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	<title>Calcio &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 08:37:25 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Calcio &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<item>
		<title>Volata Champions: Como, Juve e Roma in corsa per un posto</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/volata-champions-como-juve-e-roma-in-corsa-per-un-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/IPA_Agency_IPA64913670.jpg"/></p>
<p>La Serie A entra nella fase decisiva della stagione e la lotta per un posto in Champions League si trasforma in una volata. Inter, Milan e Napoli sono ormai quasi sicure della qualificazione, pertanto resta un solo slot disponibile per la competizione più prestigiosa d’Europa. A contenderselo sono principalmente Como, Juventus e Roma, con l’Atalanta attualmente leggermente più defilata ma ancora in grado di tornare in gioco.</p>
<p>Il calendario, gli scontri diretti, lo stato di forma e la gestione delle energie saranno fondamentali nelle ultime otto giornate di campionato.</p>
<h2><strong>Il Como parte in vantaggio</strong></h2>
<p>La sorpresa di questa stagione è senza dubbio il Como, quarto con 57 punti. I ragazzi di Fabregas hanno dimostrato il giusto mix di continuità e organizzazione di gioco. Attualmente hanno un piccolo margine di vantaggio sulle inseguitrici.</p>
<p>Il calendario del Como, almeno sulla carta, appare leggermente più abbordabile rispetto a quello delle rivali. Le sfide contro Inter e Napoli rappresentano gli ostacoli principali ma per il resto il percorso è caratterizzato da match contro squadre di metà classifica o in lotta salvezza.</p>
<h2><strong>Juventus: calendario difficile ma c’è l’esperienza</strong></h2>
<p>La Juventus è quinta a quota 54 punti. I bianconeri hanno fatto vedere cose buone ma anche qualche passo falso di troppo. Restano comunque tra quelli che hanno più armi per gestire una volata del genere.</p>
<p>Il calendario non è per niente semplice. Atalanta, Milan e Fiorentina gli ostacoli più grossi, senza dimenticare il derby con il Torino all’ultima. Nonostante ciò, l’esperienza della Juventus in queste situazioni può risultare determinante. Inoltre bisogna aggiungere la guida di mister Spalletti, allenatore esperto di volate Champions.</p>
<h2><strong>Roma: calendario complicato</strong></h2>
<p>Situazione simile ai bianconeri per la Roma a 54 punti. Il calendario è probabilmente il più duro di tutti. Dopo la sosta c’è l’Inter in trasferta e poi toccherà giocare contro Atalanta, Bologna, Fiorentina e il derby con la Lazio alla penultima.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge la delusione per l’eliminazione dall’Europa League contro il Bologna che ha lasciato l’amaro in bocca. La <a href="https://primapaginanews.it/articoli/calcio-serie-a-roma-gasperini-voglio-puntare-sui-giovani.-soul-e-dybala-insieme-possono-andare-bene-548319">prima stagione di Gasperini a Roma</a> ha però dimostrato che la squadra ha le carte in regola per lottare fino all’ultimo.</p>
<h2><strong>Scontri diretti decisivi</strong></h2>
<p>Uno degli elementi chiave di questa volata Champions sarà rappresentato dagli scontri diretti. Alcuni incroci, come Atalanta-Juventus o Roma-Atalanta, potrebbero cambiare completamente gli equilibri.</p>
<p>In una situazione del genere, la differenza reti ed i criteri di classifica avulsa rischiano di giocare un ruolo determinante. Ogni gol segnato o subito può avere un peso enorme in ottica qualificazione.</p>
<p>Le <a href="https://www.goldbet.it/scommesse/sport/">scommesse sportive online</a> propongono quote dedicate alla corsa Champions, aggiornate costantemente in base ai risultati e, secondo i principali bookmaker, il Como parte con i favori del pronostico mentre la Juventus si conferma come l’avversaria più accreditata. La Roma resta invece la possibile outsider, pronta a sfruttare i passi falsi delle rivali.</p>
<h2><strong>Una corsa aperta fino all’ultima giornata</strong></h2>
<p>Con otto partite ancora da giocare, tutto è ancora possibile. Il Como parte leggermente favorito grazie al vantaggio in classifica ed a un calendario più gestibile. Juventus e Roma hanno però le qualità in rosa, oltre ad una maggiore esperienza, per ribaltare la situazione.</p>
<p>La sensazione è che si arriverà all’ultima giornata con ancora tutto in bilico. A fare la differenza saranno i nervi saldi, la continuità e la capacità di reggere la pressione.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/volata-champions-como-juve-e-roma-in-corsa-per-un-posto/">Volata Champions: Como, Juve e Roma in corsa per un posto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/IPA_Agency_IPA64913670.jpg"/></p>La Serie A entra nella fase decisiva della stagione e la lotta per un posto in Champions League si trasforma in una volata. Inter, Milan e Napoli sono ormai quasi sicure della qualificazione, pertanto resta un solo slot disponibile per la competizione più prestigiosa d’Europa. A contenderselo sono principalmente Como, Juventus e Roma, con l’Atalanta attualmente leggermente più defilata ma ancora in grado di tornare in gioco.

Il calendario, gli scontri diretti, lo stato di forma e la gestione delle energie saranno fondamentali nelle ultime otto giornate di campionato.
<h2><strong>Il Como parte in vantaggio</strong></h2>
La sorpresa di questa stagione è senza dubbio il Como, quarto con 57 punti. I ragazzi di Fabregas hanno dimostrato il giusto mix di continuità e organizzazione di gioco. Attualmente hanno un piccolo margine di vantaggio sulle inseguitrici.

Il calendario del Como, almeno sulla carta, appare leggermente più abbordabile rispetto a quello delle rivali. Le sfide contro Inter e Napoli rappresentano gli ostacoli principali ma per il resto il percorso è caratterizzato da match contro squadre di metà classifica o in lotta salvezza.
<h2><strong>Juventus: calendario difficile ma c’è l’esperienza</strong></h2>
La Juventus è quinta a quota 54 punti. I bianconeri hanno fatto vedere cose buone ma anche qualche passo falso di troppo. Restano comunque tra quelli che hanno più armi per gestire una volata del genere.

Il calendario non è per niente semplice. Atalanta, Milan e Fiorentina gli ostacoli più grossi, senza dimenticare il derby con il Torino all’ultima. Nonostante ciò, l’esperienza della Juventus in queste situazioni può risultare determinante. Inoltre bisogna aggiungere la guida di mister Spalletti, allenatore esperto di volate Champions.
<h2><strong>Roma: calendario complicato</strong></h2>
Situazione simile ai bianconeri per la Roma a 54 punti. Il calendario è probabilmente il più duro di tutti. Dopo la sosta c’è l’Inter in trasferta e poi toccherà giocare contro Atalanta, Bologna, Fiorentina e il derby con la Lazio alla penultima.

A tutto questo si aggiunge la delusione per l’eliminazione dall’Europa League contro il Bologna che ha lasciato l’amaro in bocca. La <a href="https://primapaginanews.it/articoli/calcio-serie-a-roma-gasperini-voglio-puntare-sui-giovani.-soul-e-dybala-insieme-possono-andare-bene-548319">prima stagione di Gasperini a Roma</a> ha però dimostrato che la squadra ha le carte in regola per lottare fino all’ultimo.
<h2><strong>Scontri diretti decisivi</strong></h2>
Uno degli elementi chiave di questa volata Champions sarà rappresentato dagli scontri diretti. Alcuni incroci, come Atalanta-Juventus o Roma-Atalanta, potrebbero cambiare completamente gli equilibri.

In una situazione del genere, la differenza reti ed i criteri di classifica avulsa rischiano di giocare un ruolo determinante. Ogni gol segnato o subito può avere un peso enorme in ottica qualificazione.

Le <a href="https://www.goldbet.it/scommesse/sport/">scommesse sportive online</a> propongono quote dedicate alla corsa Champions, aggiornate costantemente in base ai risultati e, secondo i principali bookmaker, il Como parte con i favori del pronostico mentre la Juventus si conferma come l’avversaria più accreditata. La Roma resta invece la possibile outsider, pronta a sfruttare i passi falsi delle rivali.
<h2><strong>Una corsa aperta fino all’ultima giornata</strong></h2>
Con otto partite ancora da giocare, tutto è ancora possibile. Il Como parte leggermente favorito grazie al vantaggio in classifica ed a un calendario più gestibile. Juventus e Roma hanno però le qualità in rosa, oltre ad una maggiore esperienza, per ribaltare la situazione.

