Nel mondo del calcio per indicare le squadre che si affacciano ad una competizione per la prima volta spesso si utilizza l’appellativo metaforico di “Cenerentole”, un termine fiabesco, quasi magico, con il quale gli si augura un memorabile esordio ed ottimi risultati futuri.
A meritare il titolo di “Cenerentola italiana” del principale torneo calcistico continentale, la Champions League, quest’anno è l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, che, grazie ai brillanti risultati ottenuti nel nostro campionato la scorsa stagione, ha strappato il pass per l’accesso diretto alla fase a gironi della massima competizione europea per la prima volta nella sua storia. La qualificazione alla Champions League è certamente un traguardo eccezionale per la “Dea”, ed il suo processo di crescita, sviluppatosi tramite la valorizzazione degli elementi del settore giovanile ed una eccellente organizzazione societaria, è da anni sotto gli occhi di tutti gli appassionati. Aggiungendo poi la spregiudicata cultura del lavoro imposta da mister Gasperini e la maturazione tecnico-tattica di alcuni uomini chiave come Zapata, Gomez ed Ilicic, si hanno alcuni degli ingredienti della perfetta ricetta che ha trasformato l’Atalanta in una delle realtà più belle del nostro campionato, un top team italiano che ora, per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, proverà ad affermarsi anche in campo internazionale calcando i più grandi palcoscenici europei. Ma quante effettive possibilità ha la squadra di Bergamo di passare il turno e di rendere indimenticabile questo esordio?
IL GIRONE – Posto che la qualificazione alla fase a gironi è già da considerarsi di per sé un traguardo meraviglioso per la società e per i tifosi bergamaschi, non si può tuttavia nascondere che l’accesso agli ottavi di finale renderebbe questa favola ancor più meritevole di esser raccontata. Una spinta importante alla realizzazione del sogno degli ottavi di finale l’ha data l’urna di Nyon, che si è mostrata abbastanza clemente nei confronti della società orobica, inserendola in un girone non del tutto impossibile, anzi nettamente alla portata di capitan Gomez e compagni. L’Atalanta, che a causa dei lavori di ristrutturazione dello stadio Atleti Azzurri d’Italia, giocherà le proprie partite casalinghe nella magica cornice di San Siro, è stata infatti inserita nel gruppo C con Manchester City, Shakhtar Donetsk e Dinamo Zagabria. Se appare pressoché scontato il primo posto nel girone in favore della corazzata di Guardiola, non altrettanto sicura può dirsi la lotta per la seconda posizione, in cui la squadra di Gasperini dovrà vedersela con l’insidioso Shakthar e l’esperta Dinamo Zagabria.
LE AVVERSARIE – Verosimilmente il principale ostacolo al passaggio del turno sarà rappresentato dalla squadra ucraina, la quale, seppur orfana di Paulo Fonseca, il tecnico artefice della qualificazione ora accasatosi alla Roma, può vantare elementi dall’indiscusso talento come Marlos, Taison e Konoplyanka, insieme ad una considerevole esperienza internazionale. Se l’Atalanta è infatti una delle “matricole” della Champions League, lo stesso non può dirsi per la formazione allenata dal portoghese Luis Castro, che al contrario è alla sua diciannovesima partecipazione. Il team ucraino ha certamente il vantaggio della miglior condizione fisica e del maggior rodaggio dei meccanismi tattici di squadra, avendo cominciato il proprio campionato nazionale quasi un mese prima rispetto ai bergamaschi, peraltro vincendo incredibilmente tutte le partite.
