Serie A nel caos: Tutte le falle del calcio italiano…

In queste settimane di panico dovuto all’avanzare dell’epidemia da coronavirus in tutto il paese, il calcio italiano non sta vivendo una bella situazione: tra rinvii, partite da recuperare e polemiche, nelle ultime settimane sono venute fuori tutte le falle di un sistema arrivato ormai alla frutta.

Indecisioni costose

Va precisato: siamo nel pieno di una vera e propria emergenza. Stabilire se il coronavirus sia più, o meno letale di una semplice influenza non spetta di certo a noi: quello è un compito che riguarda le autorità competenti. Quello che però non possiamo ignorare, è che siamo nel vivo di un’emergenza, e in quanto tale, servono decisioni straordinarie. E di fronte a queste decisioni, la Lega Calcio si è dimostrata nettamente incapace. Ma partiamo con ordine: tutto è iniziato con la venticinquesima giornata di campionato, quando ben quattro gare sono state rinviate a data da destinarsi. Da quel momento, si è letteralmente scatenato il panico. Con il rinvio delle gare nelle aree inizialmente colpite dall’epidemia infatti, è iniziata una vera e propria telenovela anche per il ventiseiesimo turno di campionato, che tra l’altro comprende anche il big match tra Juventus e Inter. Inizialmente si è parlato di rinvio, poi di match a porte, successivamente si è tornati sul match a porte chiuse, e all’ultimo minuto, ovvero a meno di cinque ore dall’inizio del weekend calcistico, è arrivata la decisione di rinviare ancora una volta. In una situazione davvero delicata, è venuta a mancare la fermezza e la professionalità nel prendere decisioni importanti. Decisioni in grado di smuovere equilibri economici e societari. Questo clima di incertezza infatti (al momento in cui si sta scrivendo ancora non si conosce il destino del prossimo weekend calcistico), fatto di “forse si gioca oggi, però rinviamo a domani” ha generato, per il calcio italiano, un danno d’immagine spaventoso.

Si gioca o non si gioca?

Ma alla fine, si giocherà o meno, questo finale di campionato? Nelle ultime ore è iniziata a circolare l’ipotesi di un possibile stop di trenta giorni, ma con ogni probabilità, alla fine, si andrà avanti a porte chiuse. Fermare il campionato per un periodo cosi lungo, significherebbe rimandare la fine della competizione al mese di giugno, e quindi rimandare anche l’europeo, in programma (al momento) il prossimo 12 giugno. Senza contare i danni monetari che tutte e venti le società di Serie A, andrebbero a subire: biglietti e abbonamenti da rimborsare, spese aggiuntive e tutto il resto che uno stop simile andrebbe a comportare. Ma perché solamente adesso si è giunti a una soluzione? Perché non decidere di giocare a porte chiuse fino a una data in cui – si spera – la situazione possa essersi risolta, fin dal primo rinvio? Semplice, perché finora c’è stata una vera e propria gara a chi riusciva a spararla più grossa, e le dichiarazioni di Steven Zhang, il presidente dell’Inter, ne sono la prova. Solamente quando tutto il mondo della Serie A è stato messo davvero alle corde dal governo italiano, allora si è trovata una soluzione. Adesso infatti potremmo finalmente avere una data per il match tra Juventus e Inter (domenica 8); se nessuno avesse minacciato la Lega Calcio di sospendere lo sport per trenta giorni, molto probabilmente le due parti non si sarebbero messe d’accordo neanche tra un mese.

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Matteo Paniccia

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