La sensazione è che si arriverà all’ultima giornata con ancora tutto in bilico. A fare la differenza saranno i nervi saldi, la continuità e la capacità di reggere la pressione.

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&nbsp;<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/volata-champions-como-juve-e-roma-in-corsa-per-un-posto/">Volata Champions: Como, Juve e Roma in corsa per un posto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Serie C: Finale andata playoff, trionfo Lecco, Foggia ko</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/serie-c-finale-andata-playoff-trionfo-lecco-foggia-ko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Piteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 10:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=85592</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Era il <strong>2017 </strong>quando il <strong>Foggia</strong> dopo 20 anni trascorsi nell’inferno della <strong>C1</strong> e <strong>C2</strong>, con parentesi anche in <strong>Serie D</strong> dovuta un fallimento, tornava in <strong>Serie B</strong>, dopo aver accarezzato il sogno promozione un anno prima con <strong>De Zerbi</strong> in panchina, che vinse si la <strong>Coppa Italia</strong> per poi doversi inchinarsi al <strong>Pisa</strong> di <strong>Gattuso</strong> nella doppia finale playoff. Cosi tocca al Foggia di <strong>Stroppa</strong> completare l’opera riportando i satanelli nella serie cadetta, che abbandonerà due stagioni più tardi. Un altro fallimento e la rinascita dalla Serie D ed il ritorno in Serie C, dove nel primo anno con <strong>Marchionni</strong> in panchina, il Foggia arresta la sua corsa playoff al secondo turno.</p>
<p>Nella stagione seguente la società passa nella mani di <strong>Nicola Canonico</strong>, imprenditore nativo di <strong>Bari</strong> che tanto bene fece alla guida del <strong>Bisceglie calcio</strong>, riportando il sodalizio neroazzurro nel calcio professionistico dopo anni di dilettantismo. L’obiettivo della nuova dirigenza è quello di raggiungere la qualificazione per la fase playoff, per far questo la panchina viene affidata ad una vecchia conoscenza del calcio foggia, ossia <strong>Zeman</strong>. Il boemo che portò il Foggia ai fasti della <strong>Serie A</strong> nei primi anni 90, fa si che i satanelli concludano la stagione al settimo posto, venendo poi eliminati dall’<strong>Entella </strong>al primo turno nazionale playoff.</p>
<p>Conclusa la stagione il boemo va via, la guida tecnica viene affidata a <strong>Boscaglia </strong>che dopo poche giornate di campionato, visti i risultati totalmente insoddisfacenti viene esonerato ed al suo posto subentra <strong>Fabio Gallo</strong>. Con il tecnico nativo di <strong>Bollate</strong> nonché ex centrocampista <strong>Spezia,Atalanta,Torino,Como</strong> e primavera <strong>Inter</strong>, i satanelli trovano la giusta quadra tanto che il Foggia arriva anche al terzo posto in campionato ed alle semifinali di Coppa Italia dove si arrende nella gara di ritorno alla <strong>Juventus Under 23</strong>, qualcosa si rompe con la società ed il tecnico rassegna la dimissioni. Subentra <strong>Mario Somma</strong>, ma il suo interregno dura il tempo di un mese, i rossoneri vincono tre gare ma ne perdono altre 3, ed il tecnico di <strong>Latina </strong> a sua volta rassegna a sua volta le dimissioni. La dirigenza foggiana punta decisa su <strong>Delio Rossi</strong> che il 30 marzo assume la guida tecnica del suo amato Foggia.</p>
<p>Proprio nel capoluogo dauno Rossi gioca dal 1981 fino al 1987 disputando 151 gare di cui 31 in Serie B mettendo a referto nella sua lunga militanza rossonera ben 4 reti. Conclusa la carriera da giocatore, da il via alla sua lunga carriera tecnica partendo proprio con la primavera rossonera dal 1991 al 1993, passando successivamente in prima squadra che guida dal 1995 al 1996 conclusa però con un’amara retrocessione ma con la promessa di ripotare il suo Foggia la dove merita di essere. Dopo di che il tecnico riminese vive tante altre esperienze sulle panchine di : <strong>Pescara, Salerninata</strong> con cui vince i playoff di C ed un campionato di B, <strong>Genoa</strong>, <strong>Lecce, Atalanta</strong>, <strong>Lazio</strong> con cui vince una Coppa Italia, <strong>Palermo,Fiorentina,Sampdoria,Bologna</strong> ed <strong>Ascoli</strong>, ma cullando in cuor suo il sogno di poter tornare un giorno sulla panchina del suo amato Foggia.</p>
<p>L’occasione arriva nel marzo del 2023,dove guida i rossoneri nell’ultimo mese di campionato che i satanelli chiudono al quarto posto qualificandosi per l’appendice di campionato playoff da cui partano dal secondo turno. Negli spareggi promozione il Foggia si pur con fatica supera prima il <strong>Potenza</strong> pareggiando nei minuti finali ed accedono cosi alla fase nazionale dove incrociano il <strong>Cerginola</strong> in quello che sarà un derby storico. Nella gara di andata i rossoneri perdono 4-1, sembra ormai finita l’avventura playoff ed anche quella di Rossi, ma nel ritorno i satanelli nei 10 minuti finali di gara riescono nell’impresa di realizzare ben 3 volando cosi ai quarti di finale dove incrociano il <strong>Crotone</strong> dell’ex <strong>Chiricò</strong>.</p>
<p>Contro la corazzata calabrese sulla carta il match sembra scritto, ma nella gara di andata con un gol di <strong>Peralta</strong> il Foggia riesce ad imporsi 1-0, nel match di ritorno a Crontone i padroni di casa chiudono il primo tempo sul 2-0, ancora una volta sembra ormai finita, invece i satanelli mettono in campo lo stesso cuore del loro allenatore, tanto da chiudere il match sul risultato di 2-2, con di <strong>Frigerio</strong> e <strong>Beretta, </strong>centrando cosi la qualificazione per le semifinali, dove incrocia il <strong>Pescara</strong>. Con la formazione adriatica la gara di andata giocata allo <strong>Zacchiera</strong> si conclude con il risultato di 2-2, nel return match giocato in <strong>Abruzzo</strong> al vantaggio biancoazzurro il Foggia risponde in pieno recupero con <strong>Rizzo</strong> che firma il pari spendendo la gara ai tempi supplementari dove il Pescara passa nuovamente in vantaggio con <strong>Desogus</strong>,ma ancora una volta viene recuperato dai rossoneri con gol di <strong>Markic</strong> al 115’, che pareggiando spedisce la qualificazione ai calci di rigore, dove a spuntarla sono i rossoneri, che staccano il pass per la finalissima dove incrociano il <strong>Lecco</strong>.</p>
<p>La formazione lombarda dopo aver chiuso al terzo posto in campionato con ben 62 punti, nell’appendice di campionato supera l’<strong>Ancona</strong>, per poi arrestarsi in casa al cospetto del <strong>Pordenone</strong> che espugna Lecco per 1-0, il match di ritorno sembra scritto ma in realtà non è cosi, perché le <strong>aquile lombarde</strong> espugnano Pordenone con un sonoro 3-1, raggiungendo cosi le semifinali. Il copione delle semifinali è lo stesso, il Lecco in casa viene superato 1-0 dal <strong>Cesena </strong>tra le papabili candidate alla vittoria finale dei playoff, me nella gara di ritorno con un gol di <strong>Buso</strong>, la selezione lombarda porta la gara prima ai tempi supplementari poi ai calci di rigore dove stacca a sua volta il pass per la finalissima. Cosi dopo ben 50 anni di attesa il club manzoniano ha la concreta possibilità di scrivere una pagina importante di storia e forte di questo arriva in una Foggia tutta barda di rossonero che spinge i satanelli nel compiere l’ultimo passo verso la B,il tutto però accompagnato da un dubbio: perché assegnare la direzione di gara ad un arbitro giovanissimo ed inesperto per la partita, per giunta di <strong>Bergamo</strong> che dista solo 35 km da Lecco? Nonostante i dubbi i satanelli partono forte, tanto che al 7’ passano in vantaggio con <strong>Leo</strong>, dopo qualche minuto il Foggia reclama un calcio di rigore, ma per il direttore è tutto regolare, i giocatori ed un interno stadio invocano il <strong>VAR</strong>, che non si fa sentire tanto che il direttore non va neanche al monitor, ed ecco affiorare il primo dubbio.</p>
<p>Il Lecco non si scompone accelera i satanelli decelerano ed al 29’ <strong>Pinzauti</strong> su calcio d’angolo firma il momentaneo 1-1. Nascono le seconde perplessità sulla direzione di gara, perché da una punizione per un fallo su <strong>Bjarkason</strong>, viene invece assegnato il l’angolo per il Lecco?, ma nonostante ciò la gara continua ed il primo tempo passa agli archivi con il risultato di 1-1. La ripresa si apre come la prima frazione di gioco, i satanelli schiacciano il Lecco e trovano la rete del vantaggio con <strong>Ogunseye</strong>, ma la rete incredibilmente viene annulla per una presunta spinta dell’attaccante foggiano, fallo non commesso come dimostrato da tutte le tv nazionali e locali, nasce cosi il terzo dubbio sulla direzione di gara, qualche minuto dopo i rossoneri lamentano un fallo su <strong>Frigerio</strong> ma per il direttore di gara non ci sono gli estremi per il calcio di rigore, ancora una volta viene invocato il VAR, che non interviene lasciando cadere nel vuoto le proteste rossonere fino ad arrivare al 85’ quando viene assegnato un calcio di punizione al Lecco.</p>
<p>Di calciare se ne incarica <strong>Lepore</strong>, che dopo aver anche fatto il furbetto spostando il pallone diverse volte senza mai essere redarguito dall’arbitro, realizza la rete del 2-1 che consente al team lombardo di vincere gara 1. Il risultato al netto della prestazione del Lecco, fa scoppiare la rabbia foggiana che certifica i dubbi sul direzione di gara alquanto lacunosa,non a caso in tantissimi e lo stesso <strong>Presidente Canonico</strong>, si chiedono il perché si astato designato un arbitro bergamasco, quando sarebbe potuto essere designato un arbitro di altre regioni, chiaro il Patron Canonico che a fine gara ha dichiarato “<em>Tanti, troppi, i dubbi sul gol annullato a Ogunseye e sul rigore non concesso a Frigerio. Episodi da rivedere con grande calma, assieme ad altri, pur meno determinanti, ugualmente discutibili,</em> tuttavia nulla è compromesso ed è ancora possibile,<em>ci auguriamo di uscire dallo stadio di Lecco senza ulteriori episodi da rivedere, ma i nostri ragazzi non dovranno mollare mai. Lo hanno già fatto, sono in grado di rifarlo”. </em><em>Clima dunque arroventato in vista della gara di ritorno, che si preannuncia più combattuta che mai, ma soprattutto una bella gatta da pelare per la <strong>Lega di C</strong> e soprattutto l’<strong>A.I. A</strong>. che ora come non mai dovranno dare spiegazioni sulla scelta della direzione arbitrale della gara di andata, che ad ogni modo ha lasciato aperto il match di ritorno a qualunque risultato. </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/serie-c-finale-andata-playoff-trionfo-lecco-foggia-ko/">Serie C: Finale andata playoff, trionfo Lecco, Foggia ko</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Era il <strong>2017 </strong>quando il <strong>Foggia</strong> dopo 20 anni trascorsi nell’inferno della <strong>C1</strong> e <strong>C2</strong>, con parentesi anche in <strong>Serie D</strong> dovuta un fallimento, tornava in <strong>Serie B</strong>, dopo aver accarezzato il sogno promozione un anno prima con <strong>De Zerbi</strong> in panchina, che vinse si la <strong>Coppa Italia</strong> per poi doversi inchinarsi al <strong>Pisa</strong> di <strong>Gattuso</strong> nella doppia finale playoff. Cosi tocca al Foggia di <strong>Stroppa</strong> completare l’opera riportando i satanelli nella serie cadetta, che abbandonerà due stagioni più tardi. Un altro fallimento e la rinascita dalla Serie D ed il ritorno in Serie C, dove nel primo anno con <strong>Marchionni</strong> in panchina, il Foggia arresta la sua corsa playoff al secondo turno.

