di 4 anni con il Siviglia, con una clausola rescissoria di ben 40 milioni di euro. Il forte attaccante croato Nikola Kalinic, in questa prima metà di stagione,sta facendo le fortune della Fiorentina, rivelandosi uno dei centravanti più profilici del campionato italiano: si è trattato di un’operazione di circa 5 milioni di euro complessivi, di cui uno per il prestito oneroso e la restante cifra per l’eventuale riscatto al termine del campionato. Il capitano della Nazionale georgiana JabaKankava, colonna per tante stagioni del centrocampo della squadra ucraina, ha voluto fare un’esperienza nel campionato francese, accasandosi al Reims. Queste tre cessioni pesano ancora oggi come un macigno perché non sono state minimamente rimpiazzate. La casella degli acquisti è impietosa: Anderson Pico dal Flamengo, Ivan Tomecak dal Rijeka, Michel Babatunde dal VolynLutsk, EdmarGolovsky dal Metalist Kharkiv, John JairoRuiz dal Lille, Danilo dal Metalurh Donetsk. Tutti arrivati in prestito o a parametro zero. Neanche uno al momento è titolare fisso nell’undici di MyronMarkevych. Se poi non si riesce neanche a far firmare un nuovo contratto a un talento come Konoplyanka per monetizzarne la sicura cessione dopo la finale persa contro il Siviglia, ci si tira davvero la zappa sui piedi.</p>
<p><strong>GLI INTERESSI DEL PRESIDENTE KOLOMOYSKYI</strong></p>
<p>Il presidente del Dnipro è IhorKolomoyskyi, capo della PrivatBank, il maggior gruppo bancario ucraino attraverso il quale controlla i settori strategici del Paese ed il mondo della televisione (<strong>l’emittente nazionale Channel 1+1, quella regionale Privat-Tv e l’agenzia Unian</strong>). Secondo Forbes ha un patrimonio stimato in 1,8 miliardi di dollari. Fedele dapprima a Leonid Kuchma, il secondo presidente ucraino (per circa un decennio), avrebbe in seguito appoggiato Iulia Timoshenko, che in cambio con le sue decisioni politiche avrebbe avuto più di un occhio di riguardo per la PrivatBank. All’appoggio alla rivoluzione arancione è poi seguito il sostegno economico alla campagna elettorale del premier filo-russo Viktor Yanukovich.Infine, ecco la svolta “patriottica”: subito dopo la rivoluzione del Maidan, ha assunto la carica di governatore dell’oblast della sua città di origine, Dnipropetrovsk, e ha finanziato personalmente l’istituzione dei battaglioni Dnipro e Dnipro 1, che hanno contribuito in maniera senz’altro decisiva a tenere la guerra lontana dalla regione. Il suo potere con il passare del tempo è però talmente aumentato, al punto che i rapporti con Kiev sono diventati sempre più tesi. In particolar modo si è assistito a un deterioramento delle relazioni con il nuovo premier ucraino Petro Poroshenko, soprattutto quando il governo ha cominciato a diventare sempre più traballante a causa della guerra e della crisi economica. Non è un caso che, con un’abile manovra legislativa, Poroshenko abbia affidato le sorti della società Ukranafta, la principale compagnia del Paese nel settore energetico, allo Stato, evitando che l’oligarca ucraino, proprietario del 40% delle quote, potesse attuare da solo tutte le decisioni più importanti. Nello scorso marzo, dopo un braccio di ferro durato alcune settimane, il presidente ucraino ha formalizzato le dimissioni di Kolomoyskyi dalla carica di governatore dell’oblast di Dnipropetrovsk, la regione in cui è concentrata l’industria del Paese al confine occidentale con Donetsk. In molti temono che adesso l’oligarca, che ha già parlato a più riprese della necessità di una riconciliazione con i leader separatisti di Luhansk e Donetsk, possa voltare le spalle al potere centrale di Kiev.</p>
<p>Uno dei fiori all’occhiello del club è la Dnipro Arena, costata al patron circa 65 milioni di euro. Per vincere il primo campionato ucraino della storia del club e spezzare il dominio della Dinamo Kiev e dello Shakhtar Donetsk avere uno stadio di proprietà e all’avanguardia è certamente un ottimo punto di partenza ma da solo non è sufficiente. Figuriamoci per affermarsi stabilmente nelle competizioni europee e non lasciare che la finale di Europa League rimanga soltanto una fortunata ed isolata parentesi. Occorre una rosa competitiva su entrambi i fronti e un continuo ricambio di elementi di qualità per sopperire alle inevitabili cessioni dei calciatori più talentuosi verso campionati più appetibili di quello ucraino. Ma gli investimenti in politica richiedono tanto tempo e tanto denaro, vero mister Kolomoyskyi?</p>
<p><strong>IL MORALE A TERRA</strong></p>
<p>Non dev’essere stato affatto facile passare, nel giro di qualche mese, dalla finale di Europa League, persa 3-2 con il Siviglia, all’eliminazione nella fase a gironi con un turno d’anticipo e al quarto posto in campionato a dodici punti di distanza dalla vetta. Il morale del gruppo è ai minimi storici, come ben sintetizzavano le parole dell’attaccante Yehven Seleznyov, subito dopo aver segnato la rete del pareggio a pochi secondi dal fischio finale nell’esordio stagionale nella competizione europea contro la Lazio: “In questo periodo ci sono problemi tra me ed il club. Ne ho parlato con loro, la mia pazienza potrebbe avere una fine prima o poi. Non è un problema collegato con la squadra, è personale. Per questo motivo, è stato difficile per me trovare le motivazioni per la partita contro la Lazio. Ho fatto fatica a scendere in campo, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale”.I problemi di Seleznyov sono gli stessi dei suoi compagni: se non si riesce a gioire neanche dopo aver acciuffato un risultato importante allo scadere di una partita internazionale, vuol dire evidentemente che le motivazioni siano venute meno.Tutti i calciatori sono consapevoli che probabilmente con la finale dello scorso maggio si sia andato ben oltre quei limiti di cui le reali capacità tecniche ed economiche della squadra ucraina non possono non tener conto e che ripetere un’impresa simile sarà alquanto improbabile, se non impossibile, almeno nell’immediato futuro. Per questo motivo nelle prossime settimane la rosa potrebbe perdere anche qualche altro nome di spicco: su tutti il difensore brasiliano Douglas Silva Bacelar, in scadenza di contratto, potrebbe trasferirsi nel campionato italiano ed è dato molto vicino proprio ai biancocelesti.</p>
<p>Adesso occorre necessariamente salvare la stagione, arrivando tra le prime quattro del campionato ucraino per qualificarsi alla prossima Europa League, e magari puntando anche a togliersi qualche soddisfazione nella coppa nazionale. Non bisogna perdere la testa perché il tempo a disposizione per progettare la riscossa non manca. La pausa invernale è alle porte e magari Kolomoyskyi si travestirà da Babbo Natale, portando sotto l’albero quegli innesti che servirebbero come il pane, anche solo per riaccendere un po’ di entusiasmo nell’ambiente. Altrimenti è meglio che si dedichi completamente agli affari e alla politica. I tifosi hanno già spedito la letterina: “Caro Presidente, se hai a cuore il Dnipro, prendere o lasciare”.</p>
<p><em><strong>Lorenzo D’Ilario</strong></em></p>
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Con la netta sconfitta di giovedì scorso allo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio, il Dnipro ha detto mestamente addio all’Europa League. Cosa è successo ad una squadra capace solo qualche mese fa di arrivare, tra lo stupore generale, ad un passo dalla conquista della prestigiosa competizione europea? Il primo campanello d’allarme era già suonato a metà luglio quando, nella prima giornata del campionato ucraino, soltanto una rete di Bezus nei minuti finali aveva permesso di agguantare un sofferto pari in casa del modesto Hoverla Uzhhorod. Proprio quando la sconfitta casalinga contro i campioni uscenti della Dinamo Kiev ed il pareggio in casa del Vorskla Poltava avevano ormai gettato più di qualche ombra sulle aspirazioni di vertice della società, è arrivata la vittoria in trasferta contro l’attuale capolista, lo Shakhtar Donetsk. La squadra sembrava essersi ritrovata all’improvviso, con i guantoni di Boyko e l’esperienza di Douglas Silva a proteggere la difesa, la classe di capitan Rotan a guidare il centrocampo ed il fiuto del gol di bomber Seleznyov. Il pareggio acciuffato in casa contro la Lazio, lottando con grande tenaciafino all’ultimo secondo di gioco, e la convincente vittoria contro i campioni norvegesi del Rosenborg lasciavano ben sperare. D’altronde il Saint Etienne sarebbe dovuto essere un avversario tranquillamente alla portata dei vicecampioni della competizione: nella fase gironi della scorsa Europa League, non più di un anno fa, gli ucraini avevano pareggiato a reti inviolate nella Loira e, alla Dnipro Arena, avevano conquistato l’accesso ai sedicesimi di finale regolando i francesi per 1-0. Ed invece, nel momento in cui il Dnipro sembrava aver di nuovo ingranato la marcia giusta grazie ad una serie di risultati positivi tra campionato e coppa, il 28 Ottobre tra le mura amiche succede l’inaspettato: una rete di Hamouma porta in vantaggio il Saint Etienne e i padroni di casa non riescono più a rientrare in partita. Andrà addirittura peggio nella gara di ritorno in terra francese: Monnet-Paquet, Beric e lo stesso Hamouma seppelliscono la squadra di Markevych, che rimane ancora una volta senza reti all’attivo. Con la Lazio bisognava vincere e sperare in una contemporanea serata storta del Saint Etienne nel gelo di Trondheim: il pareggio di Bruno Gama ha illuso soltanto gli ospiti, che a fine gara non potevano affatto recriminare per il 3-1 con cui gli uomini di Stefano Pioli hanno guadagnato matematicamente la qualificazione ed eliminato i finalisti della scorsa edizione. In campionato le cose non vanno affatto meglio: i pareggi contro l’Olimpik Donetsk e il Chernomorets Odessa, due squadre di bassa classifica, e l’ultima sconfitta casalinga con un eloquente 0-2 contro il Vorskla Poltava hanno fatto scivolare il Dnipro in quarta posizione. I dodici punti di distacco dalla vetta, occupata dallo Shakhtar Donetsk e dalla Dinamo Kiev, sembrano ormai irrecuperabili. Ma quello che più preoccupa, insieme alla totale involuzione di gioco delle ultime settimane, è che senza un cambio di rotta potrebbe essere a rischio anche la qualificazione alla prossima Europa League: passare per i turni preliminari non è mai facile e, se lo Zorya terzo in classifica dista solo tre punti, identico è il margine proprio sulla squadra di Poltava. Un’eventuale quinto posto, in mancanza di buone notizie provenienti dalla coppa nazionale, significherebbe addio all’Europa nella prossima stagione. Proviamo dunque ad analizzare le cause della crisidella squadra di Dnipropetrovsk.

