Crisi Parma: Dalla Coppa Uefa al rischio fallimento

Passaggi di proprietà poco chiari. E lo spettro del calcio scommesse. Il club emiliano è nel caos

di Jacopo Trevisani

Sembra di rivivere un incubo a Parma. Dopo la tremenda crisi che coinvolse la Parmalat e, di conseguenza, l’allora presidente Tanzi, la società ducale fu costretta ad un massiccio ridimensionamento. Ora, nonostante paradossalmente i debiti accumulati dal presidente Ghirardi siano decisamente minori rispetto a quelli della Parmalat del 2003, il Parma rischia di avere addirittura peggior sorte. Complici, anzi protagonisti in assoluto, gli stipendi che mancano da luglio nei conti correnti di tutti i dipendenti della compagine emiliana. I creditori, giunti ormai al settimo mese inoltrato senza avere paga, sembrano inesorabilmente orientati a chiedere la messa in mora della società. Ma cosa è, in termini pratici, la messa in mora? Sostanzialmente è la richiesta, da parte del debitore verso il creditore, di rispettare gli impegni economici presi in seguito alla firma dei contratti; un ‘battere cassa’ in circostanze diverse.

Ovviamente ora la situazione è tutta nelle mani tremolanti del neo presidente Manenti, che ha rilevato una società senza un euro in cassaforte e con circa 40/50 milioni di Euro di arretrati. Un mistero la figura di Manenti, così come rimane  misterioso il modo in cui è stato avallato, pochi mesi prima, il passaggio di proprietà verso l’albanese Rezart Taçi, fuggito non appena accortosi della voragine nei conti parmensi. Cratere che si è aperto e progressivamente dilatato a dismisura grazie ad una scellerata gestione del club da parte dell’ex patron Ghirardi, capace di acquistare la bellezza di oltre 200 giocatori a cavallo tra il 2013 e il 2014, nella speranza di guadagnarci delle plusvalenze che, evidentemente, non si sono mai  verificate. L’altra prospettiva, ancor meno allettante per i tifosi gialloblu, è quella del fallimento pilotato e, di conseguenza, l’assenza permanente della prima squadra – e verosimilmente di tutte le giovanili – dal campionato d’appartenenza.

E’ comunque questione di giorni, se non di ore, perché la pazienza dei dipendenti è finita, capitanati dall’ormai onnipresente in tv Alessandro Lucarelli, capitano e giocatore del Parma da 7 anni. L’attesa rimasta è solamente quella per l’incontro tra Manenti, rintracciabile a fasi alterne, il sindaco di Parma Pizzarotti e il mister Donadoni. Intanto, a Collecchio chiude lo store Errea e gli ufficiali giudiziari ordinano la sottrazione di computer e furgoni. Probabilmente la ‘Dead Line’, già vicina da tempo, è decisamente prossima ad essere superata.

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