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	<title>Mondiali di calcio &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
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	<title>Mondiali di calcio &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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		<title>Road to Brasil: Germania 1974</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-germania-1974/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 08:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coappa del Mondo 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania 1974]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[road to brasil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>In una Germania ancora divisa va in scena la decima edizione dei Mondiali dove la selezione dell’ovest vince il secondo titolo</em></p>
<p>Il viaggio verso Brasile 2014, continua facendo tappa in Germina dove nel 1974 nell’allora Germania ovest, andò in scena la decima edizione della Coppa del Mondo. Il I tedeschi vogliono ben figurare dopo i tragici episodi avvenuti due anni prima alle Olimpiadi di Monaco di Baviera e nulla viene lasciato al caso.</p>
<p>Le forze di polizia pattugliano gli stadi prima e durante ogni incontro, anche le sedi dei ritiri delle squadre nazionali sono strettamente vigilate ed ogni squadra viene scortata, per ogni incontro, dal ritiro fino all'ingresso nello stadio, per poi essere riaccompagnata in albergo, dopo la partita.</p>
<p>La formula del Mondiale cambia: per esigenze televisive viene aumentato il numero di partite, quindi dopo la consueta prima fase a gironi, le otto rimanenti formazioni vengono inserite in altri due gironi da quattro squadre. Le vincitrici dei due gironi disputano la finalissima, mentre le due seconde disputano la finale per il terzo posto.</p>
<p>Tra le sedici finaliste esordiscono ai mondiali la Germania Est (inserita nello stesso gruppo dei tedeschi occidentali), Haiti, l'Australia e lo Zaire, prima nazione subsahariana a raggiungere la fase finale della Coppa del Mondo. Ma le nuove arrivate faranno poca strada, eccezion fatta per i tedeschi d'oltre cortina che vinceranno il primo girone proprio davanti ai cugini d'occidente, sconfitti nel "derby". Inattesa è la qualificazione raggiunta dalla Polonia che, con un gioco armonico e moderno ha eliminato nelle fasi di qualificazione gli inglesi, campioni del mondo solo otto anni prima.</p>
<p>Le favorite della vigilia sono il Brasile, campione del mondo in carica, l'Italia vice campione, che ha ben figurato nell'anno precedente a questi mondiali, durante il girone di qualificazione, e nelle amichevoli successive, con vittorie di spicco in casa, coi brasiliani ed a Wembley, contro gli inglesi, in quella ch'è la prima vittoria dell'Italia in casa dell'Inghilterra, e la Germania padrona di casa; outsider l'Olanda del "calcio totale" e la stessa Polonia, oro olimpico due anni prima e guidata da Grzegorz Lato e Kazimierz Deyna.</p>
<p>Gli azzurri abbandonano presto la kermesse; il CT Ferruccio Valcareggi mantiene per larga misura la stessa rosa di quattro anni prima, molti elementi erano presenti anche alla disfatta del mondiale del 1966. Il Brasile supera a fatica la prima fase e non ingrana neanche nella seconda, perdendo con gli olandesi, e dovendosi accontentare della finale di consolazione, persa poi con la Polonia. In finale vanno i padroni di casa, e l'Olanda. Si scontrano due diverse tipologie d'intendere il calcio: la Germania Ovest, squadra con un gioco attento, preciso e applicato con criterio, contro l'Olanda che per tutto il torneo ha dato dimostrazione di netta superiorità su ogni avversario arrivando così alla finale con gli indiscutibili favori del pronostico.</p>
<p>L'Olanda 1974, per una felice e non comune coincidenza generazionale, annovera tra le sue file numerosi giocatori di assoluto talento individuale e si vale di moduli di gioco innovativi per l'epoca quali: la marcatura rigidamente a zona, l'applicazione della chiamata alla messa in fuorigioco degli attaccanti avversari, la copertura difensiva operata dagli attaccanti e l'utilizzo nelle fasi d'attacco dei difensori esterni di fascia nonché l'inserimento offensivo dei centrocampisti di interdizione.</p>
<p>L'applicazione di tali tattiche (ormai comunemente diffuse nel calcio odierno) valsero al gioco della squadra olandese la definizione di "calcio totale" in quanto ogni giocatore partecipava attivamente a tutte le azioni di gioco (sia offensive sia difensive) della propria squadra. La Germania Ovest può contare sulla classe, l'equilibrio e la visione di gioco del libero Franz Beckenbauer, sull'esperto Berti Vogts e sulle straordinarie capacità offensive di Gerd Müller.</p>
<p>L'Olanda su una squadra complessivamente più forte sia a livello individuale sia come collettivo di gioco, fra i vari spiccano il talento da fuoriclasse di Johan Cruijff, il centrocampista Johan Neeskens, regista di quella formidabile squadra e l'ala Johnny Rep. La finale ha un avvio insolito: appena battuto il calcio d'avvio, una azione corale degli olandesi porta Johan Cruijff ad essere atterrato in area di rigore. L'Olanda trasforma il conseguente rigore e passa in vantaggio. La partita sembra completamente nelle mani degli olandesi che probabilmente commettono la leggerezza di considerare l'incontro già acquisito. I tedeschi, per contro, hanno il merito di non darsi sconfitti contro un avversario favorito e già in vantaggio al primo minuto, non si disuniscono e disputano la loro migliore partita del torneo.</p>
<p>Acquisendo un progressivo controllo del gioco pareggiano anche loro su calcio di rigore e verso la fine del primo tempo un gol in agilità di Gerd Müller porta al riposo con i padroni di casa in vantaggio. Nella ripresa saranno vani gli insistenti attacchi della squadra olandese.</p>
<p>Vinceranno così i tedeschi, ma gli olandesi verranno ricordati per aver espresso un calcio tatticamente innovativo, divertente e brillante, votato all'attacco ed in grado di fornire ottime coperture difensive (l'Olanda risulta la squadra che ha subito meno gol del torneo), ma anche atletico e fisicamente dispendioso in quanto i moduli di gioco adottati imponevano una grande mobilità sul campo da parte di ogni giocatore.</p>
<p>La Germania Ovest vince il suo secondo mondiale e raggiunge l'Italia e l'Uruguay come numero di trofei vinti, entrambe seconde al solo Brasile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-germania-1974/">Road to Brasil: Germania 1974</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>In una Germania ancora divisa va in scena la decima edizione dei Mondiali dove la selezione dell’ovest vince il secondo titolo</em>