<strong>IL MERCATO ESTIVO FALLIMENTARE</strong>

Senza dubbio la squadra è uscita indebolita dall’ultima sessione estiva di calciomercato. Il fantasista della Nazionale ucraina YehvenKonoplyanka, protagonista assoluto della cavalcata europea del Dnipro, ha firmato un contratto di 4 anni con il Siviglia, con una clausola rescissoria di ben 40 milioni di euro. Il forte attaccante croato Nikola Kalinic, in questa prima metà di stagione,sta facendo le fortune della Fiorentina, rivelandosi uno dei centravanti più profilici del campionato italiano: si è trattato di un’operazione di circa 5 milioni di euro complessivi, di cui uno per il prestito oneroso e la restante cifra per l’eventuale riscatto al termine del campionato. Il capitano della Nazionale georgiana JabaKankava, colonna per tante stagioni del centrocampo della squadra ucraina, ha voluto fare un’esperienza nel campionato francese, accasandosi al Reims. Queste tre cessioni pesano ancora oggi come un macigno perché non sono state minimamente rimpiazzate. La casella degli acquisti è impietosa: Anderson Pico dal Flamengo, Ivan Tomecak dal Rijeka, Michel Babatunde dal VolynLutsk, EdmarGolovsky dal Metalist Kharkiv, John JairoRuiz dal Lille, Danilo dal Metalurh Donetsk. Tutti arrivati in prestito o a parametro zero. Neanche uno al momento è titolare fisso nell’undici di MyronMarkevych. Se poi non si riesce neanche a far firmare un nuovo contratto a un talento come Konoplyanka per monetizzarne la sicura cessione dopo la finale persa contro il Siviglia, ci si tira davvero la zappa sui piedi.

<strong>GLI INTERESSI DEL PRESIDENTE KOLOMOYSKYI</strong>

Il presidente del Dnipro è IhorKolomoyskyi, capo della PrivatBank, il maggior gruppo bancario ucraino attraverso il quale controlla i settori strategici del Paese ed il mondo della televisione (<strong>l’emittente nazionale Channel 1+1, quella regionale Privat-Tv e l’agenzia Unian</strong>). Secondo Forbes ha un patrimonio stimato in 1,8 miliardi di dollari. Fedele dapprima a Leonid Kuchma, il secondo presidente ucraino (per circa un decennio), avrebbe in seguito appoggiato Iulia Timoshenko, che in cambio con le sue decisioni politiche avrebbe avuto più di un occhio di riguardo per la PrivatBank. All’appoggio alla rivoluzione arancione è poi seguito il sostegno economico alla campagna elettorale del premier filo-russo Viktor Yanukovich.Infine, ecco la svolta “patriottica”: subito dopo la rivoluzione del Maidan, ha assunto la carica di governatore dell’oblast della sua città di origine, Dnipropetrovsk, e ha finanziato personalmente l’istituzione dei battaglioni Dnipro e Dnipro 1, che hanno contribuito in maniera senz’altro decisiva a tenere la guerra lontana dalla regione. Il suo potere con il passare del tempo è però talmente aumentato, al punto che i rapporti con Kiev sono diventati sempre più tesi. In particolar modo si è assistito a un deterioramento delle relazioni con il nuovo premier ucraino Petro Poroshenko, soprattutto quando il governo ha cominciato a diventare sempre più traballante a causa della guerra e della crisi economica. Non è un caso che, con un’abile manovra legislativa, Poroshenko abbia affidato le sorti della società Ukranafta, la principale compagnia del Paese nel settore energetico, allo Stato, evitando che l’oligarca ucraino, proprietario del 40% delle quote, potesse attuare da solo tutte le decisioni più importanti. Nello scorso marzo, dopo un braccio di ferro durato alcune settimane, il presidente ucraino ha formalizzato le dimissioni di Kolomoyskyi dalla carica di governatore dell’oblast di Dnipropetrovsk, la regione in cui è concentrata l’industria del Paese al confine occidentale con Donetsk. In molti temono che adesso l’oligarca, che ha già parlato a più riprese della necessità di una riconciliazione con i leader separatisti di Luhansk e Donetsk, possa voltare le spalle al potere centrale di Kiev.

Uno dei fiori all’occhiello del club è la Dnipro Arena, costata al patron circa 65 milioni di euro. Per vincere il primo campionato ucraino della storia del club e spezzare il dominio della Dinamo Kiev e dello Shakhtar Donetsk avere uno stadio di proprietà e all’avanguardia è certamente un ottimo punto di partenza ma da solo non è sufficiente. Figuriamoci per affermarsi stabilmente nelle competizioni europee e non lasciare che la finale di Europa League rimanga soltanto una fortunata ed isolata parentesi. Occorre una rosa competitiva su entrambi i fronti e un continuo ricambio di elementi di qualità per sopperire alle inevitabili cessioni dei calciatori più talentuosi verso campionati più appetibili di quello ucraino. Ma gli investimenti in politica richiedono tanto tempo e tanto denaro, vero mister Kolomoyskyi?

<strong>IL MORALE A TERRA</strong>

Non dev’essere stato affatto facile passare, nel giro di qualche mese, dalla finale di Europa League, persa 3-2 con il Siviglia, all’eliminazione nella fase a gironi con un turno d’anticipo e al quarto posto in campionato a dodici punti di distanza dalla vetta. Il morale del gruppo è ai minimi storici, come ben sintetizzavano le parole dell’attaccante Yehven Seleznyov, subito dopo aver segnato la rete del pareggio a pochi secondi dal fischio finale nell’esordio stagionale nella competizione europea contro la Lazio: “In questo periodo ci sono problemi tra me ed il club. Ne ho parlato con loro, la mia pazienza potrebbe avere una fine prima o poi. Non è un problema collegato con la squadra, è personale. Per questo motivo, è stato difficile per me trovare le motivazioni per la partita contro la Lazio. Ho fatto fatica a scendere in campo, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale”.I problemi di Seleznyov sono gli stessi dei suoi compagni: se non si riesce a gioire neanche dopo aver acciuffato un risultato importante allo scadere di una partita internazionale, vuol dire evidentemente che le motivazioni siano venute meno.Tutti i calciatori sono consapevoli che probabilmente con la finale dello scorso maggio si sia andato ben oltre quei limiti di cui le reali capacità tecniche ed economiche della squadra ucraina non possono non tener conto e che ripetere un’impresa simile sarà alquanto improbabile, se non impossibile, almeno nell’immediato futuro. Per questo motivo nelle prossime settimane la rosa potrebbe perdere anche qualche altro nome di spicco: su tutti il difensore brasiliano Douglas Silva Bacelar, in scadenza di contratto, potrebbe trasferirsi nel campionato italiano ed è dato molto vicino proprio ai biancocelesti.

Adesso occorre necessariamente salvare la stagione, arrivando tra le prime quattro del campionato ucraino per qualificarsi alla prossima Europa League, e magari puntando anche a togliersi qualche soddisfazione nella coppa nazionale. Non bisogna perdere la testa perché il tempo a disposizione per progettare la riscossa non manca. La pausa invernale è alle porte e magari Kolomoyskyi si travestirà da Babbo Natale, portando sotto l’albero quegli innesti che servirebbero come il pane, anche solo per riaccendere un po’ di entusiasmo nell’ambiente. Altrimenti è meglio che si dedichi completamente agli affari e alla politica. I tifosi hanno già spedito la letterina: “Caro Presidente, se hai a cuore il Dnipro, prendere o lasciare”.

<em><strong>Lorenzo D’Ilario</strong></em><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/la-triste-parabola-del-dnipro-dalla-finale-di-europa-league-alleliminazione-nella-fase-a-gironi/">La triste parabola del Dnipro: dalla finale di Europa League all’eliminazione nella fase a gironi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Euro 2016: Alla Svezia il primo round, l&#8217;Ucraina ipoteca la qualificazione</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/euro-2016-alla-svezia-il-primo-round-lucraina-ipoteca-la-qualificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 22:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2016]]></category>
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		<category><![CDATA[ibrahimovic]]></category>
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		<category><![CDATA[Zlatan Ibrahimovic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>La Svezia vince 2-1 il match d'andata, Jorgensen nel finale riapre il discorso. Slovenia sconfitta 2-0 nell'andata del playoff per Francia 2016.</p>
<p><strong>SVEZIA-DANIMARCA 2-1</strong><br />
Alla Friends Arena di Solna, nell'andata dei playoff per Euro 2016, la Svezia batte 2-1 la Danimarca. I padroni di casa passano in vantaggio nel primo tempo con Forsberg e raddoppiano a inizio ripresa con un rigore siglato da Zlatan Ibrahimovic. Quando ormai la Svezia sembrava in pieno controllo del match ecco il gol danese di Jorgensen che riapre i conti in vista della qualificazione. Martedì a Copenaghen il ritorno.</p>
<p><strong>UCRAINA-SLOVENIA 2-0</strong><br />
L'Ucraina compie un grosso passo avanti verso gli Europei. La Slovenia è stata infatti sconfitta 2-0 nell'andata del playoff. Yarmolenko ha sbloccato il risultato al 23' mentre Seleznyov al 54' ha superato per la seconda volta l'interista Handanovic, che ha comunque evitato il tris avversario nel finale. Niente da fare per Ilicic, che ha solo sfiorato la rete che avrebbe cambiato e di molto la situazione in vista del ritorno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/euro-2016-alla-svezia-il-primo-round-lucraina-ipoteca-la-qualificazione/">Euro 2016: Alla Svezia il primo round, l&#8217;Ucraina ipoteca la qualificazione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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<strong>SVEZIA-DANIMARCA 2-1</strong>
Alla Friends Arena di Solna, nell'andata dei playoff per Euro 2016, la Svezia batte 2-1 la Danimarca. I padroni di casa passano in vantaggio nel primo tempo con Forsberg e raddoppiano a inizio ripresa con un rigore siglato da Zlatan Ibrahimovic. Quando ormai la Svezia sembrava in pieno controllo del match ecco il gol danese di Jorgensen che riapre i conti in vista della qualificazione. Martedì a Copenaghen il ritorno.