Nella stagione seguente la società passa nella mani di <strong>Nicola Canonico</strong>, imprenditore nativo di <strong>Bari</strong> che tanto bene fece alla guida del <strong>Bisceglie calcio</strong>, riportando il sodalizio neroazzurro nel calcio professionistico dopo anni di dilettantismo. L’obiettivo della nuova dirigenza è quello di raggiungere la qualificazione per la fase playoff, per far questo la panchina viene affidata ad una vecchia conoscenza del calcio foggia, ossia <strong>Zeman</strong>. Il boemo che portò il Foggia ai fasti della <strong>Serie A</strong> nei primi anni 90, fa si che i satanelli concludano la stagione al settimo posto, venendo poi eliminati dall’<strong>Entella </strong>al primo turno nazionale playoff.

Conclusa la stagione il boemo va via, la guida tecnica viene affidata a <strong>Boscaglia </strong>che dopo poche giornate di campionato, visti i risultati totalmente insoddisfacenti viene esonerato ed al suo posto subentra <strong>Fabio Gallo</strong>. Con il tecnico nativo di <strong>Bollate</strong> nonché ex centrocampista <strong>Spezia,Atalanta,Torino,Como</strong> e primavera <strong>Inter</strong>, i satanelli trovano la giusta quadra tanto che il Foggia arriva anche al terzo posto in campionato ed alle semifinali di Coppa Italia dove si arrende nella gara di ritorno alla <strong>Juventus Under 23</strong>, qualcosa si rompe con la società ed il tecnico rassegna la dimissioni. Subentra <strong>Mario Somma</strong>, ma il suo interregno dura il tempo di un mese, i rossoneri vincono tre gare ma ne perdono altre 3, ed il tecnico di <strong>Latina </strong> a sua volta rassegna a sua volta le dimissioni. La dirigenza foggiana punta decisa su <strong>Delio Rossi</strong> che il 30 marzo assume la guida tecnica del suo amato Foggia.

Proprio nel capoluogo dauno Rossi gioca dal 1981 fino al 1987 disputando 151 gare di cui 31 in Serie B mettendo a referto nella sua lunga militanza rossonera ben 4 reti. Conclusa la carriera da giocatore, da il via alla sua lunga carriera tecnica partendo proprio con la primavera rossonera dal 1991 al 1993, passando successivamente in prima squadra che guida dal 1995 al 1996 conclusa però con un’amara retrocessione ma con la promessa di ripotare il suo Foggia la dove merita di essere. Dopo di che il tecnico riminese vive tante altre esperienze sulle panchine di : <strong>Pescara, Salerninata</strong> con cui vince i playoff di C ed un campionato di B, <strong>Genoa</strong>, <strong>Lecce, Atalanta</strong>, <strong>Lazio</strong> con cui vince una Coppa Italia, <strong>Palermo,Fiorentina,Sampdoria,Bologna</strong> ed <strong>Ascoli</strong>, ma cullando in cuor suo il sogno di poter tornare un giorno sulla panchina del suo amato Foggia.

L’occasione arriva nel marzo del 2023,dove guida i rossoneri nell’ultimo mese di campionato che i satanelli chiudono al quarto posto qualificandosi per l’appendice di campionato playoff da cui partano dal secondo turno. Negli spareggi promozione il Foggia si pur con fatica supera prima il <strong>Potenza</strong> pareggiando nei minuti finali ed accedono cosi alla fase nazionale dove incrociano il <strong>Cerginola</strong> in quello che sarà un derby storico. Nella gara di andata i rossoneri perdono 4-1, sembra ormai finita l’avventura playoff ed anche quella di Rossi, ma nel ritorno i satanelli nei 10 minuti finali di gara riescono nell’impresa di realizzare ben 3 volando cosi ai quarti di finale dove incrociano il <strong>Crotone</strong> dell’ex <strong>Chiricò</strong>.

