La crisi del calcio italiano

L’ottavo Scudetto consecutivo della Juventus abbinato al completo fallimento delle nostre squadre sul versante europeo hanno sancito in maniera inequivocabile quanto si sia impoverito lo spessore del nostro Calcio. Non ci mancano le competenze dal momento che i nostri allenatori sono assai apprezzati oltreconfine, manca quella sostanza economica che in questo momento non ci permette di tenere il passo con altre realtà calcistiche. In Inghilterra le entrate economiche rappresentate dai diritti televisivi hanno permesso alle squadre inglesi di fare quel salto di qualità finanziario che pone il campionato anglosassone un gradino sopra gli altri. Da noi purtroppo si è assistito durante l’ultima asta per l’assegnazione dei diritti televisivi ad un gioco al ribasso da parte degli acquirenti e il trend non sembra orientato verso il rialzo per il prossimo futuro. In fondo un andamento di questo tipo c’era da aspettarselo con Campionato a venti squadre con solo tre retrocessioni, ad un certo punto del torneo esso offre troppe partite giocate solo per questioni di formalità. Servirebbe una decurtazione delle squadre od un aumento delle retrocessioni (almeno fino a cinque) per ridare competitività alla formula vigente con cui giochiamo il Campionato.

Se non si vuole diminuire le squadre (questo è un punto dolente non facilmente aggirabile dato che nessuno vuole rinunciare agli emolumenti che garantisce il partecipare al nostro Campionato di serie A) o aumentare le retrocessioni è chiaro che bisogna cambiare la formula con cui assegnare lo Scudetto se si vuole che i network televisivi facciano la fila per aggiudicarsi i diritti per trasmettere le partite. Per le televisioni è fondamentale avere il maggior numero di partite di richiamo possibili ragion per cui per venire incontro a questa loro esigenza una buona soluzione in questo senso potrebbe essere quella di far giocare un normale girone d’andata dove le squadre si incontreranno tutte tra di loro, alla fine di esso in base alla classifica le squadre verranno divisi in due tronconi, le prime dieci si giocheranno lo Scudetto, l’altra metà la permanenza in serie A.

Nei due minigironi non si ripartirà da zero ma dal punteggio ottenuto all’andata, i posti per andare in Champions saranno appannaggio delle partecipanti al girone che assegnerà il Tricolore mentre per l’Europa League vi sarà uno spareggio tra le prime due squadre del girone della salvezza con due squadre aventi diritto del girone dello Scudetto, agendo in questo modo il secondo minitorneo avrà un supplemento d’interesse, la sola lotta per la salvezza non sarebbe sufficiente a garantire a questo secondo raggruppamento gli stimoli necessari per renderlo combattuto. Con una formula di questo genere si avrebbero tutti gli anni, salvo catastrofi sportive, tre Derby di Milano, tre Juventus-Roma ecc ecc, la lotta per lo Scudetto, per la retrocessione e gli altri traguardi sportivi sarebbe molto più accesa rispetto alla situazione attuale e di conseguenza l’interesse dei tifosi, dei media, degli sponsor aumenterebbe in maniera esponenziale. Con una formula di questo genere i finali di Campionati invece di presentare incontri senza storia come accade adesso sarebbero sempre ricchi di colpi di scena perché le cosi dette partite tra le grandi del nostro Campionato sarebbero più numerose rispetto alla situazione attuale e piazzate in un periodo dell’anno(fine inverno,primavera)molto più favorevole per andare allo stadio.