<strong>UCRAINA-SLOVENIA 2-0</strong>
L'Ucraina compie un grosso passo avanti verso gli Europei. La Slovenia è stata infatti sconfitta 2-0 nell'andata del playoff. Yarmolenko ha sbloccato il risultato al 23' mentre Seleznyov al 54' ha superato per la seconda volta l'interista Handanovic, che ha comunque evitato il tris avversario nel finale. Niente da fare per Ilicic, che ha solo sfiorato la rete che avrebbe cambiato e di molto la situazione in vista del ritorno.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/euro-2016-alla-svezia-il-primo-round-lucraina-ipoteca-la-qualificazione/">Euro 2016: Alla Svezia il primo round, l&#8217;Ucraina ipoteca la qualificazione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Allo Shakhtar il derby d&#8217;Ucraina e aggancio in vetta alla Dinamo</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/allo-shakhtar-il-derby-ducraina-e-aggancio-in-vetta-alla-dinamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 16:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Offside]]></category>
		<category><![CDATA[dinamo kiev]]></category>
		<category><![CDATA[shakhtar donetsk]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Nel Derby d’Ucraina clamorosa vittoria dello Shakhtar, che raggiunge al primo posto i rivali della Dinamo</em></p>
<p><strong>La partita</strong> - Dominio assoluto per tutti i novanta minuti da parte dello Shakhtarnell’atteso confronto dell’undicesima giornata di campionato con la Dinamo Kiev. Sin dai primi minuti di garai minatori si fanno vivi con insistenza dalle parti di Shovkovskiygrazie alle scorribande offensive dell’imprendibile Bernard. Al 6’ il brasiliano se ne va sulla sinistra in area di rigore e serve l’accorrente Gladkyj, la cui conclusione a botta sicura si infrange contro un difensore e viene deviata in angolo. Al 12’ il copione non cambia: ancora Bernard penetra sulla sinistra e regala un assist a Fred, che si lascia respingere il tiro del vantaggio da un provvidenziale intervento difensivo “a corpo morto”. Al 14’ prima e unica occasione da rete della Dinamo targata Yarmolenko: stavolta è bravissimo Pyatov a mettere i pugni e spedire il pallone in calcio d’angolo. Al 41’ arriva la rete del vantaggio ospite: una veloce ripartenza dello Shakhtar sfocia in un formidabile uno-due tra Marlos e Bernard, con il primo che, dagli undici metri, deve soltanto appoggiare il pallone alla sinistra dell’incolpevole Shovkovskiy. All’inizio della seconda frazione di gioco la Dinamo prova uno sterile possesso palla per cercare di rientrare in partita ma sono sempre gli ospiti a pungere in contropiede. Al 59’ lo Shakhtar raddoppia meritatamente le marcature. Dalla destra il capitano Srna mette in mezzo e il pallone giunge a Marlos, che viene murato da Danilo Silva: il pallone rimbalza proprio tra le gambe di Alex Teixeira e per il capocannoniere del campionato è un gioco da ragazzi depositare il pallone in rete da due passi. Al 67’ Alex Teixeira, ben imbeccato da Gladkyj, si rende protagonista di una vera e propria cavalcata sulla sinistra e con un destro a giro sul secondo palo firma la sua doppietta personalee la rete della sicurezza per la squadra dei minatori. Lo Shakhtar da lì in poi controlla in scioltezza il risultato e la Dinamo si innervosisce: a farne le spese è l’opaco DerlisGonzalez, che viene espulso per doppia ammonizione nel finale di gara. Con questa vittoria lo Shakhtar si ritrova virtualmente al primo posto: con 28 punti in 11 partite ha lo stesso ruolino di marcia della Dinamo ma la differenza reti, in questo momento, premierebbe la squadra di Donetsk.</p>
<p><strong>Il tabellino</strong><br />
<strong> Dinamo Kiev - Shakhtar Donetsk 0 - 3</strong></p>
<p>Dinamo: Shovkovskiy, Antunes, Vida, Dragovic, Danilo Silva, Sydorchuk, Garmash (Buyalskyy, 64’), Miguel Veloso (Belanda, 72’), Gusev (DerlisGonzález, 46’), Yarmolenko, Junior Moraes.<br />
Shakhtar:Pyatov, Ismaily, Kucher, Rakitskiy, Srna (Dentinho, 84’), Stepanenko, Fred, Marlos (Kovalenko, 76’), Bernard (Wellington Nem, 76’), AlexTeixeira, Gladkyj.</p>
<p>Reti:Marlos41’, Alex Teixeira 59’, Alex Teixeira 67’<br />
Ammoniti: AlexTeixiera 3’, DerlisGonzález 57’, Danilo Silva 77’, Belanda 79, Sydorchuk 91’Espulso:DerlisGonzález 89’ (per doppia ammonizione)</p>
<p><strong>Le interviste</strong><br />
“Questo è il calcio, abbiamo perso perché lo Shakhtar è stato più forte di noi sotto tutti i punti di vista, dobbiamo riconoscerlo. E’ mancato il gruppo ed è la prima volta che capita da quando Rebrov lavora con la squadra, ognuno ha giocato per sé e questo è il risultato”, così il patron della Dinamo Igor Surkis al termine della gara. Dello stesso avviso il tecnico SerhiyRebrov: “Purtroppo oggi abbiamo perso meritatamente. Voglio soltanto chiedere scusa ai tifosi. Anche i giocatori sono sconvolti e nessuno si aspettava una partita del genere. Comunque la stagione è lunga e in questo senso non è accaduto niente di terribile. Abbiamo gli stessi punti dello Shakhtar ed è meglio perdere una volta con il punteggio di 3 a 0 piuttosto che tre volte per 1 a 0”. Ottimista per il futuro il centrocampista SerhiySydorchuk: “Speriamo che questa sconfitta ci serva da lezione per il futuro e che un risultato simile non accada mai più. Sono convinto che la differenza tra le due squadre non sia certo quella evidenziata dal passivo finale”. Grande soddisfazione da parte di Mircea Lucescu, lo storico tecnico dello Shakhtar: “Avremmo potuto segnare anche più gol. Sono davvero soddisfatto per il gioco espresso dalla mia squadra. Non mi sono piaciute tante dichiarazioni alla vigilia secondo cui eravamo più deboli della Dinamo e credo che abbiamo dimostrato a tutti la nostra forza. Stavolta siamo stati molto più attenti e raccolti in difesa rispetto alle partite con il Real e il PSG e abbiamo spento sul nascere il gioco della Dinamo”. I migliori in campo sono stati senza ombra di dubbio i brasiliani Bernard e Alex Teixiera, capocannoniere indiscusso al sedicesimo gol in campionato. Queste le parole di Alex Teixeira: “Fin dall’inizio della partita abbiamo avuto un sacco di occasioni per andare a rete. Abbiamo preparato al meglio la gara e sapevamo benissimo quello che ci serviva per vincere. La vittoria di oggi è importantissima per la nostra stagione e ci tengo a congratularmi con tutta la squadra”. Felicissimo anche il fantasista Bernard, la vera sorpresa dell’incontro: “Il mister ha detto che è stata la mia migliore partita con lo Shakhtar e sono d’accordo con lui. Questo risultato è il frutto del lavoro in allenamento e dimostra tutte le potenzialità che abbiamo se restiamo sempre concentrati e prepariamo bene ogni partita”. Il capitano DarijoSrna analizza con saggezza la situazione: “Se avessimo perso oggi ci sarebbe stato un divario di sei punti tra noi e loro in classifica: era la nostra ultima occasione per guadagnare la vetta e l’abbiamo sfruttata al massimo giocando una delle migliori partite della storia dello Shakhtar contro la Dinamo”.</p>
<p><strong>Il punto interrogativo</strong><br />
In vista del prossimo turno di Champions League, quando lo Shakhtar dovrà vedersela con gli svedesi del Malmoe e la Dinamo con il Chelsea di Mourinho, la Federazione Ucraina ha deciso di anticipare il “derby d’Ucraina” al venerdì sera. Ovviamente lo scopo era quello di consentire alle due squadre di preparare con la massima calma le sfide europee e recuperare pienamente le forze per farsi trovare pronte in queste due partite che saranno sicuramente decisive per il cammino dei club ucraini nella più importante competizione europea. Al tempo stesso, però, l’aver messo la partita in un giorno lavorativo ha fatto registrare un “antirecord” nella storia del match più atteso dell’anno: solamente 32.794 spettatori sono accorsi allo Stadio Olimpico di Kiev, che può contenerne circa 700000 e per questo tipo di partite solitamente registra il “sold out”. Con ogni probabilità giocare di sabato sarebbe stato più opportuno.</p>
<p><strong>Lo scandalo del giorno</strong><br />
Al termine della gara, dopo il rituale scambio di maglie tra i calciatori, il centrocampista della Dinamo Andriy Yarmolenko ha gettato a terra sul terreno di gioco la maglietta appena ricevuta dal calciatore dello Shakhtar Taras Stepanenko, prima di rientrare negli spogliatoi. Così il leader della Dinamo e della Nazionale ucraina ha commentato l’episodio: “Non è come sembra. Ho poggiato la maglia a terra per andare a ringraziare i nostri tifosi per il sostegno e poi, travolto dalle emozioni, mi sono semplicemente dimenticato di riprenderla. Non credo che Taras si sia offeso, comunque lo chiamerò per spiegargli che il gesto non è stato affatto volontario”.</p>
<p><strong>Uno sguardo al passato</strong><br />
Dinamo Kiev-Shakhtar Donetsk è sempre stato il “derby d’Ucraina”, la sfida calcistica tra le due squadre principali del campionato ucraino di calcio. Nel 1978 e nel 1985, ancor prima dell’indipendenza del Paese, le due squadre si affrontavano nella finale di Coppa Sovietica: entrambi i confronti sono stati vinti di misura dalla squadra della capitale. Se la Dinamo, con i suoi tredici scudetti vinti nel campionato sovietico, è passata alla storia come la squadra più titolata dell’ex URSS, lo Shakhtar godeva in quegli anni la fama di squadra temibile in coppa. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la nascita del campionato ucraino nel 1992, la Dinamo, ad eccezione della prima stagione in cui, a sorpresa, ha lasciato lo scettro al Tavriya Simferopoli, ha inanellato una striscia di nove vittorie consecutive, manifestando una netta superiorità nei confronti dei rivali della città di Donetsk. Il 7 Aprile 2001 segna uno spartiacque fondamentale nella storia della partita più attesa dell’anno. In vantaggio grazie a OleksandrMelashchenko, la Dinamo si fa raggiungere e superare a inizio ripresa dal nigeriano Julius Aghahowa e dal senegalese AssanNdiaye. Lo Shakhtar acquista con questa vittoria la consapevolezza di poter insediare il dominio della Dinamo e l’anno seguente vincerà il primo titolo nazionale con Nevio Scala in panchina. Il 26 maggio 2002 le due squadre si affrontano per la prima volta in Coppa d’Ucraina nell’attesissima finale: lo Shakhtar, che aveva appena conquistato lo scudetto strappandolo alla Dinamo, conquista anche la coppa davanti a 81.000 tifosi (di cui 30.000 arrivati da Donetsk). A partire da quella stagione il derby d’Ucraina si farà sempre più acceso, combattuto ed equilibrato. Il 6 novembre 2006 il referto dell’arbitro portoghese Paulo Costa - la sfida era troppo sentita per poter esser affidata ad un “fischietto” ucraino – a fine partita dipingeva un vero e proprio bollettino di guerra: nove cartellini gialli e quattro rossi, tra cui quello rifilato all’attaccante della Dinamo ArtemMilevskiy e al difensore dello ShakhtarDmytroChygrynskiy (entrambi tra i calciatori più rappresentativi della Nazionale), allo storico capitano dello ShakhtarDarijoSrna, nonché l’allontanamento del tecnico ospite Mircea Lucescu.</p>
<p>Se dal 1993 al 2001 la squadra di Kiev è riuscita nell’impresa di vincere nove campionati consecutivi (dalla stagione 1996/1997 alla stagione 2000/2001 la seconda piazza era sempre appannaggio dei rivali arancioneri), dalla stagione 2001/2002 ad oggi la musica è decisamente cambiata: nove campionati sono stati vinti dallo Shakhtar e soltanto cinque dalla Dinamo, che nel 2012/2013 e nel 2013/2014 ha mancato addirittura l’appuntamento con il secondo posto. Il 17 maggio 2015, grazie alla vittoria per 1-0 sul Dnipro, la Dinamo è tornata a vincere il campionato, il quattordicesimo della sua gloriosa storia e il primo dopo cinque anni di dominio dello Shakhtar di Lucescu. Comunque Dinamo e Shakhtar non si sono incontrate soltanto in Coppa Sovietica, “Serie A” ucraina (14 vittorie della Dinamo contro i 9 successi dello Shakhtar), Coppa d’Ucraina (dove la Dinamo conduce 11 a 9) e Supercoppa d’Ucraina (nell’albo d’oro sono avanti i “minatori” dello Shakhtar per 7 a 5). Nella stagione 2008/2009 la semifinale della Coppa Uefa ha visto il doppio confronto proprio tra la squadra di Kiev e quella di Donetsk: al pareggio nella partita d’andata, quando all’autogol di Chygrynskiy ha risposto il brasiliano Fernandinho, è seguita una gara di ritorno spettacolare. I minatori sono andati subito in vantaggio con Jadson, prima di essere ripresi da Bangoura. Quando i supplementari sembravano ormai alle porte, all’89’ ci ha pensato Ilsinho a portare ad Istanbul la squadra allenata da Lucescu, che avrebbe in seguito vinto la competizione battendo in finale i tedeschi del Werder Brema. A distanza di sei anni, lo Shakhtar ha dunque inflitto ancora una volta una severa lezione ai più titolati rivali della Dinamo. La sconfitta casalinga per 3 a 0 non è stata solo la più grande subita in un “derby d’Ucraina”:mai nella storia del campionato ucraino la Dinamo aveva perso tra le mura amiche con un passivo così pesante ed una sola volta con identico punteggio era capitolata lontano dal pubblico di casa (nella stagione 2013/2014 contro il Metalist Kharkiv).L’imbattibilità interna della Dinamo durava dall’aprile 2014, quando gli uomini di Rebrovsi piegarono al Metalurh Donetsk per 2 a 1: da allora la squadra di Kiev non aveva più visto la sconfitta neanche in trasferta e la sua striscia positiva in campionato consisteva in 31 vittorie e 7 pareggi. Alla luce di questi dati la clamorosa vittoria dello Shakhtar nel derby di ieri pomeriggio assume ancora più valore.</p>
<p><strong><em>Lorenzo D’Ilario</em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/allo-shakhtar-il-derby-ducraina-e-aggancio-in-vetta-alla-dinamo/">Allo Shakhtar il derby d&#8217;Ucraina e aggancio in vetta alla Dinamo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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<strong>La partita</strong> - Dominio assoluto per tutti i novanta minuti da parte dello Shakhtarnell’atteso confronto dell’undicesima giornata di campionato con la Dinamo Kiev. Sin dai primi minuti di garai minatori si fanno vivi con insistenza dalle parti di Shovkovskiygrazie alle scorribande offensive dell’imprendibile Bernard. Al 6’ il brasiliano se ne va sulla sinistra in area di rigore e serve l’accorrente Gladkyj, la cui conclusione a botta sicura si infrange contro un difensore e viene deviata in angolo. Al 12’ il copione non cambia: ancora Bernard penetra sulla sinistra e regala un assist a Fred, che si lascia respingere il tiro del vantaggio da un provvidenziale intervento difensivo “a corpo morto”. Al 14’ prima e unica occasione da rete della Dinamo targata Yarmolenko: stavolta è bravissimo Pyatov a mettere i pugni e spedire il pallone in calcio d’angolo. Al 41’ arriva la rete del vantaggio ospite: una veloce ripartenza dello Shakhtar sfocia in un formidabile uno-due tra Marlos e Bernard, con il primo che, dagli undici metri, deve soltanto appoggiare il pallone alla sinistra dell’incolpevole Shovkovskiy. All’inizio della seconda frazione di gioco la Dinamo prova uno sterile possesso palla per cercare di rientrare in partita ma sono sempre gli ospiti a pungere in contropiede. Al 59’ lo Shakhtar raddoppia meritatamente le marcature. Dalla destra il capitano Srna mette in mezzo e il pallone giunge a Marlos, che viene murato da Danilo Silva: il pallone rimbalza proprio tra le gambe di Alex Teixeira e per il capocannoniere del campionato è un gioco da ragazzi depositare il pallone in rete da due passi. Al 67’ Alex Teixeira, ben imbeccato da Gladkyj, si rende protagonista di una vera e propria cavalcata sulla sinistra e con un destro a giro sul secondo palo firma la sua doppietta personalee la rete della sicurezza per la squadra dei minatori. Lo Shakhtar da lì in poi controlla in scioltezza il risultato e la Dinamo si innervosisce: a farne le spese è l’opaco DerlisGonzalez, che viene espulso per doppia ammonizione nel finale di gara. Con questa vittoria lo Shakhtar si ritrova virtualmente al primo posto: con 28 punti in 11 partite ha lo stesso ruolino di marcia della Dinamo ma la differenza reti, in questo momento, premierebbe la squadra di Donetsk.

