Torino, protesta choc dei tifosi: letame davanti al Filadelfia

Letame davanti al Filadelfia contro Urbano Cairo dopo i risultati negativi

Giovanni Simeone of Torino FC celebrates after scoring a goal during Serie A 2025/26 match between Torino FC and SSC Napoli at Olimpico Grande Torino Stadium on October 18, 2025 in Turin, Italy - ph Giuliano Marchisciano

Una notte di tensione a Torino, dove tra il 23 e il 24 febbraio 2026 alcuni sostenitori del Torino hanno inscenato una protesta eclatante davanti al centro sportivo Filadelfia. Cumuli di letame e uno striscione contro il presidente Urbano Cairo hanno acceso i riflettori sulla crisi granata in Serie A, tra risultati deludenti e contestazione crescente.

Accanto al materiale abbandonato è comparso uno striscione con la scritta “Merde come Cairo”, un messaggio diretto e durissimo nei confronti del presidente Urbano Cairo, finito nel mirino della tifoseria dopo settimane complicate sul piano sportivo.  Un’azione plateale, che ha immediatamente attirato l’attenzione dei media locali e acceso il dibattito sui social network.

Classifica preoccupante e cambio in panchina

La contestazione arriva in un momento delicato per il club. Il Torino occupa attualmente il 15° posto in Serie A, con appena tre punti di margine sulla zona retrocessione. Una posizione che non rispecchia le aspettative di inizio stagione e che ha alimentato il malumore della piazza. Dopo l’ultima sconfitta in campionato, la dirigenza ha deciso per l’esonero di Marco Baroni, affidando la guida tecnica a Roberto D’Aversa. Una scelta pensata per dare una scossa immediata all’ambiente e tentare di invertire una rotta diventata pericolosa. Il cambio in panchina, tuttavia, non è bastato a calmare gli animi di una parte della tifoseria, sempre più critica nei confronti della gestione societaria.

Eco internazionale e possibili boicottaggi

Il gesto non è passato inosservato neppure oltre i confini italiani. Secondo quanto riportato da diversi media, la protesta dei tifosi granata ha trovato spazio anche su “The Athletic”, portale sportivo collegato al New York Times, amplificando la risonanza dell’accaduto. Nel frattempo, tra i sostenitori si parla di possibili iniziative di boicottaggio delle partite casalinghe, con l’obiettivo di esercitare ulteriore pressione sulla proprietà. Una strategia che, se confermata, potrebbe incidere non solo sull’ambiente ma anche sull’aspetto economico del club.

La stagione entra ora nella sua fase decisiva. Tra la lotta per la salvezza e la necessità di ricompattare l’ambiente, il club granata è chiamato a risposte concrete sul campo per evitare che la protesta diventi il simbolo di un’annata da dimenticare.

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Redazione

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