Dopo 19 lunghi anni di agonia e sofferenza, il Foggia ed il popolo rossonero ritrovano la Serie B, tra i protagonisti del magico quinquennio che ha visto i satanelli volare dalla Serie D alla B, c’è il Capitano Cristian Agnelli, ormai autentica icona del club rossonero
Era il 1998 quando il Foggia retrocede dalla serie B alla serie C, da quel giorno trascorrono 19 lunghi anni scanditi da: fallimenti, retrocessioni, promozioni ma anche l’amaro gusto del vedere e toccare con mano la serie cadetta, per poi vederla svanire quasi fosse la foschia mattutania, nelle finali playoff, come accaduto contro Avellino e Pisa. Era l’estate del 2012 il Foggia reduce dal fallimento della seconda gestione Casillo, ricomincia dalla Serie D con una nuova società, l’obiettivo è quello di tornare nei professionisti, per far questo il D.S. Di Bari e la dirigenza costruiscono un organico di tutto rispetto per il massimo campionato nazionale dilettantistico. Tra i nomi di spicco ci sono quelli di Giuseppe Giglio e soprattutto Cristian Agnelli, foggiano e tifoso del Foggia, diventato un giocatore ormai maturo, gli viene affidata la fascia di capitano, mentre la panchina a Pasquale Padalino, ex bandiera rossonera. Il Foggia disputa una buona stagione raggiungendo la qualificazione alla fase playoff, dove viene sconfitta nuovamente in finale, ma questa volta dal Matera. La società fa domanda di ripescaggio per il campionato di Seconda Divisione, che per la gioia di tutta una città viene accettata, cosi il club rossonero dopo un solo anno nell’inferno dei dilettanti torna nuovamente tra i professionisti. Il campionato di seconda divisione regala non poche emozioni, ed il team dauno a fine stagione con un bottino di 51 punti aggancia il sesto posto che vale l’accesso alla Lega Pro unificata. Nel corso dell’estate la panchina passa da Padalino ad un’altra ex stella rossonera, Roberto De Zerbi che da calciatore con Pasquale Marino come guida tecnica, fu tra i protagonisti della promozione del Foggia dalla C2 alla C1. Pur se circondato dallo scetticismo generale, dovuta alla giovane età del tecnico ed alla poca esperienza,i satanelli disputano una grande stagione giungendo sesti con la bellezza di 66 punti ed esprimendo un calcio spumeggiante e divertente.
Nella stagione seguente guidati sempre da De Zerbi e trascinati dalla reti di Immello, il Foggia è protagonista prima di un fantastico esordio stagionale in Tim Cup, dove elimina il Bari nello storico derby pugliese, poi conquista la Coppa Italia di Lega Pro, per concludere la stagione al secondo posto accedendo alla fase playoff. Negli spareggi il team di Capitana dopo aver eliminato Alessandria e Lecce, si arrende nuovamente in finale ma questa volta contro Pisa di Gattuso. Nonostante la delusione per la mancata promozione, il tempo è ormai maturo per veder tornare il Foggia nuovamente in B. Nel corso dell’estate un altro ex rossonero questa volta però dell’epoca zemaniana, ossia Giovanni Stroppa, prende le redini della panchina, e con ben due giornate d’anticipo ed un bottino totale di 85 punti frutto di 25 vittorie e ben 10 pareggi, per un totale di 35 risultati utili, riporta il club in Serie B dopo 19 lunghi anni d’inferno. Tra gli autori del fantastico quinquennio che ha visto i satanelli volare dalla Serie D alla B, senza dubbio un posto d’onore lo merita Cristian Agnelli, cresciuto nelle giovanili tra Foggia e Lecce, oltre a quella dei satanelli, ha vestito anche le maglie del Verona in Serie B,Catanzaro, Juve Stabia,Salernitana,Benevento,Sorrento, Barletta, e SPAL. A tali esperienze vanno ad aggiungersi le 10 presenze tra la Nazionale under 19 e quella Under 20, con cui Cristian gioca i Mondiali di categoria nel 2005 disputati in Olanda. Poi nel 2012 il ritorno a Foggia, dove prende la fascia da capitano senza più lasciarla, vincendo prima la Coppa Italia di Lega Pro, poi contribuendo alla conquista della promozione in serie cadetta, compiendo una vera impresa sportiva “E’ stata una vera impresa, non ho mai nascosto che nel momento in cui l’avremmo compiuta, mi avrebbe cambiato la vita, perché figlia del frutto di tanti sacrifici, traguardo raggiunto con il sudore, in modo giusto dove nessuno ci ha mai regalato nulla, ma tutto quello che abbiamo conquistato è stato sul campo, e ciò rende ancor più bella questa impresa. Se a ciò aggiungiamo i tanti bocconi amari ingoiati, nati da una frustrazione durata 19 anni, tra fallimenti e finali perse, la promozione assume un contorno ancor più bello. Questa impresa compiuta in poco tempo, per me è qualcosa di fantastico essendo foggiano, ma dal’altra parte non ho mai visto la promozione come un sogno irraggiungibile. Un’altra grande soddisfazione è stato vedere la mia città festeggiare insieme a noi al ritorno da Fondi, sul pullman prima e sul palco poi, vedevo negli occhi della gente l’emozione, e da foggiano e tifoso del Foggia è stato bellissimo, anche perché ho sempre sognato questo”.