<strong>Il tabellino</strong>
<strong> Dinamo Kiev - Shakhtar Donetsk 0 - 3</strong>

Dinamo: Shovkovskiy, Antunes, Vida, Dragovic, Danilo Silva, Sydorchuk, Garmash (Buyalskyy, 64’), Miguel Veloso (Belanda, 72’), Gusev (DerlisGonzález, 46’), Yarmolenko, Junior Moraes.
Shakhtar:Pyatov, Ismaily, Kucher, Rakitskiy, Srna (Dentinho, 84’), Stepanenko, Fred, Marlos (Kovalenko, 76’), Bernard (Wellington Nem, 76’), AlexTeixeira, Gladkyj.

Reti:Marlos41’, Alex Teixeira 59’, Alex Teixeira 67’
Ammoniti: AlexTeixiera 3’, DerlisGonzález 57’, Danilo Silva 77’, Belanda 79, Sydorchuk 91’Espulso:DerlisGonzález 89’ (per doppia ammonizione)

<strong>Le interviste</strong>
“Questo è il calcio, abbiamo perso perché lo Shakhtar è stato più forte di noi sotto tutti i punti di vista, dobbiamo riconoscerlo. E’ mancato il gruppo ed è la prima volta che capita da quando Rebrov lavora con la squadra, ognuno ha giocato per sé e questo è il risultato”, così il patron della Dinamo Igor Surkis al termine della gara. Dello stesso avviso il tecnico SerhiyRebrov: “Purtroppo oggi abbiamo perso meritatamente. Voglio soltanto chiedere scusa ai tifosi. Anche i giocatori sono sconvolti e nessuno si aspettava una partita del genere. Comunque la stagione è lunga e in questo senso non è accaduto niente di terribile. Abbiamo gli stessi punti dello Shakhtar ed è meglio perdere una volta con il punteggio di 3 a 0 piuttosto che tre volte per 1 a 0”. Ottimista per il futuro il centrocampista SerhiySydorchuk: “Speriamo che questa sconfitta ci serva da lezione per il futuro e che un risultato simile non accada mai più. Sono convinto che la differenza tra le due squadre non sia certo quella evidenziata dal passivo finale”. Grande soddisfazione da parte di Mircea Lucescu, lo storico tecnico dello Shakhtar: “Avremmo potuto segnare anche più gol. Sono davvero soddisfatto per il gioco espresso dalla mia squadra. Non mi sono piaciute tante dichiarazioni alla vigilia secondo cui eravamo più deboli della Dinamo e credo che abbiamo dimostrato a tutti la nostra forza. Stavolta siamo stati molto più attenti e raccolti in difesa rispetto alle partite con il Real e il PSG e abbiamo spento sul nascere il gioco della Dinamo”. I migliori in campo sono stati senza ombra di dubbio i brasiliani Bernard e Alex Teixiera, capocannoniere indiscusso al sedicesimo gol in campionato. Queste le parole di Alex Teixeira: “Fin dall’inizio della partita abbiamo avuto un sacco di occasioni per andare a rete. Abbiamo preparato al meglio la gara e sapevamo benissimo quello che ci serviva per vincere. La vittoria di oggi è importantissima per la nostra stagione e ci tengo a congratularmi con tutta la squadra”. Felicissimo anche il fantasista Bernard, la vera sorpresa dell’incontro: “Il mister ha detto che è stata la mia migliore partita con lo Shakhtar e sono d’accordo con lui. Questo risultato è il frutto del lavoro in allenamento e dimostra tutte le potenzialità che abbiamo se restiamo sempre concentrati e prepariamo bene ogni partita”. Il capitano DarijoSrna analizza con saggezza la situazione: “Se avessimo perso oggi ci sarebbe stato un divario di sei punti tra noi e loro in classifica: era la nostra ultima occasione per guadagnare la vetta e l’abbiamo sfruttata al massimo giocando una delle migliori partite della storia dello Shakhtar contro la Dinamo”.

<strong>Il punto interrogativo</strong>
In vista del prossimo turno di Champions League, quando lo Shakhtar dovrà vedersela con gli svedesi del Malmoe e la Dinamo con il Chelsea di Mourinho, la Federazione Ucraina ha deciso di anticipare il “derby d’Ucraina” al venerdì sera. Ovviamente lo scopo era quello di consentire alle due squadre di preparare con la massima calma le sfide europee e recuperare pienamente le forze per farsi trovare pronte in queste due partite che saranno sicuramente decisive per il cammino dei club ucraini nella più importante competizione europea. Al tempo stesso, però, l’aver messo la partita in un giorno lavorativo ha fatto registrare un “antirecord” nella storia del match più atteso dell’anno: solamente 32.794 spettatori sono accorsi allo Stadio Olimpico di Kiev, che può contenerne circa 700000 e per questo tipo di partite solitamente registra il “sold out”. Con ogni probabilità giocare di sabato sarebbe stato più opportuno.

<strong>Lo scandalo del giorno</strong>
Al termine della gara, dopo il rituale scambio di maglie tra i calciatori, il centrocampista della Dinamo Andriy Yarmolenko ha gettato a terra sul terreno di gioco la maglietta appena ricevuta dal calciatore dello Shakhtar Taras Stepanenko, prima di rientrare negli spogliatoi. Così il leader della Dinamo e della Nazionale ucraina ha commentato l’episodio: “Non è come sembra. Ho poggiato la maglia a terra per andare a ringraziare i nostri tifosi per il sostegno e poi, travolto dalle emozioni, mi sono semplicemente dimenticato di riprenderla. Non credo che Taras si sia offeso, comunque lo chiamerò per spiegargli che il gesto non è stato affatto volontario”.

<strong>Uno sguardo al passato</strong>
Dinamo Kiev-Shakhtar Donetsk è sempre stato il “derby d’Ucraina”, la sfida calcistica tra le due squadre principali del campionato ucraino di calcio. Nel 1978 e nel 1985, ancor prima dell’indipendenza del Paese, le due squadre si affrontavano nella finale di Coppa Sovietica: entrambi i confronti sono stati vinti di misura dalla squadra della capitale. Se la Dinamo, con i suoi tredici scudetti vinti nel campionato sovietico, è passata alla storia come la squadra più titolata dell’ex URSS, lo Shakhtar godeva in quegli anni la fama di squadra temibile in coppa. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la nascita del campionato ucraino nel 1992, la Dinamo, ad eccezione della prima stagione in cui, a sorpresa, ha lasciato lo scettro al Tavriya Simferopoli, ha inanellato una striscia di nove vittorie consecutive, manifestando una netta superiorità nei confronti dei rivali della città di Donetsk. Il 7 Aprile 2001 segna uno spartiacque fondamentale nella storia della partita più attesa dell’anno. In vantaggio grazie a OleksandrMelashchenko, la Dinamo si fa raggiungere e superare a inizio ripresa dal nigeriano Julius Aghahowa e dal senegalese AssanNdiaye. Lo Shakhtar acquista con questa vittoria la consapevolezza di poter insediare il dominio della Dinamo e l’anno seguente vincerà il primo titolo nazionale con Nevio Scala in panchina. Il 26 maggio 2002 le due squadre si affrontano per la prima volta in Coppa d’Ucraina nell’attesissima finale: lo Shakhtar, che aveva appena conquistato lo scudetto strappandolo alla Dinamo, conquista anche la coppa davanti a 81.000 tifosi (di cui 30.000 arrivati da Donetsk). A partire da quella stagione il derby d’Ucraina si farà sempre più acceso, combattuto ed equilibrato. Il 6 novembre 2006 il referto dell’arbitro portoghese Paulo Costa - la sfida era troppo sentita per poter esser affidata ad un “fischietto” ucraino – a fine partita dipingeva un vero e proprio bollettino di guerra: nove cartellini gialli e quattro rossi, tra cui quello rifilato all’attaccante della Dinamo ArtemMilevskiy e al difensore dello ShakhtarDmytroChygrynskiy (entrambi tra i calciatori più rappresentativi della Nazionale), allo storico capitano dello ShakhtarDarijoSrna, nonché l’allontanamento del tecnico ospite Mircea Lucescu.

