Premio Liedholm 2017: Vincenzo Montella nel segno del “Barone”

“Un grande orgoglio, Nils un punto di riferimento”

“La volta che a San Siro scoppiò un grande applauso perché finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio. O quell’altra che da fuori area colpì la traversa così forte, ma così forte, che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il Milan rischiò di prender gol in contropiede. Quante razioni di buonumore, caro vecchio Nils, e quante lezioni di calcio, in campo e fuori. Con quella maschera alla Buster Keaton e quell’italiano sussurrato che nemmeno dopo cinquant’anni e passa di residenza contemplava i verbi ausiliari e certe consonanti: loro abastansa bene; noi jocato melio. Un signore prima che un campione. Un educatore prima che un allenatore”.

Così, Gigi Garanzini, descriveva il “Vecchio Nils” in una famosa intervista.

Nils Erik Liedholm, il Barone svedese e patrimonio calcistico italiano da quando, nel 1949, sbarcò in Italia per intraprendere un’avventura che lo ha consegnato all’olimpo dei personaggi sportivi più amati e rispettati di sempre. Dal 2011, a 4 anni dalla sua scomparsa, il figlio Carlo affiancato da un folto gruppo di estimatori ha deciso di mantenere viva la sua memoria con la nascita dell’associazione Nils Liedholm e del premio “Nils Liedholm – campione sul campo, signore nella vita”, assegnato ogni anno ad uno sportivo che si sia particolarmente distinto non solo per i risultati raggiunti, ma per quei valori di lealtà, correttezza, signorilità, trasparenza ed eleganza che tanto hanno contraddistinto la vita e la carriera sportiva del grande Nils.

Il riconoscimento quest’anno ha visto in Vincenzo Montella, tecnico sulla panchina del Milan, il protagonista. Nella giornata di ieri 5 ottobre, infatti, in quel di Cuccaro Monferrato e nella storica cornice di Villa Boemia, l’allenatore campano ha ricevuto dalle mani di Carlo Liedholm e del sindaco Fabio Belinaso, il premio, giunto alla sua settima edizione e così si è espresso dal palco:

“Ho avuto il piacere di incrociare il Barone alla Roma, ho avuto la possibilità di apprezzare la sua signorilità, la sua eleganza, la sua ironia e la sua sublime intelligenza. È un grande orgoglio ricevere questo premio. Mi auguro di poter vincere come lui, ha vinto due scudetti, sicuramente è un punto di riferimento. È un grande personaggio”

“l’albo d’oro” riporta già nomi di spicco del mondo del calcio, nomi non casuali; da Claudio Ranieri, eroe inglese con il suo Leicester City, premiato lo scorso anno, passando per Carlo Ancelotti, Vicente Del Bosque, Michel Platini, Paolo Maldini e Roberto Donadoni.

Ancora le parole di un emozionato Vincenzo Montella:

“Ho scoperto di avere tante affinità professionali con Liedholm, lui ha anche vinto due scudetti da allenatore, chissà se posso seguirlo anche su quella via. A lui dicevano di essere napoletano, a me dicono nordico, chissà, siamo due cittadini del mondo”.

A prendere la parola è poi il figlio di Liedholm e promotore principe del Premio:

“Siamo alla settima edizione, quest’anno abbiamo un personaggio che incarna perfettamente questo spirito. Qui non si premia un vincitore, ma una persona. Un uomo con un certo stile: lealtà, signorilità, sobrietà, qualità che Montella ha in pieno, sono veramente contento di premiarlo e gli auguro il meglio”.

Nessun “vincitore” quindi, nessun pallone, scarpa o panchina d’oro, soltanto un sobrio riconoscimento a coloro i quali, consapevoli del loro privilegio professionale, mostrano al grande pubblico segni di umanità, correttezza e rispetto. Vincenzo Montella, come chi lo ha preceduto a Villa Boemia, si porta a casa un ricordo meritato per aver sposato professionalmente quel profilo di lealtà ed eleganza oltre che di grande ironia, qualità che l’associazione ripone in primo piano nell’assegnazione di questo premio.

Dunque un Oscar alle qualità umane di chi fa parte ed è protagonista del mondo del calcio, ad avercene!

Andrea Rescalli