Da buon capitano ed ormai simbolo di un’intera città, Cristian non solo guarda alla propria squadra, ma anche a ciò che la serie cadetta può dare all’intera Foggia “Ora mi auguro che il calcio possa essere un trampolino di lancio che possa dare dei nuovi impulsi, affinché possano far crescere la nostra città, lo sport ci fa unire, mi auguro che questa unione possa portare Foggia ad altri grandi traguardi, non solo sportivi”. Lo stesso Cristian spiega le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in Capitana “Prima di tornare nel 2012, indossai per 6 mesi la maglia rossonera, dopo di che non immaginavo di tornare a Foggia, quando ci fu nel 2012 la possibilità accettai senza pensare alla categoria, perché tornare a vestire questa maglia era qualcosa di unico per me, ma al tempo stesso comportava tante responsabilità, quindi avrei dovuto mettere tutto me stesso. Per questo ringrazio la mia famiglia, che mi è stata sempre vicino sostenendomi, perché anche loro dovevano essere pronti per questa avventura. Giocare a Foggia ed è stato come giocare in Nazionale, aver vinto la Coppa Italia ed il campionato, è stato come aver conquistato un Mondiale, una cosa che mi gratifica tantissimo, soprattutto perché ho vissuto 5 anni intensi con tante soddisfazioni conquistate sul campo. Ora vorrei che si mettesse un macigno sui 19 anni trascorsi in Lega Pro, soprattutto perché possiamo cominciare una nuova era, con gente fresca che ha voglia di far bene, disponibile, persone che tante volte hanno subito critiche ingiuste, ed invece hanno sempre lavorato dimostrando di amare questa città e questi colori”.
Archiviata la Lega Pro lo sguardo vola alla prossima stagione in B“ Credo che il prossimo campionato di B sarà molto importante, ci saranno squadre come il Foggia, Venezia, Pescara, Salernitana, Bari, Cremonese, Palermo, formazioni che non s’incontrano da tanto tempo, sarà senza dubbio un campionato avvincente. Personalmente credo che la cadetta in alcuni momenti della stagione, tante volte sia anche più bella della Serie A, essendo un campionato abbastanza equilibrato e lungo, dove ci sono tanti colpi di scena”. Lo stesso capitano spiega come i satanelli arrivano a questo importante appuntamento e come dovrà essere affrontato “ Il Foggia non arriva come ultima della classe, in due anni abbiamo fatto 150 punti, lo scorso anno siamo stati il miglior attacco, cosa che abbiamo ripetuto anche quest’anno, insieme alla miglior difesa, ed arriviamo a questo importante palcoscenico esprimendo un calcio importante, con un gruppo forte. Il nostro punto di forza è soprattutto lo Zaccheria, che a detta di tanti colleghi, fa tremare le gambe, quindi dobbiamo tenerci stretti questo entusiasmo. Però ai tifosi dico che il campionato di B è lungo e difficile, loro dovranno esserci vicino soprattutto quando ci saranno dei momenti in cui avremo dei cali, li dovranno maggiormente supportarci, perché non potremmo permetterci il lusso di disperdere concentrazione, ed energie. Quindi dobbiamo restare tutti uniti e con l’entusiasmo giusto, anche perché sarebbe da ipocriti pensare di vincere tutte le partite. La Spal ed il Benevento ci dimostrano che l’entusiasmo può fare la differenza, soprattutto in piazze calde come Foggia, al tempo stesso bisognerà avere tanta costanza, tenacia, forza nel gruppo, città come la nostra sono facili ed entusiasmarsi, ma anche nel deprimersi, questo è un lusso che non possiamo permetterci. Quindi dobbiamo avere tanta tenacia e forza dall’ambiente, ricordandoci da dove siamo venuti, compattandoci tutti insieme, restando con i piedi per terra e con l’entusiasmo di voler disputare il miglior campionato possibile”.
Archiviato il discorso sulla prossima stagione, il capitano fa il punto su suo futuro“ Ho un altro anno di contratto mi piacerebbe restare, momenti come questi ti segnano il cuore, ti danno voglia di ripartire, giocare a Foggia per me equivale alla Nazionale, qualcosa di migliore rispetto alla mia città non potrei trovarlo neanche in altre categorie. Penso che Foggia mi appartenga, e voglio continuare a conquistarla come faccio da 5 anni, mi auguro che questa bellissima avventura possa continuare”. Arrivano cosi le promesse finali” Personalmente vestirò la maglia sempre con onore, anche quando ci saranno dei momenti difficili, onorandola in tutte le gare, ed in ogni singolo allenamento, questo siamo stati in questi 5 anni, e fa di noi dei grandi professionisti, cosa che continueremo ad essere anche il prossimo anno in Serie B”.
di Davide PITEO