Se dal 1993 al 2001 la squadra di Kiev è riuscita nell’impresa di vincere nove campionati consecutivi (dalla stagione 1996/1997 alla stagione 2000/2001 la seconda piazza era sempre appannaggio dei rivali arancioneri), dalla stagione 2001/2002 ad oggi la musica è decisamente cambiata: nove campionati sono stati vinti dallo Shakhtar e soltanto cinque dalla Dinamo, che nel 2012/2013 e nel 2013/2014 ha mancato addirittura l’appuntamento con il secondo posto. Il 17 maggio 2015, grazie alla vittoria per 1-0 sul Dnipro, la Dinamo è tornata a vincere il campionato, il quattordicesimo della sua gloriosa storia e il primo dopo cinque anni di dominio dello Shakhtar di Lucescu. Comunque Dinamo e Shakhtar non si sono incontrate soltanto in Coppa Sovietica, “Serie A” ucraina (14 vittorie della Dinamo contro i 9 successi dello Shakhtar), Coppa d’Ucraina (dove la Dinamo conduce 11 a 9) e Supercoppa d’Ucraina (nell’albo d’oro sono avanti i “minatori” dello Shakhtar per 7 a 5). Nella stagione 2008/2009 la semifinale della Coppa Uefa ha visto il doppio confronto proprio tra la squadra di Kiev e quella di Donetsk: al pareggio nella partita d’andata, quando all’autogol di Chygrynskiy ha risposto il brasiliano Fernandinho, è seguita una gara di ritorno spettacolare. I minatori sono andati subito in vantaggio con Jadson, prima di essere ripresi da Bangoura. Quando i supplementari sembravano ormai alle porte, all’89’ ci ha pensato Ilsinho a portare ad Istanbul la squadra allenata da Lucescu, che avrebbe in seguito vinto la competizione battendo in finale i tedeschi del Werder Brema. A distanza di sei anni, lo Shakhtar ha dunque inflitto ancora una volta una severa lezione ai più titolati rivali della Dinamo. La sconfitta casalinga per 3 a 0 non è stata solo la più grande subita in un “derby d’Ucraina”:mai nella storia del campionato ucraino la Dinamo aveva perso tra le mura amiche con un passivo così pesante ed una sola volta con identico punteggio era capitolata lontano dal pubblico di casa (nella stagione 2013/2014 contro il Metalist Kharkiv).L’imbattibilità interna della Dinamo durava dall’aprile 2014, quando gli uomini di Rebrovsi piegarono al Metalurh Donetsk per 2 a 1: da allora la squadra di Kiev non aveva più visto la sconfitta neanche in trasferta e la sua striscia positiva in campionato consisteva in 31 vittorie e 7 pareggi. Alla luce di questi dati la clamorosa vittoria dello Shakhtar nel derby di ieri pomeriggio assume ancora più valore.

<strong><em>Lorenzo D’Ilario</em></strong><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/allo-shakhtar-il-derby-ducraina-e-aggancio-in-vetta-alla-dinamo/">Allo Shakhtar il derby d&#8217;Ucraina e aggancio in vetta alla Dinamo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Ucraina nonostante tutto la Dinamo Kiev comanda la classifica</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/in-ucraina-nonostante-tutto-la-dinamo-kiev-comanda-la-classifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 17:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Offside]]></category>
		<category><![CDATA[campionato]]></category>
		<category><![CDATA[dinamo kiev]]></category>
		<category><![CDATA[shakhtar donetsk]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.football-magazine.it/?p=22234</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><strong>Il punto sul campionato ucraino alla metà del girone d’andata: Dinamo Kiev in testa, Shakhtar e Dnipro all’inseguimento</strong></p>
<p>A qualcuno sembrerà strano ma il campionato ucraino è già arrivato alla metà del girone d’andata. La stagione ha preso il via nel pieno dell’estate, il 17 luglio, con la roboante vittoria per 6 a 0 dello Zoryain casa del MetalurhZaporizhya,e si concluderà domenica 15 maggio. Tutti i campionati dell’Est Europa partono in netto anticipo rispetto agli altri perché, per evitare di giocare nei mesi più freddi dell’anno,dall’inizio di dicembre ai primi di marzo si fermano per una lunga sosta invernale: una pausa inevitabile dal momento che le temperature tanto rigide potrebbero mettere a rischio la salute dei calciatori, tante partite verrebbero rinviate perchè gli impianti sportivi non sarebbero in grado di far fronte alle copiose nevicate e meno spettatori accorrerebbero sugli spalti a causa del clima polare. Per questo motivo partire con il freno a mano tirato non è consentito, a maggior ragione in Ucraina dove le giornate di campionato sono abbastanza poche e una falsa partenza potrebbe rivelarsi fatale.Infatti a partire dalla scorsa stagione il campionato è stato ridotto da 16 a 14 squadre a seguito dell’esclusione delle due principali squadre della Crimea, il Sebastopoli e il Tavriya di Simferopoli, resasi necessaria dopo l’annessione (non riconosciuta ufficialmente sul piano internazionale) alla Russia della penisola del Mar Nero. Le 14 squadre partecipanti si affrontano in un girone di andata e ritorno, per un totale di 26 giornate.La squadra campione di Ucraina e la seconda classificata si qualificano rispettivamente per la fase a gironi e per il terzo turno di qualificazione della prossima Champions League, mentre la terza e la quarta classificata accederanno al terzo turno preliminare di Europa League. L'ultima qualificata retrocede e viene rimpiazzata dalla squadra vincitrice del campionato cadetto. Da non sottovalutare affatto l’importanza delquinto posto, che in caso di vittoria della Coppa d’Ucraina di una squadra classificatasi tra le prime quattro (circostanza che si è quasi sempre verificata dal 1992 ad oggi), vale anch’esso i preliminari di Europa League: una finestra fondamentale per le squadre minori che sognano di calcare i più grandi palcoscenici europei ma non hanno la fortuna di godere delle disponibilità economiche di club più blasonati come Dinamo Kiev, Shakhtar Donetsk e Dnipro per poter puntare alle primissime posizioni.</p>
<p>Dopo le prime sette giornate sono i campioni uscenti della <strong>Dinamo Kiev </strong>a guidare la classifica. Un ruolino di marcia quasi impeccabile per gli uomini di Rebrov: sei vittorie e un solo pareggio nella sfida esterna contro lo Zorya. In attacco il potenziale è enorme: Andriy Yarmolenko a sorpresa è rimasto e continua a seminare il panico tra le difese avversarie, il nuovo acquistoDerlisGonzalez sta ritrovando la condizione migliore dopo le fatiche della Coppa America e Junior Moraes si è integrato perfettamente nei meccanismi offensivi. Miguel Veloso ha le chiavi del centrocampo, mentre i centrali Vida e Dragovic, insieme all’eterno Shovkovsy tra i pali, blindano la difesa della squadra della capitale che, con soli due gol al passivo, è la migliore del campionato. Spicca su tutti il successo per 2 a 1, alla quarta giornata, a Dnipropetrovsk, contro i finalisti della scorsa Europa League.</p>
<p>Un inizio molto positivo anche quello dello Shakhtar Donetsk, che ha vinto la Supercoppa nazionale contro i rivali della Dinamo Kiev, dai quali si trova distanziata di soli tre punti. L’unico passaggio a vuoto è avvenuto tra la quarta e la quinta giornata, quando gli arancioneri si sono fatti prima riagguantare nei minuti di recupero dal Vorskla Poltava e poi hanno ceduto tra le mura amiche (si fa per dire, visto che sono costretti a giocare a Lviv a causa della crisi nel Donbass) al Dnipro con un netto 2 a 0. Tuttavia gli uomini di Lucescu, trascinati da un Alex Teixeira superlativo (capocannoniere del torneo con ben 9 reti all’attivo), sembrano in netta crescita e potrebbero solo aver un pò risentito delle fatiche dei preliminari di Champions League: il successo nel doppio confronto conFenerbahce e RapidVienna, che è valso al club di Donetsk l’accesso alla fase a gironi della più importante manifestazione europea, non è certo frutto del caso.</p>
<p>Al terzo posto troviamo appaiate <strong>Dnipro</strong> e VolynLutsk, a cinque punti dalla capolista.Tante, forse troppe, le cessioni dei ragazzi di Markevich nell’ultima sessione di calciomercato: la stella Konoplyanka(al Siviglia), il centravanti Kalinic (alla Fiorentina) e il mediano Kankava(al Reims) non sembrano essere stati rimpiazzati in maniera adeguata.Potrebbe essersi chiuso un ciclo ma ci sono anche segnali incoraggianti: i gol del bomber Seleznyov (con cinque reti è il secondo miglior marcatore del campionato) non mancano mai e nelle ultime tre giornate sono arrivate tre vittorie, tra cui quella prestigiosa con lo Shakhtar. Peccato per i quattro punti buttati al vento all’esordio in casa dell’Hoverla Uzhhorod e alla terza giornata a Poltava.</p>
<p>Dietro alla sfida per il primato targata Dinamo, Shakhtar e Dnipro, tra le altre squadre si è sempre svolto, negli ultimi anni, un campionato parallelo per la conquista del quarto e del quinto posto e per evitare la retrocessione. Il segreto per fare una buona annata è quello di limitare i danni con le grandi e lasciare meno punti per strada possibili con il resto delle avversarie. Compitino fino ad ora svolto al meglio dal <strong>VolynLutsk</strong>: dall’inizio di Agosto il ruolino di marcia è di quattro vittorie conChernomorets Odessa, Olimpik Donetsk, StalDniprodzerzhynsk e MetalurhZaporizhya e un pareggio con il Metalist Kharkiv. Al quinto posto c’è attualmente lo <strong>Zorya</strong>, l’unica squadra ad aver chiuso a reti inviolate contro la capolista Dinamo: da valutare fino a che punto abbia inciso sull’andamento un po’ discontinuo del club di Lugansk lo sfortunato preliminare di Europa League con il Legia Varsavia. Come tutti gli anni anche il <strong>Vorskla Poltava</strong>, ancora imbattuto, lotterà fino alla fine per un buon piazzamento e i due pareggi interni consecutivi con Dnipro e Shakhtar potrebbero valere, alla lunga, come una vittoria. Incoraggiante l’inizio del <strong>Karpaty</strong>, con tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte, di cui due quasi inevitabili con Dinamo e Dnipro: per la storica squadra di Lviv potrebbe essere l’anno buono per mettersi alle spalle il passato più recente, avaro di soddisfazioni, e tornare in Europa. In fondo alla classifica, racchiuse nel giro di tre punti, troviamo la neopromossa Oleksandriya, l’Olimpik Donetsk, il Chernomorets Odessa e il MetalurhZaporizhya: se le prime due hanno dimostrato una discreta identità di gioco che lascia ben sperare, neanche una vittoria è arrivata per le altre due, di gran lunga le difese peggiori del campionato. Basterà comunque fare un punto in più della diretta concorrente per salvarsi: non mancheranno colpi di scena, dalla testa ai bassifondi i giochi saranno aperti fino all’ultimo.</p>
<p>Lorenzo D’Ilario</p>
<p>La classifica:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>1</td>
<td>Dynamo</td>
<td>7</td>
<td>6</td>
<td>1</td>
<td>0</td>
<td> 14:2</td>
<td><strong> 19</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>2</td>
<td>Shakhtar</td>
<td>7</td>
<td>5</td>
<td>1</td>
<td>1</td>
<td> 17:5</td>
<td><strong> 16</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>3</td>
<td>Dnipro</td>
<td>7</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td> 15:7</td>
<td><strong> 14</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>4</td>
<td>Volyn</td>
<td>7</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td> 11:9</td>
<td><strong> 14</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>5</td>
<td>Zorya</td>
<td>7</td>
<td>3</td>
<td>3</td>
<td>1</td>
<td> 13:3</td>
<td><strong> 12</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>6</td>
<td>Vorskla</td>
<td>7</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td>0</td>
<td> 9:7</td>
<td><strong> 11</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>7</td>
<td>Karpaty</td>
<td>7</td>
<td>3</td>
<td>1</td>
<td>3</td>
<td> 7:8</td>
<td><strong> 10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>8</td>
<td>Hoverla</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>5</td>
<td>1</td>
<td> 6:7</td>
<td><strong> 8</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>9</td>
<td>Stal</td>
<td>7</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td>4</td>
<td> 6:7</td>
<td><strong> 7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>10</td>
<td>Metalist</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td> 7:11</td>
<td><strong> 7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>11</td>
<td>Oleksandriya</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>2</td>
<td>4</td>
<td> 2:8</td>
<td><strong> 5</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>12</td>
<td>Olimpik</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>1</td>
<td>5</td>
<td> 3:11</td>
<td><strong> 4</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>13</td>
<td>Chornomorets</td>
<td>7</td>
<td>0</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td> 5:16</td>
<td><strong> 2</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>14</td>
<td>Metalurh</td>
<td>7</td>
<td>0</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td> 3:17</td>
<td><strong> 2</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/in-ucraina-nonostante-tutto-la-dinamo-kiev-comanda-la-classifica/">In Ucraina nonostante tutto la Dinamo Kiev comanda la classifica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><strong>Il punto sul campionato ucraino alla metà del girone d’andata: Dinamo Kiev in testa, Shakhtar e Dnipro all’inseguimento</strong>