Il viaggio verso Brasile 2014, continua facendo tappa in Germina dove nel 1974 nell’allora Germania ovest, andò in scena la decima edizione della Coppa del Mondo. Il I tedeschi vogliono ben figurare dopo i tragici episodi avvenuti due anni prima alle Olimpiadi di Monaco di Baviera e nulla viene lasciato al caso.

Le forze di polizia pattugliano gli stadi prima e durante ogni incontro, anche le sedi dei ritiri delle squadre nazionali sono strettamente vigilate ed ogni squadra viene scortata, per ogni incontro, dal ritiro fino all'ingresso nello stadio, per poi essere riaccompagnata in albergo, dopo la partita.

La formula del Mondiale cambia: per esigenze televisive viene aumentato il numero di partite, quindi dopo la consueta prima fase a gironi, le otto rimanenti formazioni vengono inserite in altri due gironi da quattro squadre. Le vincitrici dei due gironi disputano la finalissima, mentre le due seconde disputano la finale per il terzo posto.

Tra le sedici finaliste esordiscono ai mondiali la Germania Est (inserita nello stesso gruppo dei tedeschi occidentali), Haiti, l'Australia e lo Zaire, prima nazione subsahariana a raggiungere la fase finale della Coppa del Mondo. Ma le nuove arrivate faranno poca strada, eccezion fatta per i tedeschi d'oltre cortina che vinceranno il primo girone proprio davanti ai cugini d'occidente, sconfitti nel "derby". Inattesa è la qualificazione raggiunta dalla Polonia che, con un gioco armonico e moderno ha eliminato nelle fasi di qualificazione gli inglesi, campioni del mondo solo otto anni prima.