Contro la corazzata calabrese sulla carta il match sembra scritto, ma nella gara di andata con un gol di <strong>Peralta</strong> il Foggia riesce ad imporsi 1-0, nel match di ritorno a Crontone i padroni di casa chiudono il primo tempo sul 2-0, ancora una volta sembra ormai finita, invece i satanelli mettono in campo lo stesso cuore del loro allenatore, tanto da chiudere il match sul risultato di 2-2, con di <strong>Frigerio</strong> e <strong>Beretta, </strong>centrando cosi la qualificazione per le semifinali, dove incrocia il <strong>Pescara</strong>. Con la formazione adriatica la gara di andata giocata allo <strong>Zacchiera</strong> si conclude con il risultato di 2-2, nel return match giocato in <strong>Abruzzo</strong> al vantaggio biancoazzurro il Foggia risponde in pieno recupero con <strong>Rizzo</strong> che firma il pari spendendo la gara ai tempi supplementari dove il Pescara passa nuovamente in vantaggio con <strong>Desogus</strong>,ma ancora una volta viene recuperato dai rossoneri con gol di <strong>Markic</strong> al 115’, che pareggiando spedisce la qualificazione ai calci di rigore, dove a spuntarla sono i rossoneri, che staccano il pass per la finalissima dove incrociano il <strong>Lecco</strong>.

La formazione lombarda dopo aver chiuso al terzo posto in campionato con ben 62 punti, nell’appendice di campionato supera l’<strong>Ancona</strong>, per poi arrestarsi in casa al cospetto del <strong>Pordenone</strong> che espugna Lecco per 1-0, il match di ritorno sembra scritto ma in realtà non è cosi, perché le <strong>aquile lombarde</strong> espugnano Pordenone con un sonoro 3-1, raggiungendo cosi le semifinali. Il copione delle semifinali è lo stesso, il Lecco in casa viene superato 1-0 dal <strong>Cesena </strong>tra le papabili candidate alla vittoria finale dei playoff, me nella gara di ritorno con un gol di <strong>Buso</strong>, la selezione lombarda porta la gara prima ai tempi supplementari poi ai calci di rigore dove stacca a sua volta il pass per la finalissima. Cosi dopo ben 50 anni di attesa il club manzoniano ha la concreta possibilità di scrivere una pagina importante di storia e forte di questo arriva in una Foggia tutta barda di rossonero che spinge i satanelli nel compiere l’ultimo passo verso la B,il tutto però accompagnato da un dubbio: perché assegnare la direzione di gara ad un arbitro giovanissimo ed inesperto per la partita, per giunta di <strong>Bergamo</strong> che dista solo 35 km da Lecco? Nonostante i dubbi i satanelli partono forte, tanto che al 7’ passano in vantaggio con <strong>Leo</strong>, dopo qualche minuto il Foggia reclama un calcio di rigore, ma per il direttore è tutto regolare, i giocatori ed un interno stadio invocano il <strong>VAR</strong>, che non si fa sentire tanto che il direttore non va neanche al monitor, ed ecco affiorare il primo dubbio.

Il Lecco non si scompone accelera i satanelli decelerano ed al 29’ <strong>Pinzauti</strong> su calcio d’angolo firma il momentaneo 1-1. Nascono le seconde perplessità sulla direzione di gara, perché da una punizione per un fallo su <strong>Bjarkason</strong>, viene invece assegnato il l’angolo per il Lecco?, ma nonostante ciò la gara continua ed il primo tempo passa agli archivi con il risultato di 1-1. La ripresa si apre come la prima frazione di gioco, i satanelli schiacciano il Lecco e trovano la rete del vantaggio con <strong>Ogunseye</strong>, ma la rete incredibilmente viene annulla per una presunta spinta dell’attaccante foggiano, fallo non commesso come dimostrato da tutte le tv nazionali e locali, nasce cosi il terzo dubbio sulla direzione di gara, qualche minuto dopo i rossoneri lamentano un fallo su <strong>Frigerio</strong> ma per il direttore di gara non ci sono gli estremi per il calcio di rigore, ancora una volta viene invocato il VAR, che non interviene lasciando cadere nel vuoto le proteste rossonere fino ad arrivare al 85’ quando viene assegnato un calcio di punizione al Lecco.

Di calciare se ne incarica <strong>Lepore</strong>, che dopo aver anche fatto il furbetto spostando il pallone diverse volte senza mai essere redarguito dall’arbitro, realizza la rete del 2-1 che consente al team lombardo di vincere gara 1. Il risultato al netto della prestazione del Lecco, fa scoppiare la rabbia foggiana che certifica i dubbi sul direzione di gara alquanto lacunosa,non a caso in tantissimi e lo stesso <strong>Presidente Canonico</strong>, si chiedono il perché si astato designato un arbitro bergamasco, quando sarebbe potuto essere designato un arbitro di altre regioni, chiaro il Patron Canonico che a fine gara ha dichiarato “<em>Tanti, troppi, i dubbi sul gol annullato a Ogunseye e sul rigore non concesso a Frigerio. Episodi da rivedere con grande calma, assieme ad altri, pur meno determinanti, ugualmente discutibili,</em> tuttavia nulla è compromesso ed è ancora possibile,<em>ci auguriamo di uscire dallo stadio di Lecco senza ulteriori episodi da rivedere, ma i nostri ragazzi non dovranno mollare mai. Lo hanno già fatto, sono in grado di rifarlo”. </em><em>Clima dunque arroventato in vista della gara di ritorno, che si preannuncia più combattuta che mai, ma soprattutto una bella gatta da pelare per la <strong>Lega di C</strong> e soprattutto l’<strong>A.I. A</strong>. che ora come non mai dovranno dare spiegazioni sulla scelta della direzione arbitrale della gara di andata, che ad ogni modo ha lasciato aperto il match di ritorno a qualunque risultato. </em><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/serie-c-finale-andata-playoff-trionfo-lecco-foggia-ko/">Serie C: Finale andata playoff, trionfo Lecco, Foggia ko</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Gran Galà del Calcio 2022: Rafael Leao miglior giocatore, Pioli miglior allenatore</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/gran-gala-del-calcio-2022-rafael-leao-miglior-giocatore-pioli-miglior-allenatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 05:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=78213</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/10/GranGala-1200x800.jpg"/></p>
<p>Serata a forti tinte rossonere quella dell’undicesimo Gran Galà del calcio organizzato dall’Assocalciatori, nella cornice di Rho-Milano Fiera: ben sette premi per il <strong>Milan</strong>, premiata come <strong>migliore società della stagione 2021-22</strong> dopo la vittoria dello Scudetto. Come miglior calciatore della scorsa stagione è stato eletto <strong>Rafael Leao,</strong> a <strong>Stefano Pioli</strong> il premio di miglior allenatore, gol più bello dell’anno quello di <strong>Theo Hernandez</strong> contro l’Atalanta nella sfida vinta dal Milan per 2-0. Fra gli altri riconoscimenti, miglior calciatrice Lisa Boattin mentre Federico Gatti è stato premiato come miglior giocatore della Serie B.</p>
<p>Durante la premiazione sono intervenuti diversi protagonisti della serata, tra cui Stefano Pioli: <em>“Personalmente è stato l’anno più bello della mia vita, ho avuto una grande fortuna, quella di avere un club alle spalle fantastico che mi ha sostenuto e mi ha aiutato. Ho avuto un gruppo di giocatori eccezionali, siamo riusciti a creare un ambiente che mi piace definire magico, dove tutti siamo riusciti a rendere al meglio delle nostre potenzialità. La scintilla? E’ scattata a Milanello, con l’appoggio dei nostri dirigenti, ma soprattutto col lavoro quotidiano, quest’aria positiva che ci permette tutti i giorni di mettere in campo il massimo del nostro potenziale”</em>, ha dichiarato.</p>
<p>Durante la serata è stata anche svelata la<strong> top 11</strong> dello scorso campionato: Maignan è stato scelto come miglior portiere mentre Di Lorenzo, Bremer, Tomori e Theo Hernandez sono stati i migliori difensori. Il premio dei tre migliori centrocampisti è stato assegnato a Barella, Brozovic e Milinkovic-Savic mentre Vlahovic, Immobile e Leao hanno completato la miglior rosa del campionato.</p>
<p><strong>GRAN GALA DEL CALCIO AIC 2022 (Per la stagione calcistica ’21-22)</strong></p>
<p>Miglior società: Milan;</p>
<p>Miglior allenatore: Stefano Pioli (Milan);</p>
<p>Miglior calciatore: Rafael Leao (Milan);</p>
<p>Miglior calciatrice: Lisa Boattin (Juventus);</p>
<p>Miglior arbitro: Daniele Orsato;</p>
<p>Miglior giovane Serie B: Federico Gatti (Frosinone);</p>
<p>Miglior gol maschile: Theo Hernandez (vs Atalanta);</p>
<p>Miglior gol femminile: Rosucci (vs Roma)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/gran-gala-del-calcio-2022-rafael-leao-miglior-giocatore-pioli-miglior-allenatore/">Gran Galà del Calcio 2022: Rafael Leao miglior giocatore, Pioli miglior allenatore</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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Durante la premiazione sono intervenuti diversi protagonisti della serata, tra cui Stefano Pioli: <em>“Personalmente è stato l’anno più bello della mia vita, ho avuto una grande fortuna, quella di avere un club alle spalle fantastico che mi ha sostenuto e mi ha aiutato. Ho avuto un gruppo di giocatori eccezionali, siamo riusciti a creare un ambiente che mi piace definire magico, dove tutti siamo riusciti a rendere al meglio delle nostre potenzialità. La scintilla? E’ scattata a Milanello, con l’appoggio dei nostri dirigenti, ma soprattutto col lavoro quotidiano, quest’aria positiva che ci permette tutti i giorni di mettere in campo il massimo del nostro potenziale”</em>, ha dichiarato.