Di ridotto spessore e ben più modesta dovrebbe rivelarsi la Dinamo Zagabria, una squadra tuttavia da non sottovalutare, poiché, anche se non presenta nel proprio organico particolari individualità, ha comunque il merito di essere la squadra campione di 13 degli ultimi 14 campionati croati ed il vantaggio di essere la formazione che, tra le quattro del girone, si presenterà agli impegni europei con molti più minuti nelle gambe, avendo cominciato il proprio campionato e i playoff di Champions addirittura a metà luglio. Inoltre è noto che le trasferte nei paesi balcanici non sono mai dall’esito scontato, dal momento che, in quanto a calore e tifo nei propri stadi, le squadre dei territori della ex Jugoslavia non sono seconde a nessuno. In ultimo, ma di certo non in ordine di importanza e pericolosità, il Manchester City, semplicemente una delle squadre più forti del mondo. Strappare punti ai “Cityzens” non sarà un’impresa facile, in quanto gli uomini di Guardiola si candidano ad essere, per l’ennesimo anno, tra le squadre favorite alla vittoria finale. È pur ovvio tuttavia che non è sugli “Sky Blues” che l’Atalanta dovrà fare la sua corsa.
E L’ATALANTA? – Sarà infatti nelle prime due partite che la “Dea” si giocherà un bel pezzo di qualificazione: all’esordio ufficiale in Uefa Champions League nello stadio Maksimir di Zagabria, seguirà la sua prima storica partita tra le mura amiche contro i rivali ucraini. La squadra di Gasperini arriva all’appuntamento in fiducia, avendo iniziato il campionato con distinti risultati (6 punti sui 9 disponibili), soprattutto avendo trattenuto tutti i giocatori più talentuosi e inserito in organico giocatori del calibro di Muriel, Kjaer e giovani promettentissimi come Arana e Malinovsky. Il colombiano in particolare può risultare devastante nelle rotazioni dell’allenatore ex Genoa e Inter, offrendo altresì un cambio importante alle tre stelle dell’attacco atalantino: Josip Ilicic, Alejandro “Papu” Gomez e Duvan Zapata. Alle loro spalle, nel collaudato schema tattico gasperiniano, agisce una linea di 4 centrocampisti composta da Hateboer (o Castagne) e Gosens sugli esterni, con compiti di spinta offensiva e copertura difensiva, e da De Roon e Freuler in mediana, incaricati di impostare la manovra d’attacco e spezzare quella avversaria, ruotando con Pasalic. Chiude il solido ma fantasioso 3-4-2-1 orobico la linea a 3 in difesa formata da Toloi, Palomino e Masiello (con Kjaer e Djimsiti primi cambi) che, oltre a difendere la porta di Pierluigi Gollini, solitamente gestiscono il primo possesso dal basso.
LA SPERANZA – Assodando la superiorità del City di Guardiola che, a meno di clamorosi colpi di scena, dovrebbe assicurarsi non troppo difficilmente il primo posto, non può dirsi dunque altrettanto prevedibile la seconda posizione. È giusto che l’Atalanta creda fortemente nella qualificazione, perché ha i mezzi per raggiungerla e per giocarsela quanto meno alla pari con due delle tre dirette avversarie. I tifosi atalantini avranno già cerchiato sul calendario l’11 dicembre, giorno dell’ultima partita del girone, quando l’Atalanta potrebbe andare a giocarsi le ultime speranze di qualificazione alla Donbas Arena di Donetsk. Ma vincendo almeno due delle quattro partite del doppio confronto con lo Shakhtar e la Dinamo, portando a casa qualche punto nelle varie trasferte, o anche rubandolo inaspettatamente al City, il giorno della trasferta in Ucraina il gioco potrebbe esser già fatto.
Sembra tutto così facile, eppure, si sa, nel calcio nulla è scontato. Magari, tra qualche mese, si commenterà l’assurda eliminazione del Manchester City; magari alla fine l’Atalanta non lotterà nemmeno per la qualificazione; o magari riuscirà incredibilmente a passare il turno, regalando così ai propri tifosi una fiaba degna di esser raccontata alle generazioni future.
Perché se è vero che alla fine Cenerentola ha incontrato il suo principe azzurro e coronato il suo sogno, non c’è ragione nel pensare che “Cenerentola” Atalanta non possa lottare, credere e sperare nella qualificazione agli ottavi di finale di Champions League.
Sognare è lecito.