Una formula di Campionato di questo genere potrebbe penalizzare, essendo più onerosa dal punto di vista psicofisico, il cammino europeo delle squadre in primavera, ma dal momento che sono molti anni che il nostro movimento calcistico a livello globale nel momento clou delle competizioni europee fa quasi sempre da spettatore tanto vale avere un torneo per la conquista dello Scudetto, le qualificazioni per l’Europa e le retrocessioni combattuto fino alla fine per far contenti le pay-tv il cui esborso finanziario per trasmettere le partite riguarda soprattutto il Campionato. Conoscendo la visione tradizionalista che ha l’ambiente calcistico del Belpaese (tifosi,calciatori,dirigenti) volendo si potrebbe tenere tranquillamente anche l’attuale formula del Campionato giocata con i tradizionali gironi di andata e ritorno con solo tre retrocessioni, basterebbe introdurre dei correttivi per rendere la lotta per il vertice e la coda del torneo più vivace rispetto alla situazione attuale. Si potrebbe ad esempio assegnare un punto in più ad una squadra se nel confronto tra andata e ritorno ha avuto un rendimento superiore rispetto all’avversaria, ad esempio un Milan-Lazio all’andata è finita 2 a 0 nel ritorno invece la squadra romana ha avuto la meglio per 2 a 1, per regole ora in vigore nelle competizioni ad eliminazione diretta nel confronto avrebbe avuto la meglio la Squadra meneghina e di conseguenza quel punto in più andrebbe al Vecchio Diavolo. Con questo piccolo escamotage le partite diverrebbero molto più tirate e quel punto in più assegnato potrebbe rivoluzionare la classifica nel girone di ritorno in maniera performante.

Siamo abituati ad avere all’inizio della stagione agonistica sotto gli occhi tutto il percorso che dovranno fare le squadre durante il Campionato, ad esempio Milan-Inter sarà alla sesta e Roma-Juventus alla dodicesima ecc ecc. Conoscere il cartellone degli spettacoli è indispensabile per seguire una stagione teatrale, nel Calcio invece, dal momento che il canovaccio è il medesimo ogni anno non è che questa esigenza sia fondamentale. Il calendario delle partite viene stilato in base a determinate esigenze, vedi impegni internazionali delle squadre e della Nazionale, però se si vuole avere più soldi dai media attraverso i diritti televisivi avere un Campionato meno legato a questi vincoli sarebbe da preferire visto dalla parte di costituisce la principale fonte di reddito delle squadre italiane ovvero le pay-tv. Proviamo ad immaginare uno scenario di questo tipo, verranno stilati i calendari delle partite come avviene adesso con la regola ortodossa che vuole che ad una partita casalinga ne deve seguire una da giocare in trasferta, metà delle giornate verrà messa in un urna e l’altra metà in un’altra in modo da rispettare l’alternanza partita casalinga e incontro in trasferta. Dieci giorni prima di venire giocata la giornata di Campionato verrà estratta dall’urna in maniera casuale mentre nell’estrazione successiva un’altra giornata di Campionato verrà scelta nella seconda urna per rispettare l’alternanza partita interna e partita esterna. Agendo in questa maniera ad esempio un Derby Milan-Inter potrebbe capitare alla terza del girone d’andata mentre al ritorno potrebbe essere piazzata ad esempio alla dodicesima visto che sarà il caso a governare la scaletta della disputa delle giornate di un torneo per l’assegnazione del Tricolore.

Abituati come siamo ad avere sempre sotto gli occhi le scadenze certe in cui verranno disputati gli incontri di Campionato un’eventualità del genere potrebbe apparire intollerabile al mondo del Calcio, ma dal punto di vista dei media sarebbe uno scenario memorabile, ogni turno di Campionato sarebbe dominato dall’attesa di sapere la composizione delle partite da disputare, tutta una filosofia di intendere il Calcio verrebbe annientata, fare calcoli e previsioni diverrebbe superfluo, il fattore sorpresa governerebbe sovrano rendendo il torneo meno prevedibile rispetto alla situazione attuale dove ad un certo punto del Campionato molti esiti sono scontati. Sono perfettamente consapevole che data la nostra mentalità quest’ultima è una soluzione estrema, di difficile applicazione, mentre dal punto di vista pratica sarebbe perfettamente fattibile, estratta la giornata di Campionato dieci giorni prima si avrebbe tutto il tempo per organizzare trasferte e preparare i biglietti per lo stadio, una soluzione di questo genere potrebbe favorire la corsa agli abbonamenti rispetto al biglietto singolo. Introdurre delle novità è sempre problematico in un ambiente fortemente conservatore come è da sempre il mondo del pallone italiano, però dirigenti di Calcio e tifosi devono prendere coscienza che se non interveniamo applicando dei correttivi per il nostro Campionato la distanza che ci separa dagli altri movimenti calcistici diverrà sempre più ampia, se i diritti televisivi sono attualmente la maggior risorsa per il nostro Calcio, bisogna rendere quest’ultimo sempre più appetibile a televisione e agli altri media.