Le favorite della vigilia sono il Brasile, campione del mondo in carica, l'Italia vice campione, che ha ben figurato nell'anno precedente a questi mondiali, durante il girone di qualificazione, e nelle amichevoli successive, con vittorie di spicco in casa, coi brasiliani ed a Wembley, contro gli inglesi, in quella ch'è la prima vittoria dell'Italia in casa dell'Inghilterra, e la Germania padrona di casa; outsider l'Olanda del "calcio totale" e la stessa Polonia, oro olimpico due anni prima e guidata da Grzegorz Lato e Kazimierz Deyna.

Gli azzurri abbandonano presto la kermesse; il CT Ferruccio Valcareggi mantiene per larga misura la stessa rosa di quattro anni prima, molti elementi erano presenti anche alla disfatta del mondiale del 1966. Il Brasile supera a fatica la prima fase e non ingrana neanche nella seconda, perdendo con gli olandesi, e dovendosi accontentare della finale di consolazione, persa poi con la Polonia. In finale vanno i padroni di casa, e l'Olanda. Si scontrano due diverse tipologie d'intendere il calcio: la Germania Ovest, squadra con un gioco attento, preciso e applicato con criterio, contro l'Olanda che per tutto il torneo ha dato dimostrazione di netta superiorità su ogni avversario arrivando così alla finale con gli indiscutibili favori del pronostico.

L'Olanda 1974, per una felice e non comune coincidenza generazionale, annovera tra le sue file numerosi giocatori di assoluto talento individuale e si vale di moduli di gioco innovativi per l'epoca quali: la marcatura rigidamente a zona, l'applicazione della chiamata alla messa in fuorigioco degli attaccanti avversari, la copertura difensiva operata dagli attaccanti e l'utilizzo nelle fasi d'attacco dei difensori esterni di fascia nonché l'inserimento offensivo dei centrocampisti di interdizione.

L'applicazione di tali tattiche (ormai comunemente diffuse nel calcio odierno) valsero al gioco della squadra olandese la definizione di "calcio totale" in quanto ogni giocatore partecipava attivamente a tutte le azioni di gioco (sia offensive sia difensive) della propria squadra. La Germania Ovest può contare sulla classe, l'equilibrio e la visione di gioco del libero Franz Beckenbauer, sull'esperto Berti Vogts e sulle straordinarie capacità offensive di Gerd Müller.

L'Olanda su una squadra complessivamente più forte sia a livello individuale sia come collettivo di gioco, fra i vari spiccano il talento da fuoriclasse di Johan Cruijff, il centrocampista Johan Neeskens, regista di quella formidabile squadra e l'ala Johnny Rep. La finale ha un avvio insolito: appena battuto il calcio d'avvio, una azione corale degli olandesi porta Johan Cruijff ad essere atterrato in area di rigore. L'Olanda trasforma il conseguente rigore e passa in vantaggio. La partita sembra completamente nelle mani degli olandesi che probabilmente commettono la leggerezza di considerare l'incontro già acquisito. I tedeschi, per contro, hanno il merito di non darsi sconfitti contro un avversario favorito e già in vantaggio al primo minuto, non si disuniscono e disputano la loro migliore partita del torneo.

Acquisendo un progressivo controllo del gioco pareggiano anche loro su calcio di rigore e verso la fine del primo tempo un gol in agilità di Gerd Müller porta al riposo con i padroni di casa in vantaggio. Nella ripresa saranno vani gli insistenti attacchi della squadra olandese.

Vinceranno così i tedeschi, ma gli olandesi verranno ricordati per aver espresso un calcio tatticamente innovativo, divertente e brillante, votato all'attacco ed in grado di fornire ottime coperture difensive (l'Olanda risulta la squadra che ha subito meno gol del torneo), ma anche atletico e fisicamente dispendioso in quanto i moduli di gioco adottati imponevano una grande mobilità sul campo da parte di ogni giocatore.