Durante la serata è stata anche svelata la<strong> top 11</strong> dello scorso campionato: Maignan è stato scelto come miglior portiere mentre Di Lorenzo, Bremer, Tomori e Theo Hernandez sono stati i migliori difensori. Il premio dei tre migliori centrocampisti è stato assegnato a Barella, Brozovic e Milinkovic-Savic mentre Vlahovic, Immobile e Leao hanno completato la miglior rosa del campionato.

<strong>GRAN GALA DEL CALCIO AIC 2022 (Per la stagione calcistica ’21-22)</strong>

Miglior società: Milan;

Miglior allenatore: Stefano Pioli (Milan);

Miglior calciatore: Rafael Leao (Milan);

Miglior calciatrice: Lisa Boattin (Juventus);

Miglior arbitro: Daniele Orsato;

Miglior giovane Serie B: Federico Gatti (Frosinone);

Miglior gol maschile: Theo Hernandez (vs Atalanta);

Miglior gol femminile: Rosucci (vs Roma)<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/gran-gala-del-calcio-2022-rafael-leao-miglior-giocatore-pioli-miglior-allenatore/">Gran Galà del Calcio 2022: Rafael Leao miglior giocatore, Pioli miglior allenatore</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Lutto nel mondo del calcio, è morto a 62 anni Gian Piero Ventrone</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/lutto-nel-mondo-del-calcio-e-morto-a-62-anni-gian-piero-ventrone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 11:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=77823</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-06-alle-15.05.49.png"/></p>
<p>Una brutta notizia ha sconvolto il mondo del calcio, all’età di 62 anni è morto Gian Piero Ventrone. Napoletano doc ha fatto la storia nel campo della preparazione fisica delle squadre di calcio. Dal novembre del 2021 con l’arrivo di Conte si occupava della preparazione del Tottenham dopo aver passato una vita alla Juventus, proprio quando l’attuale allenatore degli Spurs giocava con i bianconeri.</p>
<p>A introdurlo nel mondo del calcio fu Marcello Lippi nel 1994. Metodi rivoluzionari dal punto di vista del fitness che portarono alla costruzione di una delle Juventus più forti di sempre. Dalla conquista della Champions League nel 1996 ai vari scudetti con Lippi alla guida. Era tornato nel mondo del calcio con l’Ajaccio quando in panchina c’era Fabrizio Ravanelli, un altro dei “suoi”. Poi Catania e l’esperienza in Cina con Fabio Cannavaro al Guanzhou.</p>
<p>“Siamo devastati nell’annunciare la scomparsa del preparatore atletico Gian Piero Ventrone”. Così il Tottenham, sul proprio sito internet, dà la notizia della scomparsa di un professionista che il tecnico, Antonio Conte, aveva voluto con sè nel novembre del 2021 al suo arrivo sulla panchina degli Spurs. “Amabile fuori dal campo quanto esigente dentro, Gian Piero è diventato rapidamente una figura estremamente popolare tra i giocatori e lo staff – scrive ancora il club londinese -. Mancherà molto a tutti e i nostri pensieri sono con la sua famiglia e i suoi amici in questo momento incredibilmente triste”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/lutto-nel-mondo-del-calcio-e-morto-a-62-anni-gian-piero-ventrone/">Lutto nel mondo del calcio, è morto a 62 anni Gian Piero Ventrone</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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A introdurlo nel mondo del calcio fu Marcello Lippi nel 1994. Metodi rivoluzionari dal punto di vista del fitness che portarono alla costruzione di una delle Juventus più forti di sempre. Dalla conquista della Champions League nel 1996 ai vari scudetti con Lippi alla guida. Era tornato nel mondo del calcio con l’Ajaccio quando in panchina c’era Fabrizio Ravanelli, un altro dei “suoi”. Poi Catania e l’esperienza in Cina con Fabio Cannavaro al Guanzhou.

“Siamo devastati nell’annunciare la scomparsa del preparatore atletico Gian Piero Ventrone”. Così il Tottenham, sul proprio sito internet, dà la notizia della scomparsa di un professionista che il tecnico, Antonio Conte, aveva voluto con sè nel novembre del 2021 al suo arrivo sulla panchina degli Spurs. “Amabile fuori dal campo quanto esigente dentro, Gian Piero è diventato rapidamente una figura estremamente popolare tra i giocatori e lo staff – scrive ancora il club londinese -. Mancherà molto a tutti e i nostri pensieri sono con la sua famiglia e i suoi amici in questo momento incredibilmente triste”<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/lutto-nel-mondo-del-calcio-e-morto-a-62-anni-gian-piero-ventrone/">Lutto nel mondo del calcio, è morto a 62 anni Gian Piero Ventrone</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Argentina si diverte con la Giamaica, vincono Brasile e Colombia</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/largentina-si-diverte-con-la-giamaica-vincono-brasile-e-colombia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 07:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=77547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Italy-v-Argentina-Finalissima-2022-11-1200x800.jpeg"/></p>
<p>Prosegue l'imbattibilità dell'<strong>Argentina</strong>, che alla Red Bull Arena di Harrison travolge in amichevole la <strong>Giamaica</strong> per 3-0 portando così a 35 partite la sua striscia positiva. L'undici di Scaroni trova il vantaggio al 13' con Alvarez, su assist dell'interista Martinez, e poi chiude i conti nella ripresa con una doppietta di Messi, a segno all'87' e al 90'. Partito tra i titolari anche lo juventino Di Maria, mentre il nerazzurro Correa subentra nel secondo tempo; per il romanista Dybala nemmeno il posto in panchina.</p>
<p>Vince anche il Brasile nell'amichevole giocata a Parigi contro la Tunisia per 5-1 ma a far discutere è stato l'episodio razzista. Un tifoso ha lanciato una <strong>banana</strong> verso <strong>Richarlison</strong> che stava festeggiando il gol del 2-1. L'attaccante del Tottenham, subito dopo aver segnato, ha iniziato a esultare vicino al calcio d'angolo e, mentre rientrava verso centrocampo, dagli spalti è stata lanciata una banana che è caduta vicino ai suoi piedi.</p>
<p>Successo in rimonta al Levi's Stadium di Santa Clara per la <strong>Colombia</strong> dello juventino Cuadrado, che sotto di 2-0 (Vega-Arteaga in 29') supera il Messico per 3-2 con una doppietta di Sinisterra e il gol decisivo di Barrios. All'Audi Field di Washington, 4-1 del <strong>Perù</strong> su El Salvador con rigore del momentaneo 2-1 realizzato da Lapadula. L'Honduras, infine, supera il Guatemala per 2-1.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/largentina-si-diverte-con-la-giamaica-vincono-brasile-e-colombia/">L&#8217;Argentina si diverte con la Giamaica, vincono Brasile e Colombia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Italy-v-Argentina-Finalissima-2022-11-1200x800.jpeg"/></p>Prosegue l'imbattibilità dell'<strong>Argentina</strong>, che alla Red Bull Arena di Harrison travolge in amichevole la <strong>Giamaica</strong> per 3-0 portando così a 35 partite la sua striscia positiva. L'undici di Scaroni trova il vantaggio al 13' con Alvarez, su assist dell'interista Martinez, e poi chiude i conti nella ripresa con una doppietta di Messi, a segno all'87' e al 90'. Partito tra i titolari anche lo juventino Di Maria, mentre il nerazzurro Correa subentra nel secondo tempo; per il romanista Dybala nemmeno il posto in panchina.

