Serie A: Bentornata Fiorentina, vincono anche Samp e Sassuolo

16^ GIORNATA IL PUNTO – Successi di… rigore. Reduci dalla disastrosa campagna europea – dove solo l’Inter ha evitato la sconfitta, ma non la “retrocessione” in Europa League – le nostre compagini hanno ripreso la marcia in campionato. Negli anticipi del sabato, la Juve capolista e proprio la formazione di mister Spalletti (sul quale sono piovute critiche non propriamente velate in settimana) sono riuscite a superare rispettivamente Torino e Udinese entrambe grazie ad un tiro dagli undici metri e con prestazioni certamente poco brillanti. A rubare la scena nel suo primo derby della Mole è stato Cristiano Ronaldo, autore del penalty trasformato (con tanto di spallata provocatoria nei confronti del secondo portiere granata Ichazo), che si è caricato sulle spalle tutta la sua squadra apparsa più stanca del solito e per questo molto meno lucida rispetto alle uscite precedenti. Il numero 7 bianconero (giunto all’11esimo timbro stagionale), di pari passo con il suo nuovo club, continua a seminare record su record: il suo gol è stato il numero 5.000 della storia juventina in Serie A così come i 46 punti accumulati in queste prime 16 giornate rappresentano il primato europeo assoluto da parte del club piemontese. Ma se non ci fossero stati questi numeri a certificare la supremazia bianconera rispetto alla concorrenza, sarebbe stato difficile parlare di tre punti meritatamente conquistati.

Merito senza dubbio di un Toro mai domo che, sul piano prettamente fisico e atletico, non ha concesso nulla alla squadra dei record. Soprattutto nel primo tempo, difficilmente si è vista una Juve così in difficoltà: l’aggressività dei padroni di casa ha fatto andare in tilt il centrocampo allestito da Allegri e nell’arco di 60 minuti numerosi sono stati i palloni buttati o mal distribuiti dalla linea a tre formata da Emre Can, Pjanic e Matuidi (con il francese lievemente più preciso rispetto agli altri due). La percentuale delle palle perse dai bianconeri al termine della prima frazione non era mai stata così alta. Se non fosse stato per il rigore decretato dal Signor Guida (per atterramento in area di Mandzukic, dopo uscita avventata dell’estremo Ichazo per “riparare” ad un assurdo retropassaggio di Zaza), con ogni probabilità la stracittadina piemontese sarebbe terminata in perfetta parità. E anche le lamentele espresse dalla dirigenza granata a fine gara, per un contatto in area tra Alex Sandro e Zaza (contatto che quantomeno avrebbe meritato un’attenta analisi al video da parte del direttore di gara di Torre Annunziata), questa volta sono apparse più che legittime. In definitiva: i 21 punti che separano in classifica le due formazioni torinesi, ieri, non si sono proprio visti. Ma è anche vero che la forza delle grandi squadre risiede proprio nel saper colpire al momento giusto l’avversario di turno e in questo la Juve, si sa, è maestra.

Un altro dato emerso ieri e che descrive al meglio la solidità difensiva in bianco e nero (un punto di forza che non è mai venuto meno nei 7 anni di monarchia della Vecchia Signora) è quello relativo ai clean sheet: in 9 gare la porta difesa a turno da Szczesny e Perin è rimasta inviolata (per un totale di sole 8 reti subìte fin qui). Se CR7 ha trascinato al successo i bianconeri, lo stesso dicasi per Mauro Icardi autore del penalty con il quale l’Inter ha messo ko l’Udinese. La “scucchiaiata” con la quale il numero 9 nerazzurro ha fatto secco il portiere Musso, almeno per qualche ora, farà dimenticare la pessima settimana europea trascorsa e farà dormire più serenamente il tecnico di Certaldo, Spalletti, molto criticato soprattutto dai suoi stessi tifosi per via della mancata qualificazione agli ottavi di Champions. Ma anche in questo caso, vale il discorso fatto per la Juventus: la squadra vista ieri è lontana parente da quella ammirata in lunghi tratti di questa stagione. I tre punti, quantomeno, sono serviti a rafforzare la terza piazza (32 punti) e a tenerla lontana dalle mire di Milan e Lazio. Vero che lo choc europeo non ha agevolato il compito ma, da un’Inter uscita notevolmente rafforzata dall’ultima campagna acquisti estiva, ci si sarebbe dovuto aspettare qualcosa di più. E a proposito di mercato, Inter-Udinese sarà ricordata soprattutto come la partita del debutto nelle vesti di nuovo amministratore delegato nerazzurro del grande profugo juventino, Giuseppe Marotta (presente sulle tribune del Meazza accanto al resto della dirigenza scelta dal giovane presidente Steven Zhang).