La Germania Ovest vince il suo secondo mondiale e raggiunge l'Italia e l'Uruguay come numero di trofei vinti, entrambe seconde al solo Brasile.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-germania-1974/">Road to Brasil: Germania 1974</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Road to Brasil: Costa Rica</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-rica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2014 15:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gruppo D]]></category>
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		<category><![CDATA[BRASILE 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Cost a Rica]]></category>
		<category><![CDATA[fifa]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>di Davide PITEO</p>
<p><em>Vincitrice di ben sei titoli continentali, il Costa Rica approda in Brasile con la chiara possibilità di poter far bene</em></p>
<p>Dopo aver analizzato il: Brasile, Argentina, Uruguay, Messico e Cile, la nostra marcia di avvicinamento ai mondiali ormai prossimi, continua con il Costa Rica, selezione che sarà avversaria dell’Italia nella fase a gruppi. Pensando al Costa Rica, vengono subito in mente le fantastiche bellezze naturali come le spiagge, di cui lo stato centro-americano è in possesso, ma in realtà anche a livello calcistico il Costa Rica può dire la sua, oltre ad avere un campionato seguitissimo e ricco di tanti buoni giocatori, la selezione centro – americana è anche in possesso di un discreto curriculum internazionale.</p>
<p>Infatti nel suo palmarès spiccano le tre vittorie ottenuto nella CONCACAF Gold Cup (1963, 1969, 1989) ma soprattutto le e sei vittorie nella Coppa delle Nazioni UNCAF ( meglio conosciuta come Coppa centroamericana, competizione calcistica alla quale partecipano le sette squadre nazionali dei Paesi dell'America centrale aderenti all'UNCAF: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panamá. Il torneo, che si tiene ogni due anni a partire dal 1991, vale anche come qualificazione per la CONCACAF Gold Cup).</p>
<p>A tali trofei continentali vanno aggiunte le tre partecipazioni ai mondiali del a cui si aggiungono tre edizioni della Coppa América, senza dimenticare il secondo posto ottenuto nella Gold Cup dello scorso anno. La storia della Costa Rica ai Mondiali è breve ma non priva di orgoglio.</p>
<p>La squadra vanta tre partecipazioni al Mondiale. Impegnata nelle qualificazioni per ogni edizione dal 1958, ha fatto il suo debutto nelle fasi finali solo a Italia 1990. L'esperienza dei costaricensi fu particolarmente positiva. In quell'occasione, guidati dall'allenatore serbo Bora Milutinović, raggiunsero sorprendentemente gli ottavi di finale, battendo Svezia e Scozia nel girone eliminatorio ma poi perdendo contro la Cecoslovacchia. Ci vollero altri tre tentativi perché i Ticos facessero la loro ricomparsa nella fase finale di un Mondiale, a Corea-Giappone 2002.</p>
<p>La compagine centramericana chiuse il girone con 4 punti, ma fu eliminata per la peggiore differenza reti nei confronti della Turchia. Nell'ultima partita, contro il Brasile, serviva un pareggio o una sconfitta con scarto ridotto. I caraibici riuscirono comunque a mostrare un gioco offensivo, ma uscirono sconfitti per 5-2. A conferma della difficoltà del girone, il Brasile avrebbe vinto il torneo, mentre la Turchia si sarebbe classificata terza.</p>
<p>La Costa Rica si qualificò al Mondiale per la seconda volta consecutiva guadagnando l'accesso a Germania 2006, ma si trattò della peggiore prestazione della squadra ai Mondiali. Nella partita inaugurale della manifestazione fu sconfitta per 4-2 dalla Germania padrona di casa (vana fu la doppietta di Paulo Wanchope) e nella seconda giornata fu superata dall'Ecuador per 3-0. Perse anche il terzo match contro la Polonia per 2-1. I Ticos non avevano mai lasciato un Mondiale senza nessuna vittoria. La Costa Rica, che aveva chiuso in testa il girone finale della zona CONCACAF nel 2002, aveva avuto un cammino ben più tortuoso verso Germania 2006, con l'alternarsi di ben tre allenatori. Tutto iniziò quando la doppia sfida contro Cuba, che pareva favorire i costaricani, stava quasi per condannare la squadra all'eliminazione.</p>
<p>Le due gare si conclusero in parità, ma la Costa Rica si qualificò per aver segnato più gol fuori casa (2) rispetto a Cuba (1). Nonostante la qualificazione, il commissario tecnico americano Steve Sampson fu licenziato per il risultato quasi catastrofico. La seconda fase, con il colombiano Jorge Luis Pinto in panchina, non si rivelò più facile. Il girone a quattro partì con due imbarazzanti sconfitte contro Honduras (5-2) e Guatemala (2-1). A quel punto riprese le redini della Nazionale Alexandre Guimarães, che aveva giocato per la Costa Rica nel 1990 e l'aveva guidata alla qualificazione per il Mondiale 2002.</p>
<p>Con il nuovo allenatore la squadra si riprese e non perse più, vincendo tre delle ultime quattro partite e finendo il girone al primo posto. Nell'ultima partita il pareggio senza reti contro Honduras ha eliminato gli avversari dal girone finale. Nell’ultimo raggruppamento, a sei, la Costa Rica ottenne cinque vittorie, un pareggio e quattro sconfitte, l'ultima delle quali all'ultima giornata, con la qualificazione già matematica. La vittoria decisiva fu quella contro gli Stati Uniti, battuti per 3-0 di fronte al pubblico costaricano.</p>
<p>Il miglior piazzamento della Costa Rica nella Gold Cup è il secondo posto conquistato nel 2002. La squadra ha vinto anche cinque volte la Coppa delle Nazioni UNCAF. Recentemente la Costa Rica è stata invitata a partecipare a tre Coppe America, e in una delle sue ultime due partecipazioni ha raggiunto i quarti di finale. Nel mese di marzo 2003 i Ticos hanno raggiunto la posizione più alta nel Ranking mondiale FIFA, il 17º posto, poi raggiunto di nuovo nel luglio, nell'agosto dello stesso anno e nel gennaio 2004. Nel novembre 2009 la Costa Rica ha fallito la qualificazione al mondiale sudafricano svoltosi l'anno successivo, perdendo lo spareggio contro l'Uruguay di Óscar Tabárez.</p>
<p>Quattro anni dopo invece i Ticos si qualificano per il Brasile con una giornata d'anticipo. Visto tale curriculum il Costa Rica è tra le formazioni che senza dubbio possono far bene, non solo nella fase ma anche in quella eliminatoria, ritagliandosi il ruolo di bella sorpresa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-rica/">Road to Brasil: Costa Rica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>di Davide PITEO

