Serie A: Roma allo sbando, il Bologna vince 2-0. La Lazio cala il tris, colpo Udinese

Sarà nuovamente il Napoli a confermarsi come l’anti-Juve? Dopo le prime cinque giornate, la formazione di Carlo Ancelotti sembra essere sicuramente la più credibile rivale dei pluricampioni bianconeri. Nonostante una partenza parzialmente stentata in Champions League, i partenopei ritrovano il sorriso all’ora di pranzo nella tana del Torino, un campo in cui gli azzurri si trovano evidentemente a proprio agio se è vero che negli ultimi sette match hanno conquistato ben sei successi. Il tecnico di Reggiolo, nell’Olimpico granata, si affida all’attacco “leggero” sostenuto dalla coppia Mertens-Insigne e la scelta lo ripaga appieno, poiché il numero 24 si cala perfettamente nei panni del bomber di razza siglando una doppietta letale al resto ci pensa il neo acquisto Simone Verdi (schierato come esterno di sinistra nel 4-4-2). Il Toro crolla dopo appena 20’ e a nulla serve la rete della bandiera (su rigore) del solito Belotti (1-3 il finale). E il tema degli attaccanti sembra essere quello di più stretta attualità, perché non pare essere ancora arrivato il momento degli uomini più attesi. E’ sufficiente dare una rapida lettura alla classifica dei marcatori, per accorgersi che i vari Icardi, Dybala, Immobile, Higuain, Milik e Dzeko siano ancora lontani dai vertici della graduatoria riservata alle “bocche da fuoco” dell’attuale Serie A. L’interista deve ancora sbloccarsi nel torneo di casa dopo la splendida realizzazione al Tottenham, tra l’altro nella serata del suo debutto sul grande palcoscenico europeo. Lo juventino paga i pochi minuti concessigli da Allegri fino a questo momento. Il centravanti polacco del Napoli deve dimostrare di poter fare la differenza in una squadra che, negli ultimi anni, ha saputo fare a meno di una punta di riferimento. Il bosniaco giallorosso, dopo la spettacolare rete firmata nella prima giornata contro il Torino, si è perso nella crisi che sta affliggendo l’intera compagine capitolina, mentre il discorso sembra essere appena diverso per il laziale e il milanista: il primo ha messo in cassaforte tre gol (Napoli all’esordio e due al Genoa nella gara disputata nel pomeriggio), ma il rendimento è decisamente inferiore rispetto alle prime cinque giornate della passata stagione quando ne siglò esattamente il doppio; il secondo sembra essere l’unico giocatore in grado di poter trascinare il Milan al successo (è già accaduto in Europa League, ma non ancora in campionato). A prendersi le luci della ribalta, dunque, è il sorprendente polacco del Genoa (classe ’95) dal nome quasi impronunciabile: Krzysztof Piatek. L’ex KS Cracovia, numero 9 del Grifone rossoblù, che sta facendo letteralmente impazzire la piazza ligure grazie ai suoi 5 gol che lo hanno issato in cima alla classifica marcatori, è andato in rete in tutte le gare fin qui disputate (Empoli, due al Sassuolo, Bologna e Lazio). Alle cinque marcature appena citate, tra l’altro, vanno aggiunte anche le quattro con il quale ha travolto il Lecce nel Terzo Turno di Coppa Italia. Insomma, un bomber veramente implacabile. Già si parla di lui come del futuro Lewandowski. Si attendono conferme, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

LE GARE DI GIORNATA – Detto del Napoli, merita un elogio particolare la Lazio di Simone Inzaghi. I biancocelesti, dopo un avvio stentato (ko contro Napoli e Juve, non proprio avversari qualsiasi), stanno velocemente risalendo la china grazie ai tre successi consecutivi ottenuti con Frosinone, Empoli e Genoa. Il poker odierno rifilato alla squadra allenata dall’ex Ballardini (Caicedo, doppio Immobile e Milinkovic-Savic), dimostra come il gruppo capitolino abbia saputo riprendere la strada intrapresa già nella passata stagione in coincidenza del ritorno ai massimi livelli degli uomini-chiave: su tutti l’attaccante di Torre Annunziata e il centrocampista serbo. Lo stesso non si può certo dire dell’altra formazione romana, vittima di una crisi ormai palese e senza fine. Che la Roma di Di Francesco non stia vivendo un momento facile e particolarmente felice, lo testimonia anche la fascia nera che avvolge il braccio di tutti i giocatori per la seconda domenica consecutiva (ad una settimana di distanza dalla scomparsa di Maria Sensi, vedova dell’ex presidente Franco, se ne è andato anche un altro storico personaggio che ha gravitato per ben 55 anni nell’ambiente della società giallorossa: il massaggiatore Giorgio Rossi). De Rossi e compagni, infatti, cadono sotto le due torri di Bologna (2-0) dimostrando di non essersi ancora ripresi dopo la debacle di Madrid. A preoccupare i tifosi, risultato a parte, è soprattutto la mancanza di una precisa identità della squadra (che non sembra essere diventata ancora né carne né pesce), ancora ben distante dal buon campionato disputato la scorsa stagione e dai livelli che l’hanno trascinata ad una doppia semifinale Champions. A fine gara si scatena la rabbia del patron Pallotta che, attraverso un’intervista rilasciata a romapress.us, attacca la squadra (“Sono disgustato”) e ordina l’immediato ritiro punitivo. Per la famiglia Inzaghi, al contrario, si è rivelata una domenica di festa proprio ad una settimana esatta dal derby capitolino… Dopo Simone, infatti, anche Filippo può godersi il primo successo sulla panchina felsinea. Procede a buon ritmo, invece, l’Udinese di Velazquez (8 punti e settimo posto in graduatoria). I friulani sbancano Verona per 0-2 grazie soprattutto ad una gigantesca prestazione dell’argentino De Paul, autore di una prima rete pazzesca e dell’assist decisivo per il raddoppio di Lasagna. I clivensi di D’Anna rimangono ancorati sul fondo della classifica (-1). Queste le sintesi di tutte le gare disputate in giornata:

TORINO-NAPOLI 1-3 (4’ e 60’ Insigne, 20’ Verdi, 50’ Belotti su rig.) anticipo delle 12.30 – E’ un Napoli corsaro quello che esce dall’Olimpico di Torino nel lunch match del quinto turno. I partenopei di Ancelotti, con questo successo, rimangono a distanza ravvicinata rispetto alla Juve capolista (12 punti). Ospiti “trasformisti” nel primo tempo: si passa dal 4-3-3 di partenza al 4-4-2. Nonostante il cambio modulo in corsa, gli azzurri comandano il gioco rispetto ad un Toro particolarmente… anestetizzato. Tanto che già al 4’ Insigne approfitta di un intervento difettoso di Moretti per realizzare. Neanche il gol incassato sembra destare dal torpore generale i granata. Al 20’ l’ex bolognese Verdi firma il raddoppio. Solo ad inizio ripresa (50’) si registra la scossa dei padroni di casa: arriva con il penalty trasformato da Belotti. Ma non è giornata per l’undici dell’ex Mazzarri. Dieci giri di lancetta dopo, ancora Insigne chiude definitivamente i conti siglando la doppietta personale. Con il trascorrere del tempo, i ritmi si abbassano vistosamente e il Napoli ha gioco facile nel controllare fino a fine gara.

BOLOGNA-ROMA 2-0 (36’ Mattiello, 59’ Santander) – La squadra di Filippo Inzaghi batte per 2-0 una Roma in piena crisi. Tre punti davvero insperati alla vigilia. Squadra bolognese che sa approfittare delle defaillances vissute dai giallorossi in questo momento. Un gol per tempo per i rossoblù emiliani: al 36’ grandissima conclusione di Mattiello a rientrare dal limite dell’area, un sinistro maligno sul palo più lontano e, al 59’, il raddoppio in contropiede con il paraguaiano Santander. E’ una Roma in difficoltà, con Di Francesco che dà l’idea di tentarle tutte (varia i protagonisti in campo facendo turn over, ma poi i risultati sono sempre gli stessi). Una squadra che sembra non avere nervo, né idee. Anche qui a Bologna, dove aveva le opportunità di riprendere il cammino contro una squadra ampiamente alla sua portata, è venuta fuori una sconfitta piuttosto pesante e che avrà sicuramente ripercussioni.
CHIEVO-UDINESE 0-2 (76’ De Paul, 90’ Lasagna) – Con lo stesso risultato vince anche l’Udinese a Verona con il Chievo. Due protagonisti su tutti ed entrambi nella rosa friulana: De Paul con un gol e un assist e il portiere Scuffet, che salva letteralmente il risultato quando i bianconeri sono sull’1-0. Vittoria che è il risultato della maggior classe tecnica della squadra allenata da Velazquez, anche se il Chievo rimane in partita fino alla fine e ha anche molte occasioni per passare in vantaggio. Alla fine, però, proprio la classe di De Paul fa la differenza. Il primo gol alla mezz’ora della ripresa (controllo sulla trequarti, poi una botta improvvisa e fortissima che finisce a fil di palo imparabile per Sorrentino). In contropiede, poi, il raddoppio ispirato ancora da De Paul e messo a segno da Lasagna. Tre punti molto importanti per l’Udinese, una battuta d’arresto pesante per la squadra di Lorenzo D’Anna, che rimane ancora a -1 in graduatoria.

LAZIO-GENOA 4-1 (7’ Caicedo, 23’ e 89’ Immobile, 46’ Piatek, 53’ Milinkovic-Savic) – Finisce 4-1 tra biancocelesti e rossoblù liguri. I due Inzaghi protagonisti della domenica pomeriggio: entrambe vittoriose le loro squadre quest’oggi. All’Olimpico la Lazio trova un successo largo e, tra l’altro, il quarto consecutivo contando anche l’Europa League. Insomma: dopo le due battute d’arresto iniziali, contro Napoli e Juventus (non avversari qualsiasi), il vento è decisamente cambiato. Paga la scelta di Simone Inzaghi di schierare inizialmente Caicedo titolare, poi andato in gol di testa quasi subito su assist di un redivivo Milinkovic-Savic (7’). Al 23’ il raddoppio di Immobile, su rinvio sbagliato di Acerbi. Al 46’ il genoano Piatek è abile a riaprire la contesa con un destro molto preciso, dopo essersi costruito un’azione da gol (nata, per la verità, anche da un’ingenuità di Acerbi in fase di rinvio). Al 53’, però, è già 3-1 grazie alla rete di Milinkovic-Savic, impeccabile di testa su assist di Lulic. E poi, nel finale, su incursione del nuovo entrato Correa, tap-in vincente di Immobile per la sua doppietta personale.

Emanuele Tocchi

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