LE GARE DI GIORNATA – Ad aprire il pomeriggio domenicale sono state, nell’ora di pranzo, Spal e Chievo. Al “Mazza” di Ferrara, lo scontro salvezza si è risolto con un pareggio per 0-0 che non può certamente far felice nessuno, data soprattutto la posizione deficitaria di classifica da parte delle due compagini. Diversamente da quanto potrebbe far pensare il risultato, eppure, il match è stato molto vivace con numerose occasioni equamente distribuite. Estensi e scaligeri si spartiscono anche i due tempi: meglio gli ospiti nel primo, sicuramente più intraprendenti i padroni di casa nel secondo. Nonostante la drammatica situazione di punti, mister Di Carlo disegna un Chievo spavaldo con un’alta linea difensiva a tre (Bani-Rossettini-Barba) e con Giaccherini e Meggiorini a supporto dell’unica punta Pellissier. Proprio il bomber 39enne si divora l’occasione più ghiotta dei primi 45’.

Nella ripresa Semplici corre ai ripari, allargando quanto più possibile Kurtic e Schiattarella: una mossa che premia, visto che i due più volte eludono la guardia della retroguardia clivense. La traversa di Floccari in pieno recupero (94’), avrebbe meritato maggior fortuna. Per i veneti è il quinto pareggio consecutivo (la zona salvezza è ancora molto distante). La Spal guadagna ancora un altro punticino sul Bologna terz’ultimo, anche se il successo manca da ben 2 mesi: Roma-Spal 0-2 del 20 ottobre scorso. Torna al successo il Sassuolo di De Zerbi, momentaneamente sesto in classifica. La rete di Berardi e l’autorete dello sfortunato Lorenzo Ariaudo, servono a sbancare il campo ciociaro e a superare in graduatoria il Torino e a staccare Atalanta, Roma (entrambe con una partita in meno) e Parma. La Curva di casa, invece, riserva solo fischi ai giocatori di Moreno Longo. Il Frosinone rimane ancora penultimo, in piena zona retrocessione.

Bene anche Sampdoria (2-0 al Parma) e Fiorentina (3-1 nel derby toscano contro l’Empoli). Ai blucerchiati bastano pochi minuti (quelli iniziali della ripresa) per piegare la squadra emiliana: l’uno-due di Caprari e Quagliarella (in odore di rinnovo con il club ligure, con buona pace del Milan) rimettono la Samp sui giusti binari per l’aggancio alla zona Europa (League). Per la prima volta da quando Pioli si è seduto sulla panchina della Viola, invece, la Fiorentina riesce a rimontare e a vincere una gara. Ed è accaduto in una gara molto sentita dai tifosi, come può essere il derby toscano con l’Empoli (primo ko per Beppe Iachini, dopo 4 successi e un pari). Queste le sintesi di tutte le gare disputate in giornata:

SPAL-CHIEVO 0-0
Pari e patta nello scontro salvezza di Ferrara. Tra Spal e Chievo termina a reti bianche, ma non mancano le emozioni. Il primo tempo è appannaggio clivense. Le maggiori palle-gol (almeno 3) capitano sui piedi del veterano Pellissier (39 primavere per lui), ma il numero 31 gialloblù non riesce a sbloccarla per le parate del portiere Gomis e per il salvataggio sulla linea di Lazzari. I biancoazzurri di casa rispondono con Missiroli (spizzata di testa senza pretese) e un destro fuori misura dello stesso Lazzari da buona posizione. Secondo tempo con meno occasioni, anche se le due compagini ce la mettono tutta sul piano dell’agonismo. Giaccherini da una parte e Kurtic dall’altra sono i più pericolosi in area. Finale avvincente: all’84’ l’intervento di Bani devia sul fondo il pallone calciato da Paloschi e, in pieno extra-time (94’), Floccari colpisce in pieno la traversa. Spal e Chievo di spartiscono la posta in palio, rimandando ancora l’appuntamento con i tre punti: per gli estensi l’ultimo successo è datato 20 ottobre, per i veneti addirittura 20 maggio (quando, nel campionato precedente, i gialloblù si imposero in casa per 1-0 sul Benevento).