<em>Vincitrice di ben sei titoli continentali, il Costa Rica approda in Brasile con la chiara possibilità di poter far bene</em>

Dopo aver analizzato il: Brasile, Argentina, Uruguay, Messico e Cile, la nostra marcia di avvicinamento ai mondiali ormai prossimi, continua con il Costa Rica, selezione che sarà avversaria dell’Italia nella fase a gruppi. Pensando al Costa Rica, vengono subito in mente le fantastiche bellezze naturali come le spiagge, di cui lo stato centro-americano è in possesso, ma in realtà anche a livello calcistico il Costa Rica può dire la sua, oltre ad avere un campionato seguitissimo e ricco di tanti buoni giocatori, la selezione centro – americana è anche in possesso di un discreto curriculum internazionale.

Infatti nel suo palmarès spiccano le tre vittorie ottenuto nella CONCACAF Gold Cup (1963, 1969, 1989) ma soprattutto le e sei vittorie nella Coppa delle Nazioni UNCAF ( meglio conosciuta come Coppa centroamericana, competizione calcistica alla quale partecipano le sette squadre nazionali dei Paesi dell'America centrale aderenti all'UNCAF: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panamá. Il torneo, che si tiene ogni due anni a partire dal 1991, vale anche come qualificazione per la CONCACAF Gold Cup).

A tali trofei continentali vanno aggiunte le tre partecipazioni ai mondiali del a cui si aggiungono tre edizioni della Coppa América, senza dimenticare il secondo posto ottenuto nella Gold Cup dello scorso anno. La storia della Costa Rica ai Mondiali è breve ma non priva di orgoglio.

La squadra vanta tre partecipazioni al Mondiale. Impegnata nelle qualificazioni per ogni edizione dal 1958, ha fatto il suo debutto nelle fasi finali solo a Italia 1990. L'esperienza dei costaricensi fu particolarmente positiva. In quell'occasione, guidati dall'allenatore serbo Bora Milutinović, raggiunsero sorprendentemente gli ottavi di finale, battendo Svezia e Scozia nel girone eliminatorio ma poi perdendo contro la Cecoslovacchia. Ci vollero altri tre tentativi perché i Ticos facessero la loro ricomparsa nella fase finale di un Mondiale, a Corea-Giappone 2002.