L’offerta fatta all’ultima asta per l’assegnazione dei diritti a trasmettere le partite del nostro Campionato sottintende che il prodotto non soddisfa i compratori, i grandi campioni che venivano da noi qualche anno fa non possiamo più permetterceli, senza grandi attori bisognerà lavorare sulla trama se vogliamo riconquistare i posti perduti e cambiare la formula con cui giochiamo il nostro torneo di seria A è l’unica strada da imboccare per raggiungere questo obiettivo. Vorrei chiudere questa email, con questa piccola annotazione, la pay-tv combattono da tempo una battaglia senza quartiere, che finiscono sempre regolarmente per perdere, contro la pirateria audiovisiva, perdono il confronto contro questi scroccatori di immagini perché offrono un servizio che i loro concorrenti abusivi possono fornire per meno se non gratuitamente. Le pay-tv non devono educare il tifoso ad essere un telespettatore onesto, devono offrirgli qualcosa che gli abusivi non potranno mai concedere, ai tifosi delle squadre che vanno per la maggiore e che di fatto costituiscono l’ossatura portante degli abbonamenti alle pay-tv interessa più veder giocare le squadre per cui tifano a prescindere oppure il desiderio di fondo è veder queste formazioni vincere sul campo?Inutile fare le anime belle, agli occhi di alcune tifoserie il raggiungimento di alcuni risultati sportivi conta di più che vedere la propria squadra giocare, in virtù di questa esigenza agli juventini, ai milanisti, agli interisti, ai napoletani, ai romanisti (ma anche alle restanti tifoserie) oltre al semplice abbonamento alla pay-tv occorrerebbe offrire in forma facoltativa una specie di polizza per proteggere il loro investimento,oggi paghi ad esempio per vedere giocare il Milan in Campionato, ma non hai nessun tipo di garanzia che alla fine vedrai alla fine esaudito il di vedere la tua squadra del cuore raggiungere la qualificazione in Champions se invece ti venisse proposto una condizione del genere: paghi l’abbonamento per vedere le partite in Campionato in più se ti interessa puoi sottoscrivere un impegno finanziario che alla fine del Campionato dovrai onorare solo ed esclusivamente se la tua squadra avrà raggiunto un determinato obiettivo sportivo concordato in precedenza,questo esborso finanziario supplementare non verrà incassato dalla pay-tv ma finirà nelle casse della squadra del cuore.