FIORENTINA-EMPOLI 3-1
(23’ Krunic, 40’ Mirallas, 59’ Simeone, 78’ Dabo)

Dopo 8 giornate di campionato, ritrova la vittoria la Fiorentina che sale dunque a 22 punti in classifica. Ma la curiosità è che per la prima volta nell’era-Pioli, la Viola riesce a rimontare e a vincere dopo essere passata in svantaggio. Prima sconfitta, invece, per Beppe Iachini da quando è arrivato sulla panchina dell’Empoli (nelle precedenti 4 gare aveva conquistato 3 successi e un pareggio). Termina 3-1 al “Franchi”. Si ricorda l’ordine dei gol: passa in vantaggio l’Empoli al 23’ con Krunic, poi i padroni di casa riescono a pareggiare al 40’ con Mirallas. Nella ripresa, sorpasso viola con Simeone (59’) e il 3-1 viene siglato da Dabo al 78’.

FROSINONE-SASSUOLO 0-2
(43’ Ariaudo su aut., 58’ Berardi)

La notizia, oltre alla vittoria del Sassuolo, sono i fischi copiosi che piovono a fine gara dalla curva che ospita i tifosi ciociari, nel momento in cui i giocatori gialloblù vanno sotto la Curva per chiedere scusa e ringraziare comunque per il sostegno che si è fatto sentire per tutto l’arco dei 90’, ma vengono letteralmente respinti da un’ondata sonora di fischi ed insulti. Ed è un evento, perché negli ultimi anni la cosa è accaduta un paio di volte grazie soprattutto alla generosità dimostrata dai supporters ciociari, mai così severi nei confronti dei loro beniamini. Per il resto, continua il trend negativo della squadra allenata da Moreno Longo: quella di oggi è la decima sconfitta, la quarta in casa. Frosinone che rimane fermo al penultimo posto e rimanda l’appuntamento con la vittoria casalinga (mai arrivata in questa stagione). Non è neanche fortunata la truppa laziale, dal momento che subisce il gol (l’autorete di Ariaudo) proprio nel suo momento migliore e quando ha l’opportunità di portarsi in vantaggio. I mali del Frosinone, non possono essere certamente attribuiti esclusivamente alla fortuna. Squadra matura e concreta, invece, quella di De Zerbi che porta via un’altra vittoria molto importante. In vantaggio al 43’ con l’autorete citata, su iniziativa di Duncan (un tiro-cross deviato nella propria porta dall’ex difensore di Empoli e dello stesso Sassuolo). Poi il raddoppio al 58’ di Berardi.

SAMPDORIA-PARMA 2-0
(66’ Caprari, 69’ Quagliarella)

Sorpasso in classifica riuscito per i blucerchiati sulla formazione gialloblù, grazie al 2-0 con il quale la squadra di Giampaolo liquida quella emiliana. Padroni di casa convincenti e autori di una prima metà di ripresa veramente al massimo: impressionante per ritmo e per intensità. Il gol di Caprari al 66’ su assist di Praet (il migliore in campo). Lo stesso centrocampista belga si ripete 4’ dopo, offrendo la possibilità a Quagliarella, con un altro assist al bacio, di colpire di testa, realizzare così il nono gol in campionato e archiviare la pratica Parma. Un Parma che nel primo tempo non dispiace affatto, soprattutto per la capacità di saper restare corto contro una Sampdoria che oggi ha saputo dimostrare, sotto la pioggia battente e su un campo molto pesante, tutta la propria forza. Nella ripresa il divario tra le due formazioni si vede tutto. Scavalcate, almeno momentaneamente, in classifica Torino, Atalanta, Roma e lo stesso Parma. La Doria e i suoi tifosi possono sorridere.

Emanuele Tocchi

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