Vince anche il Brasile nell'amichevole giocata a Parigi contro la Tunisia per 5-1 ma a far discutere è stato l'episodio razzista. Un tifoso ha lanciato una <strong>banana</strong> verso <strong>Richarlison</strong> che stava festeggiando il gol del 2-1. L'attaccante del Tottenham, subito dopo aver segnato, ha iniziato a esultare vicino al calcio d'angolo e, mentre rientrava verso centrocampo, dagli spalti è stata lanciata una banana che è caduta vicino ai suoi piedi.

Successo in rimonta al Levi's Stadium di Santa Clara per la <strong>Colombia</strong> dello juventino Cuadrado, che sotto di 2-0 (Vega-Arteaga in 29') supera il Messico per 3-2 con una doppietta di Sinisterra e il gol decisivo di Barrios. All'Audi Field di Washington, 4-1 del <strong>Perù</strong> su El Salvador con rigore del momentaneo 2-1 realizzato da Lapadula. L'Honduras, infine, supera il Guatemala per 2-1.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/largentina-si-diverte-con-la-giamaica-vincono-brasile-e-colombia/">L&#8217;Argentina si diverte con la Giamaica, vincono Brasile e Colombia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Grazie Mister! Tutti i segreti degli allenatori di calcio di successo</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/grazie-mister-tutti-i-segreti-degli-allenatori-di-calcio-di-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 15:35:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=71325</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>A partire dalle categorie giovanili, fino ad arrivare alla Nazionale maggiore in corsa per i maggiori trofei internazionali, l'uomo che dirige la squadra a bordo campo è l'anima, la mente e il motore del gruppo dei giocatori. Le sue competenze devono includere un'accurata gestione della comunicazione, un'innata capacità a ricoprire un ruolo di leadership anche nei confronti di spogliatoi zeppi di stelle del pallone, insieme ad una visione d'insieme che non perde mai di vista il gioco e l'obiettivo finale, anche a costo di scelte difficili. Oggi, analizzeremo brevemente alcune delle caratteristiche che hanno reso grandi alcuni tra i più famosi CT.</p>
<h3><strong><em>La ragione, la tecnica e il cuore</em></strong></h3>
<p>Durante la partita, gli occhi di <a href="https://www.football-magazine.it/ufficiale-antonio-conte-e-il-nuovo-allenatore-del-tottenham/">Antonio Conte</a> sono costantemente fissi sui movimenti dei suoi giocatori. Nel calcio di Conte, il metodo principale è la concentrazione sul risultato da raggiungere. Ed è per questo che le squadre guidate dall'ex centrocampista juventino sembrano avere tutte una caratteristica in comune: la fame di vittoria. Il successo non è solo la perfezione tecnica, ma anche l'impegno, la puntualità, la serietà e l'abnegazione. Conte sa schierarsi dalla parte dei suoi, gli fa scudo contro gli attacchi della stampa, si prende tutte le responsabilità. Perché in campo non devono esserci distrazioni, ma solo un gruppo che cerca il gol.</p>
<p>A testa bassa, per ripetere schemi che possono risultare vincenti durante il prossimo confronto in campo: il rigore, alle volte al limite del maniacale, di Maurizio Sarri è senza dubbio l'elemento principale della sua filosofia di allenamento. Lavoro duro, senza concedere (quasi) niente al caso. Sarri è stimato da molti dei suoi colleghi proprio per questo, nonostante il suo carattere spesso un po’ spigoloso non gli permetta sempre di godere dei favori della stampa. La doccia fredda dell'esonero dalla Juve non ha fermato la sua carriera, che è adesso legata alla Lazio.</p>
<p>Per parlare di cuore, quello di un allenatore che infiammava la panchina e scaldava la curva, dobbiamo fare un piccolo passo indietro, fino al 1993, l'anno in cui Carlo Mazzone, dopo aver girato diverse panchine di club italiani, arrivava alla Roma. Mazzone non era solo il CT, era quasi il padre affettuoso di quel gruppo capitanato da Giuseppe Giannini. Pochi come lui hanno saputo dimostrare serietà e impegno, senza paura di far trapelare la profonda emozione provata ad ogni sfida.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-71326" src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/12/football-g31e1c760f_1920.jpeg" alt="" width="1200" height="804" /></p>
<h3><em><strong>Come gestire la squadra, tra gioco e società</strong></em></h3>
<p>Quando si entra nel mondo del professionismo, le sfide da affrontare si moltiplicano, sia in campo che fuori. Il CT deve saper gestire le sue risorse in modo ottimale anche in presenza di un <a href="https://www.pokerstars.it/it/blog/notizie_1/notizie_pokerstars/2021/il-troppo-stroppia-il-calendario-fitto-h-187406.shtml">calendario ricco di appuntamenti</a>: un compito che spesso mette a dura prova anche gli allenatori più esperti. E, per quanto riguarda le grandi società, questo significa considerare, oltre ai tempi di recupero, anche le trasferte ed eventuali sessioni di allenamento extra, dovute alla partecipazione a competizioni internazionali.</p>
<p>Lo sa bene Roberto Mancini, il principale responsabile della rinascita della nazionale, colui che ha saputo raccogliere le ceneri di una gestione piuttosto mediocre delle tante risorse calcistiche italiane, riportando sul campo un gruppo affiatato, tecnicamente preparato e, finalmente, anche divertente da guardare. Il calcio di Mancini è veloce e pieno di quella grinta indispensabile a formare il tessuto di una squadra solida, ma che riesce ad essere anche imprevedibile. L'uomo Mancini è asciutto ed essenziale, ed ha tra i suoi idoli Michael Jordan, gran campione e motivatore. Gestire un gruppo potenzialmente “scollato” come quello della Nazionale, d'altronde, è un privilegio, ma anche una sfida che solo i più grandi sanno affrontare.</p>
<p>La Roma è forse la squadra dove si continua a sentire pesantemente il clima di una società che deve ancora assestarsi dopo i recenti avvicendamenti ai vertici. Dopo varie vicissitudini, sulla panchina giallorossa approderà José Mourinho, che sembra essere già in buona sintonia con l'attuale gestione Friedkin. Uomo dalla forte personalità e che, per <a href="https://www.gonfialarete.com/2020/05/22/inter-mourinho-tutti-i-segreti-del-mio-triplete-materazzi-inter/">sua stessa ammissione</a>, lavora al meglio quando sente la passione vibrare sia in campo che fuori.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-71327" src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/12/bleachers-g9cec88fbd_1920.jpeg" alt="" width="1200" height="746" /></p>
<h3><em><strong>Il metodo dei mister vincenti</strong></em></h3>
<p>L'importanza dell'unità e della coesione del gruppo è sempre stata alla base del pensiero di Marcello Lippi. Niente deve essere affidato al caso, perché una vittoria non si raggiunge attraverso il genio del singolo, ma con un lavoro che porta ciascun componente della rosa a dare il meglio di sé e diventare, quindi, un potenziale campione. La sua nazionale, vittoriosa nei Mondiali del 2006, era indubbiamente benedetta da talenti indiscussi, ma è riuscita nell'arduo intento di sollevare la coppa proprio per aver lasciato da parte eventuali individualismi.</p>
<p>La sete di conoscenza degli appassionati di calcio ha addirittura spinto nientedimeno che Massimiliano Allegri a curare un’App totalmente dedicata a scoprire alcune delle tecniche utilizzate dal famoso CT. Dalla gestione della squadra al regime alimentare, si tratta di un vero “corso” per aspiranti allenatori. Dall’alto dei suoi numerosi successi nel massimo campionato italiano, Allegri ha d’altronde dimostrato una continuità davvero senza pari.</p>
<p>Detentore del record di vittorie consecutive in Serie A (ben 58), Fabio Capello con il Milan ha vinto praticamente tutto, per poi inanellare una serie di successi anche in Spagna e riuscire a far conquistare uno scudetto alla Roma. Nel 2018 annuncia il suo ritiro definitivo dal calcio. Sostenitore della tecnologia in campo, Capello ama un gioco solido e organizzato, dove non c’è spazio per favoritismi o atteggiamenti umorali. Da alcuni giudicato un po’ arcigno, amava le sfide, sapeva tirare fuori il meglio da ogni giocatore e, anche quando subiva critiche, tirava dritto.</p>
<p>Al di là dei suoi successi in diversi massimi campionati europei, Giovanni Trapattoni è forse l'allenatore più iconico del panorama calcistico italiano. Amante della lezione olandese del calcio totale, ma sapiente nel gestire opportuni e impenetrabili moduli difensivi, il Trap ha emozionato intere generazioni di fan del calcio, sia per il suo gioco che per la sua capacità di trasmettere quasi in modo “viscerale” la sua passione. Non si possono dimenticare le sue dichiarazioni alla stampa, alle volte un po’ bizzarre, ma sempre sincere, e che lasciavano trasparire un entusiasmo mai sopito. Perché, nel calcio e nella vita, la partita “<em>si gioca fino alla fine!</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/grazie-mister-tutti-i-segreti-degli-allenatori-di-calcio-di-successo/">Grazie Mister! Tutti i segreti degli allenatori di calcio di successo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>A partire dalle categorie giovanili, fino ad arrivare alla Nazionale maggiore in corsa per i maggiori trofei internazionali, l'uomo che dirige la squadra a bordo campo è l'anima, la mente e il motore del gruppo dei giocatori. Le sue competenze devono includere un'accurata gestione della comunicazione, un'innata capacità a ricoprire un ruolo di leadership anche nei confronti di spogliatoi zeppi di stelle del pallone, insieme ad una visione d'insieme che non perde mai di vista il gioco e l'obiettivo finale, anche a costo di scelte difficili. Oggi, analizzeremo brevemente alcune delle caratteristiche che hanno reso grandi alcuni tra i più famosi CT.
<h3><strong><em>La ragione, la tecnica e il cuore</em></strong></h3>
Durante la partita, gli occhi di <a href="https://www.football-magazine.it/ufficiale-antonio-conte-e-il-nuovo-allenatore-del-tottenham/">Antonio Conte</a> sono costantemente fissi sui movimenti dei suoi giocatori. Nel calcio di Conte, il metodo principale è la concentrazione sul risultato da raggiungere. Ed è per questo che le squadre guidate dall'ex centrocampista juventino sembrano avere tutte una caratteristica in comune: la fame di vittoria. Il successo non è solo la perfezione tecnica, ma anche l'impegno, la puntualità, la serietà e l'abnegazione. Conte sa schierarsi dalla parte dei suoi, gli fa scudo contro gli attacchi della stampa, si prende tutte le responsabilità. Perché in campo non devono esserci distrazioni, ma solo un gruppo che cerca il gol.