L’abbonamento alla pay-tv ha un certo costo ma sarebbe intollerabile per il portafoglio aggiungere a questo investimento una esborso supplementare ad esempio di 50 euro se poi alla fine hai la soddisfazione di raggiungere certi risultati sportivi?Oggi l’abbonamento alla pay-tv per vedere giocare al pallone è un atto di fiducia che in molti casi viene disatteso a causa dei risultati sul campo della squadra del cuore, in altri ambiti esistono delle forme di protezioni supplementari per proteggere degli investimenti che presentano alcuni rischi, in definitiva non si tratterebbe altro che di applicare questo genere di filosofia anche al Calcio. Le società di Calcio che hanno un seguito di milioni di tifosi e di conseguenza moltissimi abbonati alle pay-tv, se esistesse una polizza di questo genere potrebbe essere per loro una forma di risarcimento alla vendita collettiva dei diritti televisivi legati al Calcio, oggi molte società calcistiche non ricevono emolumenti dalle pay-tv pari a loro tifosi che sottoscrivono abbonamenti televisivi, questa polizza facoltativa sarebbe a disposizione esclusiva della squadra dei tifosi che la sottoscrivono.Oltre che per le società calcistiche anche per il tifoso una polizza a vincere facoltativa sarebbe conveniente, più sarà alta la cifra raggiunta da questa e più sarà alto il potere incentivo che avrà sulla squadra a cui è sulla carta potenzialmente diretta.Ma chi avrà maggiormente interesse a promuovere una polizza del genere saranno le pay-tv, se il bene offerto è solo quello di vedere del Calcio in tv è logico che il cliente si rivolgerà a chi potrà offrire il prodotto a minor prezzo, alla resa dei conti dietro il successo del così detto “pezzotto” ci sta questa logica, ma nel momento in cui tu offriresti al tifoso la possibilità di condizionare in positivo il comportamento della squadra per cui tifi, se sei un vero tifoso o meglio se hai un briciolo d’intelligenza nel capire che quando la tua squadra del cuore vince ti senti esistenzialmente più appagato logico che ti rivolgerai a chi ti metterà nelle condizioni di essere un tifoso più felice.Più che alla polizia postale le pay-tv per difendere i loro interessi dovranno mettere i tifosi nelle condizioni di non essere più dei soggetti passivi nei confronti delle società di Calcio ma farli diventare grazie alla classica carota messa davanti al naso un fattore di stimolo importante nelle scelte delle squadre per cui tifano.Non conosco i dati relativi agli abbonamenti di Juventini, Milanisti, interisti, romanisti ecc ecc alle pay-tv, a naso ritengo che siano centinaia di migliaia ragion per cui ad una ipotetica cifra di 50 euro non è difficile immaginare che poi per alcune squadre in via teorica questa polizza a vincere finirebbe per essere di natura milionaria in termini di euro, centrare alcuni risultati sportivi per aggiudicarsela finirebbe per essere un motivo in più per costruire squadre sempre più competitive.

P.S. Ogni tanto si tira fuori lo spauracchio di una superlega per mettere paura all’Uefa, se si arrivasse ad una soluzione del genere per l’intero movimento calcistico europeo sarebbe una iattura, le realtà palllonare locali verrebbero triturate dal nuovo supertorneo.Invece di una superlega si potrebbe arrivare ad un’interazione fra i quattro maggiori Campionati europei per rendere quest’ultimi molto più avvincenti e più imprevedibili a livello locale.La formula è semplicissima,le prime tre squadre dei Campionati di Spagna,Inghilterra,Germania,Italia nel Campionato successivo si batteranno tra loro in sfide incrociate. Un anno le italiane si batteranno con le spagnole,l’annata dopo con le inglesi ed infine con le tedesche per poi tornare al punto daccapo.La formula dei Campionati non si sposterà un millimetro da quella attuale ma con questa sostanziale differenza, Inter,Juve,Milan ad esempio non si batteranno più con le tre neopromosse italiane ma con Real Madrid,Barcellona,Atletico Madrid mentre le nostre squadre che arrivano dalla serie B lo faranno con quelle proveniente dalla serie cadetta iberica.

A livello di struttura del Campionato non cambierebbe nulla, il Milan ad esempio invece di incontrare il Crotone alla sesta di andata e alla sesta di ritorno si batterebbe con il Barcellona, mentre la squadra calabrese incontrerebbe ad esempio l’Alicante , i punti fatti in queste partite finirebbero nella classifica dei rispettivi Tornei .Un escamotage di questo tipo darebbe un tocco d’esotismo ai Campionati ed essere estremamente gradito di media, ci sarebbero più partite di cartello e maggiori scossoni alla classifica, squadre come il Real Madrid,Bayern Monaco,Manchester United che entrano nel meccanismo per determinare le posizioni di classifica nel nostro Campionato potrebbe essere suggestivo ed utile, le gerarchie dei Campionati coinvolti potrebbero essere meno bloccate rispetto alla situazione attuale, si potrebbero avere più ampi rimescolamenti e fermare quell’entropia calcistica attuale che vede le solite note diventare sempre più forti, situazione che alla lunga potrebbe portare ad una certa disaffezione per chi non tifa,Real Madrid,Barcellona,Manchester United, Juventus, Bayern Monaco ecc ecc.

Di Colombo Antonio Giussano
ilcollezionista.1953@libero.it

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