A qualcuno sembrerà strano ma il campionato ucraino è già arrivato alla metà del girone d’andata. La stagione ha preso il via nel pieno dell’estate, il 17 luglio, con la roboante vittoria per 6 a 0 dello Zoryain casa del MetalurhZaporizhya,e si concluderà domenica 15 maggio. Tutti i campionati dell’Est Europa partono in netto anticipo rispetto agli altri perché, per evitare di giocare nei mesi più freddi dell’anno,dall’inizio di dicembre ai primi di marzo si fermano per una lunga sosta invernale: una pausa inevitabile dal momento che le temperature tanto rigide potrebbero mettere a rischio la salute dei calciatori, tante partite verrebbero rinviate perchè gli impianti sportivi non sarebbero in grado di far fronte alle copiose nevicate e meno spettatori accorrerebbero sugli spalti a causa del clima polare. Per questo motivo partire con il freno a mano tirato non è consentito, a maggior ragione in Ucraina dove le giornate di campionato sono abbastanza poche e una falsa partenza potrebbe rivelarsi fatale.Infatti a partire dalla scorsa stagione il campionato è stato ridotto da 16 a 14 squadre a seguito dell’esclusione delle due principali squadre della Crimea, il Sebastopoli e il Tavriya di Simferopoli, resasi necessaria dopo l’annessione (non riconosciuta ufficialmente sul piano internazionale) alla Russia della penisola del Mar Nero. Le 14 squadre partecipanti si affrontano in un girone di andata e ritorno, per un totale di 26 giornate.La squadra campione di Ucraina e la seconda classificata si qualificano rispettivamente per la fase a gironi e per il terzo turno di qualificazione della prossima Champions League, mentre la terza e la quarta classificata accederanno al terzo turno preliminare di Europa League. L'ultima qualificata retrocede e viene rimpiazzata dalla squadra vincitrice del campionato cadetto. Da non sottovalutare affatto l’importanza delquinto posto, che in caso di vittoria della Coppa d’Ucraina di una squadra classificatasi tra le prime quattro (circostanza che si è quasi sempre verificata dal 1992 ad oggi), vale anch’esso i preliminari di Europa League: una finestra fondamentale per le squadre minori che sognano di calcare i più grandi palcoscenici europei ma non hanno la fortuna di godere delle disponibilità economiche di club più blasonati come Dinamo Kiev, Shakhtar Donetsk e Dnipro per poter puntare alle primissime posizioni.

Dopo le prime sette giornate sono i campioni uscenti della <strong>Dinamo Kiev </strong>a guidare la classifica. Un ruolino di marcia quasi impeccabile per gli uomini di Rebrov: sei vittorie e un solo pareggio nella sfida esterna contro lo Zorya. In attacco il potenziale è enorme: Andriy Yarmolenko a sorpresa è rimasto e continua a seminare il panico tra le difese avversarie, il nuovo acquistoDerlisGonzalez sta ritrovando la condizione migliore dopo le fatiche della Coppa America e Junior Moraes si è integrato perfettamente nei meccanismi offensivi. Miguel Veloso ha le chiavi del centrocampo, mentre i centrali Vida e Dragovic, insieme all’eterno Shovkovsy tra i pali, blindano la difesa della squadra della capitale che, con soli due gol al passivo, è la migliore del campionato. Spicca su tutti il successo per 2 a 1, alla quarta giornata, a Dnipropetrovsk, contro i finalisti della scorsa Europa League.

Un inizio molto positivo anche quello dello Shakhtar Donetsk, che ha vinto la Supercoppa nazionale contro i rivali della Dinamo Kiev, dai quali si trova distanziata di soli tre punti. L’unico passaggio a vuoto è avvenuto tra la quarta e la quinta giornata, quando gli arancioneri si sono fatti prima riagguantare nei minuti di recupero dal Vorskla Poltava e poi hanno ceduto tra le mura amiche (si fa per dire, visto che sono costretti a giocare a Lviv a causa della crisi nel Donbass) al Dnipro con un netto 2 a 0. Tuttavia gli uomini di Lucescu, trascinati da un Alex Teixeira superlativo (capocannoniere del torneo con ben 9 reti all’attivo), sembrano in netta crescita e potrebbero solo aver un pò risentito delle fatiche dei preliminari di Champions League: il successo nel doppio confronto conFenerbahce e RapidVienna, che è valso al club di Donetsk l’accesso alla fase a gironi della più importante manifestazione europea, non è certo frutto del caso.

Al terzo posto troviamo appaiate <strong>Dnipro</strong> e VolynLutsk, a cinque punti dalla capolista.Tante, forse troppe, le cessioni dei ragazzi di Markevich nell’ultima sessione di calciomercato: la stella Konoplyanka(al Siviglia), il centravanti Kalinic (alla Fiorentina) e il mediano Kankava(al Reims) non sembrano essere stati rimpiazzati in maniera adeguata.Potrebbe essersi chiuso un ciclo ma ci sono anche segnali incoraggianti: i gol del bomber Seleznyov (con cinque reti è il secondo miglior marcatore del campionato) non mancano mai e nelle ultime tre giornate sono arrivate tre vittorie, tra cui quella prestigiosa con lo Shakhtar. Peccato per i quattro punti buttati al vento all’esordio in casa dell’Hoverla Uzhhorod e alla terza giornata a Poltava.

Dietro alla sfida per il primato targata Dinamo, Shakhtar e Dnipro, tra le altre squadre si è sempre svolto, negli ultimi anni, un campionato parallelo per la conquista del quarto e del quinto posto e per evitare la retrocessione. Il segreto per fare una buona annata è quello di limitare i danni con le grandi e lasciare meno punti per strada possibili con il resto delle avversarie. Compitino fino ad ora svolto al meglio dal <strong>VolynLutsk</strong>: dall’inizio di Agosto il ruolino di marcia è di quattro vittorie conChernomorets Odessa, Olimpik Donetsk, StalDniprodzerzhynsk e MetalurhZaporizhya e un pareggio con il Metalist Kharkiv. Al quinto posto c’è attualmente lo <strong>Zorya</strong>, l’unica squadra ad aver chiuso a reti inviolate contro la capolista Dinamo: da valutare fino a che punto abbia inciso sull’andamento un po’ discontinuo del club di Lugansk lo sfortunato preliminare di Europa League con il Legia Varsavia. Come tutti gli anni anche il <strong>Vorskla Poltava</strong>, ancora imbattuto, lotterà fino alla fine per un buon piazzamento e i due pareggi interni consecutivi con Dnipro e Shakhtar potrebbero valere, alla lunga, come una vittoria. Incoraggiante l’inizio del <strong>Karpaty</strong>, con tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte, di cui due quasi inevitabili con Dinamo e Dnipro: per la storica squadra di Lviv potrebbe essere l’anno buono per mettersi alle spalle il passato più recente, avaro di soddisfazioni, e tornare in Europa. In fondo alla classifica, racchiuse nel giro di tre punti, troviamo la neopromossa Oleksandriya, l’Olimpik Donetsk, il Chernomorets Odessa e il MetalurhZaporizhya: se le prime due hanno dimostrato una discreta identità di gioco che lascia ben sperare, neanche una vittoria è arrivata per le altre due, di gran lunga le difese peggiori del campionato. Basterà comunque fare un punto in più della diretta concorrente per salvarsi: non mancheranno colpi di scena, dalla testa ai bassifondi i giochi saranno aperti fino all’ultimo.

Lorenzo D’Ilario

La classifica:
<table>
<tbody>
<tr>
<td>1</td>
<td>Dynamo</td>
<td>7</td>
<td>6</td>
<td>1</td>
<td>0</td>
<td> 14:2</td>
<td><strong> 19</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>2</td>
<td>Shakhtar</td>
<td>7</td>
<td>5</td>
<td>1</td>
<td>1</td>
<td> 17:5</td>
<td><strong> 16</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>3</td>
<td>Dnipro</td>
<td>7</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td> 15:7</td>
<td><strong> 14</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>4</td>
<td>Volyn</td>
<td>7</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td> 11:9</td>
<td><strong> 14</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>5</td>
<td>Zorya</td>
<td>7</td>
<td>3</td>
<td>3</td>
<td>1</td>
<td> 13:3</td>
<td><strong> 12</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>6</td>
<td>Vorskla</td>
<td>7</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td>0</td>
<td> 9:7</td>
<td><strong> 11</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>7</td>
<td>Karpaty</td>
<td>7</td>
<td>3</td>
<td>1</td>
<td>3</td>
<td> 7:8</td>
<td><strong> 10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>8</td>
<td>Hoverla</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>5</td>
<td>1</td>
<td> 6:7</td>
<td><strong> 8</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>9</td>
<td>Stal</td>
<td>7</td>
<td>2</td>
<td>1</td>
<td>4</td>
<td> 6:7</td>
<td><strong> 7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>10</td>
<td>Metalist</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>4</td>
<td>2</td>
<td> 7:11</td>
<td><strong> 7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>11</td>
<td>Oleksandriya</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>2</td>
<td>4</td>
<td> 2:8</td>
<td><strong> 5</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>12</td>
<td>Olimpik</td>
<td>7</td>
<td>1</td>
<td>1</td>
<td>5</td>
<td> 3:11</td>
<td><strong> 4</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>13</td>
<td>Chornomorets</td>
<td>7</td>
<td>0</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td> 5:16</td>
<td><strong> 2</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>14</td>
<td>Metalurh</td>
<td>7</td>
<td>0</td>
<td>2</td>
<td>5</td>
<td> 3:17</td>
<td><strong> 2</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/in-ucraina-nonostante-tutto-la-dinamo-kiev-comanda-la-classifica/">In Ucraina nonostante tutto la Dinamo Kiev comanda la classifica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Euro 2016: Olanda col brivido, bene Belgio e Croazia</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/euro-2016-olanda-col-brivido-bene-belgio-e-croazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 08:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2016]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[euro 2016]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Belgio a valanga su Andorra, flop Bosnia, la Repubblica Ceca batte la Turchia in rimonta. Nel girone dell'Italia vincono Croazia e Norvegia.</em></p>
<p>Nel girone dell'Italia la <strong>Croazia</strong> vince sul campo della Bulgaria grazie a un'autorete di Popov, per una sfortunata deviazione su punizione battuta da Olic. Slavi in testa al raggruppamento insieme agli Azzurri. Vittoria esterna anche per la <strong>Norvegia</strong>, che a Malta fa 3-0 (rete di Daehli e doppietta di King, tutte e tre le reti nel primo tempo).</p>
<p>Ad Amsterdam <strong>Olanda</strong>-Kazakistan termina 3-1, ma per quasi un'ora i padroni di casa si trovano in svantaggio. Merito di Abdulin, in rete grazie a un colpo di testa. Poi gli ospiti controllano a lungo, subendo il pareggio di Klaas-Jan Huntelaar solo al 62'. Due minuti dopo arriva l'espulsione di Dzholchiev e a quel punto l'Olanda fa sua la partita: all'82' Afellay raccoglie una respunta della difesa e trova il 2-1 con una gran botta, quindi all'89' arriva il rigore di Robin van Persie per il 3-1 finale.</p>
<p>Deludente 0-0 della <strong>Bosnia</strong> in Galles, mentre il <strong>Belgio</strong> fa 6-0 contro Andorra (Dries Mertens chiude la partita con una doppietta, dopo i due gol di De Bruyne e le reti di Chadli e Origi) e l'Islanda vince per 3-0 in Lettonia.</p>
<p><strong>Israele</strong> vince per 2-1 a Cipro, nonostante i tardivi tentativi dei padroni di casa di rientrare in partita nella ripresa, riesce invece la rimonta alla Repubblica Ceca nella trasferta in <strong>Turchia</strong> (a Bulut rispondono Sivok e Dockal).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/euro-2016-olanda-col-brivido-bene-belgio-e-croazia/">Euro 2016: Olanda col brivido, bene Belgio e Croazia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Belgio a valanga su Andorra, flop Bosnia, la Repubblica Ceca batte la Turchia in rimonta. Nel girone dell'Italia vincono Croazia e Norvegia.</em>

