Leicester: storia di un sogno divenuto incubo

L’incredibile storia del Leicester: il club inglese, in una sola decade, è passato dal Paradiso della vittoria della Premier League sotto la guida di Ranieri e i colpi dell’intramontabile Vardy, all’inferno della retrocessione in League One. Un’incredibile discesa agli inferi calcistici di uno dei club più iconici della Premier League, del passato recente.

Foto Twitter @Leicester

Penso che un sogno così non ritorni mai più…”: così inizia una celebre canzone italiana, cantata da Domenico Modugno. Ed è una frase che potrebbe descrivere quanto accaduto al Leicester in una sola decade. Infatti in 10 anni, la squadra delle Foxes, è passata dalla vittoria della Premier League, nell’ormai lontano 2016, alla retrocessione in League One, la terza divisione inglese (l’equivalente della nostra serie C). Sprofondando letteralmente dal Paradiso all’Inferno. Calcistico, s’intende.

La sera del 21 aprile il Leicester è retrocesso in League One, la terza divisione del calcio inglese. Poco meno di dieci anni fa, il 2 maggio del 2016, la squadra vinse – totalmente a sorpresa – la Premier League, il massimo campionato inglese e il più competitivo al mondo. Mancano due giornate alla fine della Championship, il campionato di seconda divisione in cui gioca il Leicester, ma la squadra è già certa della retrocessione perché ha 7 punti in meno della squadra nell’ultima posizione utile per non retrocedere.

Il Leicester City Football Club esiste dal 1884: ha colori bianco e blu e i suoi giocatori sono chiamati foxes, volpi. Ha passato gran parte della sua storia nel corrispettivo inglese della Serie B e ottenuto buoni risultati negli anni Sessanta e Settanta. Nel Novecento giocò un po’ di finali di coppa inglese e vinse tre League Cup, a cui partecipano tutte le squadre professionistiche inglesi di diverse categorie.

L’allenatore del Leicester che vinse la Premier League era Claudio Ranieri (che nella sua precedente esperienza aveva guidato la nazionale greca nel peggior girone di qualificazione a un campionato europeo della sua storia) e il suo giocatore più rappresentativo l’attaccante Jamie Vardy, che arrivava da una carriera piuttosto mediocre nelle serie minori, dalla seconda divisione in giù. All’inizio di quella stagione l’obiettivo dichiarato – e ragionevole – era di non retrocedere in Championship, magari con un po’ più di tranquillità rispetto all’anno prima. Uno dei migliori giocatori di quel Leicester, l’esterno Riyad Mahrez, era costato appena 500mila euro. A fine stagione vinse il premio come miglior giocatore del calcio professionistico inglese.

La squadra aveva comunque speso molto per gli standard europei (circa 50 milioni di euro) e aveva una ricca proprietà thailandese. Nel 2023 il Leicester retrocesse in Championship, nel 2024 risalì in Premier League, con Enzo Maresca allenatore, che dopo quella stagione brillante andò al Chelsea, e nel 2025 retrocesse di nuovo, nel campionato da cui ora è ulteriormente retrocesso. In questa stagione la squadra, allenata dall’inglese Gary Rowett, ha fatto finora 42 punti in 44 partite, con 11 vittorie, 15 pareggi e 18 sconfitte. I punti sarebbero stati 48 (e quindi, forse, abbastanza per poter evitare la retrocessione) ma a febbraio la squadra fu penalizzata di sei punti per aver violato regole riguardanti questioni finanziarie. Le ragioni di queste due retrocessioni sono molte, non solo calcistiche. BBC ricorda per esempio che King Power, il rivenditore duty-free del proprietario thailandese del Leicester, ha faticato molto durante e dopo la pandemia; ma è anche una squadra che negli ultimi anni ha cambiato spesso allenatori e faticato – tra tanti scombussolamenti – a trovare la sua dimensione, un livello medio senza picchi o improvvisi cedimenti. Con la retrocessione, e i minori ricavi generali, si accentueranno anche i problemi finanziari che la squadra già ha.

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