La compagine centramericana chiuse il girone con 4 punti, ma fu eliminata per la peggiore differenza reti nei confronti della Turchia. Nell'ultima partita, contro il Brasile, serviva un pareggio o una sconfitta con scarto ridotto. I caraibici riuscirono comunque a mostrare un gioco offensivo, ma uscirono sconfitti per 5-2. A conferma della difficoltà del girone, il Brasile avrebbe vinto il torneo, mentre la Turchia si sarebbe classificata terza.

La Costa Rica si qualificò al Mondiale per la seconda volta consecutiva guadagnando l'accesso a Germania 2006, ma si trattò della peggiore prestazione della squadra ai Mondiali. Nella partita inaugurale della manifestazione fu sconfitta per 4-2 dalla Germania padrona di casa (vana fu la doppietta di Paulo Wanchope) e nella seconda giornata fu superata dall'Ecuador per 3-0. Perse anche il terzo match contro la Polonia per 2-1. I Ticos non avevano mai lasciato un Mondiale senza nessuna vittoria. La Costa Rica, che aveva chiuso in testa il girone finale della zona CONCACAF nel 2002, aveva avuto un cammino ben più tortuoso verso Germania 2006, con l'alternarsi di ben tre allenatori. Tutto iniziò quando la doppia sfida contro Cuba, che pareva favorire i costaricani, stava quasi per condannare la squadra all'eliminazione.

Le due gare si conclusero in parità, ma la Costa Rica si qualificò per aver segnato più gol fuori casa (2) rispetto a Cuba (1). Nonostante la qualificazione, il commissario tecnico americano Steve Sampson fu licenziato per il risultato quasi catastrofico. La seconda fase, con il colombiano Jorge Luis Pinto in panchina, non si rivelò più facile. Il girone a quattro partì con due imbarazzanti sconfitte contro Honduras (5-2) e Guatemala (2-1). A quel punto riprese le redini della Nazionale Alexandre Guimarães, che aveva giocato per la Costa Rica nel 1990 e l'aveva guidata alla qualificazione per il Mondiale 2002.

Con il nuovo allenatore la squadra si riprese e non perse più, vincendo tre delle ultime quattro partite e finendo il girone al primo posto. Nell'ultima partita il pareggio senza reti contro Honduras ha eliminato gli avversari dal girone finale. Nell’ultimo raggruppamento, a sei, la Costa Rica ottenne cinque vittorie, un pareggio e quattro sconfitte, l'ultima delle quali all'ultima giornata, con la qualificazione già matematica. La vittoria decisiva fu quella contro gli Stati Uniti, battuti per 3-0 di fronte al pubblico costaricano.

Il miglior piazzamento della Costa Rica nella Gold Cup è il secondo posto conquistato nel 2002. La squadra ha vinto anche cinque volte la Coppa delle Nazioni UNCAF. Recentemente la Costa Rica è stata invitata a partecipare a tre Coppe America, e in una delle sue ultime due partecipazioni ha raggiunto i quarti di finale. Nel mese di marzo 2003 i Ticos hanno raggiunto la posizione più alta nel Ranking mondiale FIFA, il 17º posto, poi raggiunto di nuovo nel luglio, nell'agosto dello stesso anno e nel gennaio 2004. Nel novembre 2009 la Costa Rica ha fallito la qualificazione al mondiale sudafricano svoltosi l'anno successivo, perdendo lo spareggio contro l'Uruguay di Óscar Tabárez.

Quattro anni dopo invece i Ticos si qualificano per il Brasile con una giornata d'anticipo. Visto tale curriculum il Costa Rica è tra le formazioni che senza dubbio possono far bene, non solo nella fase ma anche in quella eliminatoria, ritagliandosi il ruolo di bella sorpresa.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/road-to-brasil-costa-rica/">Road to Brasil: Costa Rica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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