A testa bassa, per ripetere schemi che possono risultare vincenti durante il prossimo confronto in campo: il rigore, alle volte al limite del maniacale, di Maurizio Sarri è senza dubbio l'elemento principale della sua filosofia di allenamento. Lavoro duro, senza concedere (quasi) niente al caso. Sarri è stimato da molti dei suoi colleghi proprio per questo, nonostante il suo carattere spesso un po’ spigoloso non gli permetta sempre di godere dei favori della stampa. La doccia fredda dell'esonero dalla Juve non ha fermato la sua carriera, che è adesso legata alla Lazio.

Per parlare di cuore, quello di un allenatore che infiammava la panchina e scaldava la curva, dobbiamo fare un piccolo passo indietro, fino al 1993, l'anno in cui Carlo Mazzone, dopo aver girato diverse panchine di club italiani, arrivava alla Roma. Mazzone non era solo il CT, era quasi il padre affettuoso di quel gruppo capitanato da Giuseppe Giannini. Pochi come lui hanno saputo dimostrare serietà e impegno, senza paura di far trapelare la profonda emozione provata ad ogni sfida.

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<h3><em><strong>Come gestire la squadra, tra gioco e società</strong></em></h3>
Quando si entra nel mondo del professionismo, le sfide da affrontare si moltiplicano, sia in campo che fuori. Il CT deve saper gestire le sue risorse in modo ottimale anche in presenza di un <a href="https://www.pokerstars.it/it/blog/notizie_1/notizie_pokerstars/2021/il-troppo-stroppia-il-calendario-fitto-h-187406.shtml">calendario ricco di appuntamenti</a>: un compito che spesso mette a dura prova anche gli allenatori più esperti. E, per quanto riguarda le grandi società, questo significa considerare, oltre ai tempi di recupero, anche le trasferte ed eventuali sessioni di allenamento extra, dovute alla partecipazione a competizioni internazionali.

Lo sa bene Roberto Mancini, il principale responsabile della rinascita della nazionale, colui che ha saputo raccogliere le ceneri di una gestione piuttosto mediocre delle tante risorse calcistiche italiane, riportando sul campo un gruppo affiatato, tecnicamente preparato e, finalmente, anche divertente da guardare. Il calcio di Mancini è veloce e pieno di quella grinta indispensabile a formare il tessuto di una squadra solida, ma che riesce ad essere anche imprevedibile. L'uomo Mancini è asciutto ed essenziale, ed ha tra i suoi idoli Michael Jordan, gran campione e motivatore. Gestire un gruppo potenzialmente “scollato” come quello della Nazionale, d'altronde, è un privilegio, ma anche una sfida che solo i più grandi sanno affrontare.

La Roma è forse la squadra dove si continua a sentire pesantemente il clima di una società che deve ancora assestarsi dopo i recenti avvicendamenti ai vertici. Dopo varie vicissitudini, sulla panchina giallorossa approderà José Mourinho, che sembra essere già in buona sintonia con l'attuale gestione Friedkin. Uomo dalla forte personalità e che, per <a href="https://www.gonfialarete.com/2020/05/22/inter-mourinho-tutti-i-segreti-del-mio-triplete-materazzi-inter/">sua stessa ammissione</a>, lavora al meglio quando sente la passione vibrare sia in campo che fuori.

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<h3><em><strong>Il metodo dei mister vincenti</strong></em></h3>
L'importanza dell'unità e della coesione del gruppo è sempre stata alla base del pensiero di Marcello Lippi. Niente deve essere affidato al caso, perché una vittoria non si raggiunge attraverso il genio del singolo, ma con un lavoro che porta ciascun componente della rosa a dare il meglio di sé e diventare, quindi, un potenziale campione. La sua nazionale, vittoriosa nei Mondiali del 2006, era indubbiamente benedetta da talenti indiscussi, ma è riuscita nell'arduo intento di sollevare la coppa proprio per aver lasciato da parte eventuali individualismi.

La sete di conoscenza degli appassionati di calcio ha addirittura spinto nientedimeno che Massimiliano Allegri a curare un’App totalmente dedicata a scoprire alcune delle tecniche utilizzate dal famoso CT. Dalla gestione della squadra al regime alimentare, si tratta di un vero “corso” per aspiranti allenatori. Dall’alto dei suoi numerosi successi nel massimo campionato italiano, Allegri ha d’altronde dimostrato una continuità davvero senza pari.

Detentore del record di vittorie consecutive in Serie A (ben 58), Fabio Capello con il Milan ha vinto praticamente tutto, per poi inanellare una serie di successi anche in Spagna e riuscire a far conquistare uno scudetto alla Roma. Nel 2018 annuncia il suo ritiro definitivo dal calcio. Sostenitore della tecnologia in campo, Capello ama un gioco solido e organizzato, dove non c’è spazio per favoritismi o atteggiamenti umorali. Da alcuni giudicato un po’ arcigno, amava le sfide, sapeva tirare fuori il meglio da ogni giocatore e, anche quando subiva critiche, tirava dritto.

