La Liga 2018/2019 sta prendendo la direzione ancora una volta di Barcellona con i blaugrana che hanno otto punti di vantaggio sull’Atlético Madrid e dodici sul Real. Tolte le tre superpotenze desta molto interesse la lotta per l’ultimo posto che garantisce la partecipazione alla prossima Champions League; al momento se lo contendono quattro squadre raccolte in tre punti che sono Getafe (47), Deportivo Alavés (44), Valencia (43) e Sevilla (43). A guidare il treno dunque quella che può essere considerata un’autentica sorpresa visto che il miglior piazzamento nella storia della squadra di Madrid è il sesto ottenuto nella stagione 2009/2010 con Michel in panchina; da non scordare le due presenze in Coppa Uefa/Europa League (2007/2008 e 2010/2011) con gli azulones che al primo colpo raggiunsero i quarti di finali dove persero solo ai supplementari contro il Bayern Monaco trascinato da Luca Toni.
L’artefice dell’attuale miracolo, termine mai più veritiero poiché si tratta della squadra che ha la peggior media di possesso palla di tutta la Liga (43,1 %) ed è penultima nei dribbling effettuati, è un personaggio di 55 anni che arriva da Alicante ed è considerato un maniaco del lavoro tanto da essere definito in Spagna come il nuovo Simeone; il suo nome è Josè Bordalas, detto Pepe, e guida il Getafe dal settembre 2016. La sua ascesa è andata per gradi: al primo colpo la promozione in Liga attraverso i playoff dietro a Levante e Girona; l’anno scorso da debuttante nel massimo campionato spagnolo si è messo in mostra con un ottavo posto e la terza miglior difesa. In due anni e mezzo uno score di tutto rispetto con 50 vittorie, 34 pareggi e 31 sconfitte ma il punto forte del suo gioco è la fase difensiva come dimostrano i 107 gol subiti in 115 partite; il suo 4-4-2 è un concentrato di intensità e lanci lunghi in avanti dove Jaime Mata (13 reti), fresco della prima convocazione con la Roja a 28 anni e trascinatore del Real Valladolid neopromosso, e il sempre eterno Jorge Molina (cannoniere di tutti i tempi con 41 gol) finalizzano al meglio le occasioni da gol. Quello di Bordalas è un gruppo ristretto che può contare tra i pali sull’esperienza di David Soria (due Europa League con il Sevilla), davanti a lui la coppia centrale composta da Dakonam Djené, togolese che va agli allenamenti in treno, e l’ex Crotone Leandro Cabrera; sulla sinistra un’altra conoscenza del calcio italiano, Vitorino Antunes (una Coppa Italia con la Roma), sull’esterno destro Dimitri Foulquier (campione del Mondo Under 20 con la Francia di Pogba), in cabina di regia il talento serbo di Nemanja Maksimovic (campione del Mondo Under 20 e campione d‘Europa Under 19).
Da non scordare però il bomber di scorta Angel Rodriguez, spesso decisivo in Copa del Rey. Si sogna in grande dunque a Getafe, città di circa 178 mila abitanti nell’area sud di Madrid e sede di un aeroporto militare definito la culla dell’aeronautica spagnola. La società sportiva nasce ufficialmente dopo la guerra civile spagnola il 24 febbraio 1946 quando cinque abitanti del posto (Enrique Cordes Garcia, Aurelio Miranda Olavaria, Antonio Corridor Lozano, Manuel Serrano Vergara, Miguel Cubero Frances) decisero di fondare il Club Getafe Deportivo; l’8 agosto 1983 a seguito del fallimento viene poi creato l’attuale Getafe Club de Futbol che rappresenta la quarta squadra della Capitale dopo Real Madrid, Atlético e Rayo Vallecano. Nel 2004 avviene la prima storica promozione in Liga, nel 2005/2006 gli azulones si ritrovano per un periodo al primo posto e chiudono noni con la prima finale di Copa del Rey persa con il Sevilla; già detto della prima volta storica in Europacon allenatore l’ex Juventus, Lazio, Real Madrid e Barcelona Michael Laudrup, nello stesso anno raggiunge la finale di Copa per la seconda volta di fila ma anche in questa occasione arriva una cocente sconfitta per mano del Valencia.
Nel 2009/2010 in virtù del sesto posto partecipa alla prima edizione dell‘Europa League dove però non passa il girone comprendente Stoccarda, Odense e Young Boys; infine nel 2011 il cambio di proprietà: arriva la Royal Emirates Group dell’emiro Sheikh Butti bin Suhail Al-Maktoum che rappresenta lo sceicco proprietario del Manchester City Mansur bin Zayd Nahyan. Nel complesso sono 13 le partecipazioni in Liga per li club dove esordì da giocatore Luis Aragones, maestro del calcio spagnolo che ha portato la Roja sul tetto d’Europa nel 2008, e dal cui settore giovanile è uscito Alvaro Morata. Altri giocatori che hanno avuto un discreto successo e che sono passati dal Getafe sono il difensore del Napoli Raul Albiol, il bomber del Dortmund Paco Alcacer, il capitano del Valencia Dani Parejo, l’ala del Sevilla Pablo Sarabia e l’attaccante giramondo Roberto Soldado che rappresenta ancora oggi l’acquisto più costoso della storia (6 milioni di euro al Real Madrid) e anche la cessione più remunerativa (10 milioni dal Valencia) al pari di Pedro Leon. A otto giornate dalla fine c’è tutto un popolo che spinge la piccola realtà di Madrid ad eguagliare i cugini più ricchi e famosi, con la Capitale che si ritroverebbe con tre squadre in Champions League nella prossima stagione. Un record tutto da scrivere.
Roberto Bucci