Nel girone dell'Italia la <strong>Croazia</strong> vince sul campo della Bulgaria grazie a un'autorete di Popov, per una sfortunata deviazione su punizione battuta da Olic. Slavi in testa al raggruppamento insieme agli Azzurri. Vittoria esterna anche per la <strong>Norvegia</strong>, che a Malta fa 3-0 (rete di Daehli e doppietta di King, tutte e tre le reti nel primo tempo).

Ad Amsterdam <strong>Olanda</strong>-Kazakistan termina 3-1, ma per quasi un'ora i padroni di casa si trovano in svantaggio. Merito di Abdulin, in rete grazie a un colpo di testa. Poi gli ospiti controllano a lungo, subendo il pareggio di Klaas-Jan Huntelaar solo al 62'. Due minuti dopo arriva l'espulsione di Dzholchiev e a quel punto l'Olanda fa sua la partita: all'82' Afellay raccoglie una respunta della difesa e trova il 2-1 con una gran botta, quindi all'89' arriva il rigore di Robin van Persie per il 3-1 finale.

Deludente 0-0 della <strong>Bosnia</strong> in Galles, mentre il <strong>Belgio</strong> fa 6-0 contro Andorra (Dries Mertens chiude la partita con una doppietta, dopo i due gol di De Bruyne e le reti di Chadli e Origi) e l'Islanda vince per 3-0 in Lettonia.

<strong>Israele</strong> vince per 2-1 a Cipro, nonostante i tardivi tentativi dei padroni di casa di rientrare in partita nella ripresa, riesce invece la rimonta alla Repubblica Ceca nella trasferta in <strong>Turchia</strong> (a Bulut rispondono Sivok e Dockal).<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/euro-2016-olanda-col-brivido-bene-belgio-e-croazia/">Euro 2016: Olanda col brivido, bene Belgio e Croazia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ronaldo batte Ibrahimovic. L&#8217;Ucraina stende la Francia 2-0</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/ronaldo-batte-ibrahimovic-lucraina-stende-la-francia-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2013 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
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		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
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		<category><![CDATA[portogallo]]></category>
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		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Un colpo di testa del fuoriclasse portoghese consente ai padroni di casa di imporsi di misura nell'andata dello spareggio di qualificazione alla. La Francia è lontana dai Mondiali di Brasile 2014, mentre si avvicinano Ucraina e Grecia. Nell'andata degli spareggi della zona europea, la squadra del ct Deschamps ha perso malamente 2-0 a Kiev contro i padroni di casa: gol di Zozulja e Yarmolenko. Ora servirà l'impresa per Pogba e compagni</em></p>
<p><strong>PORTOGALLO-SVEZIA 1-1 -</strong>  Nel match d'andata del playoff per Brasile 2014, ilPortogallo supera in casa la Svezia e si avvicina al prossimo Mondiale. A Lisbona finisce 1-0 per i lusitani, che gestiscono la gara ma faticano a creare occasioni. A decidere l'incontro è un colpo di testa di Cristiano Ronaldo, che al 37' della ripresa batte Isaksson sfruttando un preciso assist di Miguel Veloso. Martedì 19 novembre il ritorno a Stoccolma.</p>
<p><strong>UCRAINA-FRANCIA 2-0 -</strong> Notte da incubo per la Francia, che ha perso 2-0 in Ucraina e ora rischia l'esclusione dai Mondiali (non succede dal 1994). I Galletti di Deschamps sono stati spennati a Kiev dalla sorprendente squadra di Fomenko, che nella ripresa ha segnato le reti della vittoria con Zozulja e Yarmolenko. Espulsi Koscielny e Kucher nel finale, non è bastato ai transalpini un ottimo Pogba. I Bleus ora a Parigi sono attesi all'impresa.</p>
<p><strong>GRECIA-ROMANIA 3-1 -</strong> Ad Atene, al Karaiskakis, la Grecia batte 3-1 la Romania. Divertente la prima frazione con il vantaggio ellenico firmato da Mitroglou al 14' che controlla un filtrante di Salpingidis e buca il romanista Lobont. Poco dopo la Romania pareggia con l'incornata di Stancu su cross di Torje, ex Udinese, ma al 21' i greci fanno 2-1 con Salpingidis, lesto ad insaccare sul traversone basso da sinistra di Torosidis. Nella ripresa, al 67', è ancora Mitroglou, protagonista della serata, a firmare il definitivo 3-1 con un bel sinistro al volo su spizzata aerea di Katsouranis.</p>
<p><strong>ISLANDA-CROAZIA 0-0 -</strong> E' 0-0 nel freddo di Reykjavik tra Islanda e Croazia. I padroni di casa resistono e anche nella ripresa, quando dal 50' restano in dieci per l'espulsione di Skulason, difendono un ottimo pareggio in vista del return match di martedì prossimo in casa di Modric e compagni.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/ronaldo-batte-ibrahimovic-lucraina-stende-la-francia-2-0/">Ronaldo batte Ibrahimovic. L&#8217;Ucraina stende la Francia 2-0</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Un colpo di testa del fuoriclasse portoghese consente ai padroni di casa di imporsi di misura nell'andata dello spareggio di qualificazione alla. La Francia è lontana dai Mondiali di Brasile 2014, mentre si avvicinano Ucraina e Grecia. Nell'andata degli spareggi della zona europea, la squadra del ct Deschamps ha perso malamente 2-0 a Kiev contro i padroni di casa: gol di Zozulja e Yarmolenko. Ora servirà l'impresa per Pogba e compagni</em>

<strong>PORTOGALLO-SVEZIA 1-1 -</strong>  Nel match d'andata del playoff per Brasile 2014, ilPortogallo supera in casa la Svezia e si avvicina al prossimo Mondiale. A Lisbona finisce 1-0 per i lusitani, che gestiscono la gara ma faticano a creare occasioni. A decidere l'incontro è un colpo di testa di Cristiano Ronaldo, che al 37' della ripresa batte Isaksson sfruttando un preciso assist di Miguel Veloso. Martedì 19 novembre il ritorno a Stoccolma.

<strong>UCRAINA-FRANCIA 2-0 -</strong> Notte da incubo per la Francia, che ha perso 2-0 in Ucraina e ora rischia l'esclusione dai Mondiali (non succede dal 1994). I Galletti di Deschamps sono stati spennati a Kiev dalla sorprendente squadra di Fomenko, che nella ripresa ha segnato le reti della vittoria con Zozulja e Yarmolenko. Espulsi Koscielny e Kucher nel finale, non è bastato ai transalpini un ottimo Pogba. I Bleus ora a Parigi sono attesi all'impresa.

<strong>GRECIA-ROMANIA 3-1 -</strong> Ad Atene, al Karaiskakis, la Grecia batte 3-1 la Romania. Divertente la prima frazione con il vantaggio ellenico firmato da Mitroglou al 14' che controlla un filtrante di Salpingidis e buca il romanista Lobont. Poco dopo la Romania pareggia con l'incornata di Stancu su cross di Torje, ex Udinese, ma al 21' i greci fanno 2-1 con Salpingidis, lesto ad insaccare sul traversone basso da sinistra di Torosidis. Nella ripresa, al 67', è ancora Mitroglou, protagonista della serata, a firmare il definitivo 3-1 con un bel sinistro al volo su spizzata aerea di Katsouranis.