Al di là dei suoi successi in diversi massimi campionati europei, Giovanni Trapattoni è forse l'allenatore più iconico del panorama calcistico italiano. Amante della lezione olandese del calcio totale, ma sapiente nel gestire opportuni e impenetrabili moduli difensivi, il Trap ha emozionato intere generazioni di fan del calcio, sia per il suo gioco che per la sua capacità di trasmettere quasi in modo “viscerale” la sua passione. Non si possono dimenticare le sue dichiarazioni alla stampa, alle volte un po’ bizzarre, ma sempre sincere, e che lasciavano trasparire un entusiasmo mai sopito. Perché, nel calcio e nella vita, la partita “<em>si gioca fino alla fine!</em>”

&nbsp;<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/grazie-mister-tutti-i-segreti-degli-allenatori-di-calcio-di-successo/">Grazie Mister! Tutti i segreti degli allenatori di calcio di successo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Guus Hiddink si ritira, tra titoli nazionali e Coppe Campioni</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/guus-hiddink-si-ritira-tra-titoli-nazionali-e-coppe-campioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 05:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/09/1631218790_980732_1631218982_noticia_normal.jpeg"/></p>
<p>Un allenatore vecchia scuola, con ideali ben precisi, sia dal punto di vista calcistico che personale, <strong>Guus Hiddink, </strong>a quasi 75 anni, ha detto basta: <strong>si ritira dal calcio </strong>dopo una carriera fatta di successi e qualche delusione.</p>
<p>Dopo aver vestito le maglie di diversi club olandesi da calciatore, centrocampista, ha iniziato come vice-allenatore al De Graafschap (squadra che lo ha lanciato e in cui ha concluso la sua esperienza sul campo) e al <strong>PSV Eindhoven, </strong>dove aiutava Jan Reker. Nel marzo 1987 è stato nominato tecnico della prima squadra: la stagione successiva ha guidato il PSV verso la gloria. <strong>Celebre è il “Triplete” della stagione 1987/88, </strong>in cui vinse non solo l’Eredivisie e la Coppa dei Paesi Bassi, ma anche la <strong>Coppa dei Campioni, </strong>battendo ai rigori il Benfica in finale a Stoccarda.</p>
<p>Di lì a poco iniziò a girare l’Europa: prima al <strong>Fenerbahce</strong>, poi al <strong>Valencia</strong>. Importantissima l’esperienza alla guida della <strong>nazionale olandese</strong> ai Mondiali del 1994, culminata con il quarto posto: ma il meglio doveva ancora venire. Vinse anche una Coppa Intercontinentale con il <strong>Real Madrid</strong> nel dicembre del 1998.</p>
<p>Nel 2002 guidò la <strong>Corea del Sud </strong>fino al quarto posto nei Mondiali dello stesso anno, in casa, tra luci, ombre e qualche polemica, diventando un eroe: lo stadio di Gwagju tutt’ora si chiama “Guus Hiddink Stadium”. Ed è tutto dire.</p>
<p>Si segnalano anche le esperienze al <strong>Chelsea </strong>(nel 2009 arrivò in semifinale contro il Barcellona, eliminato, anche in questo caso tra le polemiche, dal goal di Iniesta allo scadere) e alla guida di <strong>Russia, Turchia e Anzi</strong>: nell’ultimo anno ha allenato la <strong>nazionale di Curaçao </strong>e adesso annuncia il ritiro. Quattordici titoli in carriera, nazionali e internazionali: uno dei più celebri allenatori della storia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/guus-hiddink-si-ritira-tra-titoli-nazionali-e-coppe-campioni/">Guus Hiddink si ritira, tra titoli nazionali e Coppe Campioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/09/1631218790_980732_1631218982_noticia_normal.jpeg"/></p>Un allenatore vecchia scuola, con ideali ben precisi, sia dal punto di vista calcistico che personale, <strong>Guus Hiddink, </strong>a quasi 75 anni, ha detto basta: <strong>si ritira dal calcio </strong>dopo una carriera fatta di successi e qualche delusione.

Dopo aver vestito le maglie di diversi club olandesi da calciatore, centrocampista, ha iniziato come vice-allenatore al De Graafschap (squadra che lo ha lanciato e in cui ha concluso la sua esperienza sul campo) e al <strong>PSV Eindhoven, </strong>dove aiutava Jan Reker. Nel marzo 1987 è stato nominato tecnico della prima squadra: la stagione successiva ha guidato il PSV verso la gloria. <strong>Celebre è il “Triplete” della stagione 1987/88, </strong>in cui vinse non solo l’Eredivisie e la Coppa dei Paesi Bassi, ma anche la <strong>Coppa dei Campioni, </strong>battendo ai rigori il Benfica in finale a Stoccarda.

Di lì a poco iniziò a girare l’Europa: prima al <strong>Fenerbahce</strong>, poi al <strong>Valencia</strong>. Importantissima l’esperienza alla guida della <strong>nazionale olandese</strong> ai Mondiali del 1994, culminata con il quarto posto: ma il meglio doveva ancora venire. Vinse anche una Coppa Intercontinentale con il <strong>Real Madrid</strong> nel dicembre del 1998.

Nel 2002 guidò la <strong>Corea del Sud </strong>fino al quarto posto nei Mondiali dello stesso anno, in casa, tra luci, ombre e qualche polemica, diventando un eroe: lo stadio di Gwagju tutt’ora si chiama “Guus Hiddink Stadium”. Ed è tutto dire.

Si segnalano anche le esperienze al <strong>Chelsea </strong>(nel 2009 arrivò in semifinale contro il Barcellona, eliminato, anche in questo caso tra le polemiche, dal goal di Iniesta allo scadere) e alla guida di <strong>Russia, Turchia e Anzi</strong>: nell’ultimo anno ha allenato la <strong>nazionale di Curaçao </strong>e adesso annuncia il ritiro. Quattordici titoli in carriera, nazionali e internazionali: uno dei più celebri allenatori della storia.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/guus-hiddink-si-ritira-tra-titoli-nazionali-e-coppe-campioni/">Guus Hiddink si ritira, tra titoli nazionali e Coppe Campioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Amichevole Frosinone-Alatri: canarini in condizione</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/amichevole-frosinone-alatri-canarini-in-condizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Paniccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2021 16:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[Serie B]]></category>
		<category><![CDATA[frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Al centro sportivo “Capo i Prati” di Fiuggi continua la preparazione atletica del Frosinone Calcio in vista del prossimo campionato di Serie B. Nella giornata odierna la squadra allenata da Fabio Grosso è stata impegnata in un’amichevole interna, contro la formazione dell’Alatri Calcio, club di Promozione. Il match, terminato con il risultato di 11-0 è servito principalmente ad accumulare minuti nelle gambe, e a permettere a mister Grosso di far assimilare alla squadra i suoi dettami tattici. L’ex campione del mondo infatti, nello scorso campionato è subentrato nella fase finale del torneo al posto dell’ex allenatore dei Canarini, Alessandro Nesta e guidando la squadra alla salvezza.</p>
<h2>I nuovi innesti</h2>
<p>Sono partiti dal primo minuto i nuovi volti della campagna acquisti del Direttore Sportivo Guido Angelozzi: Gatti, Satariano e Haoudi. All’inizio della ripresa è invece sceso in campo anche l’altro nuovo volto del calciomercato, il difensore centrale Luka Koblar, aggregatosi alla squadra nel ritiro di Fiuggi appena qualche giorno fa. Nel finale di partita spazio anche per i molti ragazzi del gruppo Primavera: Giordani, Jirillo e Cangianello.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/amichevole-frosinone-alatri-canarini-in-condizione/">Amichevole Frosinone-Alatri: canarini in condizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Al centro sportivo “Capo i Prati” di Fiuggi continua la preparazione atletica del Frosinone Calcio in vista del prossimo campionato di Serie B. Nella giornata odierna la squadra allenata da Fabio Grosso è stata impegnata in un’amichevole interna, contro la formazione dell’Alatri Calcio, club di Promozione. Il match, terminato con il risultato di 11-0 è servito principalmente ad accumulare minuti nelle gambe, e a permettere a mister Grosso di far assimilare alla squadra i suoi dettami tattici. L’ex campione del mondo infatti, nello scorso campionato è subentrato nella fase finale del torneo al posto dell’ex allenatore dei Canarini, Alessandro Nesta e guidando la squadra alla salvezza.
<h2>I nuovi innesti</h2>
Sono partiti dal primo minuto i nuovi volti della campagna acquisti del Direttore Sportivo Guido Angelozzi: Gatti, Satariano e Haoudi. All’inizio della ripresa è invece sceso in campo anche l’altro nuovo volto del calciomercato, il difensore centrale Luka Koblar, aggregatosi alla squadra nel ritiro di Fiuggi appena qualche giorno fa. Nel finale di partita spazio anche per i molti ragazzi del gruppo Primavera: Giordani, Jirillo e Cangianello.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/amichevole-frosinone-alatri-canarini-in-condizione/">Amichevole Frosinone-Alatri: canarini in condizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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