<strong>ISLANDA-CROAZIA 0-0 -</strong> E' 0-0 nel freddo di Reykjavik tra Islanda e Croazia. I padroni di casa resistono e anche nella ripresa, quando dal 50' restano in dieci per l'espulsione di Skulason, difendono un ottimo pareggio in vista del return match di martedì prossimo in casa di Modric e compagni.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/ronaldo-batte-ibrahimovic-lucraina-stende-la-francia-2-0/">Ronaldo batte Ibrahimovic. L&#8217;Ucraina stende la Francia 2-0</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Verso Brasile 2014. Chi sarà la vera protagonista? Parte seconda</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/verso-brasile-2014-chi-sara-la-vera-protagonista-parte-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 09:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Offside]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[coppa]]></category>
		<category><![CDATA[david luiz]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVA ZELANDA]]></category>
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		<category><![CDATA[scolari]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>
		<category><![CDATA[sud america]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>di Guido <strong>M. MINI </strong></p>
<p><em>Dopo le qualificazioni ufficiali di Belgio, Germania, Svizzera, Russia, Bosnia, Spagna ed Inghilterra nei gironi europei, analizziamo oggi quello che è successo e ancora dovrà accadere nel resto del Mondo.</em></p>
<p>Mancano da assegnare undici posti per il Mondiale verdeoro. Quattro usciranno dai play off (andata e ritorno, 15-19 Novembre, ndr) del Vecchio Continente che vedranno in campo tanti top player decisi a non mancare l’appuntamento più importante della loro carriera. Portogallo - Svezia è la più nobile delle sfide con Cristiano Ronaldo contro Zlatan Ibrahimovic, attualmente due dei tre più forti calciatori della Terra. Altra bella gara quella tra Ucraina e Francia con i transalpini favoriti visto il notevole tasso tecnico (Ribery, Pogba, Benzema ecc) presente tra i “galletti”. La cenerentola Islanda proverà a centrare la sua prima storica partecipazione ad un campionato del mondo sfidando la Croazia dei vari Modric, Mandzukic e Kovacic. Infine molto equilibrata le partite tra Grecia e Romania con i primi forti della loro maggiore esperienza e i secondi più desiderosi di ritornare tra le 32 finaliste dopo ben 16 anni di assenza.</p>
<p><b>SUD AMERICA</b> - L’Argentina, già certa del posto dal 10 Settembre, ha vinto il girone unico CONMEBOL con relativa facilità data l’assenza del Brasile, qualificato di diritto come paese ospitante. L’<i>albiceleste</i> sarà una delle protagoniste della rassegna di giugno e luglio. Tanti, troppi i campioni presenti in rosa per non ipotizzare un approdo sicuro alle semifinali. Dall’extra terrestre Messi ad Higuain passando per Tevez, Aguero, Palacio, Di Maria, Banega, Mascherano e Lamela (senza dimenticare Lavezzi, Pastore e Cambiasso). Da far da contraltare a tanta abbondanza a centrocampo ed attacco c’è il neo della difesa da molti anni anello debole della squadra di Sabella. Mancano i leader, coloro che raccolgano l’eredità di Samuel e Zanetti. Servirà quindi una fase difensiva adeguata e tanta cattiveria agonistica per emulare Maradona e compagni nel 1988. <b>Incompleti di lusso</b>.</p>
<p>I pentacampeoes dopo la vittoria della Confederations Cup aspirano a salire sul tetto del Mondo per la sesta volta. Giocano in casa e l’amaro ricordo del 1950 (vedi più avanti, ndr) fa ancora tremare i cuori brasiliani. Scolari, tecnico esperto e vincente, gode di un parco giocatori di qualità eccelsa in ogni reparto. Dietro, agli ordini di capitan Thiago Silva, agiscono Dani Alves (occhio a Maicon tornato grande a Roma, ndr), David Luiz e Marcelo con Marquinhos e Dante pronti a subentrare. Il centrocampo con Paulinho e Luiz Gustavo (o Hernanes) è ben coperto lasciando liberi di agire sul fronte offensivo i vari Oscar, Hulk, Fred e Neymar. E’ proprio il neo talento del Barcellona il giocatore più atteso in patria, nonostante un avvio di esperienza blaugrana non proprio esaltante. Incredibile ma vero solo panchina per gioielli come Lucas o Diego Costa, trascinatore quest’ultimo del sorprendente Atletico Madrid.  La pressione socio-mediatica sarà la vera avversaria di un gruppo ben affiatato. <b>Favoriti con scongiuri.</b></p>
<p>Le altre sudamericane qualificate sono Colombia, Cile ed Ecuador. Gli eredi di Valderrama mancavano dal 1998 e si candidano ad essere una delle outsider più agguerrite. Il selezionatore argentino Pekerman attingerà moltissimo dal campionato italiano per schierare di volta in volta il suo undici di partenza. Yepes è il Capitano, Zapata il suo compagno di reparto, i napoletani Zuniga ed Armero i terzini fluidificanti, Guarin e Cuadrado le frecce del centrocampo e Muriel l’attaccante jolly. Il tutto racchiuso in un gioco spumeggiante ultra offensivo dove la fanno da padrone stelle del calibro di Falcao, Jakson Martinez e James Rodriguez. E se poi esplode definitivamente il fantasista ex Pescara Quintero sono dolori per tutti. <b><i>Los cafeteros</i></b> <b>all’arrembaggio</b>.</p>
<p>Anche la <i>Roja</i> è pronta a dar battaglia. Vidal e Sanchez, autentici leader della squadra andina, sono attorniati da tanti buoni giocatori come Isla, Carmona, Jimenez, Valdivia, Mati Fernandez e soprattutto Edu Vargas, flop clamoroso nel Napoli dell’anno scorso, rinato però nel Gremio secondo nel Brasilerao. <b>Nulla da perdere.</b></p>
<p>Sorprendentemente quarto nel girone, l’Ecuador fa della coesione del gruppo la propria forza. La quasi totalità dei nazionali gioca nel paese natio tranne i due più famosi: l’ala destra del Manchester United Antonio Valencia e l’attaccante Felipe Caicedo in forza ai russi della Lokomotiv Mosca. <b>Tutti da scoprire</b>.</p>
<p><b>SPAREGGI INTERZONA</b> - Parlando delle squadre dell’America Latina non vi siete accorti della mancanza di un team molto famoso e terribilmente competitivo nelle grandi manifestazioni? Si, esatto, proprio l’Uruguay. Il Paese della “<i>garra</i>”, in italiano la grinta, la tenacia, e una selezione per natura combattiva ed orgogliosa come poche al Mondo. Poco più di tre milioni di abitanti ma una fucina inesauribile di diamanti puri. La “<i>Celeste</i>” dall’alto dei suoi due Mondiali vinti (+ 2 titoli olimpici, quando ancora non esisteva neanche la Coppa Rimet, di cui vanno ultra fieri, ndr) e di ben 15 Coppe America (record assoluto, ndr) dovrà vedersela con la Giordania in uno dei due spareggi misti (CONMEBOL vs AFC e CONCACAF vs OFC). L’altro metterà di fronte il Messico e la Nuova Zelanda.</p>
<p><a href="http://www.football-magazine.it/fm-magazine/">Continua a leggere l’articolo sul Mensile</a> <em>pag. 10-11</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/verso-brasile-2014-chi-sara-la-vera-protagonista-parte-2/">Verso Brasile 2014. Chi sarà la vera protagonista? Parte seconda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>di Guido <strong>M. MINI </strong>

<em>Dopo le qualificazioni ufficiali di Belgio, Germania, Svizzera, Russia, Bosnia, Spagna ed Inghilterra nei gironi europei, analizziamo oggi quello che è successo e ancora dovrà accadere nel resto del Mondo.</em>

Mancano da assegnare undici posti per il Mondiale verdeoro. Quattro usciranno dai play off (andata e ritorno, 15-19 Novembre, ndr) del Vecchio Continente che vedranno in campo tanti top player decisi a non mancare l’appuntamento più importante della loro carriera. Portogallo - Svezia è la più nobile delle sfide con Cristiano Ronaldo contro Zlatan Ibrahimovic, attualmente due dei tre più forti calciatori della Terra. Altra bella gara quella tra Ucraina e Francia con i transalpini favoriti visto il notevole tasso tecnico (Ribery, Pogba, Benzema ecc) presente tra i “galletti”. La cenerentola Islanda proverà a centrare la sua prima storica partecipazione ad un campionato del mondo sfidando la Croazia dei vari Modric, Mandzukic e Kovacic. Infine molto equilibrata le partite tra Grecia e Romania con i primi forti della loro maggiore esperienza e i secondi più desiderosi di ritornare tra le 32 finaliste dopo ben 16 anni di assenza.

<b>SUD AMERICA</b> - L’Argentina, già certa del posto dal 10 Settembre, ha vinto il girone unico CONMEBOL con relativa facilità data l’assenza del Brasile, qualificato di diritto come paese ospitante. L’<i>albiceleste</i> sarà una delle protagoniste della rassegna di giugno e luglio. Tanti, troppi i campioni presenti in rosa per non ipotizzare un approdo sicuro alle semifinali. Dall’extra terrestre Messi ad Higuain passando per Tevez, Aguero, Palacio, Di Maria, Banega, Mascherano e Lamela (senza dimenticare Lavezzi, Pastore e Cambiasso). Da far da contraltare a tanta abbondanza a centrocampo ed attacco c’è il neo della difesa da molti anni anello debole della squadra di Sabella. Mancano i leader, coloro che raccolgano l’eredità di Samuel e Zanetti. Servirà quindi una fase difensiva adeguata e tanta cattiveria agonistica per emulare Maradona e compagni nel 1988. <b>Incompleti di lusso</b>.

I pentacampeoes dopo la vittoria della Confederations Cup aspirano a salire sul tetto del Mondo per la sesta volta. Giocano in casa e l’amaro ricordo del 1950 (vedi più avanti, ndr) fa ancora tremare i cuori brasiliani. Scolari, tecnico esperto e vincente, gode di un parco giocatori di qualità eccelsa in ogni reparto. Dietro, agli ordini di capitan Thiago Silva, agiscono Dani Alves (occhio a Maicon tornato grande a Roma, ndr), David Luiz e Marcelo con Marquinhos e Dante pronti a subentrare. Il centrocampo con Paulinho e Luiz Gustavo (o Hernanes) è ben coperto lasciando liberi di agire sul fronte offensivo i vari Oscar, Hulk, Fred e Neymar. E’ proprio il neo talento del Barcellona il giocatore più atteso in patria, nonostante un avvio di esperienza blaugrana non proprio esaltante. Incredibile ma vero solo panchina per gioielli come Lucas o Diego Costa, trascinatore quest’ultimo del sorprendente Atletico Madrid.  La pressione socio-mediatica sarà la vera avversaria di un gruppo ben affiatato. <b>Favoriti con scongiuri.</b>

Le altre sudamericane qualificate sono Colombia, Cile ed Ecuador. Gli eredi di Valderrama mancavano dal 1998 e si candidano ad essere una delle outsider più agguerrite. Il selezionatore argentino Pekerman attingerà moltissimo dal campionato italiano per schierare di volta in volta il suo undici di partenza. Yepes è il Capitano, Zapata il suo compagno di reparto, i napoletani Zuniga ed Armero i terzini fluidificanti, Guarin e Cuadrado le frecce del centrocampo e Muriel l’attaccante jolly. Il tutto racchiuso in un gioco spumeggiante ultra offensivo dove la fanno da padrone stelle del calibro di Falcao, Jakson Martinez e James Rodriguez. E se poi esplode definitivamente il fantasista ex Pescara Quintero sono dolori per tutti. <b><i>Los cafeteros</i></b> <b>all’arrembaggio</b>.

Anche la <i>Roja</i> è pronta a dar battaglia. Vidal e Sanchez, autentici leader della squadra andina, sono attorniati da tanti buoni giocatori come Isla, Carmona, Jimenez, Valdivia, Mati Fernandez e soprattutto Edu Vargas, flop clamoroso nel Napoli dell’anno scorso, rinato però nel Gremio secondo nel Brasilerao. <b>Nulla da perdere.</b>

Sorprendentemente quarto nel girone, l’Ecuador fa della coesione del gruppo la propria forza. La quasi totalità dei nazionali gioca nel paese natio tranne i due più famosi: l’ala destra del Manchester United Antonio Valencia e l’attaccante Felipe Caicedo in forza ai russi della Lokomotiv Mosca. <b>Tutti da scoprire</b>.

<b>SPAREGGI INTERZONA</b> - Parlando delle squadre dell’America Latina non vi siete accorti della mancanza di un team molto famoso e terribilmente competitivo nelle grandi manifestazioni? Si, esatto, proprio l’Uruguay. Il Paese della “<i>garra</i>”, in italiano la grinta, la tenacia, e una selezione per natura combattiva ed orgogliosa come poche al Mondo. Poco più di tre milioni di abitanti ma una fucina inesauribile di diamanti puri. La “<i>Celeste</i>” dall’alto dei suoi due Mondiali vinti (+ 2 titoli olimpici, quando ancora non esisteva neanche la Coppa Rimet, di cui vanno ultra fieri, ndr) e di ben 15 Coppe America (record assoluto, ndr) dovrà vedersela con la Giordania in uno dei due spareggi misti (CONMEBOL vs AFC e CONCACAF vs OFC). L’altro metterà di fronte il Messico e la Nuova Zelanda.

<a href="http://www.football-magazine.it/fm-magazine/">Continua a leggere l’articolo sul Mensile</a> <em>pag. 10-11</em><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/verso-brasile-2014-chi-sara-la-vera-protagonista-parte-2/">Verso Brasile 2014. Chi sarà la vera protagonista? Parte seconda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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